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            <title>ADVANTLAW -&gt; News</title>
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            <language>en-gb</language>
            <copyright>RYZE Digital</copyright>
            
            <pubDate>Sat, 15 Aug 2026 01:45:23 +0200</pubDate>
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                        <pubDate>Wed, 22 Jul 2026 16:18:39 +0200</pubDate>
                        <title>Modello ADVANT Nctm. Fattore Fantacchiotti</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/modello-advant-nctm-fattore-fantacchiotti</link>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p><i>L'innesto del Partner nel Corporate M&amp;A corona un semestre di nomine e lateral. Così lo studio rafforza le sue ambizioni: crescita dimensionale, integrazione e spinta all'estero.</i></p><p>Tre lateral partner. Un counsel, un of counsel e tre managing associate. Quattro nomine a socio e nove promozioni interne. È questo il bilanco di ADVANT Nctm nei primi sei mesi del 2026. Tra le piattaforme più attive del mercato legale italiano, lo studio ha completato la propria strategia di crescita con l'ingresso, dal primo luglio, di <strong>Giorgio Fantacchiotti</strong>. Professionista di riferimento nel Corporate M&amp;A, dopo oltre vent'anni tra BonelliErede e LinkLaters e una parentesi in Fivers, è approdato nello studio assieme alla counsel <strong>Anna Gagliardi</strong> e l'associate <strong>Pietro Pozzati</strong>. L'operazione rafforza la presenza nei grandi deal e completa una stagione caratterizzata dagli ingressi dei partner <strong>Federico Morelli </strong>nel Debt Capital Markets e <strong>Antonio La Porta </strong>nel banking &amp; finance, oltre alle promozioni a socio di <strong>Luigi Ardizzone</strong>, <strong>Francesco Follieri</strong>, <strong>Marco Cosa </strong>e <strong>Francesco Mazzocchi</strong>.</p><p><a href="https://riviste.toplegal.it/books/TopLegal-Digital-22-LUGLIO-2026-def-4Eky/#p=20" target="_blank" rel="noreferrer">Leggi l'articolo integrale su TopLegal</a></p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                        
                        
                            
                            
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                        <pubDate>Mon, 22 Jun 2026 09:17:58 +0200</pubDate>
                        <title>Giorgio Fantacchiotti, uno dei nomi di riferimento dell&#039;M&amp;A italiano, entra come partner in ADVANT Nctm</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/giorgio-fantacchiotti-uno-dei-nomi-di-riferimento-dellma-italiano-entra-come-partner-in-advant-nctm</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>ADVANT Nctm annuncia l’ingresso di Giorgio Fantacchiotti come partner nell’area M&amp;A e private equity. Giorgio vanta una &nbsp;esperienza trentennale nelle operazioni di M&amp;A e private equity per financial sponsor domestici e internazionali e primari gruppi corporate. Il suo arrivo rafforza la practice dello Studio e ne consolida il posizionamento nel mercato italiano delle operazioni straordinarie.&nbsp;</p><p>Con Fantacchiotti entrano in ADVANT Nctm anche Anna Gagliardi, counsel, e Pietro Pozzati, managing associate, professionisti con expertise M&amp;A e private equity - domestica e cross-border - che hanno già lavorato con lui fianco a fianco nelle ultime operazioni. Un innesto coeso, immediatamente operativo, che rafforza in modo strutturale la capacità dello Studio di assistere clienti di primo piano nelle transazioni più complesse.</p><p>L'ingresso di Fantacchiotti e del suo team consolida e rafforza ulteriormente una practice che conta oggi oltre 40 professionisti tra i più autorevoli del panorama legale e che, per dimensioni, qualità e track record, si colloca tra le realtà di riferimento del mercato italiano.&nbsp;</p><p>Il gruppo annovera al proprio interno alcuni dei professionisti più riconosciuti anche dai principali ranking legali internazionali, confermandosi tra gli studi maggiormente influenti nel panorama nazionale del Private Equity, dell'M&amp;A e degli investimenti alternativi.&nbsp;</p><p>L'arrivo di Fantacchiotti è un segnale rilevante della direzione dello Studio e si inserisce nella strategia di crescita di lungo periodo di ADVANT Nctm: rafforzare la propria capability e reputation sull’arena internazionale, consolidare la leadership nel private equity e affermarsi come interlocutore di riferimento per i grandi operatori finanziari italiani e internazionali.</p><p>"<i>L'ingresso di Giorgio Fantacchiotti è un momento significativo per ADVANT Nctm. Giorgio è una delle figure più rispettate dell'M&amp;A italiano: una carriera costruita ai vertici dell'avvocatura d'affari internazionale, un track record eccezionale, una rete di relazioni di primissimo livello. Il team che porta con sé ha già dimostrato di saper lavorare con la stessa visione e lo stesso standard qualitativo. Con il suo arrivo, la nostra practice M&amp;A e private equity — già riconosciuta tra le migliori del mercato — compie un ulteriore salto di qualità, rafforzando una squadra che per profondità, esperienza e riconoscimenti non ha eguali in Italia</i>", ha dichiarato <strong>Paolo Montironi</strong>, <strong>senior partner</strong> di <strong>ADVANT Nctm</strong>.</p><p><i>“"Entrare a far parte di ADVANT Nctm significa per me unirmi a uno studio con una cultura professionale in cui mi riconosco e una reputazione costruita nel tempo. Porterò la mia esperienza nell’M&amp;A con l'ambizione di contribuire concretamente alla crescita della practice, lavorando sull'internazionalizzazione, sul private equity e sul rafforzamento delle relazioni con i principali operatori del mercato”</i>, ha dichiarato <strong>Giorgio Fantacchiotti</strong>&nbsp;</p><p>Con questo ingresso, lo Studio ADVANT Nctm conta oggi 87 partner.</p>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 12:35:41 +0200</pubDate>
                        <title>ADVANT Nctm investe sui talenti interni: Marco Cosa e Francesco Mazzocchi diventano Partner</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/advant-nctm-investe-sui-talenti-interni-marco-cosa-e-francesco-mazzocchi-diventano-partner</link>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">ADVANT Nctm annuncia la nomina a partner di <strong>Marco Cosa</strong> e <strong>Francesco Mazzocchi</strong>. Con queste promozioni lo Studio conferma il proprio impegno in un percorso di crescita fondato sulla valorizzazione dei talenti interni e sul costante rafforzamento delle competenze professionali a supporto dei clienti.</p><p class="text-justify"><strong>Marco Cosa </strong>vanta una consolidata esperienza nel diritto societario e commerciale, con focus su operazioni straordinarie, consulenza continuativa alle imprese e profili di corporate governance. Inoltre, assiste regolarmente clienti nazionali e internazionali nella negoziazione di contratti commerciali complessi e nella gestione di progetti strategici, con una particolare attenzione ai settori digital e tech, industria pesante, food and beverage, fashion e retail.</p><p class="text-justify"><strong>Francesco Mazzocchi</strong> si occupa di diritto della concorrenza dell’Unione europea e nazionale, assistendo imprese in procedimenti dinanzi alla Commissione europea e all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM). Le sue attività comprendono, tra l’altro, aiuti di Stato, controllo delle concentrazioni, contenzioso antitrust, intese e abusi di posizione dominante, , le pratiche commerciali scorrette nonché la disciplina sul controllo degli investimenti esteri (Golden Power).</p><p class="text-justify"><i>“La nomina di Marco Cosa e Francesco Mazzocchi riconosce due percorsi professionali costruiti con rigore e dedizione all’interno dello Studio e testimonia il nostro impegno nel valorizzare le risorse interne che ogni giorno contribuiscono al successo dei nostri clienti e allo sviluppo di ADVANT Nctm. Investire sulle persone e sulle loro competenze è essenziale nella nostra strategia per offrire un’assistenza qualificata”, </i>ha commentato <strong>Paolo Montironi</strong>, <strong>senior partner</strong> di <strong>ADVANT Nctm</strong>.</p><p class="text-justify">Con queste nomine, il numero totale dei partner dello studio sale a <strong>86</strong>.</p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Antitrust e Concorrenza</category>
                            
                                <category>Corporate and Commercial</category>
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                        
                        
                            
                            
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                        <pubDate>Thu, 07 May 2026 14:10:28 +0200</pubDate>
                        <title>Transaction risk insurance nelle operazioni M&amp;A Energy and Infrastructures</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/transaction-risk-insurance-nelle-operazioni-ma-energy-and-infrastructures</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Tra gli strumenti negoziali di allocazione del rischio, tipici delle operazioni di M&amp;A, è ormai sempre più diffuso il ricorso alle c.d. <i>transactional risk insurance policies </i>e, più in generale, ai prodotti assicurativi dedicati alle operazioni straordinarie.</p><p>Questi strumenti puntano a facilitare la negoziazione tra le parti, trasferendo all’assicurazione il rischio di perdite economiche insite nelle operazioni, perseguendo quindi l’interesse del venditore ad una (possibile) <i>clean exit </i>e proteggendo l’acquirente dalle possibili passività.</p><p>Tra le soluzioni maggiormente adottate nella prassi contrattuale, figurano sicuramente le Polizze W&amp;I a cui si accompagnano anche prodotti assicurativi di diversa natura, quali: (i) polizze dedicate a rischi specifici noti ed identificati emersi (magari) in fase di <i>due diligence </i>(<i>Contingent </i>Risk Policy), (ii) polizze relative alla validità di titoli giuridici degli immobili (<i>Title Risk Policy</i>), e (iii) polizze dedicate alla chiusura di fondi (<i>End of Fund Life Wrapper</i>).</p><p>In aggiunta a quanto precede – in un ecosistema sempre più sofisticato quale quello odierno – i broker hanno ampliato il ventaglio dei servizi effettuando anche analisi e valutazioni delle coperture assicurative in essere nelle società target, al fine di valutare la loro completezza, i possibili rischi non assicurati e la congruità dei massimali delle coperture assicurative in essere, tenuto conto dell’attività svolta dalla società target.</p><p>L’utilizzo delle polizze W&amp;I e, più in generale, dei prodotti “<i>transactional risk</i>” è stato progressivamente esteso anche ai sistemi europei di <i>civil law</i>, grazie all’intervento di alcuni fattori ovvero: (i) alla progressiva semplificazione dei processi di <i>underwriting</i>; (ii) alla maggior accessibilità dei premi assicurativi; e, soprattutto, grazie (iii) all’introduzione di prodotti specifici e di prodotti rivolti anche ad operazioni di dimensione medio – piccola.</p><p>Secondo gli ultimi dati, il numero di polizze stipulate nel 2024 con riferimento a operazioni di M&amp;A sul mercato italiano sarebbe stato pari a quasi 400 polizze, con quindi circa il 20% delle operazioni M&amp;A complessive assistite da una Polizza W&amp;I, con un <i>trend </i>di crescita costante negli ultimi anni che ha coinvolto anche il settore dell’energia e delle infrastrutture, nel quale il ricorso ai prodotti assicurativi si è attestato – in linea con l’andamento generale del mercato M&amp;A – intorno al 20% del complessivo numero di Polizze W&amp;I sottoscritte in questo particolare segmento di mercato, caratterizzato da un forte impatto della regolazione sul <i>cash flow </i>generato.</p><p><a href="https://www.advant-nctm.com/fileadmin/nctm/PDF/Transaction_risk_insurance.pdf" target="_blank">Leggi il documento integrale</a></p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Corporate and Commercial</category>
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                                <category>Energia e Infrastrutture</category>
                            
                                <category>Giurisprudenza</category>
                            
                                <category>Normativa</category>
                            
                        
                        
                            
                            
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                        <pubDate>Thu, 12 Feb 2026 15:36:00 +0100</pubDate>
                        <title>Elite: intervista a Michele Motta</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/elite-intervista-a-michele-motta</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Elite</strong>, ecosistema che aiuta le piccole e medie imprese a crescere e ad accedere ai mercati dei capitali privati e pubblici, ha intervistato il nostro Partner <strong>Michele Motta</strong>.</p><p><strong>Cosa significa per te "imprenditorialità”?</strong></p><p>“Imprenditorialità è la capacità di cogliere, prima degli altri, un’opportunità e di trasformarla in un valore concreto attraverso azione, creatività, innovazione e assunzione di rischi calcolati.L’attuale contesto macroeconomico e geopolitico, caratterizzato da incertezze e instabilità, offre agli imprenditori nuove opportunità (innovazione digitale, sostenibilità, nuovi mercati), ma richiede al contempo strategie di resilienza e rapido adattamento, con una forte spinta verso digitalizzazione, efficienza e internazionalizzazione, mentre le competenze e la formazione continua diventano cruciali per essere competivi in un scenario in rapida evoluzione.Ciò che spesso apprezzo nel prestare assistenza agli imprenditori è la loro capacità di elaborare e valutare le informazioni messe a loro disposizione (ad esempio in relazione ai rischi di natura legale legati a una certa iniziativa) e assumere una determinata decisione ponderando con grande rapidità i relativi rischi/benefici, intravedendo opportunità che altri non avrebbero colto”.</p><p><a href="https://www.elite-network.com/it/news/inspiring-advant-nctm" target="_blank" rel="noreferrer"><i><u>Clicca qui per l'intervista integrale</u></i></a></p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                        
                        
                            
                            
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                        <pubDate>Thu, 11 Dec 2025 10:59:37 +0100</pubDate>
                        <title>Gli investimenti tramite club deal: un modello in evoluzione</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/gli-investimenti-tramite-club-deal-un-modello-in-evoluzione</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Tratto da <a href="https://www.dirittobancario.it/art/gli-investimenti-tramite-club-deal-un-modello-in-evoluzione/" target="_blank" rel="noreferrer"><i><strong>Diritto Bancario</strong></i></a><i> - 11 dicembre 2025.</i></p><p>Il contributo analizza il modello dei <i>club deal</i> quale forma di investimento collettivo in cui un numero ristretto di investitori si aggrega per la realizzazione di una singola operazione, generalmente tramite la costituzione di uno <i>special-purpose investment vehicle</i>. L’analisi esamina la struttura contrattuale e societaria del club deal, soffermandosi sulle principali scelte in materia di governance, diritti patrimoniali, trasferimento delle partecipazioni ed exit. Ampio spazio è dedicato ai profili fiscali connessi alla fase di disinvestimento e alla distribuzione dei proventi, nonché alla disciplina degli strumenti di incentivazione dei soci operativi. Il contributo affronta infine i profili regolamentari, con particolare riferimento ai limiti della riserva di attività in materia di gestione collettiva del risparmio, evidenziando le condizioni che consentono di mantenere il club deal al di fuori del relativo perimetro applicativo.</p><p><a href="https://www.dirittobancario.it/art/gli-investimenti-tramite-club-deal-un-modello-in-evoluzione/" target="_blank" rel="noreferrer">Clicca qui per l'articolo integrale</a></p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                                <category>Fondi di Investimento</category>
                            
                                <category>Tributario</category>
                            
                        
                        
                            
                            
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                        <pubDate>Thu, 12 Jun 2025 11:17:54 +0200</pubDate>
                        <title>ADVANT Nctm continua a crescere: tre nuovi partner per rafforzare la squadra</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/advant-nctm-continua-a-crescere-tre-nuovi-partner-per-rafforzare-la-squadra</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">ADVANT Nctm annuncia la promozione di tre nuovi partner: Giuseppe Buono (Bancario e Finanziario), Andrea Iovieno (Capital Markets) e Filippo Ughi (Corporate/M&amp;A).</p><p class="text-justify">Le nomine si inseriscono nella strategia di crescita interna dello Studio, impegnato nella valorizzazione dei propri talenti e nella costruzione di solidi percorsi professionali, e costituiscono una ulteriore tappa nel rafforzamento della competitività e professionalità di ADVANT Nctm.</p><p class="text-justify"><strong>Giuseppe Buono </strong>vanta un’esperienza consolidata in diritto bancario e finanziario e capital markets, con particolare focus su operazioni di leveraged finance, real estate finance, project e corporate finance, oltre che nei debt capital markets. Supporta regolarmente banche, fondi e società su operazioni di finanziamento – sia domestiche che cross border – seguendone la strutturazione e la documentazione. Ha inoltre curato numerose operazioni di basket bond sul mercato italiano.&nbsp;</p><p class="text-justify"><strong>Andrea Iovieno </strong>è esperto in diritto societario e dei mercati finanziari, con un focus su equity e debt capital markets. Affianca emittenti, banche e intermediari in operazioni di quotazione, aumenti di capitale, operazioni straordinarie, emissioni di strumenti di debito, nonché fornisce assistenza in ambito public M&amp;A e in tema di corporate governance e compliance regolamentare.</p><p class="text-justify"><strong>Filippo Ughi </strong>ha un’esperienza consolidata in corporate finance, M&amp;A, private equity e diritto societario. Assiste società industriali e fondi di investimento italiani e internazionali in operazioni di M&amp;A, private equity e corporate finance, offrendo anche consulenza continuativa in materia societaria, dagli statuti alla governance, fino all’operatività degli organi sociali.</p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Bancario e Finanziario</category>
                            
                                <category>Capital Markets</category>
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                        
                        
                            
                            
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                        <pubDate>Fri, 10 Jan 2025 17:00:00 +0100</pubDate>
                        <title>ADVANT Nctm al primo posto della classifica Mergermarket M&amp;A Ranking 2024</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/advant-nctm-al-primo-posto-della-classifica-mergermarket-ma-ranking-2024</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>ADVANT Nctm</strong> si è posizionato al <strong>1° posto</strong> in Italia nella classifica di <strong>Mergermarket </strong>per numero di operazioni <strong>M&amp;A</strong> completate nel 2024, con 142 deal accreditati.<br><br>Questo straordinario risultato premia la professionalità e l'impegno del nostro team, sempre pronto ad affrontare le sfide di un mercato in continua evoluzione.<br><br>Per la prima volta, inoltre, ADVANT si è classificata nella top 20 europea, un traguardo che riflette la crescita costante e il consolidamento del nostro posizionamento a livello internazionale.</p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                        
                        
                            
                            
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                        <pubDate>Mon, 25 Nov 2024 09:34:40 +0100</pubDate>
                        <title>PEM Talks - Il ruolo del Private Debt nel settore</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/pem-talks</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><i>27 novembre 2024</i><br><i>17.00-18.00</i><br><i>Evento Online</i></p><p><strong>Emidio Cacciapuoti</strong> sarà relatore al terzo appuntamento dedicato al Private Equity Monitor organizzato dalla Liuc Business School.</p><p>L'evento, online, verterà sul ruolo del Private Debt nel settore; verranno inoltre presentati i dati del terzo trimestre PEM “Italia 2024”.</p><p>ADVANT Nctm è sponsor del Private Equity Monitor.&nbsp;</p><p><a href="https://km.nctm.it/Intranet/home/mainColumnParagraphs/011111111111111111111111111112/text_files/file/PROGRAMMA%20EVENTO%20PEM_27_11_24[29].pdf" target="_blank" rel="noreferrer"><u>Clicca qui per ulteriori info</u></a><br><a href="https://w3.liuc.it/iscrizioni/f.php?f=3942" target="_blank" rel="noreferrer"><u>Clicca qui per iscriverti</u></a></p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                                <category>Private Equity and Venture Capital</category>
                            
                        
                        
                            
                            
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                        <pubDate>Wed, 06 Nov 2024 09:38:13 +0100</pubDate>
                        <title>Lorenzo Freddi nuovo partner dello Studio</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/lorenzo-freddi-nuovo-partner-dello-studio</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">ADVANT Nctm è lieta di annunciare l'ingresso di <strong>Lorenzo Freddi</strong> come nuovo partner del dipartimento Corporate/M&amp;A, con l’obiettivo di arricchire le competenze dello Studio in particolare nei settori tech, infrastrutture e trasporti.&nbsp;</p><p class="text-justify"><a href="https://www.advant-nctm.com/professionisti/cv-professional/lorenzo-freddi" target="_blank"><strong>Lorenzo </strong></a>porta con sé un’esperienza di 16 anni maturata presso Cleary Gottlieb Steen &amp; Hamilton LLP, dove ha sviluppato una solida competenza in ambito M&amp;A e private equity.&nbsp;</p><p class="text-justify">Nel corso della sua carriera, ha assistito clienti industriali e fondi di investimento, sia italiani che internazionali, in una vasta gamma di operazioni M&amp;A, joint venture e partnership. Il suo percorso professionale include anche una consolidata expertise in contratti commerciali e tecnologici.</p><p class="text-justify">Grazie alla sua esperienza e competenza, Lorenzo Freddi offrirà un contributo significativo alle esigenze dei clienti di ADVANT Nctm nei settori più strategici e complessi.&nbsp;</p><p class="text-justify">Con l’ingresso di Lorenzo, ADVANT Nctm conta oggi 78 partner.</p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                        
                        
                            
                            
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                        <pubDate>Wed, 18 Sep 2024 12:40:14 +0200</pubDate>
                        <title>MAG | Private Equity Focus</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/mag-private-equity-focus</link>
                        <description>Il commento del nostro Emidio Cacciapuoti</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un primo semestre di alto livello, il mercato del private equity conferma il proprio ottimo stato di salute nel corso del mese di luglio, facendo registrare 47 nuovi investimenti. Lo scorso anno, nel medesimo periodo, l’Osservatorio PEM di LIUC – Università Cattaneo, attivo nell’ambito delle attività della LIUC Business School, aveva mappato 49 investimenti (44 a luglio dell’anno precedente). Nei primi sette mesi dell’anno sono state concluse e censite 243 operazioni.&nbsp;</p><p>«Le operazioni si accompagnano a modelli e strutture di investimento sempre più evolute e focalizzate a obiettivi di creazione di valore nel medio lungo periodo», dichiara <strong>Emidio Cacciapuoti</strong>, partner ADVANT Nctm. «In tal senso, assistiamo a una sostanziale diversificazione delle strategie di exit con ampio ricorso al mercato del secondario con la strutturazione di continuation vehicle che consentono al gestore di proseguire la fase di sviluppo e consolidamento di valore degli asset ritenuti più strategici».&nbsp;</p><p>A luglio, le operazioni di buy out hanno rappresentato ben l’85% dei deal totali, lasciando alle altre tipologie di intervento un ruolo residuale; gli add on hanno rappresentato il 53%, segnale che gli operatori continuano a perseguire il potenziamento e la crescita per linee esterne delle proprie portfolio companies. Il Nord Italia costituisce sempre il principale polo catalizzatore, con Lombardia e Veneto, da sottolineare una buona frequenza di operazioni anche in Toscana e nel Lazio.&nbsp;</p><p>Prodotti per l’industria, ICT, terziario e beni di consumo sono i settori maggiormente oggetto di operazioni, con i primi due comparti che costituiscono circa il 45% dell’intera industry. L’attività di investimento degli operatori internazionali nelle imprese del nostro Paese ha rappresentato il 59% delle operazioni concluse, dato che si mantiene su livelli superiori rispetto alla già ormai consueta elevata quota degli ultimi anni.</p><p>&nbsp;A margine, per quanto concerne l’attività all’estero, si segnala che l’Osservatorio PEM ha mappato una operazione di acquisizione diretta in Europa conclusa da operatore domestico e quattro add on aventi quali target companies aziende europee, con Germania, Francia e Spagna quali mete privilegiate per l’espansione.&nbsp;</p><p>Da ultimo, si segnala la conferma del ritorno di operazioni di dimensione di assoluto rilievo: tra queste, l’acquisizione di Prelios da parte di Ion Investment Group, deal con enterprise value di 1350 milioni di euro, ma soprattutto l’acquisizione di Netco (la rete fissa di Tim) perfezionata da KKR, con il contributo di F2i sgr, con una valorizzazione pari a 18,5 miliardi di euro.</p><p><a href="https://legalcommunity.it/wp-content/uploads/2024/09/MAG-219_LC-2.pdf" target="_blank" rel="noreferrer"><strong>Tratto da Mag By Legalcommunity</strong></a></p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                                <category>Private Equity and Venture Capital</category>
                            
                        
                        
                            
                            
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                        <pubDate>Mon, 09 Sep 2024 16:42:33 +0200</pubDate>
                        <title>Pem Talk presenta il primo semestre 2024 del private equity italiano</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/pem-talk-presenta-il-primo-semestre-2024-del-private-equity-italiano</link>
                        <description>L&#039;evento sarà aperto a tutti e in diretta online alle 17.00</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il secondo appuntamento per il 2024 del PEM Talk sarà il 23 settembre, alle ore 17.00, in collegamento online su Teams. Nel corso di questa edizione del webinar, saranno presentati i dati del primo semestre 2024 dell’Osservatorio Private Equity Monitor – Pem. Seguirà una presentazione incentrata sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel settore.</p><p>L’Osservatorio Private Equity Monitor – PEM, attivo presso la LIUC Business School in collaborazione con AIFI e grazie al contributo di ADVANT Nctm, Deloitte, Equita, Executive SearchWorldwide, Fondo Italiano di Investimento Sgr e Riello Investimenti Sgr, sviluppa da venti anni un’attività di monitoraggio permanente sugli investimenti in capitale di rischio realizzati nel nostro Paese, al fine di offrire ad operatori, analisti, studiosi e referenti istituzionali, informazioni utili per lo svolgimento delle relative attività.</p><p>Per iscriversi, clicca <a href="http://w3.liuc.it/iscrizioni/f.php?f=3870" target="_blank" rel="noreferrer"><u>qui</u></a></p><p><a href="https://www.aifi.it/it/private-capital-today/pemtalkpresenta-il-primo-semestre-2024del-private-equity-italiano" target="_blank" rel="noreferrer"><strong><u>Tratto da AIFI.it</u></strong></a></p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                                <category>Private Equity and Venture Capital</category>
                            
                        
                        
                            
                            
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                        <pubDate>Fri, 14 Jun 2024 15:03:00 +0200</pubDate>
                        <title>Cresce il numero dei Partner in ADVANT Nctm con 4 nuove promozioni</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/cresce-il-numero-dei-partner-in-advant-nctm-con-4-nuove-promozioni</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>ADVANT Nctm</strong> rafforza la compagine societaria con la nomina di <strong>Roberto de Nardis di Prata</strong>, <strong>Francesca Pittau</strong>, <strong>Alessia Trevisan</strong> e <strong>Federico Vecchio </strong>quali nuovi Partner di Studio, portando così il numero a 74.</p><p class="text-justify">La promozione si inserisce all’interno della strategia di crescita interna di ADVANT Nctm volta a valorizzare i propri talenti.</p><p class="text-justify"><a href="https://www.advant-nctm.com/professionisti/Roberto-de-Nardis-di-Prata" target="_blank" rel="noopener"><strong>Roberto de Nardis di Prata</strong></a><strong>&nbsp;</strong>ha maturato un’esperienza ventennale nelle aree del&nbsp;diritto bancario e finanziario e del&nbsp;<i>debt capital market</i>, occupandosi in particolar modo di operazioni di&nbsp;<i>acquisition, leveraged and real estate finance</i>,&nbsp;<i>corporate lending</i>, emissioni di&nbsp;<i>basket bond</i>&nbsp;e ristrutturazioni del debito. Roberto assiste sia primari finanziatori – banche e fondi di debito – che&nbsp;<i>sponsor</i>&nbsp;e società industriali nelle&nbsp;operazioni di finanziamento&nbsp;nonché operatori di <i>private debt</i>.</p><p class="text-justify"><a href="https://www.advant-nctm.com/professionisti/Francesca-Pittau" target="_blank" rel="noopener"><strong>Francesca Pittau</strong></a>&nbsp;è esperta di diritto del lavoro e assiste clienti italiani e internazionali nella gestione&nbsp;delle risorse umane&nbsp;in ogni loro fase, con particolare focus&nbsp;sui&nbsp;processi di&nbsp;riorganizzazione&nbsp;e ristrutturazione aziendale. Inoltre, Francesca si occupa dello sviluppo e dell’implementazione di piani di incentivazione per&nbsp;<i>key manager</i>, politiche di&nbsp;<i>welfare</i>&nbsp;e attività di diversità e inclusione.</p><p class="text-justify"><a href="https://www.advant-nctm.com/professionisti/Alessia-Trevisan" target="_blank" rel="noopener"><strong>Alessia Trevisan</strong></a>&nbsp;opera nel settore&nbsp;M&amp;A&nbsp;e, in particolare, del <i>private&nbsp;equity</i> e&nbsp;<i>venture&nbsp;capital</i>. Alessia assiste fondi di investimento, italiani e stranieri,&nbsp;imprese&nbsp;industriali,&nbsp;<i>family-office</i>, fondi di&nbsp;<i>venture capital</i>&nbsp;in operazioni di investimento&nbsp;e disinvestimento,&nbsp;nonché&nbsp;<i>manager&nbsp;</i>nella strutturazione ed implementazione di piani di incentivazione.</p><p class="text-justify"><a href="https://www.advant-nctm.com/professionisti/Federico-Vecchio" target="_blank" rel="noopener"><strong>Federico Vecchio</strong></a><strong> </strong>opera sia nell’assistenza stragiudiziale&nbsp;che giudiziale&nbsp;a&nbsp;primari gruppi nazionali e multinazionali nel contenzioso anche arbitrale e in operazioni societarie straordinarie. Inoltre, Federico ha&nbsp;maturato una&nbsp;profonda conoscenza del diritto sportivo&nbsp;anche grazie alle cariche ricoperte&nbsp;presso gli organi di giustizia del CONI e di varie&nbsp;federazioni&nbsp;sportive, nazionali ed internazionali. &nbsp;<strong>&nbsp;</strong></p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Bancario e Finanziario</category>
                            
                                <category>Corporate and Commercial</category>
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                                <category>Lavoro</category>
                            
                        
                        
                            
                            
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                        <pubDate>Tue, 09 Apr 2024 04:21:33 +0200</pubDate>
                        <title>M&amp;A, gli studi leader del primo trimestre 2024</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/ma-gli-studi-leader-del-primo-trimestre-2024</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p></p><p class="article-subtitle"><em>Sul podio Legance, Linklaters e Advant Nctm, rileva il monitoraggio trimestrale di Lseg. Importante la presenza delle insegne americane.</em></p><strong>Legance</strong>&nbsp;è il leader italiano nelle fusioni e acquisizioni (M&amp;A). Lo certifica la “Global Mergers &amp; Acquisition Review” del primo trimestre 2024, diffusa nei giorni scorsi dal Gruppo London Stock Exchange (Lseg), società cui fa capo la borsa inglese. La ricerca, che considera sia le società acquirenti che i target, colloca l’Italia al terzo posto a livello europeo per operazioni di M&amp;A, per un valore complessivo dei deal di&nbsp;<strong>18,2 miliardi di dollari</strong>.&nbsp;<p style="font-weight: 500;"><strong>I principali studi per M&amp;A in Italia nel primo trimestre 2024</strong></p><p style="font-weight: 400;"><b><strong>Legance&nbsp;</strong></b>detiene una quota di mercato del 44,8% nei mandati annunciati nel primo trimestre 2024 relativi a operazioni di M&amp;A, per un valore di 11,5 miliardi di dollari, suddivisi su 17 deal. Ricordiamo che l’insegna nel 2022 aveva il primato dei mandati in ambito M&amp;A.</p><p style="font-weight: 400;">Al secondo posto&nbsp;<b><strong>Linklaters</strong></b>, che ha seguito sei deal, per un valore di 10,2 milioni di dollari e una quota di mercato del 40%. Un deciso balzo per l’insegna, che nel 2023 era al 17mo posto.</p><p style="font-weight: 400;">Terza in classifica&nbsp;<b><strong>Advant Nctm</strong></b>, che ha fatturato 8,6 milioni di euro con la sua attività di advisor legale di M&amp;A, grazie all’assistenza per 10 deal, con una quota di mercato del 33,8%.</p><p style="font-weight: 400;">Sono fuori dal podio, ma presenti nella top-5, tre insegne internazionali: l’inglese&nbsp;<b><strong>Slaughter &amp; May&nbsp;</strong></b>l’americana McDermott Will &amp; Emery (entrambe con operazioni per un valore di 8,675 milioni) e la statunitense&nbsp;<b><strong>White e Case</strong></b>&nbsp;(con mandati per 7,6 milioni).</p><p style="font-weight: 400;">A dare un rilevante contributo ai mandati in Italia degli studi legali nel primo trimestre 2024 è stata&nbsp;<a href="https://www.toplegal.it/art/swisscom-rileva-vodafone-italia-tutti-gli-advisor-dell-operazione/" target="_blank" style="font-weight: 400;" rel="noreferrer">l’acquisizione di&nbsp;<b><strong>Vodafone</strong></b>&nbsp;da parte di&nbsp;<b><strong>Swisscom</strong></b></a>, conclusa a fine febbraio 2024: si è trattato infatti della quinta operazione più importante condotta a livello europeo. Ricordiamo che lato advisor sono state coinvolte tutte le insegne nella top-5 della classifica di Lseg: Legance, McDermott Will &amp; Emery e White e Case hanno assistito Swisscom, mentre Vodafone Italia è stata affiancata da Advant Nctm, Linklaters, Slaughter and May.</p>&nbsp;<strong>L'avanzata delle insegne americane</strong><p style="font-weight: 400;">In generale, si nota nella classifica di Lseg la massiccia presenza di insegne americane: oltre alle summenzionate McDermott Will &amp; Emery e White e Case, rientrano fra i primi dieci studi anche&nbsp;<b><strong>Pillsbury Winthrop Shaw Pitt</strong></b>,&nbsp;<b><strong>Sidley Austin</strong></b>, Ropes &amp; Gray e&nbsp;<b><strong>Wachtell</strong></b>,<b><strong>&nbsp;Lipton, Rosen &amp; Katz</strong></b>&nbsp;coinvolti in due operazioni, per un controvalore complessivo di 6,351 milioni di dollari.</p><p style="font-weight: 400;">Nel marzo 2024&nbsp;<a href="https://www.ropesgray.com/en/news-and-events/news/2024/03/ropes-gray-advises-sixth-street-on-italian-retail-joint-venture" target="_blank" style="font-weight: 400;" rel="noreferrer">Ropes &amp; Gray ha assistito&nbsp;<b><strong>Sixth Street</strong></b></a>, società di investimento globale con circa 75 miliardi di dollari di asset in gestione, nella costituzione della joint venture con&nbsp;<b><strong>Starwood Capital</strong></b>&nbsp;per un investimento in un portafoglio di immobili retail italiani del valore di 258 milioni di euro detenuto da&nbsp;<b><strong>Igd</strong></b>.</p><p style="font-weight: 400;">Inoltre,&nbsp;<a href="https://www.ropesgray.com/en/news-and-events/news/2024/02/ropes-gray-advises-partners-group-on-programmatic-european-pbsa-joint-venture" target="_blank" style="font-weight: 400;" rel="noreferrer">Ropes &amp; Gray nel febbraio 2024 ha seguito&nbsp;<b><strong>Partners Group</strong></b></a>&nbsp;nella sua joint venture paneuropea con lo specialista italiano di alloggi per studenti Camplus International e il gestore italiano di asset alternativi DeA Capital Real Estate. L’operazione rappresenta il maggiore deal di private equity nel mercato dello student-housing europeo.</p><p style="font-weight: 400;">Molti studi americani alla vetta del mercato italiano per l’M&amp;A non hanno uffici in Italia, e seguono i mandati cross border attraverso i suoi professionisti basati in Europa, il più delle volte tramite il proprio ufficio di Londra o New York.</p>&nbsp;<a href="https://www.toplegal.it/art/ma-gli-studi-leader-del-primo-trimestre-2024/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tratto da Top Legal</a>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Wed, 13 Mar 2024 02:54:56 +0100</pubDate>
                        <title>Private Equity Focus</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/private-equity-focus</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il mercato del private equity riparte nel 2024 subito con numeri importanti: sono ben 34 i nuovi investimenti annunciati nel corso del mese di gennaio appena concluso. Lo scorso anno, nel medesimo periodo, l'Osservatorio PEM di LIUC — Università Cattaneo, attivo nell'ambito delle attività della LIUC Business School, aveva mappato 24 investimenti, mentre erano 32 nel gennaio 2022. Oltre al numero di operazioni, appare di buon auspicio la rinnovata presenza di deal di dimensioni significative, su tutti l'acquisizione di La Piadineria completata da CVC Capital Partners.«Difficile fare previsioni per il 2024 ma è ragionevole aspettarsi una significativa attività d'investimenti e disinvestimenti soprattutto nell'area mid-market che offre maggiori opportunità di consolidamento e incremento del valore nelle target e garantisce altresì diverse soluzioni di exit. Sempre più spesso assistiamo a operazioni laddove operatori di private equity di maggiori dimensioni (spesso di matrice internazionale) subentrano ai gestori italiani che hanno avviato una prima fase di sviluppo e crescita delle pmi italiane. In tal caso, obiettivo principale di sviluppo è l'internazionalizzazione delle eccellenze italiane», dichiara Emidio Cacciapuoti, socio dello studio ADVANT Nctm.A gennaio, le operazioni di buy out hanno rappresentato il 76% dei deal totali; gli add hanno rappresento il 39%. Il Nord Italia costituisce sempre il principale polo catalizzatore, con Lombardia e Veneto in primo piano, ma è da segnalare anche la buona performance della Toscana. Prodotti industriali, ICT e cleantech sono i settori maggiormente oggetto di operazioni, con i primi due comparti che costituiscono da soli oltre la metà dell'intera industry. Lattività di investimento degli operatori internazionali nelle imprese del nostro Paese ha rappresentato il 44% delle operazioni concluse, in leggero calo rispetto agli ultimi anni.&nbsp;<a href="https://www.advant-nctm.com/wp-content/uploads/2024/03/Mag.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>Tratto da Mag by Legalcommunity</em></a></p>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Wed, 13 Mar 2024 02:45:06 +0100</pubDate>
                        <title>Il private equity cresce del 33%</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/il-private-equity-cresce-del-33</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il 2024 del private equity italiano è partito con il piede sull'acceleratore, e non solo per il numero complessivo delle operazioni, che fa marciare l'industria a ritmo di record storico. Tra gennaio e febbraio, infatti, il settore ha potuto festeggiare anche il ritorno dei grandi investimenti, che erano mancati per tutto il 2023. A mostrare queste evidenze è il Private Equity Monitor di Liuc-Business School, realizzato in collaborazione con Aifi e con il contributo di Advant Nctm, Deloitte, Equita, Esw Europe, Fondo Italiano d'Investimento sgr e Riello Investimenti sgr.<em>Articolo integrale sull'edizione odierna di Milano Finanza</em></p>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Thu, 18 Jan 2024 09:53:43 +0100</pubDate>
                        <title>M&amp;A: la classifica 2023 di Mergermarket per valore delle operazioni</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/ma-la-classifica-2023-di-mergermarket-per-valore-delle-operazioni</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono un italiano e due internazionali. Parliamo del podio dell’attività m&amp;a in Italia nel 2023. Il dato è di MergerMarket che ha tirato le somme di un anno di fusioni e acquisizioni a cui hanno lavorato come consulenti legali, gli studi d’affari presenti in Italia.Guardando alle insegne che hanno seguito le operazioni di maggior valore, osserviamo che il primo posto di questa classifica è occupato da Gianni &amp; Origoni (Gop) che ha firmato 71 deal per un valore complessivo di 32,431 miliardi di dollari. Seguono a un’incollatura Clifford Chance, con 19 operazioni per 31,542 miliardi e Freshfields con lo stesso numero di deal per 31,505 miardi. Completano la lista degli studi legali in top 10, Gatti Pavesi Bianchi Ludovici, 53 operazioni per 26,063 miliardi di valore; Carbonetti, con due deal per 23,3 miliardi; Chiomenti che nell’anno ha seguito 79 operazioni per un valore complessivo di 17,8 miliardi di dollari; White &amp; Case che ha lavorato su 20 dossier per 13,3 miliardi; seguito da BonelliErede, Legance e Linklaters che hanno messo assieme, nell’ordine, operazioni per un valore complessivo di 7,9, 6,4 e 6,4 miliardi di dollari.BonelliErede, però, risulta lo studio che ha seguito il numero più alto di operazioni con 92 dossier all’attivo nel 2023, seguito da Chiomenti (79), ADVANT Nctm (78), Pedersoli (72) e Gop (71). Completano la lista dei dieci studi che hanno lavorato al maggior numero di operazioni nel corso dell’anno appena passato, Russo De Rosa, accreditato su 66 deal; Legance che ha seguito 54 dossier; LCA, con lo stesso numero di operazioni; Gatti Pavesi Bianchi Ludovici (53) e Pwc Tls (51).</p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                        
                        
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                        <pubDate>Tue, 16 Jan 2024 09:32:35 +0100</pubDate>
                        <title>The Legal 500: Private Equity Comparative Guide | Italia</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/the-legal-500-private-equity-comparative-guide-italia</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>L'obiettivo di questa guida è quello di fornire ai lettori una panoramica pragmatica del diritto del <strong>private equity</strong> in diverse giurisdizioni.Ogni capitolo della guida fornisce informazioni sulle questioni attuali che interessano la pratica del private equity in un determinato Paese e affronta argomenti quali fusioni e acquisizioni, sistemi di incentivazione del management e finanziamento del debito, nonché approfondimenti, pareri e modifiche legislative previste per il rispettivo Paese.ADVANT Nctm ha curato il capitolo sull'Italia.<a href="https://www.advant-nctm.com/wp-content/uploads/2024/01/mpdf.pdf" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per il documento.</a></p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                        
                        
