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    28.06.2018

    Litigation & Arbitration – Giugno 2018


    Nel presente numero della Newsletter del Dipartimento Contenzioso&Arbitrati esaminiamo il contenuto della pronuncia del Tribunale delle Imprese di Roma (del 6 febbraio 2017) intervenuta per la prima volta sulla possibilità per il socio di s.r.l. di esercitare il proprio diritto d’opzione sull’aumento di capitale compensando il debito da conferimento con un (proprio) eventuale credito postergato ex art. 2467 c.c. Il Tribunale ha escluso tale possibilità, non sussistendo il requisito dell’esigibilità del credito ex art. 1243, comma primo c.c., affinché operi la compensazione legale.

     

    Affrontiamo, poi, il tema dell’esperibilità dell’azione revocatoria del creditore nei confronti del fondo patrimoniale costituito da uno dei coniugi ed avente ad oggetto un immobile di sua proprietà, e l’obbligo, in quel caso, di integrare il contraddittorio nei confronti dei figli in quanto litisconsorti necessari. La recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione (n. 3641 del 14 febbraio 2018), si è inserita in quel filone giurisprudenziale che, progressivamente, sta contribuendo a rendere sempre più debole l’istituto del fondo patrimoniale, consentendo l’azione revocatoria.

     

    Esaminiamo, infine, la sentenza n. 1065 del 19 febbraio 2018 della Corte di Appello di Roma, la quale risulta essere una delle poche pronunce che tratta il tema della responsabilità dell’internet hosting provider, in relazione alla pubblicazione sul web di notizie e informazioni diffamatorie, in quanto lesive dell’onore e della reputazione. La Corte ha riconosciuto l’assenza di un obbligo preventivo di controllo e di sorveglianza in capo all’hosting provider per le informazioni e notizie pubblicate dagli utenti sul web, che sono invece oggetto di mera memorizzazione.