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                        <pubDate>Wed, 06 Dec 2023 03:15:06 +0100</pubDate>
                        <title>ADVANT Nctm consolida la proposta di servizi della Practice Private Equity con Emidio Cacciapuoti</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/advant-nctm-consolida-la-proposta-di-servizi-della-practice-private-equity-con-emidio-cacciapuoti</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio ADVANT Nctm è lieto di annunciare l’ingresso in qualità di Partner di&nbsp;<strong>Emidio Cacciapuoti.</strong></p><p>Emidio proviene dallo Studio Legale McDermott Will &amp; Emery e vanta una significativa esperienza&nbsp;nella strutturazione e costruzione di fondi d’investimento alternativi, schemi di&nbsp;<i>carried interest</i>&nbsp;e accordi d’investimento. La sua esperienza riguarda altresì la consulenza&nbsp;in materia di fiscalità internazionale&nbsp;e finanziaria.</p><p>Nell'ultimo decennio Emidio ha assistito principalmente&nbsp;società di gestione del risparmio e investitori istituzionali italiani e internazionali. Con il suo team, fornisce un supporto altamente specializzato che copre sia gli aspetti di natura regolamentare che fiscale nel settore degli investimenti alternativi di private equity, private debt, venture capital e immobiliare.</p><p>L’ingresso di Emidio Cacciapuoti, insieme ai Counsel <strong>Giorgio Bobba</strong>, avvocato specializzato in materia regolamentare, e <strong>Davide Massiglia</strong>, con pluriennale esperienza in materia di fiscalità internazionale e finanziaria, va a rafforzare ulteriormente l’offerta dei dipartimenti M&amp;A e tributario dello Studio.</p><p>Con questo nuovo ingresso ADVANT Nctm conta oggi 70 soci.</p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                        
                        
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                        <pubDate>Mon, 17 Jul 2023 11:35:38 +0200</pubDate>
                        <title>ADVANT Nctm rafforza la compagine societaria con 3 nuove promozioni</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/advant-nctm-rafforza-la-compagine-societaria-con-3-nuove-promozioni</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>ADVANT Nctm</strong>&nbsp;rafforza la compagine societaria con la nomina di&nbsp;<strong> Jacopo Arnaboldi</strong>, <strong>Miranda Cellentani</strong>,&nbsp;ed&nbsp;<strong>Eleonora Parrocchetti&nbsp;</strong>come&nbsp;<strong>Equity Partner</strong>&nbsp;dello Studio, nelle sedi di Milano e Roma.La promozione rientra nel percorso di crescita professionale che ADVANT Nctm sostiene, con l’obiettivo di valorizzare i propri talenti e preservare l’integrità e la cultura aziendale.<strong>Jacopo Arnaboldi</strong>, nominato&nbsp;partner&nbsp;nell’ambito del dipartimento Corporate and Commercial dello Studio presso la sede di Milano, è specializzato in diritto commerciale e societario, contrattualistica d’impresa e M&amp;A. Fornisce assistenza a clienti nazionali e internazionali con una significativa esperienza nei settori del Technology, Digital Media and Entertainment (TMET), farmaceutico, energia e industria manifatturiera.<strong>Miranda Cellentani</strong>,<strong>&nbsp;</strong>nuova partner nel dipartimento Corporate and Commercial a Roma, assiste numerose imprese italiane ed estere in ambito commerciale e societario fornendo consulenza continuativa stragiudiziale, contrattuale ed extracontrattuale, nonché assistenza in operazioni straordinarie. &nbsp;Miranda ha maturato una esperienza ultradecennale nel settore delle energie rinnovabili ed ha acquisito competenze specifiche in materia regolatoria e contrattualistica di settore, assistendo i clienti dalla fase di sviluppo dei progetti a quella di costruzione ed esercizio degli impianti, sino alla eventuale fase di dismissione dell’investimento.<strong>Eleonora Parrocchetti</strong>, nominata partner nel dipartimento Fusioni e Acquisizioni a Milano, ha sviluppato le sue competenze nell’ambito del diritto commerciale e societario e, in particolare, nel settore del private equity e nel venture capital, assistendo fondi di investimento e clienti industriali, italiani e stranieri, in numerose operazioni straordinarie. Presta inoltre consulenza legale continuativa a primarie società in merito a tutti gli aspetti di diritto societario come la corporate governance e la disciplina regolamentare applicabile alle società quotate.Con le nuove nomine, lo Studio conta oggi&nbsp;<strong>68 Soci</strong>.</p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Corporate and Commercial</category>
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                        
                        
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                        <pubDate>Tue, 25 Oct 2022 03:54:22 +0200</pubDate>
                        <title>Venture capital: l’intervento del Fondo rotativo</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/venture-capital-lintervento-del-fondo-rotativo</link>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Con&nbsp;<a href="https://www.dirittobancario.it/art/fondo-rotativo-per-il-venture-capital-in-gu-condizioni-e-modalita-di-intervento/" target="_blank" rel="noreferrer"><strong>decreto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale del 13 aprile 2022</strong></a>, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 167 del 19 luglio 2022, sono state stabilite le&nbsp;<strong>modalità</strong>&nbsp;e le&nbsp;<strong>condizioni</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>intervento del Fondo rotativo per le operazioni di&nbsp;<em>venture capital</em></strong>&nbsp;di cui all’articolo 1, comma 932, della legge 27 dicembre 2006, n. 269,&nbsp;<strong>nonché</strong>&nbsp;definite le&nbsp;<strong>attività e</strong>&nbsp;gli&nbsp;<strong>obblighi di Simest</strong>, quale soggetto che gestisce il Fondo, le funzioni di controllo del Ministero e la composizione e i compiti del Comitato di indirizzo e rendicontazione.Il&nbsp;<strong>Fondo rotativo</strong>&nbsp;per le operazioni di&nbsp;<em>venture capital</em>&nbsp;è&nbsp;<strong>gestito da Simest</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>costituisce</strong>&nbsp;a tutti gli effetti un&nbsp;<strong>patrimonio autonomo</strong>&nbsp;e distinto dal patrimonio di questa, con contabilità separata. Come noto,&nbsp;<strong>Simest è la società del gruppo Cassa Depositi e Prestiti</strong>&nbsp;che dal 1991 sostiene la crescita delle imprese italiane mediante lo sviluppo delle rispettive attività all’estero. Simest, in particolare, attraverso diverse forme di finanziamento o tramite la partecipazione al capitale sociale, supporta le imprese italiane in tutto il processo di internazionalizzazione, dalla fase di valutazione circa l’apertura di nuovi mercati e alla fase di espansione internazionale.Il&nbsp;<strong>decreto affida</strong>, in particolare,&nbsp;<strong>a Simest il compito di attuare tutte le operazioni necessarie per l’acquisizione, la gestione e la liquidazione degli investimenti del Fondo</strong>. È stato poi istituito, presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, quale organo competente per l’amministrazione del Fondo, il c.d. Comitato di indirizzo e rendicontazione, composto da tre rappresentanti di tale Ministero, da un rappresentante del Ministero dello Sviluppo Economico e da un rappresentante del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il Comitato, in particolare, esamina le richieste di intervento del Fondo trasmesse da Simest e delibera sulla concessione degli interventi e sui successivi aggiornamenti e modifiche inerenti agli interventi concessi.Le&nbsp;<strong>risorse del Fondo</strong>&nbsp;sono costituite dalle disponibilità finanziarie depositate sul conto corrente, presso la Tesoreria centrale dello Stato, intestato a “Simest – Fondi Venture Capital”. La&nbsp;<strong>dotazione</strong>&nbsp;è, inoltre,&nbsp;<strong>costituita dai proventi derivanti dalla gestione degli impieghi e delle liquidità del Fondo</strong>&nbsp;e dalle somme derivanti dalla remunerazione degli interventi del Fondo e dalla cessione delle partecipazioni (ivi incluse eventuali plusvalenze), nonché dai rimborsi di qualsiasi natura spettanti al Fondo. Le suddette risorse sono impiegate dal Fondo, tramite la gestione di Simest, sulla base delle delibere assunte dal Comitato.L’intervento del Fondo rotativo per le operazioni di&nbsp;<em>venture capital</em>&nbsp;è rivolto alle controllate di imprese italiane all’estero, anche al di fuori di Stati appartenenti all’Unione Europea o allo Spazio Economico Europeo, che intendono realizzare investimenti produttivi, commerciali o di innovazione tecnologica nell’ambito di un programma di sviluppo internazionale ed è volto a favorirne e supportarne l’espansione.<strong>Il Fondo</strong>&nbsp;rotativo per le operazioni di&nbsp;<em>venture capital</em>&nbsp;<strong>interviene con investimenti minoritari e temporanei nel capitale di rischio delle società selezionate</strong>, tramite la sottoscrizione di quote di capitale o di strumenti finanziari e si aggiunge all’intervento di Simest o di Finest, con formule di co-investimento, secondo i rispettivi ambiti di operatività.<strong>Il D.M., tuttavia, prevede che le risorse del Fondo possano essere investite anche in&nbsp;<em>start-up</em>,</strong>&nbsp;incuse quelle innovative, e nelle piccole medie imprese innovative per favorirne il processo di internazionalizzazione. In tal caso, l’investimento del Fondo può essere effettuato anche senza la co-partecipazione di Simest o di Finest e beneficiare anche società estere. Il Comitato è, infatti, incaricato di deliberare annualmente l’importo degli investimenti da destinare agli investimenti del Fondo in&nbsp;<em>start-up</em>&nbsp;o in PMI innovative, che sono poi gestiti in una apposita sezione del Fondo, con contabilità separata.<strong>Il decreto mira quindi a ottenere per le società partecipate</strong>, ivi incluse le&nbsp;<em>start-up</em>,&nbsp;<strong>una serie di benefici</strong>, tramite l’accesso a risorse finanziarie complementari e il rafforzamento della compagine societaria, grazie all’ingresso di un&nbsp;<em>partner</em>&nbsp;istituzionale, focalizzato sulla crescita nei mercati internazionali, nonché l’ottimizzazione delle risorse finanziarie a sostegno degli investimenti diretti esteri.&nbsp;<strong>Le previsioni del decreto relative alle&nbsp;<em>startup</em>&nbsp;e alle PMI innovative risultano essere particolarmente importanti</strong>, anche alla luce del fatto che tali società sono quelle che più di tutte hanno bisogno di un sostegno finanziario per l’internazionalizzazione.<strong>La somma degli interventi del Fondo, di Simest e di Finest non può superare l’investimento complessivo dei soci e degli investitori italiani</strong>&nbsp;e l’intervento del Fondo non può avvenire in misura superiore al doppio della somma dell’intervento di Simest e di Finest. In ogni caso, la somma degli interventi del Fondo, di Simest e di Finest non può superare il 49% del capitale dell’impresa partecipata e, nel caso di sottoscrizione di strumenti finanziari o strumenti partecipativi, non può superare il 49% dell’impegno finanziario previsto dal progetto di internazionalizzazione dell’impresa destinataria ed è comunque inferiore all’apporto finanziario del soggetto proponente.<strong>Tra i requisiti per l’intervento</strong>&nbsp;del Fondo rotativo per le operazioni di&nbsp;<em>venture capital</em>, il decreto prevede che la&nbsp;<strong>società partecipata debba mantenere sul territorio italiano l’attività di ricerca e sviluppo,</strong>&nbsp;<strong>la direzione commerciale e una parte sostanziale delle attività produttive</strong>, per l’intera durata dell’intervento del Fondo.Le richieste di intervento sono presentate a Simest direttamente o, nel caso di interventi a favore di&nbsp;<em>start-up</em>&nbsp;o PMI innovative, anche tramite la società che gestisce le risorse di cui all’art. 1, comma 116 della legge n. 145 del 2018, che, per tali tipologie di intervento, è chiamata a individuare e selezionare i potenziali investimenti in piena indipendenza e secondo una logica commerciale. Simest o la suddetta società effettuano l’attività di istruttoria e di valutazione di eleggibilità delle richieste di intervento pervenute, sulla base dei requisiti previsti nel decreto e nelle direttive del Comitato.L’<strong>operazione di intervento del Fondo è disciplinata da un contratto di investimento e parasociale da sottoscriversi con l’impresa richiedente</strong>, che definisce le modalità di acquisizione, gestione ed&nbsp;<em>exit</em>&nbsp;dall’investimento. Il decreto sembra favorire l’adozione di schemi contrattuali standardizzati. Nel caso di co-investimento con Simest, tali schemi contrattuali avranno un contenuto simile a quelli che caratterizzano l’intervento di Simest, tenuto conto del carattere unitario dell’intervento partecipativo e finanziario. In considerazione di ciò, si può immaginare l’adozione, in via generale, di&nbsp;<em>standard</em>&nbsp;contrattuali simili a quelli di Simest, anche per le operazioni sulle&nbsp;<em>start-up</em>&nbsp;e le PMI innovative, in cui il Fondo può intervenire in autonomia.La&nbsp;<strong>speranza</strong>&nbsp;è che i&nbsp;<strong>contenuti di tali accordi presentino effettivamente un forte grado di standardizzazione</strong>&nbsp;e siano incardinati in strutture già conosciute dal mercato e di facile comprensione per l’impresa beneficiaria così da evitare o ridurre i costi per la negoziazione e l’esecuzione di tali contratti.Il sito internet di Simest informa che, a fronte della cessione dei diritti di godimento delle partecipazioni o degli strumenti finanziari sottoscritti dal Fondo, il&nbsp;<em>partner</em>&nbsp;italiano debba riconoscere al Fondo un corrispettivo fisso calcolato in funzione della propria classe dimensionale, seguendo la seguente struttura: per le piccole imprese, tasso BCE + spread dello 0,50%, per le medie imprese, tasso BCE + spread dello 0,75% e per le grandi imprese tasso BCE + spread dell’1%.<strong>Il disinvestimento delle partecipazioni e degli strumenti sottoscritti dal Fondo dovrà avvenire entro un massimo di otto anni dall’acquisto degli stessi</strong>. Il contratto relativo all’intervento del Fondo disciplinerà quindi l’obbligo – a carico delle imprese proponenti – di riscattare o di rimborsare, sempre e in ogni caso, le quote o gli strumenti del Fondo, con tempistiche che andranno ad allinearsi (e comunque non saranno successive) a quelle previste nei contratti che disciplinano l’<em>exit</em>&nbsp;di Simest, qualora l’operazione avvenga in co-investimento. Di norma, l’obbligo dell’impresa proponente non dovrà essere assistito da garanzie reali o personali.<strong>Se</strong>, alla scadenza dell’investimento,&nbsp;<strong>le partecipazioni non sono racquistate</strong>&nbsp;o gli strumenti finanziari non sono rimborsati dal soggetto proponente,&nbsp;<strong>Simest può negoziare la cessione a terzi</strong>, da sottoporre all’autorizzazione del Comitato.<strong>Il prezzo di liquidazione degli investimenti del Fondo</strong>, quando vi sia anche la partecipazione di Simest o di Finest,&nbsp;<strong>è determinato con i medesimi criteri</strong>. Il sito internet di Simest, chiarisce che la valutazione del<strong>&nbsp;prezzo di cessione da parte di Simest</strong>, in accordo col&nbsp;<em>partner</em>, è<strong>&nbsp;stabilita con riferimento al maggior valore fra: (i)</strong>&nbsp;patrimonio netto rettificato secondo i principi IAS (il che potrebbe portare a talune criticità in quanto la maggior parte delle imprese finanziabili non adotta tali principi),&nbsp;<strong>(ii)</strong>&nbsp;il costo della partecipazione in Euro, e&nbsp;<strong>(iii)</strong>&nbsp;il prezzo di quotazione in borsa (ove esistente). Qualora il&nbsp;<em>partner</em>&nbsp;italiano intenda cedere a terzi la propria partecipazione (in tutto o in parte) si terrà conto, in aggiunta a quanto sopra, anche dell’offerta dei terzi ai fini della determinazione del prezzo di cessione. Se la società ha azioni negoziate su un mercato regolamentato o un MTF potrebbe, peraltro, trovare applicazione la disciplina in tema di OPA obbligatoria.Quanto alla&nbsp;<strong><em>corporate governance</em></strong>, il sito di Simest contempla la possibilità che il Fondo richieda l’adozione di maggioranze qualificate (indicativamente il 67-75% del capitale, a seconda delle normative locali) nelle assemblee chiamate ad approvare il bilancio o per l’assunzione di decisioni strategiche, il che sembrerebbe implicare la possibilità che il Fondo richieda una rappresentanza all’interno degli organi amministrativi delle società partecipate. Tali diritto di veto dovrebbero comunque essere disegnati in maniera tale da proteggere l’investimento del Fondo lasciando ampia libertà all’impresa rispetto alle scelte di carattere gestionale.Simest si riserva poi la facoltà di richiedere che i bilanci delle società&nbsp;<em>target</em>&nbsp;siano certificati da primaria società di revisione, e ciò in particolare nei casi di investimenti del Fondo rilevanti o superiori a 1 milione di Euro, in una stessa società estera.<strong>Nel caso in cui la società partecipata risulti inadempiente</strong>&nbsp;agli impegni assunti verso il Fondo, si prevede che il&nbsp;<strong>Fondo abbia il diritto di attivare le clausole relative all’<em>exit</em></strong>&nbsp;e, quindi, forzare l’impresa proponente a riscattare o rimborsare la partecipazione del Fondo.In considerazione di tutto quanto precede, si osserva come si tratti quindi di&nbsp;<strong>regole abbastanza stringenti</strong>, che si sono affermate, anche sulla base della prassi di mercato, a tutela dell’interesse pubblico. La&nbsp;<strong>poca flessibilità</strong>&nbsp;che ne deriva, tuttavia,&nbsp;<strong>potrebbe andare a detrimento dell’autonomia contrattuale privata</strong>&nbsp;e cristallizzare&nbsp;<em>standard</em>&nbsp;contrattuali che, in taluni casi, potrebbero prevedere tutele che paiono eccessive per l’investitore, a detrimento dell’autonomia gestionale delle imprese.Il bilancio 2021 di Simest registra flussi per un importo pari a 43 milioni di euro a titolo di impieghi per&nbsp;<em>equity loan</em>&nbsp;da parte del Fondo. Nel corso del 2021, le operazioni deliberate sono state in totale 47, di cui 38 relative a nuovi progetti di investimento, 1 aumento di capitale in società già partecipate e 8 variazioni o ridefinizioni di piano di partecipazioni deliberate o sottoscritte. Più in dettaglio, le delibere di partecipazione prevedono un impegno complessivo a valere sulle disponibilità del Fondo pari a circa 69 milioni di euro. Nel 2021, in attuazione degli accordi con le imprese proponenti, sono state dismesse 19 partecipazioni per complessivi 12 milioni di euro. Il portafoglio delle partecipazioni detenute da Simest a valere sul Fondo alla fine dell’esercizio 2021 ammonta a circa 167 milioni di euro in 155 società all’estero.<strong>In conclusione</strong>, il Fondo rotativo per le operazioni di&nbsp;<em>venture capital</em>&nbsp;rappresenta uno&nbsp;<strong>strumento particolarmente interessante che si auspica possa trovare larga diffusione</strong>&nbsp;per rafforzare la competitività delle imprese italiane nel contesto internazionale.&nbsp;<a href="https://www.dirittobancario.it/art/venture-capital-lintervento-del-fondo-rotativo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tratto da Diritto Bancario</a></p>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <guid isPermaLink="false">news-4880</guid>
                        <pubDate>Mon, 26 Sep 2022 04:03:29 +0200</pubDate>
                        <title>Golden Power: Recent amendmends to the Italian FDI Law take the regime a step forward</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/golden-power-recent-amendmends-to-the-italian-fdi-law-take-the-regime-a-step-forward-2</link>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>The last years have been marked by the progressive tightening by EU Member States of screening mechanisms relating to foreign investments.The Covid-19 pandemic and the Russian invasion of Ukraine have exacerbated macroeconomic imbalances, causing new international tensions on the markets, therefore contributing towards the acceleration and further development of European government’s “defense” mechanisms vis-à-vis their national companies and strategic assets.On September 2, &nbsp;2022, the European Commission published the second version of the Report on the screening of foreign direct investments into the Union<a href="/news-e-approfondimenti#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>, which shows that the use of the mechanism has significantly expanded in 2021 throughout the EU.&nbsp;<strong><em>Main innovations to the Italian FDI Law </em></strong>Within this context came last May many amendments to the Italian FDI regime, that have very recently been completed by a long-awaited implementing regulation, about to enter into force.&nbsp;</p><ol> <li><strong><em>The “Ukraine Decree”</em></strong></li></ol><p>Legislative Decree No. 21/2022, “Urgent measures to counter the economic and humanitarian effects of the Ukrainian crisis” (the "<strong>Ukraine Decree</strong>") converted into Law No. 51 of 20 May 2022, strengthened State control over investments in Italy, enacting significant changes to Legislative Decree No. 21/2012 (the “<strong>Italian FDI Law</strong>” or “<strong>Golden Power Law</strong>”).As it is known, the Golden Power Law grants the Italian Government special powers in relation to certain investments and other corporate transactions, provided such investments or transactions concern strategic assets or activities.In a nutshell, Law No 51/2022:</p><ul> <li>expanded, beyond the emergency phase, the strategic areas: therefore, certain sectors (<strong>health, pharmaceutical, agri-food, banking and finance</strong>)<strong> will remain permanently “strategic”</strong>, after December 31, 2022.</li> <li>confirmed the notification obligations for non-EU residents also for &nbsp;<strong>minority</strong> <strong>acquisitions </strong>(<strong>above 10%</strong>) &nbsp;and, in certain domains (<strong>communications, transport, energy, health, agri-food and finance, including banking and insurance</strong>) the filing obligation has been extended to persons acquiring control <strong>resident or established in the EU, including in Italy</strong>;</li> <li>provided for a&nbsp;<strong>mandatory filing in case of mere incorporation of companies</strong>&nbsp;active in strategic sectors or holding strategic assets, whereby the incorporation entails the participation, above a certain threshold, in the shareholding structure of foreign investors (except for the defense and security sector, where a notification is required irrespective of the nationality of the shareholders);</li> <li>Introduced an obligation upon companies that intend to acquire goods or services related to the design, manufacturing, maintenance and management of <strong>activities relating to broadband electronic communication services based on 5G technology</strong> (as well as components with high technological intensity functional to the implementation or management of the aforementioned technology)<strong> to submit a detailed annual plan</strong> to the Presidency of the Council of Ministers. &nbsp;The latter will have 30 days to either approve, impose prescriptions or conditions, or veto the purchasing plan.</li> <li>Introduced the&nbsp;<strong>pre-notification phase</strong>, the content of which was however referred to an implementing decree (see below)</li></ul><p>&nbsp;</p><p style="padding-left: 30px;">2.&nbsp;<strong><em>The implementing regulation: focus on the pre-filing and on other procedural novelties </em></strong><em>&nbsp;</em></p>The implementing decree regulating the pre-notification procedure&nbsp;was finally published on the Italian Official Journal on September 9, 2022 (Presidential Decree no. 133/2022, the “<strong>Procedural Decree</strong>”). The date of&nbsp;entrance into force&nbsp;is&nbsp;<strong>September 24, 2022</strong>.The Procedural Decree introduces the following principles/rules on pre-filing:<p style="padding-left: 30px;">(i) the pre-filing should cover the projects of transactions, deeds, etc. which may fall within the scope of application of the FDI law and&nbsp;shall contain all documents and information required for the formal notification (to the extent available at the timing of the pre-filing)</p><p style="padding-left: 30px;">(ii) the pre-filing must be submitted in any case&nbsp;without breaching the mandatory terms for the formal filing&nbsp;(“<em>without prejudice to the obligation to comply with the terms for the notification</em>”)</p><p style="padding-left: 30px;">(iii) the Italian Government has&nbsp;<strong>30 days</strong> to render its decision&nbsp;which can result into the following:</p><p style="padding-left: 60px;">(a) the transaction&nbsp;does not fall within the scope of Italian FDI Law&nbsp;and therefore no formal notification is needed;</p><p style="padding-left: 60px;">(b) the transaction&nbsp;may&nbsp;fall within the scope of Italian FDI Law and should therefore be notified;</p><p style="padding-left: 60px;">(c) the transaction&nbsp;fall within the scope of the FDI Law, but it is manifestly clear that there is no need to exercise the special powers.</p>&nbsp;By rendering its decision on the pre-filing, the Presidency may also issue recommendations and, regardless of the outcome above, impose to the parties to notify the transaction.A new template form with the required information to be included in the pre-filing may be published on the website of the Presidency of Council of Ministers.Other procedural amedments are the following:<ul> <li>in case of acquisitions, Law 51/2022 provided for a <strong>joint-filing</strong> by both the investor and the target entity, where possible. In the absence of a joint filing, the target company has to be in any case notified in advance by the buyer of the filing ant its content;</li> <li>Specific rules on <strong>sanctions-related procedure</strong> have been introduced, granting the affected party the right to present defences, being heard and being given access to the acts of the proceeding, before the formal imposition of fines;</li> <li>a coordination mechanism among the Golden Power Office and other public authorities, such as the <strong>Antitrust Authority </strong>(<strong>AGCM</strong>) and the Financial Police (‘<em>Guardia di Finanza</em>’), has been encouraged and is currently in the course of being implemented through the adoption of internal protocols;</li> <li>the internal procedure of the Presidency of Council of Ministry including the timing of transmission of the notification among offices, has been revised, without any substantial change; a “fast-track” procedure, which allows a simplified decision without the intervention by the Presidency of the Council of Ministers, has been confirmed. Accordingly, <strong>intra-group transactions</strong>, which are still subject to mandatory filing, benefit from the <strong>simplified procedure</strong> (with a final decision therefore issued usually much earlier than the <strong>45 days </strong>set out by the Law)</li></ul><p>&nbsp;<em>The content of this article is for information purposes only and is not, and cannot be intended as, professional advice on the matters dealt with. For further information please contact:</em><em>&nbsp;</em><em><a href="mailto:francesco.mazzocchi@advant-nctm.com"> Francesco Mazzocchi</a>,</em><em>&nbsp;<a href="mailto:giuliano.berruti@advant-nctm.com">Giuliano Berruti</a>&nbsp;and <a href="mailto:linda.lorenzon@advant-nctm.com">Linda Lorenzon</a>.</em>&nbsp;<a href="/news-e-approfondimenti#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> The Report is available at the following link: <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_22_5286" target="_blank" rel="noreferrer">https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_22_5286</a></p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Amministrativo e Appalti</category>
                            
                                <category>Antitrust e Concorrenza</category>
                            
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                        <pubDate>Mon, 18 Jul 2022 03:56:10 +0200</pubDate>
                        <title>M&amp;a, guerra e caro-energia fanno tirare il freno al mercato</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/ma-guerra-e-caro-energia-fanno-tirare-il-freno-al-mercato</link>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>I1 mercato M&amp;a, messosi velocemente alle spalle il biennio della pandemia, sembrava lanciato verso una ripresa no limits. Invece, gli effetti della guerra in corso e il caro energia, con quello che ne consegue sia sul piano produttivo che civile, addensano nubi minacciose sul settore. Secondo il Global M&amp;A Industry Trends di PwC, nel primo semestre del 2022 l'attività di fusioni e acquisizioni ha subìto un rallentamento rispetto al 2021, causa l'incertezza geopolitica e le condizioni economiche meno favorevoli dovute al conflitto in Ucraina. L'attività è tornata ai livelli del 2019 e si prevede giocherà un ruolo importante nelle strategie di crescita delle aziende nei prossimi sei mesi. Molti dei fattori che hanno generato i numeri record del mercato delle fusioni e acquisizioni alla fine del 2021 e nella prima parte del 2022 - come la resilienza delle catene di fornitura, l'ottimizzazione del portafoglio prodotti, i temi Esg e, in particolare, la necessità di digitalizzare i modelli di business - continueranno a influire sulle operazioni nella seconda parte del 2022, malgrado la necessità di focalizzarsi sulle modalità di esecuzione delle transizioni in un contesto economico di incertezza.La prova che l'attività M&amp;a sia trainata dal calo delle valutazioni nei mercati pubblici è già emersa: le transazioni «public-to-private» sono infatti aumentate di oltre il 50% nella prima metà del 2022 rispetto al periodo dell'anno precedente. Nonostante il rallentamento l'attività di M&amp;a è rimasta sostenuta tornando ai livelli pre-pandemici, con una media di circa 25.000 operazioni in sei mesi. In tutte le regioni si osserva un adeguamento, in particolare in Asia-Pacifico si sono registrati i maggiori cali: tanto il volume quanto il valore delle operazioni sono diminuiti di oltre il 30% rispetto al record del 2021, principalmente in relazione all'incertezza macroeconomica e alle recenti restrizioni legate alla pandemia imposte in diverse importanti città della Cina. Anche i valori M&amp;a sono tornati a livelli simili a quelli precedenti la pandemia, con valori delle operazioni nella prima metà del 2022, pari a circa 2.000 miliardi di dollari, che rappresentano quasi il doppio di quelli registrati nella prima metà del 2020, un periodo che ha anche sperimentato alti livelli di incertezza circa le condizioni economiche collegate al tema Covid.Il numero complessivo dei mega-deal (operazioni con un valore superiore a 5 mld di dollari) a livello globale è diminuito di un terzo. Il primo semestre del 2022 non è stato comunque del tutto privo di grandi operazioni: sono stati conclusi quattro deal di valore superiore a 50 mld di dollari, in netto aumento rispetto a una sola operazione durante tutto il 2021. Con la sua evoluzione, il modello di Private Equity è diventato un motore dell'attività di M&amp;a, fornendo una fonte di capitale per la realizzazione delle operazioni. Il «dry powder» del Private Equity globale ha raggiunto il livello record di 2.300 miliardi di dollari a giugno 2022, il triplo del dato di inizio della crisi finanziaria globale. Una crescita che spiega il motivo per cui la quota di Private Equity nell'attività M&amp;a sia aumentata da circa un terzo del valore totale delle operazioni di cinque anni fa a quasi la metà del valore totale odierno.Secondo il report di EY «M&amp;A in Italia - Review del primo semestre 2022 e outlook», realizzato per fare il punto sull'andamento del mercato M&amp;A in Italia, nel primo semestre del 2022 sono state registrate circa 370 operazioni con target in Italia (+1,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente) con valore aggregato pari a 30,7 miliardi di euro (-40,1% rispetto alla prima metà del 2021): l'attività M&amp;A, sia per valore sia per numero di operazioni, si è mantenuta superiore rispetto al periodo pre-pandemia.Il primo semestre del 2022 ha visto protagonisti i settori tradizionali del made in Italy, ossia prodotti industriali (settore del 24,9% delle società target acquisite nel periodo) e beni di consumo (12,7%). In linea con lo scorso anno, l'interesse per l'area technology (15,4%) si è mantenuto elevato, in particolare per i comparti software e cybersecurity. Un'acquisizione su 3 è stata realizzata da fondi di Private Equity. Anche a livello globale l'attività di M&amp;a nel primo semestre del 2022 è rimasta sostenuta, nonostante le incertezze legate al contesto geopolitico e finanziario: con 2.274 transazioni per un controvalore totale pari a 2.020 miliardi di dollari (rispettivamente in aumento del 35% e del 13% rispetto alla media dei primi semestri nel periodo pre-pandemia 2015-2019).Il ruolo dei fondi di Private Equity e dei fondi focalizzati su infrastrutture ed energia, soprattutto esteri, si è mantenuto prominente nel corso della prima metà del 2022, tanto che poco meno di un'acquisizione su 3 in Italia è stata realizzata da questi operatori. Con 112 operazioni all'attivo (erano 106 del primo semestre del 2021), il valore complessivo di acquisizione ha raggiunto 17,8 miliardi di euro, inferiore rispetto ai 26,9 miliardi di euro del 2021, ma di gran lunga superiore alla media registrata nel periodo pre-pandemia. L'attività di exit delle società in portafoglio è tra i fattori di maggior traino dell'attività M&amp;A per il nuovo anno: attraverso una strategia di crescita per acquisizioni, spesso realizzate in più Paesi europei, i fondi d'investimento sono stati in grado di replicare i modelli di business in altre aree geografiche e di ampliare l'offerta di prodotti e servizi delle società dei distretti industriali italiani (dall'agroalimentare ai componenti industriali e alle società di software), supportando stabilità e crescita anche in un periodo di incertezza.Passando alla graduatoria degli studi legali più attivi nel settore elaborata da Mergermarket nel «M&amp;a League Tables 1H22», si segnala un cospicuo numero di nuovi legal advisor stranieri sul mercato italiano. Per quanto riguarda la graduatoria per valore delle operazioni gestite, al primo posto Legane Avvocati Associati (+3 posizioni, con 28 operazioni per un controvalore di 55,46 miliardi euro). Seguono Gatti Pavesi Bianchi Lodovici (+11 posizioni con 42 operazioni pari a 54,35 miliardi euro) e Chiomenti (-1 posizione, con 20 operazioni per 47,9 miliardi euro). Da segnalare il boom di EY (+31 posizioni con 28 operazioni per 6,1 miliardi euro). Scende Gianni Origoni dal 1 al 12 posto, con 46 operazioni per 4,67 miliardi euro. Si diceva di new entry, tra le quali spiccano Hengeler Mueller (4 con 35 operazioni per 47,49 miliardi euro), realtà tedesca spesso impegnata a fianco di BonelliErede (sceso dal 5 posto all'8, con 30 operazioni per 11,6 miliardi euro); Simpson Thacher&amp;Bartlett (+3 posizioni, con 3 operazioni per 47,496 miliardi). Lo studio ha assistito Bruin Capital nell'acquisizione da parte di Bain Capital e Nextalia SGR di Deltatre, uno dei principali provider di tecnologie per il mondo dello sport e dell'intrattenimento a livello mondiale e (con BE) a Silver Lake Partners che si è aggiudicato l'acquisizione di Facile.it, piattaforma assicurativa leader in Italia.Passando alla classifica per numero di operazioni concluse, al primo posto Gianni &amp; Origoni (+ 1 posizione con 46 operazioni), seguito da Gatti Pavesi Bianchi Ludovici (+3 con 42 operazioni) e Pedersoli Studio Legale (-2 posizioni con 36 operazioni). Al quarto posto BonelliErede (+3 posizioni con 30 operazioni, tra le quali l'assistenza ad Eni ed Enipower nella cessione di una quota del 49% di Enipower a Sixth Street, a Ifm Investors nella definizione di una partnership con San Quirico relativa alla partecipazione di controllo detenuta da quest'ultimo in Erg e a Silver Lake Partners nell'acquisizione di Facile.it attraverso un processo competitivo), seguito da Legance Avvocati Associati (-1 con 28 operazioni) e sesto EY (+20 posizioni, con 28 operazioni). Più 10 posizioni, con 28 operazioni, Giovannelli e Associati, stabile all'8 posto Advant Nctm (23 operazioni). Scivolone di Chiomenti: lo studio guidato da Filippo Modulo, è sceso dal 3 posto al 10 nella classifica per numero di deal, con 20 operazioni. Da segnalare anche PwC legal, in 9° posizione con 22 operazioni.Per Giacomo Gitti, partner di Legance - Avvocati Associati «alla luce del maggiore costo del debito, di un quadro macro economico a rischio recessione e del possibile crescente disallineamento sui valori attesi di riferimento tra venditori e acquirenti (almeno nel breve periodo), ci attendiamo - anche sulla base del continuo confronto con i clienti e i principali studi legali statunitensi e Uk - nei prossimi mesi un rallentamento generale del mercato dell'M&amp;a rispetto agli ultimi 2 anni che, però, sono stati eccezionali. Restiamo quindi ottimisti sul futuro flusso di operazioni, soprattutto di natura strategica e/o legate al settore infrastrutturale. Potrebbe inoltre esserci una crescita dell'utilizzo di forme di finanziamento delle acquisizioni alternative a quella bancaria, come già si vede su altri mercati. L'auspicata soluzione di alcune delle attuali situazioni di crisi (e.g., Ucraina) entro il prossimo autunno, potrebbe inoltre avere un impatto positivo sulle aspettative di inizio 2023». Lo studio ha assistito Blackstone nel lancio, insieme a Edizione, di un'offerta pubblica di acquisto volontaria avente ad oggetto le azioni di Atlantia, società quotata sul mercato Euronext Milan attiva nel settore delle infrastrutture autostradali e aeroportuali. Si tratta della più grande operazione di P2P (public to private) mai realizzata sul mercato europeo. Inoltre ha seguito RedBird Capital Partners Management Llc nell'acquisizione di AC Milan da Rossoneri Sport Investment Luxembourg, veicolo controllato dal fondo Elliott.Secondo Alessandro Marena, equity partner di Pedersoli Studio Legale «sebbene si registrino rallentamenti nel mercato dell'M&amp;A a livello globale a causa dell'incertezza dello scenario geopolitico legata soprattutto alle conseguenze del conflitto in Ucraina e all'incremento dei costi dell'energia e delle materie prime, questo rallentamento è stato mitigato dal ruolo centrale che ha ricoperto il settore del private equity dove i fondi hanno continuato a investire in realtà italiane di eccellenza, rimanendo spesso al fianco delle società che hanno in portafoglio nel percorso di crescita per linee esterne soprattutto attraverso operazioni di add-on». Tra le principali operazioni seguite spiccano gli azionisti di Kedrion nella cessione di Kedrion a Permira e nel reinvestimento della famiglia Marcucci assieme a Fsi nel nuovo gruppo nato dalla combinazione tra Kedrion e Bpl, Bregal Unternehmerkapital nell'acquisizione della maggioranza di Italgel, primario player a livello globale nella produzione di gelatina e collagene, Pai Partners, attraverso il fondo Pai Mid-Market Fund, nell'acquisizione di Scrigno, società leader nella progettazione, produzione e commercializzazione di controtelai per porte e finestre scorrevoli a scomparsa e Ambienta Sgr, il più grande fondo europeo di private equity focalizzato sulla sostenibilità, nella cessione della propria quota di maggioranza in Nactarome, produttore italiano di aromi naturali per alimenti, a TAAssociates, fondo internazionale di private equity. «Dopo un semestre ancora molto forte, visto il perdurare dell'incertezza sul fronte internazionale e macroeconomico e la mancanza di un outlook chiaro sul 2023, è ragionevole aspettarsi una riduzione delle operazioni e dei relativi controvalori», chiosa Marena.«Benché l'ultima parte del 2022 l'economia italiana e mondiale affrontino le note incertezze economiche e geopolitiche, non ci attendiamo un rallentamento significativo dell'attività M&amp;a, sia per quanto riguarda i processi di riorganizzazione e consolidamento delle supply chain sia per quanto riguarda i deal nel middle market guidati dai private deal e dall'evoluzione del modello dei fondi di private equity che sta sostenendo le operazioni di M&amp;A a livello globale» commenta Giovanni Stefanin, managing partner di PwC Tls.«Il primo semestre del 2022 è stato un periodo particolarmente attivo per il mercato dell'M&amp;A in Italia, ripartito dopo la crisi della pandemia di Covid-19 e ancora non toccato dagli effetti della guerra in Ucraina», dice Raimondo Premonte, partner del dipartimento Corporate M&amp;A dello studio legale Gianni &amp; Origoni. «Il nostro Studio ha beneficiato di questo trend posizionandosi al primo posto in Italia per numero di operazioni seguite, rimanendo comunque punto di riferimento nelle operazioni «di sistema» quali l'assistenza al Mef per la cessione di una partecipazione in ITA Airways, nonché a Reale Compagnia Italiana in relazione all'offerta pubblica di acquisto lanciata da Blackstone. Sempre molto attivo il mercato del Private Equity nel quale Gianni &amp; Origoni ha assistito, tra l'altro, Ardian in relazione all'acquisizione da White Bridge della maggioranza di Biofarma Group, nonché il fintech con l'assistenza a Fsi Sgr spa nella partnership con Iccrea Banca tramite l'acquisizione del 60% di Bcc Pay.In relazione alle prospettive per il resto dell'anno e i primi mesi dei 2023, non è certamente facile fare delle previsioni. Non possiamo non tener conto del fatto che le stime di crescita del nostro paese sono nettamente più contenute rispetto alle stime di inizio anno (3.8% nel 2022 e 2.5% nei 2023), che l'aumento dell'inflazione ormai intorno al 7% e le difficoltà legate all'approvvigionamento di energia e materie prime avranno certamente effetti sul mercato dell'M&amp;A in Italia», aggiunge Premonte. «Le nostre previsioni sono tuttavia positive in quanto sotto il profilo strutturale le potenzialità delle aziende italiane sono elevate e l'«effetto Draghi», in un contesto politico europeo incerto, continua a dare stabilità al mercato italiano e soprattutto agli operatori di Private Equity che guardano con sempre più attenzione al nostro paese. Ci aspettiamo infatti, e i nostri clienti lo confermano, che anche grazie alla liquidità immessa sul mercato e raccolta dai fondi, il Private Equity avrà un ruolo determinate nei prossimi mesi soprattutto nel settore fintech, biomedicale, e nella logistica. Interessante e sempre vivace, infine, il mercato outbound con le imprese Italiane sempre più attive a livello internazionale che chiedono sempre di più assistenza per le loro attività di investimento all'estero».«Siamo particolarmente soddisfatti della posizione che abbiamo raggiunto nella classifica di MergerMarket relativa al primo semestre 2022 che ci vede tra i primi 10 studi legali d'affari del Paese. E un chiaro segnale che il mercato sta guardando con crescente interesse al posizionamento e all'offerta dello studio legale e tributario di EY», commenta Renato Giallombardo, partner leader M&amp;a e Private Equity dello studio legale e tributario di EY. «La gestione integrata del deal, che grazie alla sinergia tra le diverse service line di EY, comprende sia la fase transactional sia lo svolgimento delle due diligence fiscali, legali, finanziarie ed Esg, rappresenta un importante valore aggiunto per l'impresa nelle operazioni di M&amp;a e per i fondi di investimento nelle operazioni di private equity. I clienti cercano soluzioni nuove che siano semplici da gestire. Crediamo in un modello di law firm che sia driver di operazioni complesse interdisciplinari nelle quali l'avvocato d'affari rivesta il ruolo di interlocutore centrale e preferenziale con la mission di rispondere con un approccio olistico alle aspettative dei clienti» «I nuovi target saranno le aziende capaci di interpretare al meglio le esigenze di sostenibilità, le nuove dinamiche del lavoro e della mobilità, le tecnologie applicate all'industria e il comparto del welfare. Ed è peraltro in questi settori che lo studio legale e tributario di EY ha agito nel primo semestre, assistendo Acea in due operazioni di acquisizione e nell'ambito della gestione dei rifiuti, Telepass nell'acquisizione del più importante operatore di telepedaggio in Francia, Amadori in acquisizioni nel settore food, ma anche Xenon Private Equity, Alto Partners, Alcedo, Cdp e Cdp Venture in acquisizioni mid market nei settori delle nuove tecnologie applicate all'industria e in settori più tradizionali ma in crescita, come quelli della cura della persona e delle assicurazioni»&nbsp;<a href="https://rassegna.dominiocliente.it/imm2pdf/Image.aspx?&amp;imgatt=FV507X&amp;imganno=2022&amp;imgkey=B1X2O9PDXVANO&amp;tiplink=4" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tratto da Italia Oggi Sette</a></p>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Wed, 06 Jul 2022 09:29:30 +0200</pubDate>
                        <title>Il primo semestre 2022 dell&#039;M&amp;A è andato bene, anche per gli advisor</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/il-primo-semestre-2022-dellma-e-andato-bene-anche-per-gli-advisor</link>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Fine del primo semestre dell’anno, tempo di bilanci per l’m&amp;a. Per il momento il 2022 sembra reggere il confronto seppur con un leggero calo fisiologico dovuto alle incertezze legate alla guerra in Ucraina e alle pressioni sui prezzi. E conferma l’attivismo di una serie di advisor che più di altri di distinguono nelle piccole e grandi partite.<strong>Come è andato il semestre</strong>Nei primi sei mesi del 2022, sono state concluse, secondo Kpmg, 537 operazioni ﴾‐13% rispetto alle 616 operazioni dello stesso periodo del 2021﴿ e annunciate, stando ai dati Mergermarket, 551 deal. Il totale, al netto delle operazioni il cui valore non è stato comunicato, dovrebbe essere circa 30 miliardi di euro ﴾rispetto ai 52 miliardi del primo semestre 2021﴿. Se consideriamo però tutte le operazioni annunciate a questa cifra andrebbero aggiunti 12,7 miliardi dell’opa su Atlantia che partirà da parte della famiglia Benetton, proprietaria dell’azienda, assieme a Blackstone. Il che ci porterebbe più vicino ai valori dello stesso periodo del 2021.Dal punto di vista geografico, le operazioni annunciate domestiche, stando sempre a Mergermarket, sono 185 per circa 10 miliardi, con i private equity che restano fra gli attori principali. Le operazioni cross border sono invece 274.<strong>Alcuni deal</strong>Fra i deal chiusi nelle ultime settimane ci sono state ad aesempio le cessioni di Doc Generici a Tpg, la vendita di Facile.it a Silverlake per 1,1 miliardi, quella di Delta Tre alla cordata Bain‐Nextalia per 700 milioni ma ance il passaggio di Falck Renewables a JP Morgan, attraverso la nuova società Green Bidco, per 2,9 miliardi. Sul mid cap, da segnalare l’attivismo di 21 Invest che direttamente o tramite controllate ha chiuso una serie di operazioni tra le quali l’acquisto di Energreen e Laserjet o la cessione di Carton Pack.Altri deal? Quello su Landi Renzo ﴾di Giovanni Tamburi﴿, su Inwit, o quelli di Quadrivio.<strong>Gli advisor finanziari</strong>Lato advisor, poche cose cambiano rispetto ai primi sei mesi del 2021. Partiamo da quelli finanziari. Per numero di operazioni restano saldamente in cima ai ranking di Mergermarket ﴾calcolati al giorno 30 giugno, ma i dati possono cambiare ed essere aggiornati﴿ le Big Four ﴾Deloitte, Kpmg, PwC e Ey﴿ che si avvicendano sul podio mentre scende Mediobanca che l’anno scorso era terza e quest’anno è quinta per numero di operazioni seguite. Troviamo poi Bnp Paribas, una new entry nel ranking dei primi dieci.<img class="alignnone wp-image-26856 size-full" src="/fileadmin/nctm/2022/07/Schermata-2022-07-06-alle-15.23.30.png" alt width="483" height="238">Se la guardiamo dal punto di vista di valore delle operazioni la classifica, come di consueto, cambia e in cima torna Goldman Sachs, la banca d’affari per antonomasia. Seguono Morgan Stanley e Bank of America. Da citare l’ingresso di Barclays<img class="alignnone wp-image-26860 size-full" src="/fileadmin/nctm/2022/07/Schermata-2022-07-06-alle-15.24.10.png" alt width="476" height="224"><strong>Gli advisor legali</strong>Quanto agli advisor legali, dal punto di vista del volume dei deal, Gianni &amp; Origoni mantiene il primato del ranking seguito da Gatti Pavesi Bianchi Ludovici, lo studio che è cresciuto di più in questo semestre, e Pedersoli, tutti con un numero di operazioni seguite superiore a quello dello stesso periodo del 2021. Da notare poi l’ingresso nel ranking di Ey, lo studio guidato da Stefania Radoccia.<img class="alignnone wp-image-26864 size-full" src="/fileadmin/nctm/2022/07/Schermata-2022-07-06-alle-15.24.54.png" alt width="476" height="106"><img class="alignnone wp-image-26868 size-full" src="/fileadmin/nctm/2022/07/Schermata-2022-07-06-alle-15.25.14.png" alt width="487" height="134">Guardandola dai valori, la classifica cambia e al primo posto troviamo Legance ﴾in foto il fondatore Filippo Troisi﴿ seguito da Gatti Pavesi Bianchi Ludovici e Chiomenti. Se togliamo gli studi statunitensi nelle posizioni centrali, in quando alcuni di loro coinvolti in una o due grandi operazioni, restano nomi noti del settore tra cui Latham &amp; Watkins, Freshfields e BonelliErede.<img class="alignnone wp-image-26872 size-full" src="/fileadmin/nctm/2022/07/Schermata-2022-07-06-alle-15.25.56.png" alt width="476" height="276">&nbsp;Tratto da <a href="https://dealflower.it/dati-ma-semestre-2022-italia-advisor/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dealflower.it</a></p>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Thu, 09 Jun 2022 11:25:43 +0200</pubDate>
                        <title>ADVANT Nctm promuove Lucia Corradi al ruolo di Partner</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/advant-nctm-promuove-lucia-corradi-al-ruolo-di-partner</link>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>ADVANT Nctm</strong> rafforza la propria struttura con una nuova nomina interna promuovendo <strong>Lucia Corradi</strong> in qualità di Partner nel dipartimento Mergers and Acquisitions, presso la sede di Milano.Lucia Corradi si occupa principalmente di Diritto Commerciale e Societario, in particolare di M&amp;A e&nbsp;<em>private equity</em> ed è uno degli avvocati più attivi secondo il report di Mergermarket con oltre 40 operazioni dal 2015, e recentemente inserita nel ranking “<em>Up and Coming</em>” di <em>“Corporate/M&amp;A: Mid-Market</em>” in Chambers.Assiste regolarmente fondi di investimento, sia italiani sia esteri, e operatori industriali nazionali e multinazionali, nella organizzazione e nella negoziazione di operazioni di gestione straordinaria (vendite e conferimenti di partecipazioni o di aziende, fusioni, scissioni, trasformazioni, aumenti di capitale, emissione di prestiti obbligazionari e strumenti finanziari).Inoltre, Lucia presta consulenza legale in materia di&nbsp;<em>corporate governance</em>&nbsp;per società quotate e non quotate, redigendo statuti, patti parasociali, contratti di opzione,&nbsp;<em>directorship agreement</em>, e strutturando, con particolare riferimento ai relativi profili di diritto societario, piani di incentivazione su base azionaria per dipendenti e amministratori.</p>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Fri, 03 Jun 2022 04:14:21 +0200</pubDate>
                        <title>I Super Avvocati italiani nel libro magazine di MF-Milano Finanza</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/i-super-avvocati-italiani-nel-libro-magazine-di-mf-milano-finanza</link>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Al via l'edizione 2022 de I Super Avvocati e i Super Studi legali Corporate 2022, libro magazine dedicato al settore dei corporate lawyers, avvocati e giuristi d'impresa, frutto di un'intensa attivita' di riclassificazione dei deal e dell'attivita' curate da 4.419 Avvocati e 2.582 Studi, censiti sulla base di elementi quantitativi e messi in graduatoria grazie alla collaborazione di MF/Milano Finanza con la societa' specializzata Pbv Monitor. La grande ripresa del 2021 della corporate Italia si e' riflessa pienamente nel boom di attivita' di assistenza, rappresentanza e consulenza dei professionisti del diritto, come testimoniato dalla terza edizione della MF Italian Legal Week, l'evento che Class Editori, con i suoi media MF/MilanoFinanza e ClassCnbc, ha ideato come momento di incontro, approfondimento e dibattito sulle tematiche piu' importanti della professione, in stretto collegamento con la LegalWeek di New York. Il ranking ha preso in considerazione il valore aggregato delle operazioni e dei casi trattati nel periodo di riferimento, tra il 15 novembre 2020 e il 15 novembre 2021. Ai fini di elaborazione dell'analisi, sono state prese in esame diverse fonti istituzionali e alternative, e nello specifico i comunicati stampa di clienti e Studi legali, le sentenze della corte di Cassazione, le sentenze dei tribunali Sportivi, le sentenze del Consiglio di Stato e di alcune corti arbitrali internazionali. In totale, nel periodo di ricerca, sono stati analizzati 15.914 tra contenziosi e operazioni in 23 aree di pratica. Con l'obiettivo di offrire una guida alla scelta dei migliori professionisti operanti in Italia nelle diverse practice, Studi e Avvocati sono stati suddivisi in tre fasce di merito: Elite (i primi 10 del ranking), Best (da 11 a 30 ) e Selected (dal 31 in poi). Per ogni practice sono stati poi indicati i #1. Hanno quindi raggiunto l'eccellenza:Luciano Di Via (Clifford Chance) nella practice Competition Law; <strong>Pietro Zanoni</strong> (<strong>Advant NCTM</strong>) in M&amp;A Mid Market; Iacopo Canino (White &amp; Case) in Finance; Carlo Felice Giampaolino (Clifford Chance) in Dispute Resolution; Carlo Montella (Orrick) in Energy &amp; Infrastructure; Simonetta Candela (Clifford Chance) in Employment Law; Francesco Torelli (Hi.Lex) in M&amp;A Small Cap; Piergiorgio Leofreddi (Dentons) in Debt Capital Markets;Ryan Benedict (Letham &amp; Watkins) in Equity Capital Marklets;Umberto Penco Salvi (Clifford Chance) in Commercial Law e in M&amp;A Large Deal;Bruno Cova (Delfino e Associati Willkie Farr &amp; Gallagher) in Compliance;Raffaele De Luca (Toffoletto De Luca Tamajo e Soci) in Employment Litigation;Vincenzo Troiano (Chiomenti) in Investment Funds;Massimo Sterpi (Gianni &amp; Origoni) in IP &amp; IT;Francesco Centonze (Centonze) in Penal Law;Filippo Troisi (Legance) in Private Equity;Francesco Del Bene (Avocom) in Project;Francesca Angeloni (Hogan Lovells) in Public Law;Federico Sutti (Dentons) in Real Estate;Valerio Di Gravio (Di Gravio) in Restructuring &amp; Insolvency;Mattia Grassani (Grassani, Urbinati &amp; Associati) in Sport Law;Vincenzo Giannantonio (Gitti &amp; Partners) in Venture Capital.&nbsp;<em>Tratto da Milano Finanza</em></p>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Wed, 06 Apr 2022 04:21:08 +0200</pubDate>
                        <title>Golden Power: le principali novità e una possibile prospettiva di sistema</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/lulteriore-rafforzamento-della-normativa-golden-power-le-principali-novita-e-una-possibile-prospettiva-di-sistema</link>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Gli ultimi anni sono stati contraddistinti da un progressivo potenziamento dei meccanismi di <em>screening</em> degli Stati membri dell’Unione Europea rispetto agli investimenti esteri.L’epidemia di Covid 19 e l’invasione russa dell’Ucraina hanno esacerbato i disequilibri macroeconomici, determinando nuove tensioni internazionali e turbolenze nei mercati, contribuendo così ad accelerare e sviluppare ulteriormente i meccanismi di “difesa” dei governi europei nei confronti delle proprie imprese nazionali e dei propri <em>asset </em>strategici.Il d.l. 21/2022 “<em>Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina”</em> (il “Decreto Ucraina”) adottato per fronteggiare questa nuova onda di crisi globale, si colloca in tale contesto, riguardando, tra le altre cose, il rafforzamento del controllo statale sugli investimenti in Italia, il c.d. <em>“golden power”</em>.Il Decreto Ucraina apporta una serie di novità al d.l. 21/2012 (c.d. Decreto Golden Power”), ampliando, al di là della fase emergenziale, il novero dei settori strategici e prevedendo, per alcuni settori, l’obbligo di notifica degli acquisti di partecipazioni di controllo di società strategiche anche in capo a <em>soggetti residenti o stabiliti in Italia. </em>&nbsp;<strong><em>Dalla golden share al golden power: una genesi sofferta </em></strong>In una fase iniziale, i poteri di intervento dello Stato italiano erano limitati alle società partecipate in via di privatizzazione, nelle quali lo Stato stesso si riservava poteri speciali: la cosiddetta <em>“golden share”</em>.A seguito del massiccio processo di privatizzazione avvenuto all’inizio degli anni ’90 del secolo scorso, processo che ha coinvolto tutta l’Unione europea, si era sentita l’esigenza di salvaguardare l’interesse nazionale con una prima legge, il d.l. del 31 maggio 1994, che attribuiva all’allora Ministro del Tesoro poteri speciali di gradimento all’assunzione di partecipazioni rilevanti, di veto all’adozione di determinate delibere societarie e di nomina degli amministratori in alcune società strategiche. Lo strumento della <em>golden share</em> poteva essere attivato solo in relazioni a talune società (controllate direttamente o indirettamente dallo Stato) e nell’ambito di settori limitati, tradizionalmente reputati strategici.La normativa è stata censurata dalla Corte di Giustizia, che ne ha rilevato, in più di una occasione, il contrasto con le norme del Trattato in materia di libertà di stabilimento e libera circolazione dei capitali (in considerazione, in estrema sintesi, della mancanza di criteri predeterminati per l’attivazione dei poteri speciali e dell’eccessivo margine discrezionale in capo allo Stato azionista).Nel 2012 l’Italia decide di rivedere l’intera disciplina, cambiando radicalmente prospettiva: il controllo degli investimenti esteri si trasforma in una norma generale che introduce obblighi di notifica preventiva di determinate operazioni e &nbsp;permette l’intervento del Governo nelle acquisizioni estere di qualunque impresa dal valore strategico, a prescindere dalla sua proprietà (inizialmente, nei settori della difesa e sicurezza nazionale, energia, trasporti, telecomunicazioni): nasce così il <em>“golden power”</em>.Ulteriori ampliamenti sono stati poi previsti negli anni successivi, con possibilità di intervento del Governo esteso ai settori ad alta intensità tecnologica e alle comunicazioni elettroniche basate su tecnologia 5G.La disciplina ha conosciuto un’ulteriore estensione e un deciso rafforzamento durante la pandemia di COVID-19, a partire dal marzo 2020. L’indebolimento di molti settori produttivi, le condizioni difficili vissute da tante imprese a causa dei ripetuti <em>lock down</em>, l’incertezza globale hanno reso i mercati volatili e turbolenti. Le imprese coinvolte sono diventate più facilmente contendibili e il rischio di perdere <em>asset </em>strategici si è fatto più concreto. Per questo il legislatore (in sintonia con quanto indicato dalla Commissione europea nelle proprie raccomandazioni del marzo 2020) ha previsto un allargamento (inizialmente previsto solo in via <em>temporanea)</em> dei settori strategici, inserendo anche il settore sanitario e farmaceutico, l’agroalimentare e quello finanziario (nel quale vengono compresi il settore creditizio e quello assicurativo).Nella fase emergenziale, estesa da ultimo sino al 31 dicembre 2022, è stato previsto un obbligo generale di notifica preventiva anche per acquirenti dell’UE e, al ricorrere di determinate condizioni, anche di mere partecipazioni di minoranza per gli acquirenti extra-UE.&nbsp;<strong><em>Il decreto 21/2022. Le principali novità</em></strong>La caratteristica principale del Decreto Ucraina è quella di superare la disciplina transitoria, rendendo definitive alcune scelte adottate nel regime emergenziale.Ecco, quindi, che i settori definiti strategici fino al 31 dicembre 2022 (sanitario, farmaceutico, agroalimentare e finanziario) rimarranno tali anche per il futuro, così come l’obbligo di notifica di acquisizioni di minoranza da parte dei soggetti extra-UE in tutti i settori strategici.Del pari, ed è questa forse la novità più importante, per taluni ambiti (comunicazioni, trasporti, energia, salute, agroalimentare e settore finanziario, compreso quello bancario e assicurativo) l’obbligo di notifica è previsto anche per <em>i soggetti acquirenti italiani. </em>L’altra novità di rilievo riguarda le “reti di telecomunicazione elettronica a banda larga con tecnologia 5G, basati sulla tecnologia cloud”.Le imprese che, anche attraverso contratti o accordi, intendano acquisire, a qualsiasi titolo, beni o servizi relativi alla progettazione, alla realizzazione, alla manutenzione e alla gestione delle attività attinenti ai servizi di comunicazione elettronica a banda larga basati sulla tecnologia 5G, (ma anche “componenti ad alta intensità tecnologica funzionali alla predetta realizzazione o gestione”) saranno tenute a presentare un piano annuale alla Presidenza del Consiglio dei ministri, in cui dovranno essere elencati una lunga serie di dettagli: il settore; il programma di acquisto; l’elenco completo dei fornitori, compresi quelli potenziali; tutti i contratti in corso e le prospettive di sviluppo; una dettagliata descrizione delle specifiche tecniche, dei beni, dei servizi utili alla progettazione, alla realizzazione e alla manutenzione dell’attività, nonché “ogni ulteriore informazione funzionale a fornire un dettagliato quadro delle modalità di sviluppo dei sistemi di digitalizzazione”.La Presidenza del Consiglio dei Ministri avrà 30 giorni (salvo sospensioni) per approvare il piano, imporre prescrizioni o condizioni o porre il veto.Si prevede inoltre che il Presidente del Consiglio dei ministri possa, con appositi decreti, individuare ulteriori “<em>servizi, beni, rapporti, attività e tecnologie rilevanti ai fini della sicurezza cibernetica</em>” da far rientrare nel perimetro del golden power.Come si vede, l’intero Decreto Ucraina opera un sostanziale allargamento dei confini della precedente disciplina – introducendo nuovi obblighi come la comunicazione preventiva dei piani di acquisto in ambito 5G, aumentando i controlli, estendendo strutturalmente, in alcuni casi, il campo di intervento governativo.Importanti novità si registrano anche sotto il profilo della procedura. Nel caso di acquisto di partecipazioni, per l’impresa acquirente e per l’impresa target viene introdotta, “<em>ove possibile</em>”, la notifica congiunta dell’operazione. &nbsp;La società acquisita potrà altresì presentare memorie e documenti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e potrà essere assoggettata ad impegni, e a sanzioni per la relativa inottemperanza.Infine, vengono demandate a un successivo decreto attuativo misure di semplificazione delle modalità di svolgimento del procedimento, nonché l’introduzione dell’istituto della pre-notifica, che dovrebbe consentire un filtro preventivo in merito all’applicabilità della normativa a una data operazione.&nbsp;<strong><em>Aspetti problematici e una possibile prospettiva</em></strong>Il progressivo rafforzamento delle normative europee in tema di controllo sugli investimenti esteri, ivi incluso il c.d. <em>golden power</em>, in funzione delle emergenze che si sono succedute negli ultimi anni, pare costituire la “naturale” conseguenza di una tendenza già in atto, di crescente scetticismo nei confronti del libero esplicarsi delle forze di mercato e della globalizzazione nel suo complesso.Le ondate di crisi globale che si sono succedute negli ultimi anni (dalla crisi finanziaria del 2007 alla guerra in Ucraina) sembrano avere fatto da detonatore a questioni irrisolte da tempo presenti nel tessuto economico-produttivo (si pensi al tema delle dipendenze nel settore energetico e in quello alimentare) rendendo più urgente la questione della tutela e della valorizzazione degli <em>asset </em>strategici nazionali.Anche il recente Decreto Ucraina - che stabilizza una serie di norme emergenziali in materia di controllo degli investimenti - si colloca in questo contesto, profondamente difforme da quello che aveva dato origine alle procedure di infrazione delle Commissione europea e alle sentenze della Corte di giustizia nei primi anni 90, pronte a censurare ogni deviazione nazionale rispetto alla logica della integrazione europea e ogni temperamento alle libertà di circolazione dell’UE.Per quanto concerne il nostro ordinamento, a fronte di alcune modifiche procedurali che sono da salutare con favore (si pensi all’introduzione della pre-notifica, che dovrebbe accrescere la certezza del diritto per le imprese), permangono, tuttavia, una serie di dubbi sulla coerenza complessiva del sistema “golden power”.In primo luogo, il perimetro applicativo della nuova disciplina appare <em>oltremodo vasto</em>, estendendosi ad un catalogo pressoché infinito di “beni e rapporti” collegati ad attività non immediatamente percepibili come strategiche per l’interesse nazionale. La normativa perde dunque, anche sotto questo profilo, la sua natura “eccezionale”, rischiando di divenire uno strumento generale di scrutinio di determinate operazioni societarie negli ambiti di maggiore <em>appeal</em> (si pensi al settore IT o a quello dell’Intelligenza Artificiale), con effetti di deterrenza rispetto agli investimenti stranieri.In secondo luogo, la <em>stabilizzazione</em> – oltre la fase emergenziale e al di là dei settori della <em>difesa e sicurezza nazionale</em> (che costituiscono i settori strategici per eccellenza) degli obblighi di notifica anche in capo ai soggetti UE (e ai soggetti italiani) rischia di collidere con le libertà di stabilimento e la libera circolazione dei capitali, ponendo vincoli sproporzionati rispetto agli interessi perseguiti.Più in generale, se è vero che le recenti crisi globali hanno trovato una forte risposta “europea” (si pensi al&nbsp; <em>Recovery fund</em> o al coordinamento delle norme in materia di aiuti di Stato nell’ambito della crisi finanziaria e in quella pandemica) anche nel caso del controllo sugli investimenti esteri è auspicabile un maggiore coordinamento a livello UE, con un ribaltamento di prospettiva che ponga al centro la necessità di tutelare gli <em>asset </em>strategici <em>dell’UE</em> ; un mero ripiegamento su logiche nazionali, rischia infatti, ancor prima di compartimentare ulteriormente il mercato interno e di ostacolare ingiustificatamente gli investimenti, di costituire una risposta inadeguata rispetto ai legittimi interessi perseguiti (<em>in primis</em> la tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico rispetto a taluni investimenti di paesi terzi).La strada, dunque, potrebbe essere quella di un rafforzamento dei meccanismi di cooperazione presenti a livello UE, a partire dal Regolamento (UE) 452/2019, che istituisce il quadro per il controllo degli investimenti diretti nell’Unione, accompagnato da un percorso politico di maggiore integrazione delle politiche europee, ivi incluse quelle economiche ed industriali, che releghi gli strumenti di controllo degli investimenti all’ambito delle (genuine) <em>eccezioni.</em>&nbsp;<em>I<i>l contenuto di questo elaborato ha valore meramente informativo e non costituisce, né può essere interpretato, quale parere professionale sugli argomenti in oggetto.&nbsp;Per ulteriori informazioni si prega di contattare <a href="mailto:giuliano.berruti@advant-nctm.com">Giuliano Berruti</a>, <a href="mailto:francesco.mazzocchi@advant-nctm.com">Francesco Mazzocchi</a> e <a href="mailto:alberto.toffoletto@advant-nctm.com">Alberto Toffoletto</a>.</i></em></p>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Wed, 10 Nov 2021 04:25:48 +0100</pubDate>
                        <title>Castello sgr acquisisce 17 fondi da Sorgente sgr, tutti i team legali</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/castello-sgr-acquisisce-17-fondi-da-sorgente-sgr-tutti-i-team-legali</link>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Freshfields Bruckhaus Deringer&nbsp;ha assistito&nbsp;Castello sgr, controllata dal fondo americano Oaktree Capital Management, nell’acquisizione di un ramo d’azienda composto da 17 fondi gestiti da&nbsp;Sorgente sgr&nbsp;in amministrazione straordinaria, per un valore complessivo di 1 miliardo di euro.Il team di Freshfields che ha curato l’operazione è stato guidato dal partner&nbsp;Francesco Lombardo&nbsp;(nella foto a sinistra), con il supporto dei senior associate&nbsp;Barbara Degli Esposti&nbsp;e&nbsp;Andrea Giaretta&nbsp;e del trainee&nbsp;Marco Colombo&nbsp;per gli aspetti corporate, finance e regulatory, del counsel&nbsp;Lorenzo Fusco&nbsp;e dell’associate&nbsp;Matteo Tola&nbsp;per gli aspetti employment, nonché del senior associate&nbsp;Toni Marciante&nbsp;per gli aspetti fiscali.<strong>Advant Nctm&nbsp;</strong>ha assistito l’amministrazione straordinaria di Sorgente sgr con un team coordinato dal partner&nbsp;<strong>Vito Bisceglie</strong>, con il supporto del senior associate<strong>&nbsp;Federica Scalia</strong>&nbsp;per i profili transactional, dei partner&nbsp;<strong>Danilo Quattrocchi</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Giovanni Giuliani</strong>&nbsp;e del senior associate&nbsp;<strong>Jacopo Pisani</strong>&nbsp;per i profili regulatory, del partner&nbsp;<strong>Alfredo Lizio</strong>&nbsp;e del senior associate<strong>&nbsp;Gianluca Salvadei</strong>&nbsp;per i profili finance, del partner&nbsp;<strong>Marco Antonio Monaco</strong>&nbsp;per i profili di diritto amministrativo e del counsel&nbsp;<strong>Ulrich Eller</strong>&nbsp;per i profili giuslavoristici.Lo studio&nbsp;Carbonetti,&nbsp;con il name partner&nbsp;Fabrizio Carbonetti&nbsp;e il senior counsel&nbsp;Giovanni Battista Bruno, ha assistito il socio della cedente, Sorgente Group Italia per gli aspetti corporate, M&amp;A e regulatory dell’operazione.<a href="https://legalcommunity.it/castello-sorgente-team-legali/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tratto da Legalcommunity</a></p>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Mon, 11 Oct 2021 06:14:02 +0200</pubDate>
                        <title>ADVANT Nctm con 10 nuovi ingressi rafforza i dipartimenti Bancario&amp;Finanziario e Fusioni&amp;Acquisizioni</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/advant-nctm-con-10-nuovi-ingressi-rafforza-i-dipartimenti-bancariofinanziario-e-fusioniacquisizioni</link>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>ADVANT Nctm potenzia la propria struttura con l’ingresso di 10 professionisti, 8 nel dipartimento Bancario e Finanziario e 2 nel dipartimento Fusioni e Acquisizioni.</p><p>Riccardo Sallustio, socio, Roberto de Nardis di Prata e Giuseppe Buono, associati, Federico De Pascale, Davide Brollo eAntonio Sebastiani Croce, collaboratori, si uniscono al team Bancario e Finanziario presso la sede di Milano. Nella sede di Londra si insediano il socio Giacomo Serra Zanetti e la collaboratrice Giulia De Amico.</p><p><strong>Riccardo Sallustio</strong>&nbsp;si occupa principalmente di diritto bancario e finanziario. La sua esperienza comprende&nbsp;<i>leverage finance</i>, ristrutturazione del debito,&nbsp;<i>private placements</i>, finanza verde e sostenibile e finanza immobiliare, assistendo finanziatori e fondi di private equity oltre a fondi di credito e fondi&nbsp;<i>distressed</i>&nbsp;in operazioni di finanziamento ed emissioni obbligazionarie. E’ Professore a contratto in Green and Sustainable Finance alla LUISS Guido Carli per l’anno accademico 2021/22.</p><p><strong>Giacomo Serra Zanetti</strong>, nell’ambito del diritto bancario e finanziario, si occupa in particolare di&nbsp;<i>leverage finance</i>, ristrutturazione del debito,&nbsp;<i>private placements</i>, finanza strutturata e cartolarizzazioni, finanza immobiliare ed aircraft finance, assistendo con regolarità fondi di credito e fondi di investimento alternativi, oltre a banche e sponsor in relazione ad operazioni di finanziamento, direct lending ed emissioni di bond, anche in contesti di ristrutturazione.</p><p><strong>Roberto de Nardis di Prata</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Giuseppe Buono</strong>&nbsp;si occupano di diritto bancario e finanziario e di diritto dei mercati dei capitali ed hanno maturato lunga esperienza in operazioni di&nbsp;<i>leverage finance</i>,&nbsp;finanza immobiliare, <i>corporate finance, project finance, basket bond</i>&nbsp;oltre a ristrutturazioni del debito, assistendo banche, fondi e primarie società.</p><p>Nel dipartimento Fusioni e Acquisizioni della sede di Londra si insediano Fabio Pizzoccheri in qualità di socio insieme a Christian Prencipe, collaboratore.</p><p><strong>Fabio Pizzoccheri</strong>&nbsp;si occupa principalmente di diritto societario e finanziario.</p><p>Assiste con regolarità clienti internazionali nell’ambito del diritto societario italiano, in particolare in relazione a fusioni e acquisizioni, operazioni cross-border e di&nbsp;<i>private equity</i>.</p><p>Presta inoltre assistenza ad istituzioni finanziarie internazionali in relazione alla prestazione di servizi regolamentati e all’offerta di prodotti finanziari nel mercato italiano.</p><p>ADVANT Nctm conta ora&nbsp;<strong>72 partner</strong>.</p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Bancario e Finanziario</category>
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                        
                        
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                        <pubDate>Mon, 04 Oct 2021 04:23:27 +0200</pubDate>
                        <title>Kyma acquisisce la maggioranza di Datlas. Gli studi.</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/kyma-acquisisce-la-maggioranza-di-datlas-kyma-acquisisce-la-maggioranza-di-datlas-gli-studi</link>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Kyma Investment Partners sgr, che ha recentemente completato il primo closing del fondo “Kyma Investment Fund”, ha completato la sua prima acquisizione riguardante una partecipazione di maggioranza nel capitale sociale di&nbsp;Datlas, player attivo nei servizi di robotic process automation applicati ai processi di business process outsourcing.Più in particolare Gattai Minoli Partners ha assistito Kyma con un team M&amp;A guidato dal counsel&nbsp;Lorenzo Fabbrini&nbsp;(nella foto)&nbsp;e composto per gli aspetti societari dal senior associate&nbsp;Beatrice Gattoni&nbsp;e dall’associate&nbsp;Nicola Occhipinti, per gli aspetti lavoristici dal partner&nbsp;Lorenzo Cairo, dal senior associate&nbsp;Federica Ferretti&nbsp;e dall’associate&nbsp;Ilaria Giovanelli. Per gli aspetti fiscali Kyma è stata assistita dal partner&nbsp;Cristiano Garbarini&nbsp;e dal counsel&nbsp;Alban Zaimaj, il senior associate&nbsp;Valentina Buzzi&nbsp;e l’associate&nbsp;Gaia Baroni.&nbsp;Per gli aspetti regolamentari nella procedura autorizzativa della sgr presso Banca d’Italia e Consob, Kyma è stata assistita dal partner&nbsp;Andrea Calvi&nbsp;e dal senior associate&nbsp;Stefano Giavari. Per gli aspetti di due diligence di natura finanziaria e fiscale Kyma è stata assistita da Deloitte, con i partner&nbsp;Guido Manzella&nbsp;e&nbsp;Valentina Santini.<strong>ADVANT Nctm</strong>&nbsp;ha assistito i venditori nell’operazione anche con riferimento al reinvestimento da parte del management di Datlas, con un team guidato dal partner&nbsp;<strong>Paolo Gallarati</strong>&nbsp;e con il managing associate&nbsp;<strong>Marco Cosa</strong>.L’amministratore delegato di Datlas è stato altresì assistito nella negoziazione dei propri accordi da&nbsp;Nunziante Magrone, con un team composto dai partner&nbsp;Gianmarco Mileni Munari&nbsp;e&nbsp;Giuseppe Cucurachi, e per gli aspetti fiscali dal partner di&nbsp;Ecovis STLex&nbsp;Giovanni Ciurlo.<a href="https://legalcommunity.it/kyma-datlas-gattai-nctm-nunziante-magrone/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tratto da Legalcommunity</a></p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                        
                        
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                        <pubDate>Mon, 17 May 2021 04:19:28 +0200</pubDate>
                        <title>L&#039;anno dell&#039;M&amp;A (anche negli Studi). 2,6 miliardi agli avvocati d&#039;affari</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/lanno-dellma-anche-negli-studi-26-miliardi-agli-avvocati-daffari</link>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p><em>Sul gradino più alto del podio BonelliErede (194 milioni), seguono Pwc Tls (166,7) e Gianni&amp;Origoni (150). Aggregazioni, fusioni e diversificazione hanno spinto il fatturato. La classifica di LegalCommunity</em>.Possibile continuare a far crescere il fatturato anche nell'anno del Covid? La risposta è affermativa. A dimostrarlo è il mercato dei servizi legali per il business che ha archiviato il 2020 ancora in crescita. Le prime 50 insegne per fatturato, in base alle stime elaborate da&nbsp;Legalcommunity.it&nbsp;in occasione dello speciale Best 50 di Mag, di cui «l'Economia» può dare un'anticipazione, hanno mosso in totale un giro d'affari superiore a 2,6 miliardi di euro. L'incremento rispetto alla performance del 2019 è stato del 4%. Secondo i dati ricostruiti da&nbsp;Legalcommunity.it&nbsp;per Mag, solo il 10% dei Best 50 del 2020 ha chiuso in calo. A questi si aggiunge un 20% che ha archiviato l'anno in linea con l'esercizio precedente. Mentre il 70% ha portato a casa una crescita, anche se contenuta.&nbsp;<strong>I migliori tre&nbsp;<br class></strong></p><p class>Cosa ha favorito questa performance? «Due fattori su tutti - spiega Nicola Di Molfetta, direttore di Mag -- Il buon andamento dell'm&amp;a, settore trainante per gli studi d'affari, assieme alle aggregazioni avvenute nel comparto, hanno sostenuto i risultati di fine anno. Inoltre, la diversificazione delle attività nella maggioranza degli studi associato ha consentito di compensare il rallentamento di alcune aree (si pensi al giudiziale) con l'aumento dell'attività su altri fronti». Ma veniamo al podio che conferma le posizioni dell'anno prima con BonelliErede in vetta con circa 194 milioni di ricavi seguito da PwC Tls (166,7) e Gianni &amp; Origoni (150). Tra i big italiani sono gli studi Legance, Chiomenti,&nbsp;<strong><span class="chapterhl">Nctm</span></strong>&nbsp;e Pirola Pennuto Zei &amp; Associati, quelli che hanno realizzato le performance migliori. Legance ha superato per la prima volta il muro della tripla cifra chiudendo l'anno a 102 milioni di euro: +7,4%. Crescita che a inizio 2021 ha portato lo studio a mettere a segno uno colpo nella «campagna acquisti legal» prendendo Roberta Figari da Clifford Chance. Bene anche Chiomenti, che in base alle stime ha chiuso il 2020 con ricavi in aumento del 5%. Lo studio presieduto da Francesco Tedeschini (di fresca nomina) è stato protagonista di una stagione di importanti operazioni e con nuovi arrivi eccellenti come quello di Gianrico Giannesi da Orrick che si aggiunge all'integrazione della boutique di diritto internazionale Ejc-Roberti &amp; Associati. Più 5% anche per&nbsp;<span class="chapterhl">Nctm</span>&nbsp;che arriva a un giro d'affari stimato attorno a 80 milioni di euro. Completa il quadro la performance di Pirola Pennuto Zei &amp; Associati che con i suoi 137,8 milioni di fatturato è cresciuto del 4%.</p>&nbsp;<p class><strong>Le super boutique&nbsp;<br class></strong></p><p class>Anche il 2020 è ha confermato il successo delle super boutique. Due, in particolare, le insegne che si sono messe in luce: Pedersoli e Gatti Pavesi Bianchi Ludovici. Pedersoli, grazie a un track record di particolare rilievo (basti pensare al ruolo avuto nell'ops di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca), ha archiviato il suo migliore anno di sempre mettendo a segno una crescita del 33% (la più elevata tra quelle realizzate dagli studi nella Best 50) e arrivando a generare ricavi stimabili attorno a 53 milioni di euro.</p><p class>Bilancio positivo anche per le insegne collegate alle cosiddette big 4 della consulenza che, considerate insieme, ormai hanno raggiunto una quota di mercato del 20%. Anche in questo caso sono due i casi che si fanno notare perché entrambi hanno messo a segno una crescita stimabile attorno al 10%. Si tratta degli studi Deloitte e di EY law. Il primo, in particolare sul fronte legal, ha messo a segno un'operazione di grande rilievo sul fronte labour con Luca Failla e il contestuale avvio di un'alleanza strategica con LabLaw. Il secondo, invece, ha rodato e mandato a pieni giri la struttura creata dalla managing partner Stefania Radoccia negli scorsi anni, superando i 130 milioni di ricavi. Una performance che, tra l'altro, ha consentito allo studio di tornare sul mercato mettendo a segno una delle acquisizioni professionali che hanno maggiormente inciso su questa prima metà dell'anno, portando in squadra l'avvocato Renato Giallombardo.</p><p class>Infine il mercato degli studi internazionali presenti in Italia: hanno generalmente fatto bene tutti e in molti casi hanno ottenuto un riconoscimento in termini di promozioni. La sede italiana di Latham &amp; Watkins, da quest'anno guidata dal socio Stefano Sciolla, è quella che ha messo a segno la crescita più rilevante con un aumento del 28% del fatturato che è arrivato a superare i 42 milioni di euro, trascinato da private equity e International capital markets.</p>&nbsp;<a href="https://media.mimesi.com/cacheServer/servlet/CropServer?date=20210517&amp;idArticle=543329247&amp;idFolder=12517&amp;idChapter=34221&amp;authCookie=-798779321&amp;trc=pDelivery-t20210517-a543329247-h34221-c1115-d10814-f12517-n58" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tratto da Corriere L'Economia</a>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Mon, 17 May 2021 04:11:35 +0200</pubDate>
                        <title>Con i fondi Ue la consulenza rivede strategie e team di lavoro</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/con-i-fondi-ue-la-consulenza-rivede-strategie-e-team-di-lavoro</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><em>I cambiamenti. Più M&amp;A per gli amministrativisti. Spinta al Knowledge management per studiare le riforme. Nel Piano chance sui ricavi del</em> futuro.I grandi nomi italiani della consulenza legale sono pronti a cogliere le opportunità del Piano nazionale di resistenza e resilienza da 248 miliardi. In molti hanno già creato team multidisciplinari e studiato le "missioni" di cui si compone il Pnrr ora all'esame di Bruxelles. Obiettivo: attrarre clienti privati e pubbliche amministrazioni per assisterli nello sforzo di presentare progetti solidi e spendere al meglio le risorse europee. Un traguardo per nulla facile da raggiungere a detta degli stessi avvocati, viste le storiche difficoltà del nostro Paese a intercettare e a spendere nei tempi i fondi Ue. Per questo il Piano sarà anche l'occasione per i big italiani della consulenza per rafforzare i legami con le pubbliche amministrazioni, dai comuni ai ministeri, fino alle utilities.&nbsp;<strong>L'organizzazione</strong>Grimaldi punta al modello "One stop shop": lo studio si propone ai clienti come interlocutore unico con competenze integrate per i progetti complessi, dallo studio di prefattibilità alla contabilità.&nbsp;«Tutti i progetti devono rispettare le regole dei fondi europei, ad esempio, sull'eleggibilità, sui massimali di aiuto e sulla rendicontazione, altrimenti si rischia di perdere le risorse anche in corsa», ricorda il managing partner, Francesco Sciaudone. Lo studio sfrutterà la sua vocazione internazionale (ed europea in particolare) e la sinergia con il desk di Bruxelles. Legance vede in prima linea il proprio team Energy - uno dei più nutriti nel panorama italiano con sei soci dedicati quasi esclusivamente al settore e una cinquantina di professionisti - al lavoro sul quadro regolatorio con un dialogo impostato tra istituzioni, stakeholder e grandi clienti per analizzare le prime bozze di provvedimenti d'attuazione in te ma di transizione energetica.&nbsp;<strong><span class="chapterhl">Nctm</span></strong>&nbsp;ha costituito team integrati interni, per linee tematiche e sta inviando ai clienti i documenti con le possibili linee di intervento e organizzando webinar ad hoc. Chiomenti pone l'accento sulle riforme annunciate nel Pnrr: «Pensiamo soltanto al nuovo processo civile, penale e tributario - immagina Gregorio Consoli, che con Filippo Modulo è managing partner dello studio - avranno una portata e un impatto storici e dovremo spiegarle ai clienti in tempi brevissimi».&nbsp;<strong>I settori interessati</strong>Le opportunità sono infinite e ogni studio guarda alle aree di business di elezione per partire. Così ad esempio Lipani Catricalà sviluppa il partenariato pubblico privato, pensando alle grandi opere e agli investimenti in energia e nella digitalizzazione della Pa. Spiega Fabio G. Angelini, equity partner, riferimento dello studio per le operazioni di Ppp e membro del comitato esecutivo: «Accompagneremo i clienti a compiere il salto culturale necessario: passare dallo schema tradizionale dell'appalto alla logica degli investimenti pubblico - privati. Penso ad esempio alle infrastrutture e ai servizi, che la diversa allocazione dei rischi tipica del Ppp contribuirà a trasformare radicalmente nei prossimi anni».Consoli di Chiomenti guarda «ai grandi fondi di private equity interessati a coinvestire nelle infrastrutture strategiche». La presenza del capitale privato sarà una grande opportunità secondo Sciaudone: «Oltre all'effetto moltiplicatore, se il capitale privato sarà maggioritario i progetti potranno avanzare con procedure più snelle».<strong><span class="chapterhl">Marco Monaco</span></strong>, responsabile del dipartimento Amministrativo, pubblico comunitario e del team sul Pnrr di<strong>&nbsp;<span class="chapterhl">Nctm</span></strong>&nbsp;prevede una crescita dell'M&amp;A. «Tra le risorse per la competitività sono interessanti anche i contributi all'innovazione per le Pmi perché possono servire a superare la frammentazione e promuovere fusioni». Un filone del tutto innovativo è quello del reshoring. «Il Pnrr incentiva con due miliardi, anche se non esclusivi, il rientro in Italia delle produzioni delocalizzate», conclude Monaco.«Si aprono scenari inediti - commenta Monica Colombera, senior partner responsabile del dipartimento Energy, project and infrastructure di Legance - con progetti che vanno oltre il fotovoltaico e il solare degli ultimi anni e si aprono all'idrogeno, ad esempio dove stiamo assistendo alcuni operatori che stanno considerando joint venture per lo sviluppo di progetti basati sull' idrogeno». In realtà l'Energy è da tempo "frizzante" per lo studio: «È un settore molto attivo già per gli obblighi del Green new deal conferma Colombera -. Anche i grandi player stanno velocemente virando dagli idrocarburi alla sostenibilità».&nbsp;<strong>L'impatto interno</strong>La consulenza sul maxi Piano è così strategica da aver spinto gli studi a ripensarsi. Da boutique del diritto amministrativo Lipani Catricalà evolve: «Stiamo rafforzando il profilo transactional per strutturare le ope razioni di partenariato, l'M&amp;A per le integrazioni societarie o per creare società miste pubblico private e guardiamo con interesse al fin tech» annuncia Angelini. Anche chi ha già strutture e staff a sufficienza ha iniziato a ripensare l'organizzazione. «In Chiomenti rafforzeremo le funzioni di knowledge management - prevede Consoli - con tutta la normativa di attuazione del Pnrr dovremo subito studiare migliaia di pagine e tradurle in indicazioni pratiche per i nostri clienti». Per tutti il Piano rappresenterà un assist imperdibile per il fatturato, già da quest'anno. «Credo sarà la nostra principale area di sviluppo - prevede Sciaudone per Grimaldi - e nel giro di cinque anni l'assistenza sui progetti europei diventerà per noi il principale settore di consulenza».&nbsp;<a href="https://media.mimesi.com/cacheServer/servlet/CropServer?date=20210517&amp;idArticle=543394852&amp;idFolder=12517&amp;idChapter=34221&amp;authCookie=-792457837&amp;trc=pDelivery-t20210517-a543394852-h34221-c1115-d10814-f12517-n26086" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tratto da Il Sole 24 Ore</a></p>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Mon, 08 Feb 2021 02:57:38 +0100</pubDate>
                        <title>Legalcommunity Tax Awards 2021: primo bilancio dall’apertura del voto</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/legalcommunity-tax-awards-2021-primo-bilancio-dallapertura-del-voto</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Ormai già da alcuni giorni è possibile&nbsp;votare&nbsp;gli studi legali e i professionisti protagonisti del settore Tax nell’ultimo anno, che verranno premiati il 15 aprile 2021.Le votazioni chiuderanno&nbsp;venerdì 12 febbraio.Di seguito il primo aggiornamento sui trend provvisori emersi dalle votazioni. Ricordiamo che i nominativi vengono riportati in&nbsp;ordine alfabetico&nbsp;(l’ordine non da perciò alcuna indicazione sulla graduatoria), e che il voto online è solo uno degli elementi che verrà tenuto in considerazione nell’assegnazione del premio finale.In questo primo bilancio verranno svelati i risultati parziali delle prime otto categorie. Le preferenze provvisorie delle restanti categorie saranno rese note in un secondo aggiornamento, che sarà pubblicato prossimamente.Nella categoria studio dell’anno, i più votati risultano&nbsp;Di Tanno Associati, Facchini Rossi Michelutti e Maisto e Associati. In quella di professionista dell’anno stanno invece emergendo&nbsp;Paolo Ludovici&nbsp;di Gatti Pavesi Bianchi Ludovici,&nbsp;Guglielmo Maisto&nbsp;di Maisto e Associati e&nbsp;Stefano Simontacchi&nbsp;di BonelliErede.Nella consulenza troviamo in testa gli studi&nbsp;Biscozzi Nobili Piazza, CMS&nbsp;e&nbsp;Dentons, mentre lato professionisti guidano la classifica in questo momento&nbsp;Giulio Andreani&nbsp;di PwC TLS,&nbsp;Paolo Ludovici&nbsp;di Gatti Pavesi Bianchi Ludovici e&nbsp;Marco Valdonio&nbsp;di Maisto e Associati.In ambito contenzioso,&nbsp;BonelliErede, Maisto e Associati&nbsp;e&nbsp;Tremonti Romagnoli Piccardi e Associati&nbsp;si trovano attualmente nelle posizioni di vertice insieme ai professionisti&nbsp;Giulio Andreani&nbsp;di PwC TLS,&nbsp;Tommaso Di Tanno&nbsp;di Di Tanno Associati e&nbsp;Giuliano Foglia&nbsp;di Foglia &amp; Partners.Gli studi che hanno raccolto le maggiori preferenze nella fiscalità finanziaria sono al momento&nbsp;Allen &amp; Overy, Clifford Chance&nbsp;e&nbsp;Freshfields. I professionisti più votati risultano invece&nbsp;Riccardo Michelutti&nbsp;di Facchini Rossi Michelutti,&nbsp;Raul-Angelo Papotti&nbsp;di Chiomenti e&nbsp;Renato Paternollo&nbsp;di Freshfields.Per quanto riguarda il transfer pricing guidano oggi la classifica degli studi&nbsp;BonelliErede, Crowe Valente/Valente Associati GEB Partners&nbsp;ed&nbsp;EY. Tra i professionisti emergono finora&nbsp;Davide Bergami&nbsp;di EY,&nbsp;Mario d’Avossa&nbsp;di CMS e&nbsp;Stefano Simontacchi&nbsp;di BonelliErede.In testa nell’M&amp;A e operazioni straordinarie troviamo in questo momento gli studi&nbsp;Chiomenti, Facchini Rossi Michelutti&nbsp;e&nbsp;Hogan Lovells.&nbsp;Fulvia Astolfi&nbsp;di Hogan Lovells,&nbsp;Luca Rossi&nbsp;di Facchini Rossi Michelutti e&nbsp;<strong>Federico Trutalli</strong>&nbsp;di <strong>Nctm</strong> sono invece i professionisti più votati.Nella categoria private clients &amp; wealth management si segnalano gli studi&nbsp;Belluzzo &amp; Partners, Biscozzi Nobili Piazza&nbsp;e&nbsp;Withers, insieme ai professionisti&nbsp;Massimo Antonini&nbsp;di Chiomenti,&nbsp;Giulia Cipollini&nbsp;di Withers e&nbsp;Paolo Ludovici&nbsp;di Gatti Pavesi Bianchi Ludovici.BonelliErede, EY&nbsp;e&nbsp;PwC TLS&nbsp;guidano infine la categoria patent box insieme a&nbsp;Mario d’Avossa&nbsp;di CMS,&nbsp;Stefano Simontacchi&nbsp;di BonelliErede e&nbsp;Paolo Tripoli&nbsp;di PwC TLS.Tratto da <a href="https://legalcommunity.it/legalcommunity-tax-awards-2021-primo-bilancio-dallapertura-del-voto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Legalcommunity</a></p>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Thu, 04 Feb 2021 02:47:09 +0100</pubDate>
                        <title>Tutti i premi ai super studi che innovano la professione</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/tutti-i-premi-ai-super-studi-che-innovano-la-professione</link>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p><em>Tutti i premi ai super studi che innovano la professione </em>Si è tenuta ieri sera, al termine della prima giornata della MF Italian Legal Week 2021, la cerimonia di consegna dei Legal Awards (parte I), dedicati ai Migliori Avvocati e ai Migliori Studi Legali.I vincitori sono stati individuati secondo criteri oggettivi, in collaborazione con Pbv Monitor, dopo uno screening compiuto su 3.500 operazioni e 3.300 professionisti.Fra le categorie di premi, in ordine di consegna: Debt Capital Markets, relativa a tutte le operazioni di emissioni di titoli di debito esclusi minibond e securitization; Equity Capital Markets (emissioni di titoli e valori, equity, azioni e strumenti analoghi); Finance, che include il finanziamento di acquisizioni, finanziamenti bancari (syndicated/ single), operazioni di leasing e shipping finance Investment Funds (operazioni di costituzione di fondi di investimento mobiliare e di tutte le attività regolatorie collegate alla gestione di questi strumenti).Premiate anche le operazioni di m&amp;a con importo superiore ai 250 milioni di euro, a quelle con valore fra i 25 e i 250 milioni e, infine, a quelle di importo inferiore ai 25 milioni sono state dedicate, rispettivamente, le categorie M&amp;A Large Deal, Mid Market e Small Cap.Le emissioni obbligazionarie riservate a istituzionali emessi da aziende non quotate (normalmente Pmi e di taglio inferiore ai 50 milioni euro) sono state protagoniste della categoria Mini Bond, che ha preceduto il Premio Speciale Top Woman in Legal. Nella seconda parte della serata sono stati assegnati i premi ai protagonisti del settore immobiliare in due categorie, Real Estate e Real Estate Financing.Infine, a chiudere, i riconoscimenti relativi a: Securitization (operazioni di cessione di portafogli di crediti attraverso cartolarizzazioni) e a Venture Capital (operazioni straordinarie di compravendita\ partecipazioni in cui uno studio ha assistito un fondo di venture capital / o un business angel).La seconda parte dei Legal Awards si terrà questa sera, dalle 19 alle 20.30.Tratto da <a href="https://media.mimesi.com/cacheServer/servlet/CNcacheCopy?file=pdf/202102/04/0595_binpage1.17.pdf&amp;authCookie=-570817321&amp;trc=pMailCN-t20210204-a530743782-h34222-c1115-f12517-n595-u8048" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Milano Finanza</a></p>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Mon, 01 Feb 2021 05:56:03 +0100</pubDate>
                        <title>M&amp;A, un 2020 con il botto nonostante (o a causa) del Covid</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/ma-un-2020-con-il-botto-nonostante-o-a-causa-del-covid</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><em>Il report di Mergermarket 2H/2020 evidenzia una crescita del settore del 26,7% nel mondo</em>L’andamento nel 2020 del settore dell’M&amp;A è stato all’insegna dell’ottovolante, con scostamenti molto significativi nei trimestri centrali. Eppure, la fotografi a che scatta Mergermarket nel Report di consuntivo del 2020 evidenzia come i mercati abbiano saputo ritrovare la bussola e si apprestino nel 2021 a riprendere spediti la marcia verso la crescita. In questo spinti dall’euforia della diffusione dei primi vaccini e dai timori sui reali effetti della Brexit.<strong>Mondo.</strong> Ammonta a 2,2 trilioni di dollari l’attività complessiva di merger&amp;acquisition nella seconda parte del 2020, il dato semestrale più alto mai registrato (1.2 trilioni di dollari dell’ultimo trimestre, il più elevato dal 2007). Il numero complessivo delle operazioni concluse è però diminuito del 15,5% passando da 20.767 a 17.545. Alcuni settori hanno risentito maggiormente della contrazione mentre altri sono cresciuti. Le Spac sono state il vero fenomeno del secondo semestre 2020, in particolare negli Usa, con 255 nuovi lanci per 83,1 mld $ rispetto ai 15,5 mld in 73 operazioni nel 2019. Nell’attività di m&amp;a, settembre è stato il mese più attivo in assoluto 2020 (415,6 miliardi di dollari). L’Asia (incluso il Giappone) è il mercato che ha registrato la maggior crescita con la sua quota di mercato globale aumentata sia in valore che in volume (7,4% e 2,2% rispettivamente). Gli accordi di controvalore di 5 miliardi $ hanno registrato un’impennata, passando da 91 nel 2019 a 111 nel 2020, 79 dei quali conclusi nella seconda metà dell’anno. Questo rappresenta il secondo più alto numero dal 2007, solo dietro al 2015 (127). Sulla scia delle tendenze amplificate dalla pandemia, il segmento Technology, media, &amp; telecommunications è cresciuto del 56,8% in valore rispetto all’anno precedente, da 543,4 mld a 851,8 mld $, equivalenti a più di un quarto dell’attività globale complessiva. È diminuito leggermente il numero delle operazioni concluse (3.943). Buona la performance del comparto Energy, mining &amp; utilities (Emu), in crescita del 3,8% in valore a 477,7 mld $ ma un calo del 13,8% nel numero delle operazioni concluse (1.326).<strong>Usa</strong>. Dopo un anno di montagne russe, il mercato statunitense M&amp;a è cresciuto nel 4 trimestre, toccando 5.243 operazioni per 1,3 trilioni di dollari; tuttavia l’anno si chiude in calo del 21% in valore rispetto al 2019 (6.239 operazioni per 1,6 trilioni di dollari Usa). Ci sono stati 2.709 accordi per un valore di 961,4 mld $ conclusi nel secondo semestre, con un aumento di oltre il 200% in valore con circa lo stesso numero di operazioni rispetto al primo semestre (2.474 operazioni per un valore di 296 mld $). Nel terzo trimestre, l’attività è aumentata di oltre il 400%, registrando 1.289 operazioni per un valore di 421 miliardi di dollari. La ripresa è proseguita nel quarto trimestre con 1.471 accordi per un valore di 545 mld $ il valore più alto per un trimestre mai registrato dal 2001. A causa della pandemia, non ci sono stati mega accordi (10 miliardi di dollari). Tuttavia, nel terzo trimestre, sono stati 10 per un valore complessivo di 153,7 mld $, e nel quarto trimestre altri 10 mega accordi per un valore di 184,5 mld $. I settori della tecnologia e delle telecomunicazioni sono stati i più dinamici, con 1.289 accordi per un valore di 385,6 mld $ nel 2020, + 57% in valore rispetto al 2019, (1.300 accordi per un valore di 245 mld $). L’operazione più significativa è stata quella da 35,6 miliardi di dollari conclusa da Advanced Micro Device con l’acquisizione di Xilinx del novembre scorso.<strong>Europa</strong>. In linea con l’andamento a livello mondiale il settore m&amp;a in Europa ha avuto una significativa ripresa nella seconda metà del 2020. Questo induce ottimismo sul 2021. Nel 2020 il settore ha registrato accordi per 847,2 mld $ con 6.658 accordi (il numero più basso di accordi annuali dal 2013 (5.915 contratti), +5,6% del valore rispetto al 2019 (802,3 mld $). Ciò in gran parte dovuto alla ripresa registrata nella seconda metà, con 552,7 mld $ rispetto ai 294,5 dei primi sei mesi. Il numero di accordi, tuttavia, è rimasto abbastanza sottotono per tutto il 2020. La maggior parte delle operazioni di m&amp;a europee nel 2020 è stata condotta internamente. Investimenti esteri rappresentano il 37,8% del valore totale e il 15,4% del volume. Il settore tecnologico raggiunge il suo valore annuale più alto con 119,5 mld $ in 1.230 operazioni, il livello più alto da quando si realizzano le rilevazioni di Mergermarket. Nonostante il rinnovato ottimismo legato all’accordo in extremis tra l’Ue e il Regno Unito, restano le incognite su quanto inciderà la Brexit. Nonostante gli accordi conclusi siano stati 1.194, il dato più basso dal 2013, il valore è stato il più alto dal 2015 (421,1 mld $). Ha raggiunto 304,1 mld $ +’88,4% rispetto al 2019 (161,4 mld $) a seguito dell’acquisizione da parte di Nvidia della società di semiconduttori Arm per 38,5 miliardi di dollari a settembre e il tie-up di 43,2 miliardi di dollari tra S&amp;P e IhsMarkit a fine novembre.<strong>Italia.</strong> La classifica degli studi legali più attivi registra un certo dinamismo. Per numero di operazioni lo studio<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><span class="chapterhl"><strong>Nctm</strong>&nbsp;</span>conquista il primo posto (66 operazioni, + 11 rispetto al 2019, pari a 4,297 miliardi dollari). «Il 2020 è stato, nonostante tutto, un anno positivo per il settore m&amp;a», dice<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><strong><span class="chapterhl">Matteo Trapani</span></strong>, partner di<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><strong><span class="chapterhl">Nctm</span></strong>. I mesi da marzo a maggio hanno sofferto un inevitabile rallentamento, durante il primo lockdown per la pandemia, e si è respirata un'aria generale di grande preoccupazione. Tuttavia anche in quei mesi difficili alcuni importanti deal sono giunti a buon fine». A fine marzo, nel periodo più duro del lockdown,<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><strong><span class="chapterhl">Nctm</span></strong><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>ha finalizzato la fusione di Vodafone Tower e Inwit, che ha dato vita alla più grande tower company italiana. «Successivamente, a partire dall'estate, l'attività m&amp;a ha avuto una buona ripresa sia a livello di mid market sia, come è a tutti noto, con la chiusura di svariate maxi operazioni. La tendenza positiva sul mercato registrata a fi ne 2020 sembra proseguire anche nel 2021 e consente di guardare al futuro con ottimismo. Il settore del private equity vede una forte competizione sugli asset più interessanti e, nei settori meno toccati dalla crisi, dovrebbe continuare a configurare un mercato favorevole ai venditori. Dal nostro punto di osservazione vediamo interesse per le aggregazioni industriali da parte di società familiari che, anche per effetto della crisi, hanno maturato il progetto di rafforzarsi e crescere per linee esterne. I settori più attivi stimiamo che possano essere, oltre a quello delle infrastrutture e dei servizi finanziari, ii settore farmaceutico, packaging, food ed e-commerce».Al secondo posto Gianni Origoni, sceso di un gradino, con 49 operazioni, - 23 sul 2019, pari a 20,7 mld $ (sceso dal primo posto al quarto della classifica 2019 per controvalore delle operazioni). «È stato un anno complesso con un rallentamento delle attività soprattutto nella parte centrale dell'anno, dovuto agli effetti della pandemia. Nell'ultima parte dell'anno, tuttavia, abbiamo registrato una ripresa» dice Alfredo D'Aniello, partner del dipartimento Corporate/M&amp;A dello studio Gianni &amp; Origoni. Ricco il dossier delle operazioni seguite, tra le quali l'assistenza a Euronext nell'acquisizione di Borsa Italiana; l'assistenza a Telecom Italia spa nell'accordo con Kkr su FiberCop e nelle varie operazioni straordinarie aventi ad oggetto la partecipazione in Inwit spa; e l'assistenza ad Atlantia spanella cessione del 49% di Telepass a Partners Group Holding AG. «È sempre difficile fare delle previsioni all'inizio dell'anno, e lo è maggiormente in un contesto anomalo e senza precedenti come quello della pandemia. Gli elementi che ci fanno, tuttavia, essere ottimisti sono la ripresa registrata negli ultimi mesi dell'anno appena concluso nonché la prospettiva di un ritorno - quanto mai auspicato - alla normalità che potrà contribuire a riaccendere l'entusiasmo e la voglia di investire nei progetti di acquisizione» chiosa.Al terzo posto, in crescita di due posizioni, sale Chiomenti, con 48 operazioni rispetto alle 43 del 2019, per un controvalore di 14,6 miliardi dollari. «Il 2020 è stato un altro anno molto intenso per il settore M&amp;A», dice Filippo Modulo, managing partner di Chiomenti. «Nonostante i timori derivanti dall'emergenza sanitaria, le operazioni sono state molte e rilevanti. Ricordo l'assistenza a Kkr per l'ingresso nella società della rete di Tim, l'assistenza a Bper nel contesto dell'Opa di Intesa su Ubi e l'assistenza al Gruppo Friedkin per l'acquisto della AS Roma. Il 2021 vedrà verosimilmente un incremento delle operazioni M&amp;a, sia strategiche che opportunistiche. Il mercato si sta consolidando in vari settori e c'è grande liquidità disponibile. Un auspicabile superamento dell'emergenza sanitaria dopo l'estate potrebbe portare ad un vero e proprio boom di mercato».Al quarto posto, sceso di una posizione, Pedersoli Studio Legale, con 45 operazioni seguite (erano 50 nel 2019) pari a 10,1 mld $. «Il 2020 ha beneficiato ancora dell'onda lunga del 2019. Inoltre per quanto abbia rallentato i processi e la durata delle operazioni, ha visto molti sponsor finanziari ancora attivi sul mercato», spiega Ascanio Cibrario, equity partner di Pedersoli Studio Legale. «In alcune operazioni si è fatto spesso ricorso a strutture alternative come meccanismi di earn-out o vendor loans. Nel 2020 si sono ulteriormente viste anche operazioni volte al rafforzamento patrimoniale quali operazioni di aumento di capitale e/o di minoranza». Nel 2020 lo studio ha assistito Intesa Sanpaolo nell'offerta pubblica di scam bio volontaria avente a oggetto la totalità delle azioni ordinarie di Ubi Banca, per un controvalore di circa 5,48 miliardi euro, e nella cessione di oltre 500 filiali di Ubi Banca a Bper Banca, nel contesto dell'offerta pubblica di scambio volontaria, gli azionisti di maggioranza di Sporstwear nella cessione a Moncler della partecipazione del 70% detenuta in Sportswear, società titolare del marchio Stone Island, per un valore complessivo di 1,15 miliardi euro ed Exor nell'investimento in Shang Xia, primaria società cinese nel settore del lusso di alta gamma, attraverso un aumento di capitale riservato, finalizzato all'acquisizione della quota di maggioranza della Società. Hermès, che ha accompagnato con successo Shang Xia nella sua prima fase di sviluppo, rimarrà come azionista rilevante insieme a Exor e alla fondatrice Jiang Qiong Er. «Il 2021 per adesso è cominciato con un trend positivo e molta attività lato M&amp;a sia di natura finanziaria (Private equity) sia industriale e, inoltre, di natura opportunistica (situazioni di distress che coinvolgeranno settori affetti da carenza di liquidità) nonché operazioni di aggregazione e consolidamento che andrebbero a coinvolgere grossi player. Il protrarsi della pandemia e delle incertezze economiche non è escluso che veda per il secondo semestre una contrazione».Passando alla classifica per controvalore complessivo delle operazioni concluse, al primo posto si trova Cleary Gottlieb, con 11 operazioni per 22,5 miliardi dollari (nel 2019 lo studio era al 52 posto). «Nella seconda parte dell'anno abbiamo assistito a un incremento sostanziale delle operazioni, particolarmente di quelle di alto profilo e valore», dice Roberto Bonsignore, partner di Cleary Gottlieb. «Non stupisce che i settori più in sviluppo siano quelli del Tmt dell'energia e del chimicofarmaceutico. Anche il private equity ha continuato a investire in attività innovative legate alla tecnologia. La tecnologia è rimasta il settore più attivo per questo tipo di investitori». Di tutto rispetto il dossier delle operazioni seguite, tra le quali tre delle operazioni di maggior valore in Italia. Euronext nell'acquisizione del valore di oltre 4 miliardi di euro di Borsa Italiana dal London Stock Exchange Group, i fi nancial advisor del cda di Ubi Banca nell'offerta di scambio volontaria con Intesa Sanpaoloe una delle più recenti e importanti operazioni del 2020 annunciata a dicembre, l'acquisizione, da parte di Gamenet Group, di Lottomatica Scommesse e Lottomatica Videolot Rete. «Per il 2021», dice Bonsignore, «vediamo un trend in crescita sia nel numero delle operazioni che nel valore delle stesse grazie alla prospettiva d'investimento nei settori delle infrastrutture, dell'energia, della tecnologia, con particolare attenzione al digitale e nel chimico-farmaceutico. Indubbiamente il Recovery Plan sarà lo stimolo per gli investimenti in questi settori ma, in Italia in particolare, non possiamo dimenticare le aggregazioni bancarie che nel 2021 giocheranno un ruolo fondamentale nel mercato M&amp;A nazionale». Seguono al secondo posto stabile BonelliErede (36 operazioni per 21,7 miliardi dollari) e al terzo Linklaters (salito dall'8° del 2019), con 13 operazioni pari a 21,1 miliardi dollari. Secondo Giorgio Fantacchiotti, socio corporate di Linklatersm per il 2021 non bisogna «giocare in solitaria ma unire le forze e creare sinergie, questa la strategia che dovrà esser messa in campo e che ci attendiamo dai principali player di mercato. La crisi Covid porterà dunque quasi sicuramente da parte dei fondi di Private equity ad una revisione del loro portafoglio di partecipazioni,e per i più lungimiranti, ad acquisizioni e dismissioni. Asset strategici di alta qualità e/o con caratteristiche tali da essere o più resilienti alla crisi, o da poter recuperare più velocemente saranno sicuramente oggetto di attenzione, e chi procederà ad acquisizioni o dismissioni strategiche in questo periodo si troverà avvantaggiato nel lungo periodo Cambierà anche il quadro competitivo, i corporate di maggiori dimensioni saranno in una posizione avvantaggiata rispetto ai fondi di Pe. Molti deal hanno subito uno stop dovuto alla pandemia, ma ci si aspetta nei 12 mesi successivi alla stabilizzazione della curva dei contagi una ripresa robusta dell'attività di M&amp;a, tirata sia dai grossi gruppi internazionali sia dai fondi di private equity e financial sponsors. La domanda da porsi è quindi non tanto chi sopravviverà, ma piuttosto come cambieranno gli assetti proprietari a seguito dell'ondata di M&amp;a che ci si aspetta per il 2021». Lo studio ha seguito, tra gli altri, la fusione Nets/Nexi, l'ops di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca, l'acquisizione da parte di Bain Capital Credit dell'ex Hypo Alpe Adria Bank e l'acquisizione da parte di Bnp Paribas del 22,5% di Allfunds Bank ed il passaggio di DepoBank a Banca Farmafactoring.Tratto da <a href="https://media.mimesi.com/cacheServer/servlet/CropServer?date=20210201&amp;idArticle=530310941&amp;idFolder=12517&amp;idChapter=34221&amp;authCookie=1678465910" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ItaliaOggi Sette</a></p>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Mon, 01 Feb 2021 04:37:23 +0100</pubDate>
                        <title>The Mergers &amp; Acquisitions Review - Fourteenth edition</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/the-mergers-acquisitions-review-fourteenth-edition</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>I. Overview of M&amp;A activity</strong></p><p class="p1">In 2019 there was a record number of completed M&amp;A transactions in Italy (1,085 compared to 991 in 2018), 'celebrating a decade of uninterrupted growth in volumes'. <a href="/news-e-approfondimenti#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a></p>The overall value of the deals, however, decreased, with an aggregate value of €52.4 billion in 2019 compared to €93.3 billion in 2018. It should be noted that the 2018 figures (the best since 2008) were high due to the closing of two exceptionally large deals (i.e., the combination of Essilor SA and Luxottica spa and the acquisition of Abertis Infrastructures SA by Atlantia spa, ACS SA and Hochtief AG), both announced in 2017 and completed in 2018, with a combined value of roughly €40.6 billion. Excluding these two deals, the 2018 M&amp;A market value would have been equal to €53.3 billion, just above the 2019 figures.The Italian M&amp;A market in 2019 was in line with global M&amp;A business, which saw 36,834 completed transactions (+1 per cent on the previous year) generating values of US$3.112 billion (down 12 per cent on 2018).In 2019, private equity and venture capital funds in Italy achieved very positive volumes (+31 per cent on 2018) with a decrease, however, in terms of value, down to around €6 billion (€11.8 billion in 2018).&nbsp;<strong>II. General introduction to the legal framework for M&amp;A</strong>The basic statutory rules applicable to M&amp;A transactions in Italy are set out in the Italian civil code. However, other laws and regulations can apply to Italian deals depending on a number of factors such as the fact that one of the parties involved is a listed company <a href="/news-e-approfondimenti#_ftn1" name="_ftnref1">[2]</a>&nbsp;<sup id="footnote-021-backlink"></sup>, the economic sector (if regulated <a href="/news-e-approfondimenti#_ftn1" name="_ftnref1">[3]</a>&nbsp;or strategic <a href="/news-e-approfondimenti#_ftn1" name="_ftnref1">[4]</a><sup id="footnote-019-backlink"></sup>), the turnover of the parties involved (which may have a relevance for antitrust purposes <a href="/news-e-approfondimenti#_ftn1" name="_ftnref1">[5]</a><sup id="footnote-018-backlink"></sup>) and the interest of certain stakeholders (such as employees <a href="/news-e-approfondimenti#_ftn1" name="_ftnref1">[6]</a><sup id="footnote-017-backlink"></sup>).In general, the Italian M&amp;A legal framework is comparable to that of other European civil law countries, and legal structures and documentation are largely influenced by international practice. Not unlike other countries, there are two basic structures that can be used to purchase a business in Italy: the acquisition of all or part of the shares <a href="/news-e-approfondimenti#_ftn1" name="_ftnref1">[7]</a>&nbsp;making up the corporate capital of a target company from its shareholders (share deal), or the acquisition of all or substantially all of the assets from a target company (asset deal).<a href="/news-e-approfondimenti#_ftn1" name="_ftnref1">[8]</a><sup id="footnote-015-backlink"></sup><strong>i. Share deals</strong>In a share deal, the buyer will acquire an equity interest in the target company and the target company will retain all of its known, unknown and contingent liabilities.Although Italian law regarding the sale of shares provides buyers with a basic set of warranties, the prevailing case law shows that these warranties only refer to the (direct) object of a purchase, that is, the shares that are being transferred and not the assets of the underlying target company. This is the key reason why it is customary, in a share deal, that the seller gives the buyer an elaborated set of additional representations and warranties to assure certain qualities of the target company and its assets.<strong>ii. Asset deals</strong>Article 2555 of the civil code defines a business as 'the aggregate of assets organised by an entrepreneur for conducting a business activity'. Therefore, the two elements that may be found in the legal concept of business are:<p style="padding-left: 30px;">a. the material element, consisting of an aggregate of assets, to be interpreted in a broad sense (thus including tangible assets, intangible assets and contractual relationships); and</p><p style="padding-left: 30px;">b. the functional element, consisting of the organisation that transforms the aggregate of single assets into a nexus of items functionally connected to each other and likely to become – as a whole – an instrument for carrying out a business activity.</p>Given the definition of business set out in Article 2555 of the civil code, it is sometimes debateable whether the proposed transfer of certain assets may be actually characterised as a transfer of a business or a mere transfer of single assets. This question – which is a factual question and cannot be solved on a theoretical basis – is key because, depending on the characterisation of the proposed transaction, the statutory rules applicable to it can be significantly different. In particular, when a business is transferred from one company to another, notwithstanding any allocation of the transferring entity's liabilities contained in the relevant agreement, the acquiring entity may – under certain circumstances – find itself (jointly) responsible, by operation of law, for certain liabilities of the transferring entity even though these liabilities were explicitly retained by the latter.Below is a brief list of the main liabilities of the target company for which the buyer may find itself liable in an asset deal, despite any attempt to cherry pick:<p style="padding-left: 30px;">a. Liability for debts: pursuant to Article 2560 of the civil code, the buyer will be jointly and severally liable for debts incurred by the seller prior to the completion of a transaction to the extent that such debts are recorded in the statutory accounting books of the seller. The debts referred to in Article 2560 of the civil code are only the 'mere debts', which are: tort liabilities, liabilities arising from contracts that pose obligations only on the seller and liabilities arising from bilateral contracts for which the third party has already performed its obligations.</p><p style="padding-left: 30px;">b. Liabilities under Legislative Decree No. 231 of 8 June 2001: pursuant to the Legislative Decree, a company can, under certain circumstances, be held directly liable for any criminal offence committed in its interest or to its own benefit by those entrusted with representative, administrative or managerial duties (e.g., directors and executives), or by any person who is subject to their supervision and authority (e.g., employees, contractors, agents). The liability deriving from crimes committed prior to fundamental corporate changes (e.g., mergers, split-ups, transformations, the acquisition and contribution of assets) is transferred by operation of law to the surviving entity. In particular, Article 33 of the Legislative Decree extends this liability to the acquiring company in the case of the sale of a business unit, but only within the business's value and limitedly to pecuniary fines.</p><p style="padding-left: 30px;">c. Liabilities towards the employees: see Section VII.</p><p style="padding-left: 30px;">d. Social security liabilities: according to Italian Supreme Court decision No. 8179 of 16 June 2001, the social contributions due, but not paid, by the seller at the time of the completion of the proposed transaction are treated as debts pursuant to Article 2560 of the civil code.</p><p style="padding-left: 30px;">e. Tax liabilities: see Section VIII.</p><strong>iii. Mergers</strong>The civil code provides that mergers may take place either through the set-up of a new company or the absorption of one company into another.The regulation of mergers is contained in Articles 2501 to 2504 quater of the civil code and a simplified procedure is set out in Articles 2505 and 2505&nbsp;<em>bis</em>&nbsp;addressing mergers by incorporation of wholly owned companies and mergers by incorporation of 90 per cent-owned companies. These civil code rules are mostly designed to establish a process by which a merger takes place aimed at protecting the right of the shareholders of the merging companies to take fully informed decisions on the merger, as well as protecting the creditors of the merging companies in the event that their interests are jeopardised by the merger itself.<strong>iv. Leveraged Buyouts</strong>In general, in leveraged buyout (LBO) transactions, the purchasing company acquires the entire (or a controlling interest in the) corporate capital of the target company through the following structure:<p style="padding-left: 30px;">a. the buyer incorporates a special purpose vehicle company (newco);</p><p style="padding-left: 30px;">b. the newco enters into a debt financing arrangement to pay the price for the acquisition of the target company and the other transaction costs;</p><p style="padding-left: 30px;">c. the newco acquires the entire (or a controlling interest in the) corporate capital of the target company; and</p><p style="padding-left: 30px;">d. the newco is merged by absorption into the target company (or the opposite, but usually the target company is the surviving company).</p>In LBO transactions, target companies must have solid financials, an adequate degree of leverage and a high capacity to produce cash flow, since the indebtedness of the newco will be transferred to the target company as a consequence of the merger and, thus, will be repaid with the cash flows generated by the target company.Until 2003, based on case law and the opinions of noted scholars, LBO transactions were not allowed in Italy on the basis of an extensive reading of Article 2358 of the civil code, which prohibits the granting of loans and the entering into financings for the purchase of own shares. A 2003 reform of Italian corporate law<a href="/news-e-approfondimenti#_ftn1" name="_ftnref1">[9]</a>&nbsp;removed doubts as to the legitimacy of LBO transactions provided that certain requirements are met. In particular, LBO transactions are legitimate if the directors of the companies involved in a merger prepare an economic and financial plan regarding the sustainability of the indebtedness of the company resulting from the merger and the reasonableness of such evaluation is confirmed by an independent expert appointed by the competent court.&nbsp;<strong>III. Developments in corporate and takeover law and their impact</strong>No major changes have been made to Italian M&amp;A laws in recent years. However, in 2020, the covid-19 pandemic has led to a further and important extension of the scope (and interpretative uncertainty) of the golden power regulation.The golden power is mainly governed by the Decree No. 21/2012 and the Golden Power Law,<a href="/news-e-approfondimenti#_ftn1" name="_ftnref1">[10]</a>&nbsp;which grants the government the power to veto or to impose restrictions on concentrations concerning Italian companies or businesses operating in certain sectors deemed strategic for the Republic of Italy (defence, national security, energy, transportation, communications, 5G technology).Law Decree No. 105 dated 21 September 2019, introduced into the law by Law No. 133 dated 18 November 2019, has expanded the scope of the golden power rules to include the sectors laid down in Article 4, Paragraph 1, Letters a and b, of Regulation (EU) 2019/452 (i.e., critical infrastructures and critical technologies and dual use items). More recently, the obligation was extended also to the other sectors laid down in Article 4, Paragraph 1 of the same EU Regulation (critical productive factors, sensitive data, media liberty and pluralism, steel and agri-food).Pending the issuance by the Prime Minister of decrees which should specify in detail the strategic activities included in the sectors covered by Article 4(1) of Regulation EU/2019/452, significant legal uncertainty for private operators and practitioners remains, which has led to a significant increase in notifications to the Prime Minister's office.Moreover, Law Decree No. 23 of 8 April 2020 has recently expanded the scope of the golden power rules, imposing, up until 31 December 2020 and in light of the covid-19 emergency, an obligation to notify the purchase of shareholdings in Italian companies on EU entities (and not only on non-EU entities) for the majority of the sectors involved.The number of transactions assessed by the government increased significantly in 2019 compared to previous years (83 notifications against 48 in 2018, 30 in 2017, 14 in 2016). In 2019, out of 83 transactions, the government made use of its special powers only in 13 cases, all of which were allowed, subject to conditions.Failure to notify is heavily sanctioned. In particular, unless the facts constitute a crime, a violation of the notification obligation entails the application of a monetary administrative fine up to twice the value of a transaction and, in any case, not less than 1 per cent of the cumulative turnover of the companies involved.&nbsp;<strong>IV. Foreign involvement in M&amp;A transactions</strong>Cross-border transactions completed in 2019 amount, in terms of volume, to 514 deals (47 per cent of the total) and, in terms of value, €39 billion (75 per cent of the total Italian M&amp;A market).In particular, the breakdown in domestic and cross-border deals in 2019 is as follows:<p style="padding-left: 30px;">a. 571 domestic deals with an overall value of €13.4 billion;</p><p style="padding-left: 30px;">b. 197 Italian investments abroad with an overall value of €21 billion; and</p><p style="padding-left: 30px;">c. 317 foreign investments in Italy with an overall value of €18 billion.</p>With reference to cross-border deals, and in line with previous years, the majority of Italian investments abroad in 2019 (123 deals, representing 62 per cent of the total volume) were in respect of companies located in the EU (in particular, France, the UK, Germany and Spain). The majority of foreign investments in Italy were carried out by EU economic actors (179 deals). North America was second, with 75 deals, and Asia-Pacific was third with 32 deals. Chinese investment in Italy, although its value almost tripled compared to 2018, saw a decrease of 50 per cent on 2018 in terms of volume.&nbsp;<strong>V. Significant transactions, key trends and hot industries</strong>The cumulative value of the top 10 deals completed in 2019 amounted to €23.9 billion, equal to 46 per cent of the entire Italian M&amp;A market.The top ten Italian deals were as follows:<p style="padding-left: 30px;">a. one deal was a domestic deal (placed in fifth position);</p><p style="padding-left: 30px;">b. six deals were Italian acquisitions abroad; and</p><p style="padding-left: 30px;">c. three deals (one of which placed in first position) were foreign investments in Italy.</p>The five most important deals in terms of value in 2019 were the following:<p style="padding-left: 30px;">a. the acquisition by KKR Kohlberg Kravis Roberts &amp; Co LP, a US private equity fund, through its subsidiary CK Holdings Co Ltd of Magneti Marelli spa, an Italian company active in the supply of automotive components, totally owned by Fiat Chrysler Automobiles NV, was closed on 2 May 2019 for €5.8 billion;</p><p style="padding-left: 30px;">b. the acquisition of the upstream assets, including the ownership interests in more than 20 producing fields in the North Sea and the Norwegian Sea, of ExxonMibil Corp, one of the largest US groups in the global energy sector, by Vår Energy AS, a Norwegian company owned by the Italian company Eni spa and the private equity fund HitecVision, which closed on 10 December 2019 for US$4.5 billion;</p><p style="padding-left: 30px;">c. the acquisition by Eni spa of 20 per cent of Abu Dhabi Oil Refining Co, a refining company of the Abu Dhabi National Oil Company, the United Arab Emirates' national oil company, which closed on 31 July 2019 for US$3.24 billion;</p><p style="padding-left: 30px;">d. the initial public offering on the Italian stock exchange of Nexi spa, the PayTech leader of the Italian digital payment sector, promoted by Merkury UK Holdco Ltd (a vehicle controlled by Advent International, Bain Capital Private Equity and Clessidra SGR) and several Italian banks, which was followed by the institutional placement of 36.4 per cent of its corporate capital for €2.4 billion; and</p><p style="padding-left: 30px;">e. the two accelerated book-building procedures for ordinary shares of the corporate capital of the Italian bank FinecoBank spa, one of the major private banking operators in Italy, subsidiary of the Italian bank Unicredit spa, which were closed on 8 May and 8 August 2019 for an overall amount of €2.1 billion.</p>An analysis of the economic sectors involved shows that the 2019 top 10 deals includes nearly all economic sectors as follows:<p style="padding-left: 30px;">a. financial services recorded 84 deals for an overall value of €10.9 billion;</p><p style="padding-left: 30px;">b. energy and utilities recorded 90 deals for an overall value of €10.8 billion;</p><p style="padding-left: 30px;">c. consumer markets recorded 361 deals for an overall value of €10.1 billion;</p><p style="padding-left: 30px;">d. industrial markets recorded 225 deals for an overall value of €9.2 billion;</p><p style="padding-left: 30px;">e. support services and infrastructures recorded 144 deals for an overall value of €6.6 billion; and</p><p style="padding-left: 30px;">f. telecommunications, media and technology recorded 181 deals for an overall value of €4.7 billion.</p>With reference to deals involving an Italian target company, the following sectors were involved the most: financial services, consumer markets, and telecommunications, media and technology. Cross-border deals included industrial markets, support services and infrastructures, and energy and utilities.&nbsp;<strong>VI. Financing of M&amp;A: main sources and developments</strong>The main sources of funds for Italian M&amp;A are made up of cash in hand (i.e., existing cash owned by the buyer) and by various equity and debt instruments from financial markets or by specific operators.The reform of Italian corporate law<a href="/news-e-approfondimenti#_ftn1" name="_ftnref1">[11]</a>&nbsp;has considerably expanded the range of financial instruments that are available in Italy. In particular, it is now possible to issue equity instruments with characteristics that are partly similar to those of debt and vice versa, as well as to issue instruments of a hybrid nature (participative financial instruments) that, depending on their concrete characteristics, are recognised as debt or quasi-equity.In addition, in more recent years, regulatory and tax changes have been introduced allowing a further expansion of the financing instruments available to Italian companies. In particular, the Competitiveness Decree of 2014<a href="/news-e-approfondimenti#_ftn1" name="_ftnref1">[12]</a>&nbsp;allows Italian insurance companies and Italian securitisation vehicles (i.e., companies incorporated under the Italian securitisation law) to engage in direct lending to Italian borrowers. In addition, Legislative Decree No. 44 of 4 March 2014 made it possible for Italian alternative investment funds (AIFs) to invest in credit by granting facilities. Moreover, in 2016,<a href="/news-e-approfondimenti#_ftn1" name="_ftnref1">[13]</a>&nbsp;European AIFs were authorised to invest in credit (also in the form of direct lending) in Italy.Notwithstanding the above, the use of bank debt still appears to be the most widespread source of financing in the Italian M&amp;A market, and Italian or international banks are the main players as lenders.The legal documentation concerning acquisition financing is usually governed by Italian law in cases where a transaction is local and both the buyer and the lenders are Italian. If international buyers or lenders are involved or if the size of a deal is significant, the financing is commonly subject to the law of England and Wales.&nbsp;<strong>VII. Employment Law</strong>An M&amp;A transaction often involves complex employment issues related, as the case may be, to identifying the personnel in the business to be transferred as a going concern (in the case of an asset deal), as well as the management of potential redundancies.As regards an asset deal, the following aspects have to be considered:<p style="padding-left: 30px;">a. the restrictions set out in TUPE,<a href="/news-e-approfondimenti#_ftn1" name="_ftnref1">[14]</a>&nbsp;which is implemented in Italy by Article 2112 of the civil code;<a href="/news-e-approfondimenti#_ftn1" name="_ftnref1">[15]</a>&nbsp;and</p><p style="padding-left: 30px;">b. union information and consultation rights under Article 47 of Law No. 428 of 1990.</p>With reference to the first aspect, in particular, Article 2112 of the civil code provides that, in the case of an asset deal, the buyer and the seller cannot freely determine the employment agreements that shall be included in, or excluded from, the scope of the transaction. Cherry picking is not permitted since employees working exclusively or primarily for the business to be transferred are entitled to continue their employment with the transferee, and consequently the exclusion of such employees from the scope of the transaction requires employee consent and the correct sharing of information with trade unions. The TUPE protections can only be derogated from in the context of a transfer within an insolvency procedure provided there is the agreement of the union.With reference to the second aspect, in the case of an asset deal, the timetable for the transaction has to take into consideration the right of unions to be consulted within Article 47 of Law No. 428 of 1990, which – for companies encompassing more than 15 employees – requires the transferor and the transferee to carry out an information and consultation procedure before implementing the transaction. In particular, the parties must give written notice of the proposed transfer to the internal work councils (if any) and to the unions that have executed the collective bargaining agreements applied to the relevant target company. Notice shall be given at least 25 days before the actual date of the transfer or, if earlier, the date on which the parties have reached a binding arrangement on the transfer. The addressees of the notice may, within seven days from receipt of the notice, request that a meeting is held to examine the transaction. Should an agreement not be reached at the end of the consultation procedure, this does not block the transaction: the procedure shall be considered terminated after 10 days, considering that the only obligation cast upon the transferor and the transferee is to provide the above-mentioned information, and to provide it in good faith.With regard to potential redundancies in the target company or the line of business being transferred, it is unlikely that they can be manged by the seller before the completion of the transaction due to the timing, costs and risks connected with the implementation of the collective dismissals procedure. In addition, it is unlikely that the seller has full knowledge of the buyer's plans. Therefore, redundancies and the relevant costs have to be evaluated by the buyer in connection with the economics of the transaction, as well as in assessing any organisational impacts that might arise from the implementation of the restructuring plan.In respect of pending M&amp;A transactions and redundancy plans, the Covid-19 Law adopted in Italy has introduced a general ban on dismissals (for both individual and collective procedures). This ban has been recently extended by the August Decree<a href="/news-e-approfondimenti#_ftn1" name="_ftnref1">[16]</a>&nbsp;effective from 15 August 2020. The ban continues to apply to employers:<p style="padding-left: 30px;">a. benefiting from the safety nets or discount on social security contributions regulated by the covid-19 legislation until the full use of the weeks provided by the same legislation; and</p><p style="padding-left: 30px;">b. not benefiting from the new safety nets or discounts on social security contributions until 31 December 2020.</p>The only exceptions to the ban are:<p style="padding-left: 30px;">a. the definitive termination of a business consequent to the liquidation of a company without the continuation, even partial, of any activity;</p><p style="padding-left: 30px;">b. the conclusion of a company collective agreement, agreed by the trade unions at national level, that incentivises the termination of an employment relationship on a voluntary basis; and</p><p style="padding-left: 30px;">c. the bankruptcy of a company if a continuation of its activity, even for a limited period, is not envisaged.</p>&nbsp;<strong>VIII. Taw Law</strong><strong>i. Share deals</strong>The capital gain realised on the sale of shares and quotas:<p style="padding-left: 30px;">a. if derived by tax-resident individuals that do not hold the shares or quotas in the context of a business activity, is subject to a 26 per cent substitute tax. It is possible to step-up the tax value of the shares or quotas;<a href="/news-e-approfondimenti#_ftn1" name="_ftnref1">[17]</a>&nbsp;and</p><p style="padding-left: 30px;">b. if derived by tax-resident companies, is subject to 24 per cent corporate income tax (IRES). Under specific conditions, 95 per cent of the capital gain is exempt from IRES (participation exemption regime).<a href="/news-e-approfondimenti#_ftn1" name="_ftnref1">[18]</a></p>A transfer is subject to a €200 registration tax and is VAT-exempt. A transfer of shares of joint-stock companies resident in Italy is also subject to a Tobin tax levied at a 0.2 per cent rate. The shares of listed companies whose average market cap in November of the year prior to the transfer was less than €500 million are exempt from the Tobin tax.<strong>ii. LBOs</strong>Interest expenses are deductible up to an amount equal to the interest income accrued in the same fiscal year. The excess amount is deductible up to 30 per cent of the earnings before interest, tax, depreciation and amortisation (EBITDA). EBITDA is computed considering the IRES adjustment applied to the EBITDA calculated from an accounting perspective. If in a fiscal year, there is an excess:<p style="padding-left: 30px;">a. of interest expenses over the 30 per cent EBITDA threshold, the excess may be carried forward without a time limitation and can be deducted in the following fiscal years if net interest expenses accrued in that year are less than 30 per cent of EBITDA; and</p><p style="padding-left: 30px;">b. of 30 per cent of EBITDA over the net interest expenses, such excess may be carried forward without amount limitation and may be used to increase the relevant threshold in the following five fiscal years.</p>Loans are transactions relevant from a VAT perspective even if they are VAT-exempt. If a loan is executed by notarial deed or private deed with notarised signatures, it must be registered with the tax authorities and is subject to a €200 registration tax.Loan guarantees are in some cases subject to a 0.5 per cent registration tax,<a href="/news-e-approfondimenti#_ftn1" name="_ftnref1">[19]</a>&nbsp;and where there is a mortgage, also to a 2 per cent mortgage tax. However, medium and long-term financing executed in Italy and granted by a qualifying lender, upon election of the lender, are exempt from any indirect tax<a href="/news-e-approfondimenti#_ftn1" name="_ftnref1">[20]</a>&nbsp;(registration, cadastral, mortgage, governmental concession tax and stamp duty), also in relation to all deeds, documents, agreements and formalities inherent in the financing (including any guarantee of whatever nature granted by any person). The election implies that the financing transaction is subject to a 0.25 per cent substitute tax on the amount lent.<strong>iii. Mergers</strong>A merger is a tax-neutral transaction that does not give rise to taxable gains or to deductible losses on the assets of the merging companies. The company resulting from the merger takes the same tax basis in the assets and liabilities as those before the merger, and therefore there is no step-up in the tax value of assets.Tax losses (as well as the interest expenses and notional yield on the net equity (ACE) not deducted) incurred by the merging companies before the merger may be carried forward by the company surviving the merger under certain conditions.<a href="/news-e-approfondimenti#_ftn1" name="_ftnref1">[21]</a>&nbsp;If these conditions are not met, the company resulting from the merger may apply for an advance tax ruling with the tax authorities to obtain the carry forward of the tax losses.In genuine LBO transactions, tax authorities consider that the conditions to carry forward tax losses (and interest expenses and the notional yield on the net equity not deducted) are generally available. In any case, the advance tax ruling has to be submitted to avoid the application of penalties.Mergers (as well as demergers and contributions of going concerns) allow for a step-up in the tax basis of the underlying assets of the merged companies (including goodwill) through the payment of a substitute tax levied at a rate ranging from 12 to 16 per cent.<a href="/news-e-approfondimenti#_ftn1" name="_ftnref1">[22]</a><strong>iv. Asset deals</strong>The transfer of a business may take place through a direct transfer or indirect transfer (i.e., contribution in kind into a newco and subsequent transfer of the shares or quotas in the newco).In the first case, the capital gain arising from the transfer of a business, if derived by tax-resident companies, is subject to 24 per cent IRES. A sale of a business is excluded from VAT and is subject to proportional registration tax at the rates applicable to each asset forming the business. The purchase price becomes the tax basis of the assets in the hands of the buyer.The contribution of a business executed by a tax-resident company to another tax-resident company is tax-neutral and therefore:<p style="padding-left: 30px;">a. it does not give rise to any taxable gain or deductible loss in the hands of the contributor;</p><p style="padding-left: 30px;">b. the tax basis of the contributed business is rolled over to the shares or quotas received in exchange by the contributor; and</p><p style="padding-left: 30px;">c. the tax basis of the assets and the liabilities transferred to the receiving company is identical to the one in the hands of the contributor, prior to the contribution. It is possible to step-up the tax basis of the assets (see subsection iii above related to the mergers).</p>The contribution of a business is not subject to VAT but to a €200 registration tax.Any capital gain realised on a sale of shares or quotas is subject to 24 per cent IRES, but the participation exemption regime can be applied (see earlier text related to the transfer of shares or quotas). The transfer of shares or quotas is subject to a €200 registration tax and is VAT-exempt.According to the current regulatory framework, the contribution of a business followed by the subsequent sale of the shares or quotas of the transferee company is not to be recharacterised as a direct transfer of a business<a href="/news-e-approfondimenti#_ftn1" name="_ftnref1">[23]</a>&nbsp;(from both direct and indirect taxes) except for the case of application of the anti-avoidance provisions.Regarding asset deals, it is worth mentioning that pursuant to Article 14 of Legislative Decree No. 472 of 18 December 1997, the seller and the buyer will be jointly and severally liable for:<p style="padding-left: 30px;">a. taxes and sanctions originating from violations incurred in the two years preceding the completion of the transaction and during the year in which the business is sold; and</p><p style="padding-left: 30px;">b. violations that are reported during the same period of time, even if they occurred in previous years.</p>The buyer's liability will accrue only for debts assessed until the date of transfer and will be limited to an amount equal to the value of the contributed business unit. However, pursuant to Article 14, Paragraph 3, of Legislative Decree No. 472 of 18 December 1997, the Italian tax authority – upon request – will issue a certification of the amount resulting from violations or debts reported by the tax authority until the time of the request. The buyer who relies in good faith on such certification is shielded against the tax liabilities of the seller that are not reported therein. Therefore, if the certification does not report any notifications of violations or assessments of debts, then the buyer is exempt from any tax liabilities of the seller; if the certification does report some notifications of violations or assessments of debts, then the buyer might be held jointly liable only for the tax liabilities reported in the certification and no more.&nbsp;<strong>IX. Competition Law</strong>Under Italian competition law (Law No. 287/1990 (IAL)), any transaction amounting to a concentration and meeting the relevant turnover thresholds must be notified to the Italian Competition Authority (ICA).Pursuant to Article 5(1) of the IAL, the following transactions are considered notifiable concentrations:<p style="padding-left: 30px;">a. mergers between two or more previously independent undertakings;</p><p style="padding-left: 30px;">b. acquisitions of sole or joint control over an undertaking or parts thereof, whether through the acquisition of shares or assets, or by contract (e.g., shareholders' agreements) or by any other means; and</p><p style="padding-left: 30px;">c. the establishment of a concentrative joint venture by two or more undertakings.</p>A concentration must be notified where the following two thresholds are cumulatively met (with the latest annual value update taking effect on 23 March 2020): the aggregate Italian turnover of the undertakings concerned exceeds €504 million, and the Italian turnover of each of at least two undertakings concerned exceeds €31 million.The law does not require a standstill obligation: the concentration must be notified to the ICA prior to its implementation, but it may be closed at any time once the notification has been submitted without waiting for the relevant clearance. Nonetheless, it is common practice not to proceed with the implementation of the concentration prior to the clearance in order to prevent a possible forced restoration of the conditions existing prior to the consummation in cases where the ICA prohibits the concentration.The ICA may prohibit a transaction when it creates a serious impediment to competition (through the constitution or strengthening of a dominant position), may authorise it with conditions when remedies are considered necessary to correct certain distortive effects that the transaction might create, or may authorise it&nbsp;<em>tout court</em>.The number of notifications has significantly dropped following Law Decree No. 1/2012, which made the two turnover thresholds triggering notification cumulative. In 2019 the ICA examined 65 transactions (against 73 notifications in 2018). Out of 65 concentrations, in 2019 the ICA opened Phase II proceedings (i.e., an in-depth investigation for problematic cases) only in six cases, five of which were approved subject to conditions. From the introduction of the IAL in 1990, the ICA has prohibited only a dozen notified transactions.The ICA has the power to open an investigation for failure to notify a concentration prior to its implementation and to impose fines for an amount up to 1 per cent of the worldwide turnover realised in the last fiscal year by the undertakings responsible for an infringement. Fines for failure to notify have been traditionally low (usually amounting to €5,000). More recently, however, the ICA has showed its willingness to impose tougher sanctions on the assumption that there is a widespread knowledge of the competition rules and the significant drop in notifications.In 2019, the ICA published a report on big data where it expressly stated that the repression of abusive behaviour by the major players in the digital economy is one of its priorities for enforcement. With respect to merger control, the ICA has underlined that certain transactions, mainly concerning acquisitions by dominant operators of potentially disruptive startups (killer acquisitions) may not be subject to the ICA's competence. This has started a debate both within the ICA and politically as to whether change is needed. The debate is complicated by the September 2020 declaration of the European Commission that changing thresholds may not be the best way forward. Change cannot be expected in the short term.&nbsp;<strong>X. Outlook</strong>The first half of 2020 was characterised by the global covid-19 health emergency, which has had a negative impact on the world economy and, in particular, on the Italian economy.In the first three months of 2020, the Italian M&amp;A market has only been partially affected by covid-19. 2020 started positively. The first signal of decline was only seen in March when many deals were put on hold, postponed or cancelled.Over the first quarter of 2020, 231 deals were closed (18 more compared to the same period of 2019) for a value of roughly €9.2 billion, especially through the completion of the integration of Vodafone Italia spa's towers business (Vodafone Towers srl) into Inwit (Infrastrutture Wireless Italiane spa) in March 2020.In the second quarter of 2020, three important deals were announced:<p style="padding-left: 30px;">a. the acquisition by BC Partners LLP, a leading investment firm, of approximately 20 per cent of SOFIMA spa, the controlling shareholder of IMA spa, with the consequent launch of a mandatory tender offer aimed at the delisting of IMA spa (€2.93 billion);</p><p style="padding-left: 30px;">b. the merger between Nexi spa, the Italia leader in the sector of digital payments, and SIA spa, the Italian and European leader in payment technology and infrastructure services, controlled by Cassa Depositi e Prestiti (€15 billion); and</p><p style="padding-left: 30px;">c. the acquisition by Euronext of the entire share capital of Borsa Italiana spa, currently controlled by London Stock Exchange Group Holdings (Italy) Limited (€4.325 billion).</p>Italy has been one of the countries worst-affected by the covid-19 pandemic in Europe. The epicentre of the outbreak took place in the northern regions of Lombardy, Veneto and Emilia-Romagna, which represent the country's industrial and economic heartland. It is difficult to foresee how and when the emergency will end and the extent of covid-19's impact on the Italian and global M&amp;A markets. At the moment, the outlook for global growth for the rest of 2020 is negative; a deep recessionary environment is expected, but with recovery in 2021.&nbsp;<em>Pietro Zanoni and Eleonora Parrocchetti are partners at Nctm. The authors would like to thank Roberta Russo, Manfredi Luongo, Francesco Mazzocchi and Valentina Salvadori for their contributions.</em>&nbsp;&nbsp;<a href="/news-e-approfondimenti#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a>All the data regarding the value and volume of M&amp;A transactions on the Italian market referred to in this chapter is based on the recent KPMG 2019 M&amp;A report 'Rapporto Mergers &amp; Acquisitions. Record di operazioni in Italia. Anno 2019'.<a href="/news-e-approfondimenti#_ftnref1" name="_ftn1">[2]</a>See Legislative Decree No. 58 of 24 February 1998 (Italian Financial Act), and regulations issued by the National Commission for Companies and the Stock Exchange (Consob), in relation to transactions that involve, as a target, publicly listed companies or companies subject to the supervision of Consob.<a href="/news-e-approfondimenti#_ftnref1" name="_ftn1">[3]</a>As an example, if a target company is an insurance company or a bank, the transaction shall be subject, respectively, to IVASS (the Institute for the Supervision of Insurance) authorisation pursuant to Article 68 and ff of Legislative Decree No. 209 of 7 September 2005 or to the Bank of Italy authorisation pursuant to Article 19 of Legislative Decree No. 385 of 1 September 1993.<a href="/news-e-approfondimenti#_ftnref1" name="_ftn1">[4]</a>See Decree No. 21/2012, which grants the government with 'golden power' when a target operates in certain sectors deemed strategic.<a href="/news-e-approfondimenti#_ftnref1" name="_ftn1">[5]</a>See Law No. 287 of 10 October 1990, on the protection of competition, addressing the turnover of the concentration achieved by an M&amp;A transaction.<a href="/news-e-approfondimenti#_ftnref1" name="_ftn1">[6]</a>See Article 47 of Law No. 428 of 1990, which provides for unions' consultation rights in relation to asset deals involving companies with more than 15 employees.<a href="/news-e-approfondimenti#_ftnref1" name="_ftn1">[7]</a>The term shares here is meant to include the units of equity ownership interest in both an spa and a limited liability company (srl).<a href="/news-e-approfondimenti#_ftnref1" name="_ftn1">[8]</a>Although an asset deal may involve the transfer of a division or a line of the seller's business, for simplicity this chapter refers only to the sale of an entire business of a seller.<a href="/news-e-approfondimenti#_ftnref1" name="_ftn1">[9]</a>Legislative Decrees No. 5 and 6 of 17 January 2003.<a href="/news-e-approfondimenti#_ftnref1" name="_ftn1">[10]</a>The Golden Power Law, Law No. 56/2012.<a href="/news-e-approfondimenti#_ftnref1" name="_ftn1">[11]</a>Legislative Decrees No. 5 and 6 of 17 January 2003.<a href="/news-e-approfondimenti#_ftnref1" name="_ftn1">[12]</a>Law Decree No. 91 of 24 June 2014, converted into Law No. 116 of 11 August 2014.<a href="/news-e-approfondimenti#_ftnref1" name="_ftn1">[13]</a>Law Decree No. 18 of 14 February 2016, converted into Law No. 49 of 8 April 2016.<a href="/news-e-approfondimenti#_ftnref1" name="_ftn1">[14]</a>Directive 2001/23/EC.<a href="/news-e-approfondimenti#_ftnref1" name="_ftn1">[15]</a>Article 2112 of the civil code provides that (1) the employment relationship continues with the transferee, without any interruption and without affecting the rights accrued by employees until the effective date of the transfer; (2) after the completion of the transaction, the transferee must apply the economic and legal treatments set out by the national, territorial and company collective bargaining agreements applicable to the transferred employees in force at the time of the transfer until they expire, unless they are replaced by collective bargaining agreements applied by the transferee; (3) the transfer of an undertaking does not constitute a reason for the dismissal of the affected employees; and (4) should the transaction substantially affect employees' working conditions, the employees can legitimately resign within three months from the transfer's effective date.<a href="/news-e-approfondimenti#_ftnref1" name="_ftn1">[16]</a>Decree Law No. 104/2020.<a href="/news-e-approfondimenti#_ftnref1" name="_ftn1">[17]</a>Article 137 of Law Decree No. 34/2020 has envisaged a one-off opportunity for resident individuals and non-resident entities upon election to step-up the tax value of participations in unlisted companies owned as of 1 July 2020 by paying an 11 per cent substitute tax on the value of a participation by 15 November 2020, certified by a sworn appraisal by the same date. In the past, this elective regime has been introduced several times on an annual basis.<a href="/news-e-approfondimenti#_ftnref1" name="_ftn1">[18]</a>The application of the participation exemption requires that the participation is owned from the first day of the 12th month prior to the sale; the participation is classified as financial fixed assets in the first financial statements closed during the period of ownership; the company is resident for tax purposes in a white list country; and the company actually carries out a business activity.<a href="/news-e-approfondimenti#_ftnref1" name="_ftn1">[19]</a>Registration tax at a 0.5 per cent rate is due in relation to a guarantee released in favour of third parties. Guarantees granted by the same debtor are subject to €200 registration tax.<a href="/news-e-approfondimenti#_ftnref1" name="_ftn1">[20]</a>Article 15 and following of Presidential Decree No. 601/1973.<a href="/news-e-approfondimenti#_ftnref1" name="_ftn1">[21]</a>According to Article 172, Paragraph 7 of Presidential Decree 917/86, the merged company has to book in its profit and loss related to the fiscal year before the merger both gross proceeds and labour costs greater than 40 per cent of these items' average, registered in the two previous fiscal years (vitality test). Moreover, the carry forward is capped to the value of net assets of the merged company as resulting from either the last annual financial statements approved before the merger or the financial statements prepared in the context of the merger, whichever is lower. The net asset value is computed excluding equity injections made during the 24 months prior to the date to which those financial statements refer.<a href="/news-e-approfondimenti#_ftnref1" name="_ftn1">[22]</a>Substitutive tax is applied at the following rates: 12 per cent on the portion of the step-up in value up to €5 million; 14 per cent on the portion of the step-up in value between €5 million and €10 million; and 16 per cent on the portion of the step-up in value that exceeds €10 million.<a href="/news-e-approfondimenti#_ftnref1" name="_ftn1">[23]</a>Article 20 Presidential Decree 131/86, as amended by Article 1, Paragraph 87 of Law 205/2017.&nbsp;Tratto da <a href="https://thelawreviews.co.uk/edition/the-mergers-acquisitions-review-edition-14/1235694/italy" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The Law Reviews</a>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Tue, 26 Jan 2021 05:46:23 +0100</pubDate>
                        <title>Un anno di M&amp;A, Avvocati da nove zeri</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/un-anno-di-ma-avvocati-da-nove-zeri</link>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p><em>Nell'anno del Covid-19, a fronte di un calo del numero di operazioni, il mercato delle fusioni e acquisizioni ha registrato un boom di operazioni miliardarie. Ecco i protagonisti e i dossier seguiti.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><strong><span class="chapterhl">Nctm</span></strong>, Gianni &amp; Origoni e Chiomenti sul podio dei più attivi.</em>Nessuno stop. Il Covid-19 non ha fermato il mercato delle fusioni e acquisizioni e soprattutto non ha congelato l'attività dei consulenti legali. C'è stato un rallentamento. Questo sì. Il numero di operazioni seguite, in più di un caso su due (se si guarda ai primi venti studi per volume di attività) è sceso rispetto al 2019. Allo stesso tempo, però, se si guarda al valore dei deal, non può sfuggire il fatto che le prime dieci insegne per entità delle operazioni seguite hanno tutte chiuso l'ultimo esercizio con un incremento anche sostanzioso della dimensione dei dossier su cui sono state accreditate.Il dato italiano riflette quello internazionale. A livello globale, secondo le rilevazioni di Mergermarket, la riduzione del valore dell'attività di m&amp;a si è limitata a un -6,6%. Ma se si guarda al secondo semestre dell'anno la musica cambia al punto che, con la cifra record di 2,2 miliardi di dollari, l'osservatorio internazionale segnala un record assoluto. In Europa, sempre secondo Mergermarket, l'incremento del valore delle operazioni annunciate nel secondo semestre 2020 rispetto al primo è stato dell'87,7%. Mentre quasi un deal su quattro è stato un buyout di private equity.I fondi sono stati i grandi protagonisti di questo anno di m&amp;a. E il loro iperattivismo ha chiaramente avvantaggiato le law firm di matrice internazionale che hanno giocato a tutto campo su diversi scacchieri a livello globale, incluso quello italiano. Qui, si sono messe in luce in modo particolare realtà come Linklaters, Freshfields, White &amp; Case e Clifford Chance.Sul podio degli studi che hanno seguito le operazioni di maggior valore troviamo Cleary Gottlieb, accreditato con 11 deal per complessivi 19,5 miliardi di euro. La law firm americana è seguita a ruota da BonelliErede che ha messo a segno 37 operazioni per un valore complessivo di 19,3 miliardi. Mentre sul terzo gradino svetta il vessillo di Gop con 56 operazioni per totali 18,4 miliardi di euro. Oro, argento e bronzo per numero di operazioni seguite, invece, sono andati nell'ordine a<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><strong><span class="chapterhl">Nctm</span></strong>, che ha chiuso l'anno con 67 deal per un valore totale di quasi 4 miliardi di euro, Gianni &amp; Origoni di cui abbiamo già detto e Chiomenti, impegnato su 48 dossier per un valore complessivo di 12,4 miliardi di euro.Tanti i big deal, ossia le operazioni a nove zeri, registrati nel corso dei 12 mesi appena passati. È il caso della fusione di Nets in Nexi che ha dato vita a una paytech di livello europeo (8 miliardi di euro). L'operazione ha visto Legance agire al fianco di Nexi con un team che, tra gli altri, ha coinvolto i soci Alberto Giampieri e Filippo Troisi. Sempre con Nexi, anche gli avvocati di Linklaters con una squadra di cui hanno fatto parte anche i soci Pietro Belloni e Ugo Orsini. Lo studio Galbiati Sacchi ha assistito il comitato parti correlate del bidder, mentre Cleary Gottlieb ha affiancato i financial advisor.Per Nets ha agito un team di Freshfields, con i partner Luigi Verga e Nicola Asti, mentre i profili fiscali per i venditori sono stati gestiti da Pirola Pennuto Zei &amp; Associati. Latham &amp; Watkins, con un pool legale capitanato da Marcello Bragliani, ha affiancato le banche nel finanziamento dell'operazione.In sequenza, va menzionato anche il deal in cui Kkr e Tim hanno sottoscritto un contratto vincolante relativo alla realizzazione del progetto Fibercop (7,7 miliardi di euro). La nuova società offrirà servizi di accesso passivi della rete secondaria in rame e fibra a tutti gli operatori del mercato. Qui, Chiomenti ha assistito Kkr con un team guidato dal partner Franco Agopyan in collaborazione con lo studio Paul Weiss (Londra). Gianni &amp; Origoni ha affiancato la direzione legale di Tim - guidata dal general counsel Agostino Nuzzolo e dall'head of legal wholesale &amp; technology Gianni Venditti - con un team guidato dal fondatore Francesco Gianni. Mentre Ey ha agito al fianco del fondo Kkr per la due diligence finanziaria, operational e fiscale, con un team guidato dai partner Andrea Scialpi, Giuseppe Donatelli e Quirino Walter Imbimbo.Non sono mancate le cosiddette operazioni di sistema. La prima per importanza è stata senza dubbio l'ops di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca (5,48 miliardi di euro). Il Ca' de Sass è stato affiancato da dallo studio legale Pedersoli, che ha agito con un nutrito team guidato dal socio Carlo Pedersoli e formato, tra gli altri da Diego Riva, Marta Sassella, Alessandro Zappasodi e Marcello Magro. Sempre per la banca acquirente hanno lavorato lo studio Gatti Pavesi Bianchi con i soci Carlo Pavesi e Francesco Gatti e la law firm Covington &amp; Burling. Dall'altra parte del tavolo, invece, si sono seduti BonelliErede con un team guidato dal fondatore Sergio Erede e Linklaters con Roberto Casati.C'è stata poi l'acquisizione di Borsa Italiana da parte del consorzio paneuropeo guidato da Euronext e formato anche da Cdp e Intesa Sanpaolo (4,4 miliardi di euro). Gianni &amp; Origoni, Cleary Gottlieb e PwC Tls hanno assistito Euronext. In particolare, per Gop ha agito un team guidato dall'avvocato Gianni e dal socio Emanuele Grippo; Cleary Gottlieb ha schierato un pool legale internazionale di hanno fatto parte, tra gli altri Gabriele Antonazzo e Matteo Beretta; mentre la squadra di Pwc Tls era guidata dal partner Francesco Nuzzolo. BonelliErede ha lavorato al fianco di Cdp con un team capitanato dai soci Gianpiero Succi e Federico Vezzani. Mentre Clifford Chance ha assistito Intesa Sanpaolo con un pool multidisciplinare e internazionale guidato da Alberta Figari. I venditori sono stati seguiti da un team di Freshfields.L'elenco (e questo è davvero un dato sorprendente per un anno così complicato come quello che ci siamo lasciati alle spalle) potrebbe proseguire con almeno altri dieci billion-deal. Oltre alle operazioni Moncler-Stone Island e GamenetLottomatica, di cui parliamo già nella rubrica Barometro del mercato in questo numero di MAG, possiamo ricordare ancora l'operazione Esselunga (1,8 miliardi) che ha visto White &amp; Case e Gop con Marina Caprotti e con Giuliana Albera che sono salite al 100% di Supermarkets Italiani rilevando il 30% in mano a Giuseppe e Violetta Caprotti assistite da BonelliErede; così come va menzionato l'ingresso di Bc Partners in Sofima (1,4 miliardi) in cui White &amp; Case ha assistito Bc Partners con Facchini Rossi Michelutti e Tremonti Romagnoli Piccardi (per le tematiche tax). Gli azionisti di Ima sono stati assistiti da Poggi e Associati e da<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><strong><span class="chapterhl">Nctm</span></strong>. Mentre le banche finanziatrici sono state seguite da Milbank e Legance. Va segnalato il dinamismo del settore telecomunicazioni dove si è registrato, tra l'altro, l'ingresso di un consorzio di investitori istituzionali guidato da Ardian in Inwit (1,3 miliardi) a cui hanno lavorato BonelliErede con il bidder e Gianni &amp; Origoni con Tim, mentre il finanziamento è stato seguito da Ashurst e Legance; ma anche l'acquisizione di CK Hutchinson Networks Italia da parte di Cellnex che ha visto in campo Freshfields, Linklaters e Clifford Chance.Come detto all'inizio, i fondi sono stati determinanti in questo scenario. Tra le operazioni a cui hanno dato vita, oltre a quelle già citate, possiamo ricordare anche l'acquisizione di Guala Closures da parte di Investindustrial, a cui hanno lavorato BonelliErede, Chiomenti e Latham &amp; Watkins, così come il passaggio di Engineering Ingegneria Informatica da Apax Partners a un consorzio costituito da Bain Capital e Nb Renaissance Partners che ha impegnato gli studi Gattai Minoli Agostinelli, Gatti Pavesi Bianchi e Kirkland &amp; Ellis per gli acquirenti e Simpson Thacher &amp; Bartlett e BonelliErede per i venditori, oltre a Di Tanno Associati che ha assistito Nb Renaissance Partners per gli aspetti fiscali della transazione e Pirola Pennuto Zei &amp; Associati che ha affiancato Bain Capital mentre Latham &amp; Watkins, Shearman &amp; Sterling e Facchini Rossi Michelutti hanno seguito il finanziamento.Infine, i professionisti più attivi, ovvero gli avvocati che hanno seguito il maggior numero di dossier ovvero le operazioni più ricche dell'anno.Infine, sul podio dei professionisti più attivi, troviamo<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><strong><span class="chapterhl">Pietro Zanoni</span></strong><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>e<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><strong><span class="chapterhl">Matteo Trapani</span><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></strong>di<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><strong><span class="chapterhl">Nctm</span></strong><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>rispettivamente primo e secondo con 18 e 13 operazioni all'attivo. Sempre con 13 deal, anche Alessandro Marena di Pedersoli. In testa all'elenco dei professionisti che hanno lavorato ai dossier di maggior valore, invece, si piazza Luigi Verga di Freshfields, accreditato su tre dossier dal valore complessivo di 12,4 miliardi di euro. Segue Nicola Asti, managing partner della stessa law firm con tre deal per un valore complessivo di 8,7 miliardi. Quindi troviamo Francesco Gianni, socio fondatore di Gianni &amp; Origoni impegnato su otto operazioni per un valore complessivo di 8,6 miliardi.Tratto da <a href="https://media.mimesi.com/cacheServer/servlet/CNcacheCopy?file=pdf/202101/26/13947_binpage38.39.41.43.45.pdf&amp;authCookie=-1867939300&amp;trc=pMailCN-t20210126-a529604429-h34221-c1115-f12517-n13947-u8048" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mag by Legalcommunity</a></p>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Fri, 15 Jan 2021 04:02:56 +0100</pubDate>
                        <title>M&amp;A e studi: chi scende e chi sale nel 2020</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/ma-e-studio-chi-scende-e-chi-sale-nel-2020</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Covid-19 non frena il mercato che cresce in valore (+26,7%). Cala però il numero di operazioni, secondo il report di Mergermarket. Sul podio per numero di deal <strong>Nctm</strong>, Gianni &amp; Origoni e Chiomenti; per valore, Cleary, BonelliErede e Linklaters.</em><strong>Nctm</strong>&nbsp;(TLIndex12),&nbsp;Gianni &amp; Origoni&nbsp;(TLIndex3) e&nbsp;Chiomenti&nbsp;(TLIndex2) salgono sul podio dell’M&amp;A in Italia nel 2020 per numero di operazioni, mentre per valore dei deal si sono distinti lo scorso anno&nbsp;Cleary Gottlieb&nbsp;(TLIndex14),&nbsp;BonelliErede&nbsp;(TLIndex1) e&nbsp;Linklaters&nbsp;(TLIndex15). Nonostante la pandemia, il mercato M&amp;A in Italia nel 2020 è cresciuto a doppia cifra in valore a 46,6 miliardi di euro, +26,7% rispetto ai 36,8 miliardi di euro nel 2019. Il consueto report di Mergermarket indica, tuttavia, un calo del numero complessivo delle transazioni che hanno coinvolto almeno un investitore italiano: 520 nel 2020 rispetto alle 644 nel 2019.L'incremento in termini di valore, spiega il report, è principalmente dovuto all'aumento delle operazioni condotte nella seconda metà dell'anno: 301 per 30 miliardi di euro, che segnano una netta ripresa dopo la brusca frenata registrata nel&nbsp;primo semestre 2020&nbsp;(16,6 miliardi di euro e 219 operazioni), a seguito delle prime misure di confinamento (lockdown)&nbsp;adottate in Italia a marzo e aprile.Gli investimenti stranieri in Italia (inbound) sono cresciuti a 27,4 miliardi di euro grazie a 187 transazioni, un valore doppio rispetto a quello del 2019 (12,1 miliardi per 250 deal). Mergermarket fa notare che sette dei dieci accordi più grandi del 2020 vedono il coinvolgimento di attori esteri. Tra queste, l'acquisizione di Fibercop guidata da Kkr&nbsp;(7,7 miliardi) e l'acquisizione di Borsa Italiana da parte di Euronext&nbsp;(4,3 miliardi). In crescita nel 2020 anche gli investimenti italiani all’estero (outbound), che sono stati pari a 14,6 miliardi di euro (+33,9%) per 114 operazioni, rispetto ai 10,9 miliardi e 142 operazioni nel 2019. I buyout (le acquisizioni da parte del management di un'impresa) sono saliti a 17,6 miliardi di euro con 118 transazioni nel 2020, da 8,3 miliardi e 122 deal nel 2019.I servizi finanziari sono stati il settore più attivo in termini di valore, seguito dalle telecomunicazioni. Entrambi hanno visto grandi affari: l’Opa su Ubi Banca (5,4 miliardi) da parte di Intesa Sanpaolo, l’acquisizione di Borsa Italiana da parte di Euronext e l'accordo di&nbsp;Ck Hutchinson Networks Italia con Cellnex&nbsp;(3,3 miliardi di euro). Industria e chimica, a loro volta, sono rimasti il primo settore per numero di contratti, 137 e un valore di 4,8 miliardi.Passando alla tabella contenuta nel report con gli studi più attivi in Italia, al primo posto per numero di operazioni troviamo <strong>Nctm</strong> con 66 deal (+11 rispetto al 2019) per 3,5 miliardi di euro, soprattutto nel segmento mid market. Subito dietro Gianni &amp; Origoni a 49 operazioni (-23) per oltre 17 miliardi e Chiomenti a 48 (+5) per 12 miliardi. Il podio, per valore delle operazioni, vede invece al primo posto Cleary Gottlieb con 11 deal per 18,6 miliardi di euro; poi BonelliErede a 17,9 miliardi per 36 operazioni (-1) e Linklaters a 17,4 miliardi per 13 deal (+4).Tra gli studi che hanno visto crescere l’operatività, si segnala anche&nbsp;White &amp; Case&nbsp;(TLIndex23) con 24 operazioni (+7) per 13,3 miliardi di euro, mentre risulta stabile&nbsp;Clifford Chance&nbsp;(TLIndex10) con 15 operazioni, stesso numero del 2019, per 6,9 miliardi; nel mid-market&nbsp;Giliberti Triscornia&nbsp;(TLIndex42) con 13 deal (+4) e&nbsp;Carnelutti&nbsp;(TLIndex20) a 12 (+5). Per quanto riguarda il valore dei deal, in forte crescita rispetto all’anno precedente risultano anche&nbsp;Freshfields&nbsp;(TLIndex19) con 16,2 miliardi e 9 operazioni,&nbsp;Legance&nbsp;(TLIndex5) a 12,3 miliardi per 30 deal (-10), e&nbsp;Gatti Pavesi Bianchi Ludovici&nbsp;(TLindex6) a 7,9 miliardi e 28 deal (-5).Cala il numero di operazioni per tutti gli altri studi in classifica.&nbsp;Pedersoli&nbsp;(TLIndex22) chiude l’anno con 45 deal (-5) e 8,3 miliardi di euro;&nbsp;PwC Tls&nbsp;(TLIndex61) a 34 (-10) e 6,5 miliardi;&nbsp;Gattai Minoli Agostinelli&nbsp;(TLIndex9) a 30 (-4) e 2,8 miliardi;&nbsp;Latham &amp; Watkins&nbsp;(TLIndex34) a 19 (-1) e 2,2 miliardi. In operazioni mid market,&nbsp;Orrick&nbsp;(TLIndex16) chiude l’anno con 22 deal (-15) e 241 milioni;&nbsp;Giovannelli&nbsp;(TLIndex104) a 19 (-11) e 572 milioni;&nbsp;Allen &amp; Overy&nbsp;(TLIndex26) a 13 (-9) e 644 milioni;&nbsp;Lca&nbsp;(TLIndex66) a 13 (-5) e 303 milioni;&nbsp;Dentons&nbsp;(TLIndex7) a 13 (-5).Nella top 20 per volumi del 2020, infine, si piazzano in alto anche importanti studi internazionali che non hanno un presidio fisico nel nostro Paese. È il caso&nbsp;Paul Weiss Rifkind Wharton &amp; Garrison&nbsp;(7,8 miliardi), coinvolto nell’operazione Fibercop, ma anche di&nbsp;Weil Gotshal Manges, nell'accordo tra&nbsp;Tim e Ardian su Inwit&nbsp;(1,6 miliardi), e di quattro studi,&nbsp;Stibbe&nbsp;(Olanda),&nbsp;Bredin Prat&nbsp;(Francia) e gli americani&nbsp;Debevoise &amp; Plimpton&nbsp;e&nbsp;Sullivan &amp; Cromwell, che hanno seguito la cessione da parte di Exor del gruppo riassicurativo PartnerRe a Covéa (8 miliardi).Sullivan &amp; Cromwell è stato incluso anche tra gli advisor legali, accanto a Goldman Sachs, nella&nbsp;cessione dell’As Roma al gruppo Friedkin&nbsp;(circa 600 milioni). In classifica per valore anche un gruppo di studi scandinavi,&nbsp;Dittmar &amp; Indrenius,&nbsp;Bruun &amp; Hjijle,&nbsp;Accura&nbsp;e&nbsp;Selmer, coinvolti nella&nbsp;fusione tra Nexi e Nets&nbsp;(8 miliardi).Tratto da <a href="https://www.toplegal.it/news/2021/01/14/27464/ma-e-studi-chi-scende-e-chi-sale-nel-2020" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Toplegal.it</a></p>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Wed, 09 Dec 2020 09:12:44 +0100</pubDate>
                        <title>A Gamenet scommesse e videolot di Lottomatica</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/gamenet_lottomatica</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><em>Operazione da 950 milioni: nasce il primo operatore italiano del gioco legale</em>È un big bang nel settore delle gaming company. E quel che promette questa operazione di consolidamento è la nascita del primo operatore italiano del mercato del gioco legale, attivo in tutti i principali segmenti di attività, dal gaming online alle scommesse sportive, agli apparecchi da intrattenimento.Gamenet Group e International Game Technology (Igt) hanno raggiunto un accordo nel quale la prima società - controllata del fondo Apollo Global Management - acquisirà dalla società della galassia De Agostini il 100% di Lottomatica Scommesse e di Lottomatica Videolot Rete, business di Lottomatica legati alle scommesse sportive (con il marchio Better) e agli apparecchi slot. A Lottomatica resta così la parte giochi, con "asset" come Gratta e vinci, Lotto e la Lotteria ItaliaL'acquisizione si perfezionerà nella prima metà del 2021, dopo le autorizzazione dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dell'Antitrust. «I proventi dell'operazione saranno utilizzati principalmente per la riduzione del debito, rafforzando la flessibilità finanziaria del Gruppo Igt» si legge nel comunicato della parte venditrice in cui si aggiunge che «l'operazione valorizza le società cedute a un enterprise value di circa 1,1 miliardi».Il valore della cessione «è di 950 milioni di euro, con 725 milioni di euro pagabili al closing, 100 milioni di euro il 31 dicembre 2021 e i restanti 125 milioni di euro il 30 settembre 2022». Con questa operazione Gamenet diventa dunque la maggiore realtà del settore del gioco in Italia e uno dei principali attori del mercato europeo, con ricavi ed Ebitda aggregati pro forma rispettivamente pari a circa euro 1,6 miliardi e circa euro 370 milioni per l'esercizio al 31 dicembre 2019.«Siamo da sempre impegnati a fornire ai nostri clienti prodotti ed esperienze di consumo eccellenti e sicure», ha commentato l'amministratore delegato del gruppo, Guglielmo Angelozzi».Con questa acquisizione «acceleriamo notevolmente i nostri piani per il mercato italiano» ha commentato Andrea Moneta, presidente di Gamenet Group e senior advisor di Apollo Management International LLP.Preoccupazione è stata invece espressa dai sindacati, preoccupati per lo "spezzatino" e che hanno chiesto l'intervento del Governo.Credit Suisse International; Ubs e White &amp; Case e <strong>Nctm</strong> sono consulenti di Igt. Barclays ha fatto da advisor di Apollo/Gamenet e Mediobanca, Paul, Weiss, Rifkind, Wharton &amp; Garrison LLP e gli uffici italiani di Cleary Gottlieb e Latham &amp; Watkins LLP sono consulenti dell'acquirente.Tratto da <a href="https://media.mimesi.com/cacheServer/servlet/CNcacheCopy?file=pdf/202012/08/0017_binpage19.pdf&amp;authCookie=-2044742053&amp;trc=pDelivery-t20201208-a523935544-h34221-c1115-d10814-f12517-n17" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Il Sole 24 Ore</em></a></p>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Tue, 21 Apr 2020 06:37:45 +0200</pubDate>
                        <title>M&amp;A, il Coronavirus blocca la crescita del settore: -39,1%</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/ma-il-coronavirus-blocca-la-crescita-del-settore-391</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p></p><h3><em>Il report di Mergermarket Q1/2020 registra l'impatto del COVID-19 sulle acquisizioni</em></h3><em>di Federico Unnia</em>Il Coronavirus ha infettato anche il dinamico mercato dell'M&amp;A. È quanto emerge dal <em>report</em> relativo al 1 trimestre 2020 di Mergermarket, reso noto nei giorni scorso. Dopo quasi dieci anni di crescita, l'attività globale di fusioni e acquisizioni nella prima parte dell'anno è diminuita del 39,1% rispetto al dato 2019, a 563,7 miliardi di dollari con 3.685 transazioni. Nel complesso il valore e il numero di operazioni sono paragonabili a quelli del primo trimestre del 2008 (592,3 miliardi di dollari su 3.744 transazioni). Un dato che fa riflettere su quello che potrebbe essere l'effetto COVID-19 nel prosieguo dell'anno.La più grande operazione lanciata sul mercato Usa, l'offerta ostile di Xerox da 35,5 miliardi di dollari per la rivale HP, lanciato all'inizio di marzo, è stata accantonata proprio per i timori legati al Coronavirus. Nel 2020 è improbabile si assista ad una nuova frenesia di <em>megadeals</em> (valore superiore a 10 miliardi $) che si è avuto nel 2019, quando ne furono annunciati ben 38. A livello globale sono solo 8 le operazioni annunciate fino alla fine di marzo. L'ultimo è quella da 35 miliardi di dollari, ora in attesa di sviluppi, annunciata tra i giganti delle assicurazioni Aon e Willis Towers Watson.<span style="text-decoration: underline;"><strong>M&amp;A negli Usa</strong></span><strong>:</strong> La contrazione del mercato delle fusioni e acquisizioni negli Stati Uniti accelera. L'attività complessiva era già diminuita del 40% in valore tra la prima e la seconda metà del 2019. COVID nel mercato americano pare aver assestato un duro colpo. Nel primo trimestre 2020 si sono avute 1.255 operazioni del valore di dollari 206 miliardi, in calo del 57% in valore rispetto al lo stesso periodo dell'anno scorso (1.524 operazioni per un valore di 476 miliardi di dollari nel 1° trimestre 19).<span style="text-decoration: underline;"><strong>• M&amp;A in Europa</strong></span><strong>:</strong> Nel Vecchio continente si sono registrate operazioni per 199,4 miliardi di dollari (1.387 deals) nel primo trimestre del 2020, +30,2% rispetto al primo trimestre del 2019 (153,2 miliardi di dollari). Ciò è dovuto ai 35,6 miliardi di dollari dell'operazione tra i giganti delle assicurazioni Aon e Willis Towers Watson annunciato a marzo, il più grande affare europeo del 2020. Il <em>private equity</em> ha raggiunto 56,8 miliardi di dollari in 258 operazioni, il valore più elevato del primo trimestre (più del 72,3% rispetto al primo trimestre 19, 33 miliardi di dollari). Le operazioni <em>buy out</em> hanno rappresentato il 28,5% del valore delle fusioni e acquisizioni europee nel primo trimestre del 20% dal 22,2% nel 2019. L'impatto più evidente di COVID-19 sul primo trimestre è la flessione degli investimenti cinesi in Europa. Solo 12 offerte per un valore di 1,4 miliardi di dollari da parte di aziende cinesi. Il numero più basso di transazioni dal 2° trimestre 2013.<span style="text-decoration: underline;"><strong>• M&amp;A in Italia</strong></span><strong>:</strong> In Italia, il paese europeo più colpito dal virus, nel primo trimestre si è iniziato a registrare una flessione dell'attività di M&amp;A. Sono state 89 le operazioni portate a termine per un controvalore di 10,3 miliardi di dollari. La parte del leone l'ha avuta l'offerta pubblica di scambio lanciata da Intesa Sanpaolo su Ubi Banca, dal valore di 5 miliardi di euro, che rappresenta l'ultimo accordo nel consolidamento bancario in corso in Italia. Per quanto riguarda invece investimenti stranieri in Italia, sono state registrate, a marzo, solo 6 operazioni da 2,6 miliardi di dollari. In termini di valore, dalla classifica di Mergermarket emerge che i <em>legal advisor</em> stranieri dominano il mercato, tutti coinvolti in poche ma grandi operazioni. Si tratta di Stidde, Bredin Prat, Debavoise&amp;Plimpton e Sulivan&amp;Cromwell, tutti attori nell'operazione Exor Covea per l'acquisizione della compagnia di assicurazione PartnerRe, seguiti dal primo studio italiano, Gatti Pavesi Bianchi.Da segnalare la forte crescita (11esimo posto rispetto al 53esimo di un anno fa) registrata dallo studio legale Accinni, Cartolano ed Associati (1,7 miliardi dollari), che a fi ne febbraio 2020, dopo otto anni di collaborazione, ha annunciato la separazione tra i soci fondatori Alessandro Accinni e Francesco Cartolano. Lo studio Accinni Cartolano prosegue l'attività con la denominazione Accinni. Francesco Cartolano è migrato in Giliberti Triscornia. Discese significative per due <em>law firm</em> di spicco come Gianni Origoni Grippo Cappelli &amp; Partners (dal 1 al 9 posto) e dal 5 all'11 BonelliErede. Il boom di crescita è certamente quello di Carnelutti Studio Legale Associati, passato dal 96 al 14° posto. In questo contesto la classifica degli studi legali più attivi vede al primo posto Gatti Pavesi Bianchi, 9 un anno fa, con 12 operazioni (+6) per un controvalore di 7,248 miliardi euro. «<em>Siamo estremamente felici del risultato non solo perché conseguito in un trimestre non semplice ma per la qualità e quantità delle operazioni in cui lo studio è stato coinvolto. Crediamo sia il risultato della qualità del nostro lavoro e dell'impegno che impieghiamo in ogni operazione</em>» spiega Stefano Valerio <em>managing partner</em> di Gatti Pavesi Bianchi. Tra le operazioni più importanti da segnalare l'opa Intesa/Ubi in cui assiste Intesa Sanpaolo. «<em>Gli effetti del coronavirus saranno negativi. Allo stato non è prevedibile quanto, dipende non solo da quando ne uscirà l'Italia ma anche dal resto del mondo. Questa crisi nel medio termine favorirà le aggregazioni ma tutto dipenderà dalla durata della emergenza sanitaria e dal blocco della operatività</em>».Al secondo posto <strong>Ntcm Studio Legale</strong>, 4o un anno fa, in crescita di 2 posizioni sul pari periodo 2019, con 11 operazioni per un controvalore di 146 milioni dollari. «<em>Sul fronte M&amp;A,i trimestri veramente difficili sono quelli che devono ancora venire. Quello che si è appena concluso, pur avendo fatto in tempo a essere condizionato dalle misure adottate dal Governo per contenere l'epidemia, può essere considerato l'ultimo della fase pre-Coronavirus più che il primo della fase post-Coronavirus</em>», spiega <strong>Pietro Zanoni</strong>, <em>equity partner</em> dello studio Nctm. Tra le operazioni si segnalano l'assistenza a Vodafone nell'accordo con Tim per la condivisione della componente attiva della rete 5G, la condivisione degli apparati attivi della rete 4G e l'ampliamento dell'attuale accordo di condivisione delle infrastrutture di rete passive e l'assistenza al Gruppo Nexive, <em>competitor</em> di Poste Italiane nei servizi postali e di spedizione, nella vendita del suo complesso aziendale a una <em>joint venture</em> di Mutares e Post NL. «<em>Già prima dell'epidemia l'Italia era un paese in vendita. Da questa crisi usciremo più indeboliti di altri paesi, sicché assisteremo a un periodo in cui gli stranieri potranno fare vere e proprie razzie tra le imprese italiane. In questo senso, il nostro paese sarà molto interessante. Peraltro, siccome anche i paesi dai quali proviene gran parte del flusso M&amp;A inbound (Usa, UK, Germania e Francia) stanno attraversando, seppur in ritardo rispetto a noi, una crisi altrettanto lacerante, non è dato sapere quando effettivamente gli investitori provenienti da queste regioni potranno tornare a guardare con interesse all'Italia</em>».In merito ai recenti interventi del governo in tema di <em>golden power</em>, Zanoni aggiunge: «<em>una difesa da comportamenti predatori da parte di imprese extra Ue è forse necessaria in questo grave momento di difficoltà del nostro sistema industriale. Tuttavia, occorre trovare un ragionevole equilibrio rispetto alle esigenze di assicurare la più ampia libertà degli investimenti esteri che possono avere effetti più che positivi per le imprese italiane in termini di crescita. Quindi, è necessario che le eventuali restrizioni non siano indiscriminate o con soglie troppo basse, ma siano limitate agli investimenti extra Ue in imprese attive in settori strategici o in settori che possano avere un impatto sulle capacità del paese di soddisfare i bisogni essenziali dei propri cittadini per evitare problemi di ordine pubblico (es. farmaceutica o agroalimentare)»</em>.Al terzo posto Chiomenti, stabile, con 9 operazioni (-3) e un controvalore di 1,362 miliardi dollari. 4 Gattai Minoli Agostinelli &amp; Partners, 18° un anno fa, con 6 operazioni pari a 2,027 miliardi dollari. Le operazioni più significative seguito sono Engineering/Bain, Iren/Snam e Lanificio dell'Olivo/ Ethica Global Investments. «<em>Lo studio ogni anno ha fatto meglio e quest'anno prima della pandemia c'erano tutti i presupposti per un anno straordinario. Siamo più piccoli come numero di avvocati rispetto a chi ha sempre dominato queste classifiche, ma il mercato ci riconosce qualità e dedizione</em>», dice Bruno Gattai, managing partner dello Studio Gattai, Minoli, Agostinelli &amp; Partners che aggiunge: «<em>Nel secondo trimestre si potrà chiudere qualche deal che era già avviato e relativo a settori che hanno sofferto meno. Il terzo trimestre sarà ancora peggiore. Speriamo di vedere un po' di luce nel quarto. L'Italia resta un mercato interessante per M&amp;A. Il tessuto imprenditoriale è straordinario e alla fine in un modo o nell'altro l'Europa aiuterà i paesi maggiormente colpiti</em>», conclude.Al 5° posto Orrick, con un calo dal 2 di un anno fa, con 6 operazioni (-7) e un controvalore di 26 milioni dollari. Orrick ha assistito, tra le altre, Persico S.p.A., multinazionale italiana sella produzione di stampi e impianti nel settore automotive, nell'acquisizione di due rami di aziende tedesche operative nel medesimo settore e Acs Dobfar nel <em>closing</em> dell'operazione di cessione dello stabilimento farmaceutico GlaxoSmithKline di Verona. «<em>Lo studio, nei primi 2 mesi del 2020, grazie alla grande liquidità presente sul mercato, ha continuato a fare operazioni</em>», dice Guido Testa, <em>head</em> di Orrick Italia. «<em>Io prevedo un rallentamento nelle operazioni di M&amp;A nel secondo e terzo trimestre del 2020, dovuto alla necessità di capire come e con quali tempi il paese uscirà dall'emergenza sanitaria e recupererà da un punto di vista economico il terreno perduto durante il periodo di lockdown. Nell'ultimo trimestre 2020 assisteremo a un deciso recupero nel settore del M&amp;A, grazie alle opportunità che si creeranno in seguito all'inevitabile riduzione nella valutazione delle target companies. Sul Golden power la ratio alla base della norma, concettualmente inaccettabile in un contesto di mercato libero e globale, diventa accettabile e anzi addirittura necessaria in un periodo di emergenza nazionale, al fine di evitare che le nostre aziende divengano facili prede di spregiudicati o peggio non graditi investitori stranieri</em>».«<em>I processi di M&amp;A che interverranno oggi anche con riguardo a realtà che operano nei numerosi nuovi settori strategici considerati dal decreto</em>», commenta l'<em>of counsel</em> di Cba, Paolo Carrière, «<em>dovranno districarsi oltre che, ove applicabili, tra notifiche antitrust, regimi autorizzativi speciali e disciplina delle Opa, anche tra i meccanismi vari in cui si possono sostanziare i Golden Power: veti, autorizzazioni, condizioni, divieti di cessione. Il processo di M&amp;A potrà pertanto risultare spesso più lungo e macchinoso, non essendo peraltro sempre ben chiari i passaggi procedurali e gli effetti giuridici di quei meccanismi oltre che della loro mancata attivazione</em>».&nbsp;<em>Tratto da ItaliaOggi Sette</em>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Fri, 10 Apr 2020 05:59:48 +0200</pubDate>
                        <title>FUSIONI &amp; ACQUISIZIONI | &lt;i&gt;Golden Powers&lt;/i&gt; | Emergenza Coronavirus: limiti agli investimenti esteri in società operanti in settori strategici</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/fusioni-acquisizioni-golden-powers-emergenza-coronavirus-limiti-agli-investimenti-esteri-in-societa-operanti-in-settori-strategici</link>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il D.L. 8 aprile 2020, n. 23 ha ampliato in maniera sostanziale, seppure provvisoriamente, i poteri di veto e di indirizzo del Governo (cc.dd. <strong>Golden Powers</strong>) esercitabili quando imprese “strategiche” divengono oggetto di acquisizione ovvero intraprendono operazioni straordinarie.</p><h2>1. Disciplina di base - le imprese strategiche</h2><p>La fonte primaria che disciplina i Golden Powers è il D.L. 15 marzo 2012, n. 21<a href="/news-e-approfondimenti#%5B1%5D">[1]</a>, che individua l’ambito di applicazione di tali poteri – che devono essere esercitati sulla base di criteri obiettivi e non discriminatori – nei settori (<i>i</i>) della difesa e sicurezza nazionale e (<i>ii</i>) dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni. La normativa secondaria di attuazione ha identificato le specifiche attività di rilevanza strategica e dunque le imprese soggette ai poteri speciali del Governo qui in esame.</p><p>Nel settore della difesa e sicurezza nazionale, sono soggette ai poteri speciali del Governo, fra le altre, le imprese esercenti attività di ricerca, progettazione e produzione di sistemi di guerra elettronica, velivoli a pilotaggio remoto, sistemi idonei a contrastare ordigni esplosivi improvvisati, sistemi missilistici avanzati, tecnologie di riduzione della segnatura <i>radar</i><a href="/news-e-approfondimenti#%5B2%5D">[2]</a>.</p><p>Nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni, soggette ai poteri speciali del Governo sono invece, fra le altre, le imprese titolari di attivi strategici quali la rete nazionale di trasporto del gas naturale, o di trasmissione dell'energia elettrica, i porti o aeroporti di interesse nazionale, le reti ferroviarie nazionali di rilevanza per le reti trans-europee, gli impianti utilizzati per la fornitura dell'accesso agli utenti finali dei servizi a banda larga e ultralarga, le reti a lunga distanza<a href="/news-e-approfondimenti#%5B3%5D">[3]</a>.</p><h4>1.1 Difesa e sicurezza nazionale</h4><p>Il D.L. 21/2012 disciplina, unitamente alla normativa secondaria di attuazione<a href="/news-e-approfondimenti#%5B4%5D">[4]</a>, sia talune operazioni straordinarie poste in essere dall’impresa, sia le acquisizioni di partecipazioni rilevanti da parte di terzi.</p><h5>1.1.1 Operazioni straordinarie</h5><p>Tra le operazioni straordinarie soggette alla disciplina speciale rientrano le operazioni di fusione o scissione, il trasferimento dell'azienda o di rami di essa o di società controllate, il trasferimento all'estero della sede sociale, le modifiche dell'oggetto sociale, lo scioglimento della società, la modifica di clausole statutarie di limitazioni del diritto di voto oltre determinate soglie di partecipazione (eventualmente adottate ai sensi dell'art. 2351, terzo comma, c.c., ovvero introdotte ai sensi dell'articolo 3, comma 1, del D.L. 31 maggio 1994, n. 332), le cessioni di diritti reali o di utilizzo relativi a beni materiali o immateriali, o l'assunzione di vincoli che ne condizionino l'impiego.</p><p>La società interessata da tali operazioni (e, quindi, l’organo amministrativo della stessa) deve trasmettere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri un’informativa completa sulla delibera da adottare ovvero sull’atto o operazione da compiere. Entro 45 giorni da tale comunicazione, il PCM potrà:</p><ul><li data-list-item-id="eae4e4535b7040cb4c5988719ef022bb4">imporre alla società il rispetto di specifiche condizioni finalizzate ad assicurare adeguata tutela agli interessi essenziali della difesa e sicurezza nazionale; ovvero</li><li data-list-item-id="e42fe06f2321a1f2be3689faf0f61c62e">vietare in modo assoluto l’operazione deliberata, qualora non vi siano misure sufficienti a consentirne l’attuazione senza pregiudizio per tali preminenti interessi pubblici.</li></ul><p>In pendenza del termine per l’adozione dell’eventuale decisione del Governo, l’efficacia delle delibere e degli atti resta in ogni caso sospesa e, pertanto, è fatto divieto alla società di darvi esecuzione. Qualora il termine scada senza che il PCM abbia comunicato alla società la decisione di avvalersi dei poteri speciali, il regime di sospensione viene meno e alla società è consentito procedere con l’attuazione dell’operazione deliberata.</p><h5>1.1.2 Acquisizioni di partecipazioni</h5><p>Sono soggette ai Golden Powers del Governo le acquisizioni, da chiunque effettuate, in conseguenza delle quali l’acquirente venga a detenere una partecipazione superiore alle soglie del 5% (3% nel caso di società quotate), 10%, 15%,20%, 25% e 50% del capitale sociale con diritto di voto della società interessata. Nel computo della partecipazione rilevante si deve tenere conto anche della partecipazione detenuta da terzi con cui l'acquirente abbia stipulato i patti parasociali previsti dall'art. 122 del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, o dall'articolo 2341-<i>bis</i> c.c.</p><p>L’acquirente è obbligato a comunicare l’operazione di acquisizione al PCM entro 10 giorni, trasmettendo allo stesso tutte le informazioni necessarie, ivi compresa una descrizione generale del progetto di acquisizione, dell’acquirente e del suo ambito di operatività. Entro 45 giorni da tale comunicazione<a href="/news-e-approfondimenti#%5B5%5D">[5]</a>, il Governo può:</p><ul><li data-list-item-id="e7157199512e0bf6504bf5b14b6aa4413">imporre all’acquirente il rispetto di specifiche prescrizioni o condizioni relative alla sicurezza degli approvvigionamenti, alla sicurezza delle informazioni, ai trasferimenti tecnologici, al controllo delle esportazioni; ovvero</li><li data-list-item-id="e06ac0fd80e9566540c0b5001034d7220">vietare in modo assoluto l’acquisizione.</li></ul><p>In pendenza del termine di 10 giorni per la comunicazione dell’acquisizione e di quello di 45 giorni per la comunicazione dell’eventuale decisione del Governo, l’esercizio dei diritti di voto e dei poteri amministrativi per la partecipazione acquistata (nell’improbabile ipotesi che le parti non si siano fermate al <i>signing</i> di un contratto condizionato, ma abbiano perfezionato il <i>closing</i>) rimane sospeso. Qualora il termine di 45 giorni scada senza che il PCM abbia comunicato all’acquirente la decisione di avvalersi dei poteri speciali, pur non essendo espressamente previsto dalla norma, deve ritenersi che il regime di sospensione venga meno e che l’acquirente sia ammesso ad esercitare tali diritti e poteri amministrativi.</p><h5>1.1.3. Telecomunicazioni a banda larga con tecnologia 5G</h5><p>Il D.L. 21/2012 sottopone alla supervisione del Governo anche particolari operazioni relative ai servizi di comunicazione elettronica a banda larga basati sulla tecnologia 5G, in quanto strettamente connesse al settore strategico della difesa e sicurezza nazionale. Si tratta dei contratti o accordi aventi ad oggetto l'acquisizione, a qualsiasi titolo, di beni o servizi relativi alla progettazione, alla realizzazione, alla manutenzione e alla gestione delle reti inerenti tali servizi, ovvero l'acquisizione, a qualsiasi titolo, di componenti ad alta intensità tecnologica funzionali alla predetta realizzazione o gestione.</p><p>L’impresa che abbia concluso tali contratti con soggetti esterni all’Unione Europea è tenuta a darne comunicazione entro 10 giorni al PCM, il quale, entro 30 giorni, può imporre l’adozione di specifiche prescrizioni o condizioni ovvero può vietarne l’esecuzione.</p><h4>1.2 Energia, trasporti e comunicazioni</h4><p>Il D.L. 21/2012 disciplina, unitamente alla normativa secondaria di attuazione<a href="/news-e-approfondimenti#%5B6%5D">[6]</a>, sia determinate operazioni straordinarie, sia le acquisizioni di partecipazioni di controllo da parte di soggetti esterni all’Unione Europea, ivi incluse imprese comunitarie controllate, direttamente o indirettamente, da società che non hanno sede in uno Stato Membro<a href="/news-e-approfondimenti#%5B7%5D">[7]</a>.</p><h5>1.2.1 Operazioni straordinarie</h5><p>La disciplina speciale investe tutte le operazioni che abbiano per effetto modifiche della titolarità, del controllo, della disponibilità o della destinazione delle risorse strategiche in esame a favore di chiunque, comprese le operazioni di fusione o scissione, il trasferimento dell'azienda o di rami di essa o di società controllate, il trasferimento all'estero della sede sociale, e le atre operazioni di cui al paragrafo 1.1.1 che precede.</p><p>La società che intenda intraprendere una delle menzionate operazioni straordinarie è tenuta a trasmettere al PCM un’informativa completa sull’operazione entro 10 giorni dall’adozione della relativa delibera, comunque prima che vi sia data attuazione. Entro 45 giorni da tale comunicazione<a href="/news-e-approfondimenti#%5B8%5D">[8]</a>, il Governo può:</p><ul><li data-list-item-id="eb9998b7396b397e7e8724dc4a5a8ca51">imporre alla società l’adozione di specifiche prescrizioni o condizioni che assicurino adeguata tutela agli interessi pubblici relativi al rispettivo settore strategico; ovvero</li><li data-list-item-id="eef38f09d05404b64739f8d0e4ba6b47d">vietare in modo assoluto l’operazione deliberata, qualora non vi siano misure sufficienti a consentirne l’attuazione senza pregiudizio per tali preminenti interessi pubblici.</li></ul><p>In pendenza del termine di 10 giorni per la comunicazione della delibera o dell’operazione e di quello di 45 giorni per la comunicazione dell’eventuale decisione del PCM, l’efficacia delle stesse resta in ogni caso sospesa e, pertanto, è fatto divieto alla società di darvi esecuzione. Qualora il termine di 45 giorni sia scaduto senza che il PCM abbia comunicato alla società la decisione di avvalersi dei poteri speciali sopraindicati, il regime di sospensione viene meno e alla società è consentito procedere con l’attuazione dell’operazione deliberata.</p><h5>1.2.2 Acquisizioni di controllo</h5><p>Con riguardo alle acquisizioni di partecipazioni di controllo nelle società titolari dei suddetti attivi rilevanti intraprese da parte di soggetti esterni all’Unione Europea, l’acquirente ha l’obbligo di darne comunicazione al PCM entro 10 giorni, unitamente ad ogni informazione utile alla descrizione generale del progetto di acquisizione, dell'acquirente e del suo ambito di operatività.</p><p>Entro 45 giorni da tale comunicazione, qualora l’acquisizione possa recare grave pregiudizio agli interessi pubblici relativi ai citati settori strategici, ovvero costituisca una minaccia per la sicurezza nazionale o per l’ordine pubblico, il PCM può:</p><ul><li data-list-item-id="ea776a727775c356d54e2544bc740d795">imporre all’acquirente l'assunzione di impegni diretti a garantire la tutela dei predetti interessi; ovvero</li><li data-list-item-id="e2840a805c988e991ec96ed9bd998683d">vietare in modo assoluto l’acquisizione in casi eccezionali di rischio per la tutela di tali interessi, non eliminabili attraverso l'assunzione di impegni da parte dell’acquirente.</li></ul><p>In pendenza del termine di 10 giorni per la comunicazione dell’acquisizione e di quello di 45 giorni per la comunicazione dell’eventuale decisione del PCM, l’esercizio dei diritti di voto e dei poteri amministrativi per la partecipazione acquistata (nell’improbabile ipotesi che l’acquisizione sia stata già perfezionata) rimane sospeso. Qualora il termine di 45 giorni sia scaduto senza che il PCM abbia comunicato all’acquirente la decisione di avvalersi dei poteri speciali sopraindicati, pur non essendo espressamente previsto dal Decreto Legge, deve ritenersi che il regime di sospensione venga meno e che l’acquirente sia ammesso ad esercitare tali diritti e poteri.</p><h4>1.3 Le sanzioni</h4><p>La violazione delle disposizioni descritte è sanzionata sia sul piano dell’invalidità degli atti posti in essere, sia sul piano economico.</p><h5>1.3.1 Invalidità degli atti</h5><p>Con riferimento alle operazioni straordinarie, la violazione del veto o delle prescrizioni imposte dal Governo comporta la nullità della relativa delibera o atto. Inoltre, qualora sia stata iniziata l’esecuzione dell’operazione sottostante, il Governo potrà pretendere il ripristino della situazione anteriore. Inoltre, qualora l’operazione abbia ricevuto esecuzione nonostante il regime di sospensione, il Governo può pretendere il ripristino della situazione anteriore con lo stesso provvedimento contenente la decisione sul veto o sull’imposizione di speciali misure di attuazione.</p><p>Per quanto concerne le acquisizioni di partecipazioni, ai fini delle sanzioni applicabili è necessario distinguere a seconda che il Governo si sia limitato ad imporre specifiche prescrizioni, ovvero abbia vietato in assoluto il compimento dell’operazione. Nel primo caso, alla violazione delle prescrizioni segue (<i>i</i>) la nullità delle delibere e degli atti compiuti, (<i>ii</i>) la sospensione automatica dei diritti di voto e poteri amministrativi per la partecipazione acquistata fintantoché perduri la violazione, (<i>iii</i>) e la nullità delle delibere successivamente adottate con il voto determinante dell’acquirente per tale partecipazione.</p><p>Invece, la violazione del divieto assoluto di portare a compimento l’operazione si traduce nell’obbligo dell’acquirente di procedere all’alienazione della partecipazione acquistata entro un anno. In caso di mancata alienazione, provvede il Tribunale competente su istanza del PCM. Anche in questa ipotesi, è prevista la sospensione dei diritti di voto e poteri amministrativi per le partecipazioni acquistate, con conseguente nullità delle delibere adottate con il voto determinante dell’acquirente.</p><h5>1.3.2 Sanzioni pecuniarie</h5><p>Con riguardo alle operazioni straordinarie e alle acquisizioni di partecipazioni, alla violazione della sopra descritta disciplina è collegata l’applicazione di sanzioni pecuniarie determinate in un importo pari al doppio del valore dell’operazione, e comunque non inferiore all’1% del fatturato realizzato dall’impresa in questione nell’ultimo esercizio per il quale sia stato approvato il bilancio.</p><p>Invece, per le operazioni nel settore dei servizi di comunicazione elettronica a banda larga basati sulla tecnologia 5G, le sanzioni pecuniarie applicabili in caso di violazione della relativa disciplina sono fissate in un importo compreso tra il 25% e il 150% del valore dell’operazione.</p><h4>1.4 Esclusioni</h4><p>È opportuno precisare che le operazioni effettuate nell’ambito dello stesso gruppo di società sono espressamente escluse dall’ambito di applicazione della disciplina in esame, ferma restando la necessaria osservanza degli obblighi di notifica.</p><p>Tuttavia, l’esclusione in questione non si applica in presenza di elementi informativi circa la minaccia di un grave pregiudizio per gli interessi essenziali della difesa e sicurezza nazionale, ovvero per gli interessi pubblici relativi alla sicurezza e al funzionamento delle reti e degli impianti e alla continuità degli approvvigionamenti.</p><h2>2. Il D.L. 23/2020</h2><p>Gli artt. 15 e 16 del D.L. 23/2020 estendono i poteri speciali del Governo alle imprese operanti in settori strategici ulteriori, allo scopo di evitare che risorse di rilevanza strategica nazionale possano essere acquisite da soggetti che approfittino delle condizioni di difficoltà economica e finanziaria conseguenti all’attuale emergenza sanitaria.</p><p>In primo luogo, il D.L. 23/2020 estende la disciplina speciale prevista per i settori dell’energia, trasporti e comunicazioni (paragrafo 1.2 che precede) a tutte le acquisizioni, da chiunque effettuate, di partecipazioni nelle società che detengono beni e rapporti nei settori indicati dall’art. 4, par. 1, del Regolamento (UE) 19 marzo 2019, n. 452.</p><p>Si tratta, in particolare: (a) delle infrastrutture, siano esse fisiche o virtuali, tra cui l'energia, &nbsp;i trasporti, l'acqua, la salute, le comunicazioni, i media, il trattamento o l'archiviazione di dati, le infrastrutture aerospaziali, di difesa, elettorali o finanziarie (incluso nei settori creditizio e assicurativo), nonché gli investimenti in terreni e immobili fondamentali per l'utilizzo di tali infrastrutture; (b) delle tecnologie critiche e dei prodotti a duplice uso di cui all'art. 2, punto 1, del Regolamento (CE) 5 maggio 2009, n. 428, tra cui l'intelligenza artificiale, la robotica, i semiconduttori, la cibersicurezza, le tecnologie aerospaziali, di difesa, di stoccaggio dell'energia, quantistica e nucleare, nonché le nanotecnologie e le biotecnologie; (c) della sicurezza dell'approvvigionamento di fattori produttivi critici, tra cui l'energia e le materie prime, nonché la sicurezza alimentare; (d) dell’accesso a informazioni sensibili, compresi i dati personali, o la capacità di controllare tali informazioni; (e) della libertà e il pluralismo dei media. Tale regime resterà in vigore solo fino all’emanazione di un successivo decreto che individui più specificamente le risorse ritenute di rilevanza strategica nazionale.</p><p>In secondo luogo, fino al 31 dicembre 2020, la disciplina speciale relativa ai settori dell’energia, trasporti e comunicazioni è in ogni caso estesa alle:</p><ul><li data-list-item-id="ea09f57cd5563285553eb1163da4ae41d">operazioni societarie di carattere straordinario, tra cui fusioni, scissioni, trasferimenti di azienda, di rami di essa o di società controllate, il trasferimento della sede legale all’estero, che abbiano per effetto modifiche nella titolarità, nel controllo, nella disponibilità o nella destinazione di beni e rapporti nei settori suindicati di cui all’art. 4, par. 1 del Regolamento (UE) 452/2019;</li><li data-list-item-id="e32409f60d7dd98153a242fe0a50a46b6">acquisizioni di partecipazioni di controllo nelle società che detengono attivi strategici nei settori dell’energia, trasporti e comunicazioni, ovvero in quelle che detengono beni e rapporti nei settori suindicati di cui all’art. 4, par. 1 del Regolamento (UE) 452/2019, intraprese da parte di soggetti esteri anche appartenenti all’Unione Europea;</li><li data-list-item-id="edfbb61d51b1079d98dfc8c4c53b9ae7f">acquisizioni di partecipazioni nelle medesime società di cui al punto che precede, intraprese da parte di soggetti esteri non appartenenti all’Unione Europea, per effetto delle quali questi vengano a detenere una quota dei diritti di voto o del capitale sociale pari al 10%, tenuto conto anche delle partecipazioni già detenute direttamente o indirettamente, purché il valore complessivo dell’investimento sia pari ad almeno Euro 1 milione. La disciplina torna poi ad applicarsi in caso di successivo superamento delle soglie del 15%, 20%, 25% e 50%. Nel computo della partecipazione rilevante si tiene conto anche delle partecipazioni eventualmente detenute da terzi con cui l'acquirente abbia stipulato patti parasociali.</li></ul><p>Vale la pena notare che la menzione delle infrastrutture e tecnologie critiche per la salute acquista particolare rilievo alla luce della raccomandazione della Commissione Europea, formulata con comunicazioni del 13 e 25 marzo 2020, ai governi degli Stati Membri di fare ricorso ai poteri speciali loro riservati dai rispettivi ordinamenti al fine di scongiurare il rischio che soggetti esteri, approfittando della attuale emergenza sanitaria, acquistino il controllo e la disponibilità di risorse strategiche nel settore sanitario.</p><p>Il D.L. 23/2020 chiarisce infine che, anche in assenza di notifica da parte dei soggetti interessati, il Governo può esercitare i poteri di veto e di indirizzo previsti dalla disciplina speciale, e quindi vietare dette operazioni straordinarie e di acquisizione ovvero richiederne l’attuazione nel rispetto di particolari misure.</p><p><i>Il contenuto di questo elaborato ha valore meramente informativo e non costituisce, né può essere interpretato, quale parere professionale sugli argomenti in oggetto.</i></p><p><i>Per ulteriori informazioni si prega di contattare </i><a href="mailto:p.corigliano@advant-nctm.com" target="_blank" rel="noopener"><i>Piero Corigliano</i></a><i>.</i></p><p><a href="/news-e-approfondimenti#%5B1%5D">[1]</a> Convertito con modificazioni dalla L. 11 maggio 2012, n. 56, e successivamente modificato dal D.L. 21 settembre 2019, n. 105, convertito con modificazioni dalla L. 18 novembre 2019, n. 133.</p><p><a href="/news-e-approfondimenti#%5B2%5D">[2]</a> Cfr. D.P.C.M. 6 giugno 2014, n. 108.</p><p><a href="/news-e-approfondimenti#%5B3%5D">[3]</a> Cfr. D.P.R. 25 marzo 2014, n. 85.</p><p><a href="/news-e-approfondimenti#%5B4%5D">[4]</a> Cfr. D.P.R. 19 febbraio 2014, n.35.</p><p><a href="/news-e-approfondimenti#%5B5%5D">[5]</a> Qualora si renda necessario richiedere informazioni all'acquirente o trasmettere richieste istruttorie a soggetti terzi, il termine è sospeso, per una sola volta, fino al ricevimento delle stesse, che devono essere rese dall’acquirente entro 10 giorni o dai soggetti terzi entro 20 giorni. Le richieste di informazioni e le richieste istruttorie a soggetti terzi successive alla prima non sospendono i termini. In caso di incompletezza della notifica, il termine di 45 giorni decorre dal ricevimento delle informazioni o degli elementi che la integrano.</p><p><a href="/news-e-approfondimenti#%5B6%5D">[6]</a> Cfr. D.P.R. 25 marzo 2014, n. 86.</p><p><a href="/news-e-approfondimenti#%5B7%5D">[7]</a> La normativa si applica anche in relazione a società che abbiano sede in uno Stato Membro, qualora sussistano elementi che indichino un comportamento elusivo rispetto all'applicazione della disciplina.</p><p><a href="/news-e-approfondimenti#%5B8%5D">[8]</a> Valgono, <i>mutatis mutandis</i>, le precisazioni di cui alla precedente nota n. 5 in ordine alla sospensione del termine qualora si renda necessario un supplemento istruttorio.</p>]]></content:encoded>
                        
                            
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                                <category>Normativa</category>
                            
                        
                        
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                        <pubDate>Wed, 11 Mar 2020 02:56:08 +0100</pubDate>
                        <title>ACEA cresce nel settore della distribuzione del gas</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/acea-cresce-nel-settore-della-distribuzione-del-gas</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>ACEA ha sottoscritto oggi un accordo con le società Alma C.I.S. srl e Mediterranea Energia Soc. Cons.a.r.l. per l'acquisizione del 51% del capitale da loro detenuto nella società Alto Sangro Distribuzione Gas S.r.l., attiva nella distribuzione di gas metano. Le due società venditrici, che manterranno il 49% del capitale, parteciperanno in sinergia con ACEA alla gestione industriale dell'infrastruttura.La società Alto Sangro Distribuzione Gas è presente in ventiquattro comuni della Provincia dell'Aquila, appartenenti prevalentemente all'Atem Aquila 3, ed è proprietaria di quasi la totalità dell'infrastruttura di distribuzione gas, costituita da 537 Km di rete e circa 34 mila PDR. Il valore economico dell'operazione, in termini di <em>enterprise value</em> per il 100% della società, è di 40 milioni di Euro, a fronte di una RAB 2019 del Gestore di circa 38 milioni di Euro.La società, a seguito dell'operazione, verrà consolidata integralmente da ACEA. Il closing dell'accordo è atteso entro metà anno. Stefano Donnarumma, Amministratore Delegato di ACEA, ha commentato: "<em>Questa operazione è in linea con la strategia di crescita nel mercato del gas, così come previsto dal nostro Piano Industriale e ci permette di consolidare la nostra presenza in Abruzzo, dove gestiamo già una rete di distribuzione gas nell'area di Pescara</em>."In tale iniziativa, UBI Corporate &amp; Investment Banking ha svolto il ruolo di <em>advisor</em> finanziario e lo studio <strong>Nctm</strong> quello di <em>advisor</em> legale.&nbsp;<em><a href="https://urlsand.esvalabs.com/?u=http%3A%2F%2Fwww.ftaonline.com%2Fnews%2Facea-cresce-nel-settore-della-distribuzione-del-gas&amp;e=a1057495&amp;h=8abcdbad&amp;f=y&amp;p=y&amp;l=1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tratto da FTAonline.com</a></em></p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                        
                        
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                        <pubDate>Fri, 07 Feb 2020 03:50:28 +0100</pubDate>
                        <title>Assegnati per la prima volta i premi ai migliori avvocati e studi legali d&#039;Italia</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/assegnati-per-la-prima-volta-i-premi-ai-migliori-avvocati-e-studi-legali-ditalia</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><em>di Vincenzo Mendaia</em>Sono oltre 250 gli avvocati intervenuti mercoledì sera a Milano all'Hotel Principe di Savoia per la cerimonia di consegna degli Award ai Migliori Avvocati e ai Migliori Studi Legali, che si è svolta durante un gala <em>dinner</em> cui hanno partecipato nomi di primario rilievo della professione forense. Gli Award sono rappresentati da una scultura che è stata realizzata per quest'occasione da Giuseppe Tirelli, che simboleggia un avvocato che si prepara al futuro, e sono il frutto di una classifica elaborata da MF-Milano Finanza in collaborazione con la società specializzata Pbv Monitor, con i criteri del data science nell'area legale applicati a un database riguardante oltre 3 mila Studi e Avvocati d'affari italiani. «Questo mondo degli Award a nostro avviso aveva bisogno di un intervento più solido in termini di scelta della qualità», ha detto Paolo Panerai, ad e vicepresidente di Class Editori durante il suo intervento di presentazione della serata. «Per questo abbiamo deciso di realizzare quest'iniziativa, avendo peraltro una storia di relazioni con gli avvocati, visti i giornali che editiamo. L'obiettivo, così come facciamo da anni con le performance dei gestori o i bilanci delle società quotate, è quello di riclassificare con criteri quantitativi l'attività dei protagonisti delle 30 practice di cui si compone la professione degli studi legali e degli avvocati d'affari», ha continuato Panerai, spiegando come gli award siano parte di un evento multimediale che ha preso il via sempre nel pomeriggio di mercoledì con il convegno «Il futuro della professione Legale in Italia e nel mondo».L'evento è stato organizzato da MF-Milano Finanza e Class Cnbc in collegamento con la Legal Week di New York e si è svolto nel Salone d'Onore della Triennale di Milano, con oltre 240 professionisti (giuristi, avvocati e general counsel delle principali società italiane) riuniti per comprendere come stia evolvendo il loro lavoro e come affrontare i temi legati alle nuove esigenze dei clienti, il modificato rapporto con i committenti, i vantaggi e i rischi connessi con le nuove tecnologie, fra cui <em>big data</em>, giustizia predittiva, <em>privacy</em> e intercettazioni; le opportunità e i vincoli legati all'irrompere della sostenibilità aziendale; i nuovi <em>know how</em> connessi con le sfide della rivoluzione tecnologica, dalla formazione alle specializzazioni forensi.Fra gli interventi, oltre al saluto del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, Antonio Catricalà (presidente Aeroporti di Roma, già presidente Autorità garante della concorrenza e del mercato), Giovanni Pitruzzella (Avvocato Generale in Corte di Giustizia dell'Unione Europea) e Giulio Tremonti (presidente Aspen Institute). Panerai ha ricordato come Tremonti abbia evidenziato, tra l'altro, «la questione del conflitto di interessi che esiste nelle <em>big four</em>, dove si creano attività che non sono compatibili col lavoro di avvocati». Durante la serata di gala è stata trasmessa anche una sintesi di quanto sta accadendo a New York, dove è contemporaneamente in corso la Legal Week, l'evento americano punto di riferimento per le law firm. «Diversificazione dei servizi offerti, approccio multidisciplinare che mette al centro i clienti, obiettivi di sviluppo nel lungo termine e apertura al cambiamento, con un occhio di riguardo a quello connesso con le nuove tecnologie sono le caratteristiche auspicabili per uno studio di successo in un mercato quale quello americano, dove si inizia a sentire l'avanzante concorrenza delle big four», ha detto Stefania Spatti di Class Cnbc, presente alla manifestazione di New York.La graduatoria dei migliori professionisti e studi per le 30 practice sarà contenuta in un LibroMagazine (I migliori avvocati e i migliori studi legali) di 400 pagine, disponibile in edizione cartacea e digitale, che riporterà anche la directory dei principali 3 mila avvocati e 1.000 studi legali. I vincitori saranno protagonisti di Affari Legali, una trasmissione di Class Cnbc in onda a partire dalla settimana prossima, il martedì, mercoledì e giovedì, dedicata al mondo dei corporate lawyer, con le interviste ai protagonisti e gli approfondimenti sulle tematiche della professione legale.Tra i premiati: <strong>Nctm</strong>, migliore studio <em>M&amp;A Small Cap</em> e <em>Commercial Law</em>; <strong>Alberto Torrazza</strong>, miglior avvocato Transport Law.&nbsp;<em>Tratto da MF</em></p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Corporate and Commercial</category>
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                        
                        
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                        <pubDate>Thu, 16 Jan 2020 05:19:05 +0100</pubDate>
                        <title>Nctm Studio Legale con Retelit nell’acquisizione di Partners Associates</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/nctm-studio-legale-con-retelit-nellacquisizione-di-partners-associates</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nctm Studio Legale</strong> ha assistito il <strong>Gruppo Retelit</strong>, uno dei principali operatori italiani di servizi digitali e infrastrutture nel mercato delle telecomunicazioni, nel perfezionamento, il 14 gennaio scorso, dell’acquisizione del 100% di Partners Associates S.p.A., gruppo italiano costituito da 9 aziende specializzate nel settore ICT, con un <em>enterprise value</em> complessivo di 74 Milioni di Euro circa.Il team di Nctm è stato coordinato da <strong>Daniele Tani</strong> e <strong>Alice Bucolo</strong>, coadiuvati da <strong>Giuliana Capillo</strong> e <strong>Lucia Piersimoni</strong>; gli aspetti <em>labour</em> dell’operazione sono stati seguiti da <strong>Michele Bignami</strong> e <strong>Francesca Pittau</strong>, mentre gli aspetti collegati al finanziamento da <strong>Eugenio Siragusa</strong>, coadiuvato da <strong>Martina Marmo</strong> e <strong>Lucia Vittoria Lonoce</strong>.Lexia Avvocati ha assistito il Gruppo Retelit per gli aspetti regolamentari dell’operazione con Francesco Dagnino, coadiuvato da Andrea Massimo Maroni e Marco Stefanini.Osborne Clarke ha assistito i venditori con Umberto Piattelli e Federico Banti, coadiuvati da Stefano Panzini e Laura Pallanza.Gli Istituti di Credito che hanno erogato il finanziamento - Intesa Sanpaolo, UBI, MPS Capital Services e Banco BPM, con Banca IMI quale banca agente - sono stati assistiti da Simmons &amp; Simmons con Davide D’Affronto, Maria Ilaria Griffo, Francesco Burla e Filippo Neri nonché da Marco Palanca e Pasquale Del Prete per l’assistenza tax.Gli aspetti notarili sono stati seguiti dal Notaio Andrea De Costa, coadiuvato da Marta Duzzi, dello Studio Notarile Marchetti.</p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Bancario e Finanziario</category>
                            
                                <category>Lavoro</category>
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                                <category>Technology, Media, Entertainment and Telecommunications</category>
                            
                        
                        
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                        <pubDate>Mon, 09 Sep 2019 04:02:34 +0200</pubDate>
                        <title>Esperti in M&amp;A ad alto tasso di turnover</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/esperti-in-ma-ad-alto-tasso-di-turnover</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><em>#OrientaProfessioni / .professioni</em></p><h3>I grandi studi sono sempre alla ricerca di giovani da inserire nei settori che si occupano di fusioni e acquisizioni. Ma l'offerta è tanta e la selezione molto forte.</h3>Clienti famosi, grandi operazioni, spesso la ribalta mediatica. Ma anche ore passate a esaminare documenti per le due diligence, maratone in studio per arrivare al closing, disponibilità a lavorare nei fine settimana. Sono le due facce del mondo delle operazioni straordinarie seguite dagli studi legali d'affari e da quelli tributari: da sempre attraente per i giovani professionisti, rappresenta però una scelta di vita e richiede un notevole sacrificio. Che a volte è sottovalutato. Tanto che è elevato il ricambio tra chi si occupa di operazioni di M&amp;A (merger and acquisition).«Gli studi - dice Simona Laderchi, fondatrice della Laderchi &amp; Partners, società di head hunting specializzata nel settore legale e tributario, e docente a contratto al master di diritto tributario dell'Università Cattolica di Milano - sono costantemente alla ricerca di giovani laureati in giurisprudenza o in economia da inserire nei team che seguono le operazioni straordinarie. Questo anche se con la crisi il mercato si è ridotto. Chi vuole occuparsi di M&amp;A oggi deve sapere che dovrà affrontare una selezione feroce. Ai giovani io dico sempre che servono costanza e abnegazione per seguire questa strada: è una specializzazione che richiede un impegno altissimo, non ha ritmi stabili e non consente una vita ordinata».Un settore, quindi, in cui l'offerta supera di gran lunga la domanda. «Nell'ultima selezione che abbiamo fatto per una posizione junior nel dipartimento M&amp;A abbiamo ricevuto più di 200 cv in 48 ore», dice <strong>Pietro Zanoni</strong>, equity partner dello studio legale <strong>Nctm</strong>. La prima "scrematura" dei candidati viene fatta sui titoli. «Siamo in una posizione privilegiata - prosegue Zanoni -: riceviamo così tanti cv di ottimo livello che possiamo concentrare i colloqui sulle candidature d'eccellenza. Anche se da policy interna per candidarsi da noi sono necessari un voto di laurea di almeno 105/110 e un livello di inglese molto buono, di fatto ai colloqui arrivano i laureati con il massimo dei voti ed esperienze all'estero». Non solo: «Teniamo conto - precisa Zanoni - della materia scelta per la tesi di laurea e dell'università di provenienza». Chi supera questa prima selezione è invitato a fare il colloquio con più soci: «Cerchiamo di sondare - spiega - oltre alle competenze tecniche anche la motivazione e le soft skill dei giovani. Per noi un requisito fondamentale per la crescita è il sense of ownership: è importante che il professionista sviluppi un senso di appartenenza allo studio e si senta co-titolare e co-responsabile dei progetti».<img class="alignnone size-medium wp-image-14014 alignleft" src="https://www.nctm.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-09-alle-10.00.51-256x300.png" alt>Inoltre, per chi aspira a occuparsi di operazioni straordinarie, spesso internazionali, «l'inglese è fondamentale», dice Giovanni Gazzaniga, socio del dipartimento corporate dello studio internazionale Allen&amp;Overy: «Dai giovani non ci aspettiamo un inglese tecnico eccellente - prosegue - ma una buona base su cui poi costruire sì». Avere un master, invece, secondo Gazzaniga «non è un requisito indispensabile per entrare in studio: anche perché i master costano molto e quindi potrebbero non essere alla portata di tutti. Possono senz'altro dare un valore aggiunto, ma consiglio di non affrontarli subito dopo la laurea; piuttosto, dopo essere diventati avvocati: si torna a studiare più volentieri e con un approccio più pragmatico». Tra le soft skill che il professionista deve avere, Gazzaniga mette al primo posto «la capacità di lavorare in team, che è un'abilità non scontata in Italia dove l'individualismo è spiccato. Non solo. Le operazioni coinvolgono diversi aspetti del diritto: bisogna avere una sensibilità a 360 gradi per essere in grado di individuare criticità in ambiti diversi ed eventualmente coinvolgere professionisti dello studio con altre specializzazioni. Inoltre, serve la capacità di stare al tavolo e di negoziare trovando una mediazione con la controparte».«Noi selezioniamo molti giovani ogni anno, di cui in media una ventina nel dipartimento che si occupa di societario e di fusioni e acquisizioni», interviene Filippo Modulo, managing partner di Chiomenti. «Questo non perché lo studio si allarghi all'infinito, ma perché il turn over è intenso. Ci sono giovani che entrano e crescono. Ma chi non avanza, tipicamente esce, salvo limitati casi di cambio dipartimento». Una conseguenza dell'impegno altissimo che si chiede a chi segue le operazioni M&amp;A. «Ma il settore offre più di una contropartita per la dedizione che richiede», afferma Modulo. «Intanto, la possibilità di seguire operazioni professionalmente stimolanti e complesse. Poi, si lavora in team compositi e ampi e si creano interazioni importanti con interlocutori primari. Senza contare che da subito c'è un buon ritorno economico: il compenso dei collaboratori è elevato e sale rapidamente. Facilmente un giovane al terzo anno di lavoro, quindi ancora praticante, può arrivare a 50mila euro lordi».&nbsp;<em>Tratto da Il Sole 24 Ore</em>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                        
                        
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                        <pubDate>Mon, 15 Jul 2019 04:43:32 +0200</pubDate>
                        <title>M&amp;a, colpo di freno sul settore: tante operazioni ma di poco valor</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/ma-colpo-di-freno-sul-settore-tante-operazioni-ma-di-poco-valor</link>
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                        <content:encoded><![CDATA[<h3><em>Secondo il report di Mergermarket, sulla prima metà del 2019 pesa l'instabilità politica</em></h3><div><p>Nella seconda parte del 2018 si erano già intravisti i primi segni di rallentamento del mercato m&amp;a a livello internazionale, complice la crisi economica, gli effetti della politica protezionistica di Trump e le connesse tensioni commerciali con la Cina e l'Europa, di Brexit, i timori sulla ricetta Bolsonaro in Brasile e la ventata di populismo che soffiava in diversi paesi del mondo, Italia compresa. E alla fine, il colpo di freno c'è stato: il primo semestre 2019, secondo quanto reso noto pochi giorni fa dall'ultimo report di Mergermarket, certifica a tutti i livelli un rallentamento, con effetti sia in termini di operazioni concluse sia di controvalore.<strong>Il settore M&amp;a a livello internazionale.&nbsp;</strong>Il semestre ha registrato operazioni per un valore complessivo a livello mondiale di 1800 miliardi di dollari, -11% rispetto allo stesso periodo del 2018. Gli Sati Uniti, da soli, hanno fatto registrare una forte crescita nelle operazioni: 1000 miliardi di dollari, in crescita del 10,4% rispetto al 2018. In questo contesto, gli Usa, con operazioni per complessivi 845,7 miliardi di dollari, hanno registrato il secondo periodo di maggior crescita dal 2001, anno in cui venne prodotta la prima graduatoria di Mergermarket. In contrazione invece l'America latina (-27%) l'Europa (-36,7%), Apac (escluso Giappone che ha invece registrato un +2,2%) - 36%. Il 55% delle operazioni sono state registrate in America, il 21,7% in Europa, 14,4% in Australia. Le tre operazioni più rilevanti concluse sono state BristolMyers Squibb-Celgene (89,5 bn), United Technologies Corporation-Raytheon Company (settore difesa) per un valore di 88,9 bn e AbbVie-Allergen (pharma) per un controvalore di 86,3 bn. Complessivamente il settore pharma, medicale e biotech si conferma il più dinamico e ricco, con operazioni concluse per un controvalore di 326,4 bn di dollari. Sono state ben 24 le mega operazioni (quelle con un controvalore superiore ai 10 bn) concluse nel periodo (27 della prima metà del 2018).</p></div><div><p><strong>Il settore M&amp;a in Europa.</strong> Passando al Vecchio continente, nel primo semestre del 2019 si sono registrate più operazioni non portate a termine rispetto a quelle che invece sono state coronate da successo. Il controvalore delle operazioni concluse ha toccato nel primo semestre i 391 miliardi di dollari, con un calo del 38,8% rispetto al pari periodo del 2018. Le prime tre per grandezza sono tutte relative al settore farmaceutico. Questi risultati sono direttamente imputabili alle tensioni che sono emerse negli ultimi mesi anche in considerazione della scadenza elettorale a livello europeo caduta a fine maggio di quest'anno. Fatto che ha inevitabilmente rallentato la conclusione di trattative ed operazioni. I settori più dinamici sono risultati quello farmaceutico (135 miliardi dollari), industria e chimica (42,7 miliardi), beni di consumo (31,8 miliardi) energy e utilities (28,9 miliardi) e servizi finanziari (26,8 miliardi).</p></div><div><p><strong>Il settore M&amp;a in Italia.&nbsp;</strong>Venendo al mercato italiano, la classifica dei legal advisor evidenzia, per quanto riguarda il numero di operazioni concluse, al primo posto lo studio <strong>Nctm</strong> (che sale dal terzo posto), con 26 operazioni, seguito da Gianni Origoni Grippo Cappelli &amp; Partners (24 operazioni rispetto alle 29 dello stesso periodo del 2018), Pedersoli (19 concluse rispetto alle 24), Chiomenti (18 concluse rispetto alle 27), Orrick (17, rispetto alle 15) e BonelliErede (15, 6 operazioni in meno rispetto al pari periodo del 2018). Da segnalare la forte crescita nel settore M&amp;a fatta registrare dalle big della consulenza integrata PwC Legal (con 13 operazioni concluse rispetto alle 12 del periodo 2018) e Deloitte Legal (12 rispetto alle 7 del 2018). Il trend tendenzialmente negativo di operazioni concluse si sconta anche nella classifica per controvalore delle operazioni. BonelliErede si conferma al primo posto, con 5,3 miliardi, per valore, ma con un «tracollo», in termine di controvalore, del 76,8% rispetto al pari periodo 2018. Al secondo posto, Linklaters, con 4 operazioni del controvalore di 3,5 mld; al terzo posto, Ashurst, con 2 operazioni, dal controvalore di 3,3 mld di dollari.</p></div><div><p><strong> I protagonisti in Italia.&nbsp;</strong>Come detto, per numero di deal conclusi, al primo posto in Italia si posiziona <strong>Nctm</strong>: tra le operazioni più significative ricordiamo l'assistenza al fondo francese Chequers Capital nella vendita dell'intero capitale sociale di Phoenix Group al fondo italiano Ambienta; l'assistenza ai soci fondatori di Manifattura Valcismon nella vendita di una partecipazione di minoranza al fondo svizzero Equinox; l'assistenza a SolarEdge Technologies, società quotata al Nasdaq, nell'acquisto del controllo di S.M.R.E; l'assistenza ai soci nella vendita dell'intero capitale sociale di Nolangroup a 2 Ride Holding, produttore dei caschi a marchio «Shark» e infine, l'assistenza al management team di DOC Generici che ha co-investito in detta società insieme a Intermediate Capital Group (ICG) nell'ambito dell'acquisizione dell'intero capitale sociale di detta società da CVC Capital. «Alcuni dati registrati nel primo semestre del 2019», commenta <strong>Pietro Zanoni</strong> partner di <strong>Nctm</strong> Studio Legale «indicano un rallentamento delle attività di M&amp;a in Italia. Per esempio, al valore complessivo dei deal chiusi dall'inizio dell'anno, che secondo alcuni studi si è addirittura dimezzato rispetto al 2018; oppure ai multipli di mercato che, pur restando a livelli piuttosto alti, hanno subito una flessione per la prima volta negli ultimi 7 anni. Noi continuiamo a essere ottimisti: con 26 operazioni chiuse nei primi sei mesi, infatti, <strong>Nctm</strong> ha replicato il risultato del 2017, ma il valore complessivo dei deal è cresciuto significativamente. La nostra percezione è che gli acquirenti (soprattutto i fondi di private equity) continuino a essere molto aggressivi e che il mercato sia ancora molto dinamico. Contiamo di chiudere il 2019 con un risultato in linea con quello pur straordinario dell'anno scorso, se non addirittura migliore».</p></div><div><p><img class="alignnone size-medium wp-image-13700 alignleft" src="https://www.nctm.it/wp-content/uploads/2019/07/Schermata-2019-07-15-alle-10.39.33-203x300.png" alt></p></div><div></div><div></div><div><p>Segue Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli &amp; Partners che - tra le operazioni seguite - segnaliamo l'assistenza al Comitato amministratori indipendenti di Bper Banca nella sottoscrizione degli accordi volti all'acquisizione del 100% del capitale di Unipol Banca detenuto dai venditori Unipol Gruppo e UnipolSai Assicurazioni, nonché all'acquisizione della quota di minoranza del Banco di Sardegna detenuta da Fondazione di Sardegna per cassa e tramite aumenti di capitale. «Nel primo semestre del 2019 c'è stato un rallentamento del mercato M&amp;a rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, dovuto a un quadro macro-economico incerto e ad elevata instabilità politica», sottolinea Alfredo D'Aniello, partner di Gop. «Il rallentamento è evidente per quanto riguarda il controvalore totale delle operazioni, mentre il numero dei deal rimane costante, o addirittura in crescita. Ciò evidenzia, inoltre, che le grandi operazioni sono in netta diminuzione, mentre il mercato è sempre più focalizzato sulle piccole e medie imprese». L'incertezza politica ed economica costituisce senz'altro un freno alla volontà di espandersi tramite acquisizioni esterne soprattutto per gli investitori stranieri. Completa il podio Pedersoli Studio Legale, confermando il trend positivo del 2018. In questi mesi il driver principale sono state le operazioni nel settore del Private Equity, sia come operazioni primarie sia come operazioni di add on per società già in portafoglio (il c.d. <em>buy &amp; build</em> ). Tra queste ricordiamo Alpha Laminam, Italcanditi Investindustrial. Tra le operazioni di natura industriale il recente acquisto di Wally Yachts da parte di Ferretti. «Nella prima parte del 2019 abbiamo notato un rallentamento del mercato anche se ora stiamo assistendo ad una forte ripresa in linea con l'anno scorso», commenta Ascanio Cibrario, equity partner M&amp;a di Pedersoli. «Notiamo una grande attività dei fondi italiani ed esteri, oltre alle tantissime aste, sempre affollate di offerenti e prezzi estremamente elevati. In tale contesto si è notato un particolare dinamismo anche dei family offices - più propensi a fare operazioni anche su minoranze per evitare le aste molto affollate e proporre soluzioni di investimento meno legate al multiplo e più attente ai piani industriali di lungo termine» . Nonostante una certa incertezza politica, il sistema Italia sembra tenere bene e non costituire un impedimento agli investimenti provenienti dall'estero. «In Italia esistono delle eccellenze imprenditoriali tali che la domanda per aziende di valore non sembra aver avuto un rallentamento. Tuttavia, viste le dinamiche dei mercati finanziari, non è escluso che ci possa essere un immediato contraccolpo nel caso fossero messe in atto politiche avverse al sistema imprenditoriale e quindi di rallentamento dell'economia reale» conclude. Chiomenti si colloca al 4° posto, con una retrocessione di 2 posizioni. Le principali operazioni seguite fin qui sono la JV tra Naval Group e Fincantieri nel settore delle navi da guerra e la riorganizzazione del gruppo Gavio in Astm. Grande eco ha avuto inoltre l'assistenza nell'acquisizione della AC Fiorentina. «Ci troviamo a operare in un mercato attivo, con un numero limitato di «<em>mega-deals</em>» ma diverse operazioni concluse ed in cantiere. L'operazione «FCA-Renault-Nissan» avrebbe certo cambiato i dati», spiega Filippo Modulo, managing partner di Chiomenti. «Non si vedono segni di rallentamento, il mercato rimane attivo con qualche possibile accelerazione e operazione importante sempre all'orizzonte. L'incertezza politica, per nostra fortuna, ha una incidenza limitata in questo settore. Diverso per l'economia, ma non si vede in questa fase un indebolimento suscettibile di influenzare l'M&amp;a, anzi». In crescita, di ben 5 posizioni, Orrick (17 operazioni concluse nella prima parte del 2019, rispetto alle 15), tra cui a partire dall'acquisizione di Candy da parte del maggior gruppo al mondo per la produzione di elettrodomestici Qingdao Haier, un deal strategico per rafforzare la leadership globale dell'azienda cinese nel settore degli elettrodomestici, alla recente cessione di Auchan Retail Italia al gruppo Conad, un'operazione che rappresenta un cambiamento epocale nell'assetto della Gdo italiana. Attivo è stato anche il settore tech, dove abbiamo seguito la cessione di Neutrino al colosso americano Coinbase. Questa è stata una delle poche exit del mercato italiano nonché la più importante nel campo della sicurezza informatica nel nostro Paese degli ultimi 10 anni e la prima nel settore della crittografia valutaria. «Nonostante un avvio un po' incerto nei mesi di gennaio e febbraio, l'attività dei fondi di Private Equity e delle corporate è ripartita e si è dimostrata alquanto significativa», spiega Guido Testa, office leader italiano di Orrick. «Da un lato i fondi e gli istituti fi nanziari hanno a disposizione in questo momento storico ampie risorse liquide e sono alla ricerca di valide opportunità di investimento. Dall'altro lato gli imprenditori sono favorevoli alla possibilità di sviluppo e crescita anche tramite operazioni straordinarie». «Nonostante le difficoltà a livello geopolitico e macroeconomico le attività di M&amp;a continuano a marciare a livelli sostenuti. Stando alle recenti analisi sul 1H, che abbiamo potuto constatare anche noi attraverso le 17 operazioni concluse negli ultimi sei mesi, l'M&amp;a a livello mondiale ha avuto un andamento simile a quello italiano, vale a dire un primo trimestre tra i più tranquilli degli ultimi anni e un secondo trimestre che ha visto una netta ripresa delle attività. Per quanto riguarda l'Europa, si è riscontrata una diminuzione in termini di valore totale delle operazioni di M&amp;a, con una predilezione delle target in Uk. Il Private Equity invece ha avuto una accelerazione delle attività rispetto al primo semestre dell'anno precedente» conclude. L'operazione chiave del primo semestre per PwC TLS è stata sicuramente Conad/Auchan. Oltre a questa abbiamo lavorato su diverse operazioni in altri ambiti dal farmaceutico (con l'acquisizione di Doc Generici da parte del fondo Intermediate Capital Group) all'energy seguendo diversi players di primario standing nella negoziazione di Long Term PPAs e Project Financing. «Il mercato è stato abbastanza vivace considerato il contesto economico, si sono viste alcune operazioni importanti, a partire da Conad/Auchan che è sicuramente una delle più importanti e che ha aperto la via ad una possibile fase di concentrazione nel settore retail italiano» spiega Giovanni Stefanin, partner responsabile practice Legal di PwC TLS.</p></div>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Mon, 08 Jul 2019 03:47:34 +0200</pubDate>
                        <title>Nctm si conferma 1° player nel M&amp;A in Italia</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/nctm-si-conferma-1-player-nel-ma-in-italia</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>League tables Mergermarket e Bloomberg</strong>Nctm Studio Legale si conferma al primo posto per numero di operazioni M&amp;A svolte nei <em>ranking</em>di Mergermarket e Bloomberg. Con 34 operazioni accreditate da gennaio*, Nctm si conferma lo studio legale numero 1 nel M&amp;A in Italia anche nel primo <em>half</em>del 2019.Lo Studio ha registrato un incremento dei deals accreditati rispetto al primo <em>half </em>dell’anno precedente, confermando il suo tasso di crescita.&nbsp;<em>*Fonte: GLOBAL M&amp;A MARKET REVIEW - LEGAL RANKINGS – Bloomberg</em></p>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Mon, 01 Jul 2019 03:53:29 +0200</pubDate>
                        <title>Anche gli esperti di m&amp;a si ritagliano uno spazio nel food</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/anche-gli-esperti-di-ma-si-ritagliano-uno-spazio-nel-food</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>NEL SETTORE AGROALIMENTARE SI REGISTRANO OPERAZIONI SEMPRE PIÙ COMPLESSE E TRANSNAZIONALIMai come in questo caso è vero che i grandi affari si concludono a tavola. Come nel recente caso di Newlat che ha acquisito la Delverde; operazione che ha visto coinvolti BonelliErede, con un team coordinato dal partner Matteo Maria Pratelli, al fianco del gruppo Newlat, gruppo italiano del settore agroalimentare, nell'operazione di acquisizione del 100% di Delverde Industrie Alimentari, azienda italiana dello stesso settore, dalla multinazionale argentina Molinos Rio de la Plata, assistita dallo studio legale internazionale Gianni Origoni Grippo Cappelli &amp; Partners. Anche Gattai, Minoli, Agostinelli &amp; Partners, è al lavoro sul settore food. «All'interno del dipartimento di M&amp;A alcuni dei soci e senior associates si sono occupati più frequentemente di operazioni nel settore food e questo ha naturalmente creato nel tempo un expertise specifica, non solo per le operazioni straordinarie ma anche per l'assistenza continuativa a importanti gruppi nel settore» spiega Sebastiano Cassani, partner di Gattai, Minoli, Agostinelli &amp; Partners. «Particolare rilievo hanno le problematiche relative ai canali distributivi, sia italiani sia esteri; con riferimento a questi ultimi ci siamo trovati a gestire problematiche connesse ai mercati di sbocco eventualmente coinvolti da restrizioni di embargo internazionale. Il settore agroalimentare italiano ha indubbiamente una grande importanza e un'enorme attrattiva per gli investitori. Le linee di sviluppo sono sempre legate allo sviluppo di operazioni di investimento e aggregazione, con un importante ruolo giocato dal reperimento di risorse finanziarie.<img class="alignnone size-medium wp-image-13555 alignleft" src="https://www.nctm.it/wp-content/uploads/2019/07/ItaliaOggi-Sette-300x274.png" alt>Aggiungo che il settore alimentare è anche chiave per il traino di settori laterali, sui quali abbiamo più volte lavorato, quali il packaging, macchinari e automazione della linea di produzione» aggiunge. «Possiamo creare team M&amp;A multidisciplinari con enorme esperienza nel settore Food&amp;Beverage, spaziando in maniera trasversale dal private equity, ai temi di gestione governance familiare, al tax, al diritto amministrativo e comunitario in materia di food law», spiega Massimiliano Nitti, partner, responsabile del Dipartimento m&amp;a dello studio Chiomenti. «Abbiamo assistito diversi soggetti stranieri - società e fondi - interessati a entrare a far parte di realtà del mondo F&amp;B. Molto spesso le questioni di governance e i rapporti tra gli investitori istituzionali e i gruppi familiari di seconda generazione sono la chiave di volta di queste operazioni. Diversamente da altri settori, le aziende di F&amp;B sono resilienti alle crisi di mercato (lo abbiamo visto nel 2009) e quindi, essendo particolarmente stabili nella loro redditività, risultano spesso adatte ad operazioni di <em>leveraged buy out</em>. Le società italiane attive in questo settore sono prevalentemente pmi a carattere familiare che si trovano quindi a dover gestire il ricambio generazionale e le sfide della nuova economia». Altra realtà attiva è <strong>Nctm</strong> dove <strong>Simone De Carli</strong>, partner responsabile del dipartimento di fusioni e acquisizioni, private equity ricorda che lo studio «ha un team specializzato in diritto alimentare comunitario, nazionale e internazionale, anche a livello di Omc e Codex Alimentarius. I nostri professionisti si relazionano in maniera continuativa con le principali istituzioni dell'Ue e dell'Omc in materia di accesso al mercato e accordi commerciali regionali, autorizzazioni di prodotti, uso e autorizzazione di agro chimici, confezionamento ed etichettatura. La conoscenza del diritto regolamentare legato alla produzione e distribuzione di prodotti alimentari distingue il nostro studio dalla maggior parte dei nostri competitor. Possiamo infatti estendere il nostro servizio, oltre che alla consulenza m&amp;a basata anche su una profonda conoscenza delle dinamiche del mercato, anche alla verifica di profili di criticità specifica nella gestione della società e, ove opportuno, possiamo assistere e guidare il cliente o la target nella gestione del problema». «Abbiamo una practice di diritto alimentare nell'ambito del dipartimento ambiente e sicurezza con la quale offriamo consulenza sull'intera filiera alimentare, dalle operazioni indirizzate alla fornitura di beni e servizi per l'impresa alimentare (<em>farm supplies aggregate</em>), passando per l'insieme delle attività aziendali di trasformazione e commercializzazione di alimenti, fino ad arrivare alla distribuzione di tali prodotti al consumatore finale e a gestire la fase di post vendita», spiega Francesco Bruno di Pavia e Ansaldo. Lo studio ha assistito una multinazionale francese del settore dei fertilizzanti e dell'agribusiness che ha investito su una food company nel comparto dolciario. Sotto il profilo penalistico ci sono proposte legislative che tendono a riordinare i reati alimentari e lì certamente la richiesta di assistenza di compliance da parte delle aziende crescerà. Inoltre, per gli aspetti civilistici la nuova legge sulla <em>class action</em> probabilmente richiederà una particolare attenzione da parte degli interpreti e degli operatori del diritto». Infine, Daniele Guarnieri direzione affari legali e societari Nestlè Italiana «Da una parte aumenta il grado di specializzazione richiesto agli studi per affrontare i temi di particolare diffi coltà tecnica su cui il team legale interno necessita una consulenza, dall'altra è sempre più fondamentale che i consulenti conoscano le particolarità del business in cui l'azienda opera. Oltre alle tradizionali aree legali attualmente sono molto sentiti i temi legati alla sostenibilità ambientale, alla 231 e tutto ciò che è etica».&nbsp;<em>Tratto da ItaliaOggi Sette</em></p>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Fri, 25 Jan 2019 04:34:00 +0100</pubDate>
                        <title>Nctm 1° player nel M&amp;A in Italia</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/nctm-1-player-nel-ma-in-italia</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>League tables</em> Mergermarket/Reuters/Bloomberg</strong>Si rende noto che Nctm Studio Legale è al primo posto per numero di operazioni M&amp;A svolte nei ranking di Mergermarket, Reuters e Bloomberg. Con 60 operazioni accreditate da Mergermarket nell'arco del 2018 (1 gennaio - 31 dicembre), Nctm si conferma lo studio legale numero 1 nel M&amp;A in Italia.Nctm ha registrato 6 operazioni in più rispetto all’anno precedente, con una percentuale di crescita del 12%.Secondo l’“<em>Individual League Table</em>” di Mergermarket, Nctm vanta inoltre uno dei team più forti sul mercato. Nel <em>ranking</em> per <em>individual</em> tra i primi 10 classificati ci sono tre Avvocati di Nctm, di cui uno al primo posto."Siamo molto contenti dei risultati ottenuti dal nostro team di M&amp;A e dal riconoscimento del mercato. Con la chiusura del 2018 Nctm, dopo anni di costante piazzamento tra i primi tre studi più attivi sul mercato, ha consolidato la sua posizione di <em>leadership</em> nel numero di operazioni M&amp;A gestite in Italia", ha dichiarato<strong> Paolo Montironi</strong>, <em>Senior Partner</em> di Nctm Studio Legale.</p>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Tue, 08 Jan 2019 05:47:19 +0100</pubDate>
                        <title>Per l&#039;auto elettrica a nozze colosso Usa e la Smre di Perugia</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/per-lauto-elettrica-a-nozze-colosso-usa-e-la-smre-di-perugia</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p></p><h1>La leader delle rinnovabili SolarEdge rileva il 51% del "gioiellino" umbro</h1><h2>Investimento da 77 milioni di euro per la metà in contanti e sul restante 49% sarà lanciata un'Opa</h2>MILANO Non l'hanno certo comprata per la produzione di macchine industriali per il taglio o per la saldatura. Se il gruppo americano SolarEdge, leader nel settore delle tecnologie per le rinnovabili specializzata in inverter che migliorano l'efficienza dei pannelli solari ha deciso di investire 77 milioni di euro in Smre, Pmi italiana di Umbertide (provincia di Perugia), l'ha fatto per un terzo ramo d'azienda: la produzione di componenti per veicoli elettrici.Per quanto di dimensioni finanziarie contenute, l'operazione ha un suo grande valore simbolico: spiega come meglio non potrebbe la transizione energetica in corso, declinata nel mondo dei trasporti.<img class=" wp-image-11602 alignleft" src="https://www.nctm.it/wp-content/uploads/2019/01/Schermata-2019-01-08-alle-11.35.32.png" alt width="411" height="566">Fondata nel 1999, dopo aver prodotti per anni macchinari industriali, Smre ha iniziato a scommettere da una decina d'anni anche nelle "soluzioni per l'elettromobilità": motociclette, veicoli commerciali e camion. Con soluzioni di vario tipo: dai gruppi propulsori alle unità di comando del motore, dalla scatola del cambio alle batteria, a unità di controllo del veicolo e software dedicati.E lo ha fatto con buoni risultati, se sono arrivati dall'America per rilevare il 51% delle azioni Smre in mano ai fondatori: la metà dei 77 milioni verrà versata in contanti e l'altra metà in azioni della stessa SolarEdge. Per il restante 49 %, la società Usa - seguita nell'operazione dallo studio legale Nctm lancerà un'Opa, visto che Smre è quotata all'Aim, il listino di Piazza Affari dedicato alle Pmi. SolarEdge, per quanto è stato possibile ricostruire, intende in questo modo sbarcare nel mercato (non solo europeo) dell'auto elettrica, confermando una strategia iniziata con la recente acquisizione di una società coreana del settore dell'e-mobility.La notizia dell'investimento in Italia non dovrebbe sorprendere più di tanto.E, sicuramente, non sorprende gli addetti ai lavori. Perché nonostante l'Italia sia ancora in coda alle classifiche europee per numero di veicoli elettrici in circolazione, è cresciuta negli anni una filiera legata alla nuova mobilità. Secondo i dati di un recente studio redatto dalla società The European House Ambrosetti per conto di Enel X (la divisione dell'ex monopolista nata proprio per sviluppare le nuove soluzioni tecnologiche in campo elettrico), l'indotto potenziale della filiera legata alla cosiddetta "emobility" nel nostro paese potrebbe riguardare 160mila imprese e 820mila occupati. Stiamo ovviamente parlando di un indotto molto "allargato": si va dalla produzioni di veicoli di tutti i tipi (anche a due ruote) alle infrastrutture di ricarica, dalle batterie all'Ict. Complessivamente - sempre secondo lo studio che prende in considerazione lo sviluppo da qui al 2030 - il giro d'affari copre fino a 420 miliardi di euro, con un tasso di crescita che nell'ultimo anno ha raggiunto il 9,9 % rispetto al 2017, contro il più 2 per cento dell'intero comparto manifatturiero. L'unica nota, per così dire, stonata riguarda il fatto che i capitali che hanno scommesso su Smre arrivano dall'estero, dagli Stati Uniti in questo caso. Ma è una considerazione fatta anche troppo volte negli ultimi anni. Foto: Quotata al Nasdaq SolarEdge produce inverter e altre componenti per impianti fotovoltaici, è quotata al Nasdaq.&nbsp;<em>Tratto da La Repubblica</em>]]></content:encoded>
                        
                            
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                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                        
                        
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                        <pubDate>Fri, 21 Dec 2018 04:25:24 +0100</pubDate>
                        <title>Nctm per l’acquisizione di Glaston Tools</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/acquisizione-di-glaston-tools-bavelloni</link>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nctm ha assistito Bavelloni, azienda attiva nel settore delle macchine utensili per la lavorazione del vetro, che ha siglato un accordo con Glaston Corporation, azienda finlandese operante nel settore delle macchine per il trattamento termico del vetro e quotata alla Borsa di Helsinki, per l’acquisizione del 100% delle quote di Glaston Tools.<img class=" wp-image-11565 alignleft" src="https://www.nctm.it/wp-content/uploads/2018/12/20181221_GlastonTools-TopLegal.png" alt width="254" height="272">Nctm ha agito con un team coordinato da <strong>Matteo Trapani,</strong> coadiuvato da <strong>Michela Merella</strong>.Sequor Capital Management, ha agito come financial advisor per Glaston Corporation con un team guidato da Marco Celani con Leonardo D’Ambrosio.Glaston Tools, che si chiamerà Bavelloni Tools, è una società specializzata nella produzione e commercializzazione di utensili per la lavorazione del vetro e delle pietre naturali.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<em>Tratto da<a href="https://www.toplegal.it/news/2018/12/20/25107/nctm-per-lacquisizione-di-glaston-tools" target="_blank" rel="noreferrer"> TopLegal</a></em></p>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Tue, 07 Aug 2018 07:35:46 +0200</pubDate>
                        <title>Private equity: Alpha raggiunge accordo per controllo Calligaris</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/pecalligaris</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>PRIVATE EQUITY: ALPHA RAGGIUNGE ACCORDO PER CONTROLLO CALLIGARISMILANO (MF-DJ)--Alpha Private Equity Fund 7 ha raggiunto un accordo per l'acquisizione dalla famiglia Calligaris del controllo del gruppo Calligaris. Il perfezionamento dell'operazione, che e' soggetto a condizioni di legge spiega una nota, e' previsto che avvenga in autunno. Nell'ambito dell'operazione e' previsto il re-investimento da parte della famiglia Calligaris, che continuera' a detenere una partecipazione del 20% nel gruppo. Inoltre, Alessandro Calligaris, alla guida dell'azienda sin dal 1966, manterra' il ruolo di Presidente della societa'. Alpha e la famiglia Calligaris intendono rafforzare ulteriormente il ruolo di leadership internazionale del gruppo, anche attraverso acquisizioni mirate nel settore dell'arredamento e tramite espansione negli attuali mercati di riferimento, facendo leva sull'expertise di prodotto maturata da Calligaris in oltre 95 anni di storia e sulla capillare rete di distribuzione su scala globale. Alpha e' stata assistita nell'operazione da Pedersoli Studio Legale, Deloitte, Bain &amp; Company e da Essentia Advisory, in qualita' di advisor sul debito. La famiglia Calligaris e' stata assistita da Nctm Studio Legale.<em>Tratto da <a href="http://finanza.tgcom24.mediaset.it/news/dettaglio_news.asp?id=201808031952001798&amp;chkAgenzie=PMFNW" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Finanza-Tgcom24</a></em>La famiglia Calligaris è stata assistita da Nctm Studio legale per la parte italiana dell’operazione, e dallo Studio EHP per gli aspetti di diritto Lussemburghese relativi al re-investimento. Il team di Nctm è composto per gli aspetti corporate M&amp;A da <strong>Riccardo Papetti</strong>, <strong>Laura Cinquini</strong> e <strong>Mario Bonferroni</strong>. <strong>Giovanni de' Capitani di Vimercate</strong> ha seguito i profili finanziari e <strong>Barbara Aloisi</strong>, con <strong>Irene Aquili</strong>, le problematiche fiscali.</p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Bancario e Finanziario</category>
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                                <category>Tributario</category>
                            
                        
                        
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                        <pubDate>Fri, 06 Jul 2018 09:45:51 +0200</pubDate>
                        <title>&lt;i&gt;Legal Rankings Bloomberg&lt;/i&gt;: Nctm si conferma al primo posto per numero di operazioni M&amp;A e raggiunge il podio anche nelle quotazioni AIM</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/legal-rankings-bloomberg-nctm-si-conferma-al-primo-posto-per-numero-di-operazioni</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1° <em>half</em> 2018, Nctm si conferma al primo posto nella classifica <em>Italy Announced Deals (By Deal Count) - Legal Rankings “Global M&amp;A Market Review</em>”, mantenendo la posizione già raggiunta nel primo <em>quarter.</em>Lo Studio guida il <em>ranking</em> da più di tre anni: nel report <em>full year</em>, infatti, Nctm è risultato primo nel 2015, nel 2016 e nel 2017.Nctm ha inoltre ottenuto il secondo posto nella classifica <em>AIM Equity Offerings: Legal Adviser - Issuer Ranked by Deal Count - League Tables “Global Legal Advisers”</em>.Bloomberg è uno dei principali osservatori dell’area M&amp;A e pubblica periodicamente i <em>ranking</em> degli <em>advisor</em> legali che hanno seguito le operazioni più importanti del periodo analizzato.<img class=" wp-image-10149 aligncenter" src="https://www.nctm.it/wp-content/uploads/2018/07/20180704_Bloomberg.jpg" alt width="929" height="696"></p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Capital Markets</category>
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                        
                        
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                        <pubDate>Mon, 23 Apr 2018 11:35:06 +0200</pubDate>
                        <title>Digital360 completa l&#039;acquisizione del 51% di ServicePro Italy ed IQ Consulting</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/digital360-acquisizione-servicepro-iq-consulting</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><em>Tratto da FTA Online</em>Digital360, società quotata sul mercato AIM Italia – Mercato Alternativo del Capitale, organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A. ("AIM Italia"), facendo seguito a quanto reso noto al mercato in data 6 marzo 2018 e 27 marzo 2018, comunica che si è perfezionata, in data 18 aprile 2018, l'acquisizione del 51% del capitale sociale di IQ Consulting S.r.l. ("IQC"), spin-off accademica attiva nel campo dell'Industria 4.0 e del Supply Chain Management, e del 51% del capitale sociale di ServicePro Italy S.r.l. ("ServicePro"), marketing agency "full service" specializzata nella realizzazione di eventi complessi e nella gestione di campagne di demand e lead generation.<img class=" wp-image-9485 alignleft" src="https://www.nctm.it/wp-content/uploads/2018/04/20180423_Digital360.jpg" alt width="335" height="208">(...)Grazie al nuovo perimetro di consolidamento, il Gruppo Digital360 pone le basi per un importante ulteriore sviluppo nel 2018 e negli anni a venire. Le tre acquisizioni, infatti, rafforzano le competenze ed il posizionamento sul mercato in alcune aree strategiche del core business di Digital360: la marketing automation e i nuovi servizi di digital marketing outsourcing; l'industria 4.0 e la trasformazione digitale delle imprese industriali; la realizzazione di eventi complessi e la gestione di campagne di demand e lead generation. Digital360 è stata assistita dallo studio legale <strong>Nctm</strong>, nelle persone di <strong>Lukas Plattner</strong>, partner, <strong>Eleonora Sofia Parrocchetti</strong>, managing associate e<strong> Isabella Antolini</strong>, associate.</p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                        
                        
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                        <pubDate>Thu, 19 Apr 2018 04:48:47 +0200</pubDate>
                        <title>Doing business in Italy</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/doing-business-in-italy</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Raffaele Caldarone ha risposto a una serie di domande per Thomson Reuters, dove affronta sotto differenti punti di vista, l'approccio al business in Italia: dal sistema giuridico al panorama per gli&nbsp;investimenti esteri, comprese restrizioni, regolamenti e incentivi e veicoli commerciali.L'articolo riassume inoltre le leggi che regolano i rapporti di lavoro&nbsp;e fornisce una breve panoramica su Diritto della concorrenza, protezione dei dati, Sicurezza e Responsabilità.<a href="https://www.nctm.it/wp-content/uploads/2018/04/Doing-business-in-Italy.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Qui l'articolo completo in inglese</a>Testo tratto da <a href="https://uk.practicallaw.thomsonreuters.com/Document/I2ef12ae61ed511e38578f7ccc38dcbee/View/FullText.html?navigationPath=Search%2Fv1%2Fresults%2Fnavigation%2Fi0ad7401600000162d92e898e365fee00%3FNav%3DKNOWHOW_UK%26fragmentIdentifier%3DI2ef12ae61ed511e38578f7ccc38dcbee%26startIndex%3D1%26contextData%3D%2528sc.Search%2529%26transitionType%3DSearchItem&amp;listSource=Search&amp;listPageSource=91492b0c068c602129b36a7d432f6faf&amp;list=KNOWHOW_UK&amp;rank=1&amp;sessionScopeId=bf92be179481200057f2890fe405bd60f5efca1cdfd75669caac480663389089&amp;originationContext=Search+Result&amp;transitionType=SearchItem&amp;contextData=%28sc.Search%29&amp;navId=14E44E3981A378600F0D4E1E37BC771A&amp;comp=pluk" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Thomson Reuters Practical Law</a></p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Corporate and Commercial</category>
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                        
                        
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                        <pubDate>Wed, 28 Mar 2018 09:52:44 +0200</pubDate>
                        <title>Club deal di investitori entra in Step: tutti gli advisor</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/club-deal-di-investitori-entra-in-step-tutti-gli-advisor</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><em>Tratto da&nbsp;Legalcommunity</em>Un club deal di investitori privati ha acquisito il 45% di <strong>Step</strong>, gruppo italiano attivo nell’e-procurement e nei servizi informatici per banche e assicurazioni, con un fatturato di circa 60 milioni di euro nel 2017 e circa 7 milioni di EBITDA, da Fabrizio Crespi Morbio, Paolo Faina e Gregorio Cicogna Mozzoni. Promotori dell’operazione sono stati Stefano Miccinelli, Stefano Trentino, Marco Forasassi Torresani, Renato Peroni e Cristiano Portas.<img class=" wp-image-8972 alignleft" src="https://www.nctm.it/wp-content/uploads/2018/03/20180328_legalcommunity-Step.jpg" alt width="318" height="286">L’operazione è stata realizzata tramite la costituzione della newco Jupiter, che ha acquisito il 100% di Step dai manager-azionisti, i quali hanno poi reinvestito in Jupiter per il 55% del suo capitale sociale.Le banche finanziatrici sono state Crédit Agricole Cariparma (anche nel ruolo di banca agente) e Mediocredito Italiano (Gruppo Intesa Sanpaolo).Advisor finanziario dei venditori è stata Fineurop Soditic, mentre i promotori sono stati supportati da Cassiopea Partners e da Essentia per il debito bancario. New Deal Advisors e LTP hanno assistito la società per le attività di due diligence finanziaria e di business.Per gli aspetti legali,&nbsp;Jupiter è stata assistita da CMS, con un team composto da Massimo Trentino, Lorenzo Bocedi, Edoardo Marangoni e Francesco di Luca).I venditori Fabrizio Crespi Morbio, Paolo Faina e Gregorio Cicogna Mozzoni e Step sono stati assistiti da <strong>Nctm</strong> con <strong>Paolo Gallarati</strong>, <strong>Michele Motta</strong> e <strong>Marco Cosa</strong> per i profili&nbsp;corporate, e per i profili banking da <strong>Matteo Gallanti</strong> e <strong>Ilaria Parrilla</strong>.Pavia e Ansaldo, con Marina Balzano e Giulio Asquini ha assistito le banche finanziatrici.</p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                        
                        
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                        <pubDate>Wed, 21 Feb 2018 03:38:29 +0100</pubDate>
                        <title>&quot;È la italo-cinese IH Hotels la catena a gestione diretta con più stanze in Italia&quot;</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/e-la-italo-cinese-ih-hotels-la-catena-a-gestione-diretta-con-piu-stanze-in-italia</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><em>Tratto da&nbsp;La Repubblica - Affari&amp;Finanza</em>«Abbiamo colto questa opportunità di crescita che ci consente di essere presenti in tutta Italia: gli asset di IH Hotels Group sono prevalentemente al nord con una clientela business e leasure, invece il portafoglio di Pdv, Piazza di Spagna View, comprende asset in altre località, a Courmayer, in Val d'Aosta, a Roma e al Sud, in Puglia e Sicilia, con due alberghi nelle isole, siti che a noi mancavano»: Francesco Hu, imprenditore alberghiero, è appena uscito da un convegno all'Università Bocconi sul turismo e l'hotellerie. I dati presentati gli danno ragione: il turismo è in crescita, in Italia e nel mondo, il settore dell'ospitalità è in fermento e l'acquisto delle 12 strutture recettive a 4 e 5 stella di proprietà di Pdv, Piazza di Spagna View, appena realizzato, si presenta come un investimento dal grande potenziale di sviluppo in un mercato molto dinamico.<img class=" wp-image-8378 alignleft" src="https://www.nctm.it/wp-content/uploads/2018/02/20180221_AF_iH.png" alt width="401" height="373">Trentacinque anni, una laurea alla Bocconi, Francesco Hu rappresenta i cinesi di secondo generazione, cresciuti in Italia da genitori immigrati, parlano perfettamente italiano con la sfumatura tipica dell'area in cui sono cresciuti. A questa generazione è stata addirittura dedicata una serie tv di grande successo.Stile occidentale, con il cuore in Cina, Francesco e suo fratello Michele, anche lui laureato alla Bocconi, insieme alla famiglia Wen, hanno creato un gruppo di origine cinese, ma giuridicamente italiano. Nel portafoglio di IH Hotels ci sono: a Milano, Hotel Gioia e Hotel Ambasciatori, in pieno centro dove «si può toccare il duomo», come sottolinea Hu; l'Admiral di Padova, 4 strutture in Toscana, di cui 2 a Firenze e 1 resort a Pian dei Mucini, Grosseto. Infine un altro in apertura, Hotel Majestic in centro a Firenze. IH, inoltre, ha creato il primo mall cinese, in via Paolo Sarpi, la chinatown meneghina, a due passi da Corso Como e Piazza Gae Aulenti, area a forte crescita, con il grattacielo di Unicredit, il Bosco verticale, e la Torre Diamante del gruppo Bnp Paribas. Il mall è a pochi isolati dal negozio di "dumpling", ravioli, dove c'è sempre la fila di italiani, famoso perché i ripieni sono fatti con la carne del macellaio a fianco, di allevamento italiano.Lo scorso anno, secondo rilevazioni Jll H&amp;H group realizzate per Affari &amp; Finanza, il nostro paese ha messo in moto transazioni alberghiere per 1.100 milioni di euro, con operazioni sia di portafoglio che di singoli asset e in prevalenza movimentate da società straniere. Gli asset più ricercati sono nelle principali città e in centro (32%), dove i ricavi sono in aumento; poi c'è la caccia ai "prime resort" (30%) e ai "trophy", ovvero immobili che si identificano con la città in cui si trovano e con una rilevanza storico-architettonica che li rende un'icona a livello internazionale. Come la "luxury guest house", come si definisce, senza stelle, ma con affaccio diretto sulla scalinata di Piazza di Spagna, a Roma: un edificio dal valore inestimabile, nel portafoglio di Piazza di Spagna View, che conta tra l'altro anche l'Hotel Cicerone e l'Hotel Borgia, sempre nella Capitale. «C'erano altre offerte, anche di grandi operatori internazionali del turismo», racconta <strong>Elsa Gentile</strong>, avvocato dello studio legale <strong>Nctm</strong>, che ha curato l'operazione. Spiega Gentile: «IH Hotels Group è stato il più veloce, ha capito l'importanza di Piazza di Spagna View, una delle compagnie di maggior successo, hanno bruciato la due diligence ai primi di dicembre, a gennaio l'operazione era conclusa. Una transazione del valore di 20 milioni, calcolando il debito, per asset che complessivamente fatturano 34 milioni di euro».Le operazioni di portfolio stanno diventando più numerose di quelle di singoli asset, segnala JJl H&amp;H. Ma l'Italia presenta un sistema di offerta ancora estremamente frammentato, con brand internazionali limitati rispetto a mercati europei più evoluti. In questo scenario l'operazione di IH Hotels Group acquista un ruolo di spicco, nasce una catena di peso: «La prima a gestione diretta in Italia per numero di stanze, oltre 3000», afferma Hu. Un network che può contare su economie di scala e creare un brand di rilievo mondiale. «Abbiamo subito capito che Francesco Hu era l'acquirente perfetto, personaggio smart e con una grande fiuto per gli affari, la personalitò giusta per far espandere il business a livello internazionale», commenta Mauro Piccini, fondatore di Piazza di Spagna View, operatore turistico di lungo corso, che ha diretto a lungo la divisione alberghiera di Alpitour prima, e poi l'intero gruppo. Piccini, dopo la vendita di Pdv, resta comunque vicepresidente.«Ora miriamo ad espanderci nelle principali capitali europee come Londra e Parigi», racconta Hu. Ma il grande balzo sarà l'approdo in Cina. «Esporteremo il marchio Piazza di Spagna View a Shanghai -afferma Hu- proponendoci ambasciatori del settore ospitalità del made in Italy». Un obiettivo lungimirante. Sono sempre di più i turisti cinesi in giro per il mondo, ma prediligono realtà capaci di farli sentire a casa. Un brand dallo stile italiano ma con forte presa cinese si presenta come il ponte ideale per traghettare i visitatori del Dragone.</p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                                <category>Real Estate</category>
                            
                        
                        
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                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-5836</guid>
                        <pubDate>Tue, 06 Feb 2018 10:28:29 +0100</pubDate>
                        <title>Nctm guida la classifica di Mergermarket sui migliori avvocati dell’anno ed è scelto per dare l’&lt;i&gt;outlook&lt;/i&gt; sul mercato Italiano</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/nctm-guida-la-classifica-di-mergermarket-sui-migliori-avvocati-dellanno-ed-e-scelto-per-dare-loutlook-sul-mercato-italiano</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mergermarket</strong> ha reso pubblici i risultati di un anno di analisi e monitoraggio del mercato italiano. <strong>Nctm</strong> guida la classifica per numero di&nbsp;deal&nbsp;per avvocato&nbsp;ed è anche lo studio con il risultato combinato migliore, tra i&nbsp;top 15 ranked&nbsp;dei team <strong>M&amp;A</strong>, con 22 operazioni considerate nel&nbsp;documento,&nbsp;per un valore di 589 milioni di euro.Mergermarket ha inoltre scelto Nctm per l’<a href="https://www.nctm.it/news/rassegna-stampa/mergermarket-league-top-italian-2017-individual-legal-advisers" target="_blank" rel="noreferrer">intervista sull’outlook&nbsp;2018</a> sull’M&amp;A in Italia.<img class="alignnone size-full wp-image-8122" src="https://www.nctm.it/wp-content/uploads/2018/02/Schermata-2018-02-05-alle-18.11.32.png" alt><a href="https://www.nctm.it/wp-content/uploads/2018/02/Mergermarket-League-Top-Italian-2017-individual-legal-advisers.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Scarica il PDF</a></p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                        
                        
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                    <item>
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                        <pubDate>Mon, 05 Feb 2018 11:16:12 +0100</pubDate>
                        <title>Mergermarket League: Top Italian 2017 individual legal advisers</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/mergermarket-league-top-italian-2017-individual-legal-advisers</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><i>This is a review of 2017’s most prolific Italian individual legal advisers.&nbsp;</i><b>Pietro Zanoni, Partner at NCTM</b>, who was Italy's most prolific legal adviser in 2017, comments on the opportunities and activity expected in the coming 12 months:<b>Do you expect M&amp;A activity to be stronger or weaker in your region in 2018 compared to last year?&nbsp;</b>Thanks to a strong pipeline and based on the enthusiasm showed by clients, I am optimistic and expect an acceleration of M&amp;A and private equity activity in 2018 – at least for the first half of the year. Actually, <b>NCTM’s </b>overall pipeline shows an increase in the average size of the buyouts, rather than in the number of deals. This bullish outlook might be explained by a number of factors, including: aggressiveness of domestic and foreign investors in pursuing targets in all sectors (especially the industrial manufacturing sector), stability of interest rates and lucrative transaction multiples for sellers.<b>Will Brexit have a significant impact on M&amp;A this year?&nbsp;</b>Despite the market uncertainty following Britain’s decision to leave the European Union, I have not yet identified the material impact of ‘Brexit’ on M&amp;A levels in Italy. This, however, does not mean that eventually the withdrawal of the United Kingdom will not have implications for M&amp;A and ECM transactions across Europe, including Italy. It is just too early to say what these implications will be on any area of law. A lot, of course, depends on the outcome of the negotiations between London and Brussels, and the fact that the EU leaders agreed to move onto the second phase of the talks does not shed much light on the situation.Actually, the hard part comes now. For sure, once the withdrawal procedure has come to an end, investors will not be able to count on most of the European laws and regulations that have facilitated certain M&amp;A transactions across the English Channel. For instance, cross-border mergers between Italian and UK companies – which are now permitted under the EU Merger Directive – may become impossible. But I do not think that even a ‘hard Brexit’ will cause insurmountable difficulties on M&amp;A activity. Moreover, if one of the effects of ‘Brexit’ is that many financial investors relocate in the European Union, the flow of inbound investments now coming from Britain will drop.<b>Based on your pipeline, where are the bidders coming from and where are the companies in your region looking to buy?&nbsp;</b>From what I have been seeing in my pipeline, most of the foreign investors are coming from the United States, other EU countries, Switzerland and China (including Hong Kong). Italian companies are mainly looking for potential targets for strategic growth in the EU, US or in emerging markets. Iran is expected to be more and more important as a region to invest for Italian companies.<b>What kind of cross-sector deals can be expected this year?&nbsp;</b>In August 2017, the Italian Parliament passed a new law (law no. 124/2017) which, among other things, has removed many of the previous restrictions on the ownership and management of pharmacies in Italy. Thanks to this reform, companies are now allowed to own one or more pharmacies (including the relevant authorisations), up to 20% of the pharmacies located within the same region. Clearly, the new law opens the door to private investors willing to establish pharmacy retail chains in Italy. This might cause retail chains to integrate horizontally or distributors to integrate vertically in this sector.<b>Do you expect PE activity to accelerate in your region? Do you expect more IPOs this year than last?&nbsp;</b>During1Q18, I would expect to still see more exits. IPOs are flourishing in the Italian market. 2017 has been one of the best years ever in terms of the number of companies listed, and 2018 is expected to be an even stronger year than 2017, anticipating approximately 50 IPOs. The market has greatly benefited from the introduction of so-called PIR investment plans, aimed at boosting inflows into SMEs by providing tax incentives for investments in Italian stocks and bonds.Click on hyperlinked names and login with your MM account details to Profiler to see their full profiles, including past deals and relationships. Download the Profiler app here, exclusively available to Mergermarket subscribers.<img class="alignnone size-full wp-image-8122" src="https://www.nctm.it/wp-content/uploads/2018/02/Schermata-2018-02-05-alle-18.11.32.png" alt>Source: Mergermarket<i>Global Deal Criteria: Deals considered for the rankings have been announced in 2017, where either the bidder, target, vendor is based in the ranking’s geography. All data is based on transactions over USD 5m and which are available on Mergermarket’s M&amp;A deals database. Deals with undisclosed deal values are included where the target’s turnover exceeds USD 10m. Deals where the stake acquired is less than 30%, or 10% in Asia-Pacific, will only be included if the value is greater than USD 100m.&nbsp;</i>&nbsp;<a href="https://www.nctm.it/wp-content/uploads/2018/02/Mergermarket-League-Top-Italian-2017-individual-legal-advisers.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Scarica il PDF</a></p>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Tue, 23 Jan 2018 05:05:58 +0100</pubDate>
                        <title>League Tables 2017: primato italiano per Nctm</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/league-table-2017-primato-italiano-per-nctm</link>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Le principali <em>League Tables</em> a livello globale hanno pubblicato le classifiche M&amp;A relative al 2017: Nctm é al primo posto in tre categorie, salendo di posizione in un totale di 8 categorie.<img class="wp-image-7901 alignright" src="https://www.nctm.it/wp-content/uploads/2018/01/20180123_LeagueTables_Nctm-1.jpg" alt width="388" height="549"><em>Reuters</em>&nbsp;ha indicato Nctm primo&nbsp;nella sezione&nbsp;<strong>Reuters Mid-Market M&amp;A Review, Full Year 2017, Italy</strong>, con 63 deal portati al <em>closing</em> e primo nella&nbsp;<strong>Reuters Small Cap M&amp;A Review, Full Year 2017, Italy</strong>&nbsp;con 57 deal.Sempre per Reuters, Nctm risulta l’unico studio legale italiano ad aggiudicarsi un posto nelle classifiche&nbsp;<strong>Mid-Market M&amp;A</strong>&nbsp;e<strong>&nbsp;Small Cap M&amp;A&nbsp;</strong>di Spagna e Francia.Lo Studio&nbsp;resta al primo posto dal 2016 anche nella classifica di&nbsp;<em>Bloomberg</em>&nbsp;nella sezione&nbsp;<strong>Global M&amp;A Market Review for 2017, Italy&nbsp;</strong>con 51 deal.<em>Mergermarket&nbsp;</em>classifica Nctm al secondo posto nel&nbsp;<strong>Global &amp; Regional M&amp;A Report FY 2017&nbsp;</strong>con 53 deal conclusi.</p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                        
                        
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                        <pubDate>Thu, 18 Jan 2018 06:17:55 +0100</pubDate>
                        <title>Digital360: perfeziona acquisizione 51% di Effettodomino</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/digital360-perfeziona-acquisizione-51-di-effettodomino</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><em>Tratto da Milano Finanza</em>Il gruppo <strong>Digital360</strong>&nbsp;<i class="tooltip-mercati"></i> - matricola dell'Aim Italia attiva nell'offerta B2B di contenuti editoriali, lead generation, eventi e coaching nell'ambito della digital transformation - ha perfezionato l'acquisizione del 51% di Effettodomino, societa' attiva nel digital marketing e nella lead generation on line.<img class=" wp-image-7800 alignleft" src="https://www.nctm.it/wp-content/uploads/2018/01/20180118_RS_MF_Digital360.jpg" alt width="339" height="209">Effettodomino, spiega una nota, e' una societa' innovativa specializzata nell'accompagnamento delle aziende nei processi di marketing attraverso l'implementazione di strategie digitali, con un focus specifico sulla 'Marketing Automation', mercato in forte crescita che, attraverso sofisticate piattaforme software, consente di gestire tutti i processi di marketing on line fino alla generazione di nuovi clienti.L'ingresso di Effettodomino nel perimetro di Digital360&nbsp;<i class="tooltip-mercati"></i>consentira' di ampliare l'offerta di servizi online del gruppo consentendo la creazione di sinergie senza necessita' di ulteriori investimenti. Effettodomino ha registrato nel 2016 ricavi per 650 mila euro, Ebitda di 35 mila euro e una Pfn al 31/12 positiva per circa 80 mila euro. In base all'accordo e' stata corrisposta oggi la prima tranche da 250.000 euro, mentre la seconda sara' pagata entro 12 mesi da oggi, a condizione che il rapporto di collaborazione con il venditore Davide Marasco non sia interrotto prima.Digital360&nbsp;<i class="tooltip-mercati"></i> e' stata assistita dallo studio legale <strong>Nctm</strong>, nelle persone di <strong>Lukas Plattner</strong>, partner, ed <strong>Eleonora Sofia Parrocchetti</strong>, associate.</p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                        
                        
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                        <pubDate>Mon, 23 Oct 2017 09:49:36 +0200</pubDate>
                        <title>Sesa avanza nell’It e compra la maggioranza di Tech-Value</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/sesa-avanza-nellit-e-compra-la-maggioranza-di-tech-value</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><em>Tratto da il Sole 24 Ore</em>Sesa&nbsp;si rafforza nel settore&nbsp;software e system integration. Il gruppo empolese, leader in Italia nell’ambito delle soluzioni It a valore aggiunto per il segmento business e professionale, ha sottoscritto ieri un accordo per l’acquisto del 51% del capitale di una società di nuova costituzione in cui sarà conferito il 78% di <strong>Tech-Value</strong>, società specializzata nella fornitura di servizi It per aziende del settore manifatturiero e a sua volta quotata su Aim Italia.<img class="wp-image-6659 alignleft" src="https://www.nctm.it/wp-content/uploads/2017/10/20171023_Sole24_TechValue.jpg" alt width="258" height="310">L’operazione, condotta per mezzo della controllata Var Group e del valore complessivo di 5,3 milioni, sarà perfezionata entro il 31 gennaio prossimo attraverso una procedura che prevede prima il conferimento del 78% delle azioni Tech-Value da parte dei fondatori Elio Radice e Marco Mortali e successivamente, nella seconda metà di novembre, il lancio da parte di Newco di un’offerta offerta pubblica di acquisto sulle rimanenti azioni a un prezzo di 4,15 euro, nonché sulla totalità dei warrant Tech-Value per un prezzo unitario di 0,13 euro. L’obiettivo finale è la revoca dalle negoziazioni su Aim Italia delle azioni Tech-Value, procedura che sarà avviata nel caso in cui il livello di adesione all’offerta dovesse consentire a Newco di detenere almeno il 90% delle azioni ordinarie. I soci fondatori di Radice e Mortali manterranno la carica di presidente esecutivo e consigliere delegato di Tech-Value e avranno la facoltà di esercitare un’opzione&nbsp;put&nbsp;per la vendita a Var Group dell’intera partecipazione nel mese di settembre 2023 o due anni dopo.(...)Da parte sua Tech-Value, società con oltre 1.000 clienti e 120 risorse distribuite nelle numerose sedi italiane e a Barcellona, rafforzerà il proprio percorso di crescita che prevede l’ulteriore espansione anche sui mercati esteri e manterrà un’entità giuridica separata con una propria autonomia gestionale.(...)</p>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Fri, 20 Oct 2017 11:49:12 +0200</pubDate>
                        <title>Italgas si consolida e acquisisce il 100% di Enerco Distribuzione</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/italgas-si-consolida-e-acquisisce-il-100-di-enerco-distribuzione</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><em>Tratto da il Sole 24 Ore</em><strong>Italgas</strong> manda in archivio l'acquisizione del 100% di Enerco Distribuzione, società padovana con una rete di oltre 800 chilometri di condotte e 30mila utenze, attiva nel settore della distribuzione nelle province di Padova e Vicenza. La società torinese ha infatti annunciato ieri un accordo vincolante con H2C per assicurarsi l'operatore veneto. È la prima acquisizione dell'azienda guidata da Paolo Gallo con un'iniziativa propria a due anni e mezzo dall'ultima operazione datata 2015, quando Italgas rilevò il controllo totale di Acam Gas, di cui già deteneva il 49%.<img class=" wp-image-6651 alignleft" src="https://www.nctm.it/wp-content/uploads/2017/10/20171020_Sole24_Italgas.jpg" alt width="240" height="297">«Questa acquisizione spiega il ceo Gallo al Sole 24 Ore viene da lontano e da un'analisi di mercato che abbiamo condotto con l'obiettivo di individuare dei piccoli operatori attivi nella distribuzione del gas. A valle di questo screening, abbiamo effettuato i primi contatti: alcuni hanno risposto positivamente e abbiamo avviato una negoziazione per acquisirne gli asset». L'operazione su Enerco che ha visto Rothschild affiancare Italgas in qualità di advisor finanziario, con <strong>Nctm</strong> come consulente legale, mentre il venditore è stato assistito da Equita è dunque la prima del genere ad essere conclusa e avviene in un mercato molto frammentato in cui operano oltre 200 soggetti.«È un tipico deal che porta due vantaggi prosegue Gallo . Da un lato, crea valore per gli azionisti di Italgas. E, dall'altro, consente un consolidamento degli operatori più piccoli che, per mancanza di requisiti tecnici o finanziari, non potrebbero partecipare alle gare». Il target della società sono infatti soggetti con tali caratteristiche e che operano tendenzialmente in zone d'interesse, vale a dire in quelle aree in cui Italgas è già presente. Quanto ai numeri di Enerco, titolare di 27 concessioni, la valorizzazione è stata fissata in 51 milioni di euro che saranno corrisposti, al netto del debito, interamente per cassa al closing dell'operazione previsto entro la fine del 2017.(...)</p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                        
                        
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                        <pubDate>Mon, 02 Oct 2017 09:20:20 +0200</pubDate>
                        <title>Alcedo acquisice Agrimaster: Alantra, Bird &amp; Bird, Lombardi Segni, Nctm, Russo De Rosa Associati e Studio Gusmitta &amp; Associati gli advisor</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/alcedo-acquisice-agrimaster-alantra-bird-bird-lombardi-segni-nctm-russo-de-rosa-associati-e-studio-gusmitta-associati-gli-advisor</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><em>Tratto da Diritto 24 - il Sole 24 Ore</em>Agrimaster, società bolognese leader nella progettazione, produzione e commercializzazione di macchinari ed attrezzature per il settore agricolo, entra nel portafoglio di <strong>Alcedo</strong>. Il fondo di private equity l'ha infatti rilevata da B4 investimenti, che in questi anni ha portato il gruppo emiliano a una forte crescita, rafforzata da acquisizioni, fino ad un giro d'affari di 27 milioni, di cui l'80% generato sui mercati esteri.<img class=" wp-image-6171 alignleft" src="https://www.nctm.it/wp-content/uploads/2017/10/20171002-Sole-Alcedo.jpg" alt width="282" height="384">Il valore del deal è pari a 30 milioni di euro.Advisor legale di Alcedo, lo studio Bird &amp; Bird con il partner Alberto Salvadè a guida di un team corporate composto dai Senior Associates Andrea Angelillis, Francesco Barbieri, Maurizio Pinto, Marco Muscettola e Riccardo Corbani, per la parte employment.Lo Studio Russo De Rosa Associati si è occupato della strutturazione dell'operazione e del supporto nella procedura di closing con un team coordinato dal partner Leo De Rosa e Federica Paiella.Al fianco di B4 Investimenti SGR ha agito lo studio Lombardi Segni e Associati con un team composto dal partner Ruggero Gambarota e dall'associate Adele Zito.L'operazione è stata finanziata da BPER Banca SpA come Bookrunner, Mandated Lead Arranger e Banca Agente, e Banca IFIS come Mandated Lead Arranger, affiancate da<strong> Nctm</strong> attraverso il partner <strong>Eugenio Siragusa.</strong>(...)</p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Bancario e Finanziario</category>
                            
                                <category>Corporate/M&amp;A</category>
                            
                        
                        
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                        <pubDate>Tue, 16 May 2017 12:04:31 +0200</pubDate>
                        <title>Sui patti di rinuncia all’azione di responsabilità verso gli amministratori</title>
                        <link>https://www.advant-nctm.com/news-e-approfondimenti/sui-patti-di-rinuncia-allazione-di-responsabilita-verso-gli-amministratori</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nei contratti di acquisizione di partecipazioni societarie sono ampiamente diffuse le clausole con cui l’acquirente, che assumerà il controllo della società, si impegna a non votare per l’esercizio dell’azione di responsabilità <em>ex</em> art. 2393 cod. civ., nonché ad astenersi dal promuovere azione di responsabilità a carico degli amministratori uscenti ai sensi degli art. 2393-<em>bis</em> cod. civ. e 2395 cod. civ. Resta aperto, tuttavia, il profilo della eventuale traslazione di tale previsione contrattuale in una delibera assembleare assunta ad esito del trasferimento della partecipazione di controllo da parte del nuovo socio acquirente.Sono altresì diffusi i c.d. patti di manleva, in forza dei quali l’acquirente si impegna a tenere indenni gli stessi amministratori dimissionari da ogni conseguenza patrimoniale derivante dall’esercizio di azioni di responsabilità nei loro confronti. Diversamente dai patti di rinuncia, la manleva non esclude che possa essere instaurata un’azione di responsabilità né esonera il soggetto manlevato dalla sua responsabilità, ma trasferisce a carico del manlevante il rischio connesso alle conseguenze di un accertamento positivo della responsabilità – contrattuale o extracontrattuale – del soggetto garantito. Tali patti, tuttavia, benché strettamente connessi ai patti di rinuncia, non rientrano nello <em>scope of work</em> del presente articolo e saranno oggetto di trattazione separata.Tornando ai patti di rinunzia, lo scopo è quello di preservare l’equilibrio patrimoniale raggiunto dalle parti mediante la previsione delle clausole di garanzia (le c.d. “representations and warranties”); si vuole evitare, infatti, che l’acquirente possa ottenere il duplice vantaggio dell’indennizzo e della reintegrazione del patrimonio sociale mediante un’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori.Si ritiene opportuno affrontare questo argomento non solo perché di interesse per la prassi, ma anche perché oggetto di recenti valutazioni nel dibattito giurisprudenziale e dottrinale.Sul tema occorre tuttavia agire con cautela a fronte del fatto che giurisprudenza e dottrina hanno alternato posizioni differenti nel corso degli anni.Il punto di partenza della ricognizione è rappresentato dall’art. 2393, comma 6, cod. civ. il quale prevede che, con delibera espressa dell’assemblea, la società possa rinunciare (e transigere) all’esercizio dell’azione di responsabilità, purché non si opponga una minoranza di soci che rappresenti almeno il quinto del capitale sociale o la diversa misura prevista nello statuto per l’esercizio dell’azione sociale di responsabilità.Ostile al riconoscimento della legittimità dei patti di rinunzia può sostanzialmente dirsi la giurisprudenza che, a partire dagli anni ’90 [cfr. Cass., 27 luglio 1994, n. 7030], ha rilevato la nullità di tali patti per violazione dell’interesse sociale (ossia l’interesse della società ad ottenere il ristoro a beneficio del proprio patrimonio) e per contrarietà alle finalità imposte inderogabilmente dalla legge. Successivamente tale indirizzo si è consolidato, tanto che la Suprema Corte [Cass., 28 aprile 2010 n. 10215] ha espressamente affermato la nullità di detti patti in quanto aventi oggetto (la prestazione inerente alla non votazione dell’azione di responsabilità) o motivi comuni illeciti perché la clausola sarebbe stipulata per far prevalere l’interesse soggettivo dei soci a discapito appunto dell’interesse sociale.In linea con la giurisprudenza di legittimità si è posto anche il Tribunale di Milano [Trib. Milano, 16 giugno 2014, n. 7946], il quale si è espresso per la nullità dei patti di rinuncia, muovendo dall’osservazione che, nella vicenda oggetto della controversia, l’obbligo di non esercitare l’azione assumeva in concreto un’equivalenza sostanziale con la rinuncia all’azione di responsabilità, dal momento che la società titolare dell’azione perdeva, per effetto dell’incorporazione della società acquirente nella stessa, ogni interesse ad agire in quanto contestualmente gravata dall’impegno di non proporre l’azione stessa.Anche la dottrina, seppur con diversità di accenti e argomenti rispetto alla giurisprudenza, ha più volte affermato la nullità dei patti in esame. Secondo un primo orientamento è nullo l’impegno assunto dal socio nei confronti dell’amministratore interessato, in quanto la situazione di conflitto verrebbe fatta propria dal promittente e l’impegno violerebbe la sostanza imperativa della norma [cfr. C. Cottino, <em>Le convenzioni di voto nelle società commerciali</em>, Milano, 1958, p. 247].Altra dottrina [G. Oppo, <em>Le convenzioni parasociali tra diritti delle obbligazioni e diritto delle società</em>, in <em>Riv. dir</em>. <em>civ.</em>, 1987, p. 517] muove dall’esigenza di rispettare la causa di collaborazione che giustifica l’esistenza della società e, pertanto, considera invalido qualsiasi patto volto a operare contro l’interesse sociale.Un altro indirizzo dottrinale ha ritenuto invalide le clausole che esonerano gli amministratori da una loro responsabilità anche in caso di colpa lieve, argomentando l’inderogabilità dell’art. 2392 cod. civ. e ancorandosi alla prescrizione dell’art. 1229 cod. civ. e alla natura di ordine pubblico delle norme sulla responsabilità degli amministratori in quanto poste a tutela di terzi [cfr. G.A. Rescio, <em>Convenzioni di voto: note a margine di recenti provvedimenti</em>, in <em>Riv. dir. priv.</em>, 1996, p. 122 ss.].Tutte queste teorie, tuttavia, non esauriscono il tema relativo ai patti di rinuncia all’azione di responsabilità, in quanto giurisprudenza e dottrina hanno elaborato anche teorie favorevoli al riconoscimento della legittimità di detti patti.La stessa giurisprudenza [Trib. Milano, 10 febbraio 2000] ha affermato che la delibera di rinuncia all’azione sociale di responsabilità potrebbe assumere efficacia liberatoria, purché contenga la concreta e specifica determinazione degli episodi di amministrazione integranti l’eventuale pretesa risarcitoria.Coerente con tale pronuncia il Tribunale di Roma [Trib. Roma, 28 settembre 2015, n. 19193] che, contrariamente a quanto affermato l’anno precedente dal citato Tribunale di Milano [cfr. Trib. Milano, 16 giugno 2014, n. 7946], ha riconosciuto la validità dei patti con i cui i soci s’impegnano a non deliberare l’azione di responsabilità nei confronti dell’amministratore uscente successivamente alla conclusione del suo mandato gestorio. Nel caso in questione il Tribunale ha riconosciuto la nullità dei soli patti aventi a oggetto la preventiva rinunzia all’azione di responsabilità rispetto a qualsiasi condotta che gli amministratori uscenti abbiano assunto nel corso del loro mandato.Tali osservazioni sono state condivise anche dalla dottrina che ha sostenuto la validità dei patti in esame argomentando in base alla legittimità dell’impegno a compiere atti o tenere comportamenti che, di per sé, possono essere frutto di libere determinazioni, vertendo su materia patrimoniale e in base all’assenza di principi inderogabili con i quali siano incompatibili [B. Visentini, <em>I sindacati di voto: realtà e prospettive</em>, in <em>Riv. soc.</em>, 1988, p. 15 ss.; A. Tina, <em>L’esonero da responsabilità degli amministratori di s.p.a</em>., Milano, 2008, p. 325 ss.]Inoltre è stato affermato, sempre in dottrina, come la rinuncia, oltre a essere espressa, debba anche avere un contenuto specifico; occorre, quindi, come affermato pure dalla citata giurisprudenza “possibilista”, che la delibera indichi le singole azioni e/o violazioni da cui derivano pretese risarcitorie da rinunciare (o transigere) dalla società, poiché solo in questo modo l’oggetto della rinuncia risulterebbe determinato o determinabile (art. 1346 cod. civ.) e l’assemblea potrebbe procedere a una cosciente valutazione della rinuncia [cfr. F. Bonelli, <em>Gli amministratori di s.p.a.</em>, Milano, p. 197].La posizione di maggior apertura è stata, però, assunta dalla dottrina più recente; in particolare, si è ritenuto opportuno distinguere tra norme volte a regolare il rapporto tra gli amministratori e la società e norme che disciplinano la responsabilità verso i creditori sociali, dal momento che le prime sono volte alla tutela del patrimonio sociale in funzione dell’interesse della collettività dei soci, mentre le seconde sono strumentali alla protezione dei creditori e dei terzi [A. Picciau, <em>Sulla validità dei patti parasociali di rinunzia all’azione di responsabilità e di manleva nelle s.p.a.</em>, in <em>Riv. soc.</em>, 2016, p. 301 ss.]. Secondo tale lettura pare coerente con il sistema delineato dal legislatore riconoscere all’art. 2393 cod. civ., che regola il rapporto tra l’organo amministrativo e la società, carattere derogabile, mentre del tutto autonomo e distinto permane il piano della responsabilità verso terzi e verso i creditori disciplinato all’art. 2394 cod. civ. [cfr. A. Picciau, loc. cit., p. 307].Quanto alla legittimità del patto di rinunzia alla luce delle norme procedurali di cui all’art. 2393 cod. civ. in tema di responsabilità, secondo stessa dottrina [ampiamente sul punto A. Picciau, loc. cit., p. 304 ss.] non paiono condivisibili le rigorose posizioni assunte dalla giurisprudenza che affermavano carattere imperativo a tali norme e ravvisavano nel patto in questione una loro violazione, in quanto la legge, assegnando alla collettività dei soci il potere di disporre del diritto al risarcimento dei danni mediante rinuncia o transazione all’azione di responsabilità, mostrerebbe chiaramente come tali norme non siano poste a protezione di interessi di carattere generale, bensì a tutela dell’interesse della collettività dei soci.Alla luce di quanto esposto, emerge chiaramente come dottrina e giurisprudenza non abbiano ancora maturato un orientamento uniforme rispetto al tema oggetto del presente articolo; tuttavia, come dimostra la giurisprudenza “possibilista” e la più recente dottrina, è andato sempre più sviluppandosi negli ultimi tempi, ricevendo ampi consensi, un atteggiamento di maggior apertura volto al riconoscimento della validità dei patti di rinuncia all’azione di responsabilità.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<em>Il contenuto di questo articolo ha valore solo informativo e non costituisce un parere professionale. </em><em>Per ulteriori informazioni ci potete contattare al seguente indirizzo: </em><a href="mailto:articoliM&amp;A@advant-nctm.com">articoliM&amp;A@advant-nctm.com</a>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
                        
                            
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