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30/01/2023
Antitrust e Concorrenza

La Commissione Europea avvia la consultazione pubblica sulla bozza di linee guida sugli accordi di sostenibilità nel settore agricolo in deroga all’art. 101 TFUE

Il 10 gennaio 2023 la Commissione europea ha avviato una nuova consultazione pubblica sulla bozza di linee guida in tema di accordi di sostenibilità nel settore agricolo (disponibile al seguente link), che dovranno essere adottate entro l’8 dicembre 2023.

L’iniziativa si inserisce nel contesto della recente riforma della politica agricola comune (cd. Riforma PAC 2023-2027) che ha introdotto la possibilità di escludere dall’applicazione dell’art.101 TFUE gli accordi generalmente restrittivi della concorrenza in determinati casi.

Nello specifico, le linee guida della Commissione riguardano l’art. 210 bis del Regolamento 1308/2013 o “Regolamento OCM” (disponibile al seguente link), introdotto dal Regolamento (UE) 2021/2117 del Parlamento europeo e del Consiglio del 2 dicembre 2021.

L’art. 210 bis esclude dall’applicazione dell’art. 101 TFUE (divieto delle intese restrittive della concorrenza) gli accordi, le decisioni e le pratiche concordate che mirano ad applicare norme di sostenibilità più rigorose di quelle obbligatorie ai sensi della normativa dell’Unione o nazionale, a condizione che tali accordi, decisioni e pratiche concordate impongano solo restrizioni alla concorrenza che siano indispensabili per conseguire i seguenti obiettivi di sostenibilità:

a) La protezione dell’ambiente, comprensiva della mitigazione dei cambiamenti climatici e l’adattamento agli stessi; dell’uso sostenibile e protezione del paesaggio, delle acque e dei suoli; della transizione verso un’economia circolare, compresa la riduzione degli sprechi alimentari; della prevenzione e riduzione dell’inquinamento; e della protezione e del ripristino della biodiversità e degli ecosistemi;
b) La riduzione dell’uso di pesticidi e della resistenza antimicrobica, avvantaggiando una produzione di prodotti agricoli con modalità che riducano l’uso di pesticidi e ne gestiscano i rischi derivanti dall’uso, anche limitato, di pesticidi, o che riducano il pericolo di resistenza antimicrobica nella produzione agricola;
c) La salute e il benessere degli animali.

Le linee guida, su cui le imprese sono chiamate a esprimere la loro opinione, intendono garantire una maggiore chiarezza su tale esclusione. In particolare, tra le altre cose, definiscono (i) l’ambito di applicazione dell’esclusione, (ii) il contenuto della valutazione, da effettuare di volta in volta, per individuare eventuali restrizioni c.d. indispensabili e (iii) le modalità per richiedere un parere alla Commissione.

  • Per quanto riguarda l’ambito di applicazione dell’esclusione, questo è limitato ai soli accordi conclusi dai produttori agricoli, tra di loro o con altri operatori attivi lungo la filiera agroalimentare;
  • Per quanto riguarda la valutazione, essa si articola in quattro fasi. Le parti devono
    (i) individuare gli ostacoli che impedirebbero loro di raggiungere da sole la norma di sostenibilità e spiegare il motivo per cui la collaborazione è necessaria;
    (ii) determinare il tipo appropriato di accordo (ad esempio, un accordo sui prezzi o sui quantitativi);
    (iii) individuare le restrizioni della concorrenza indispensabili (ad esempio, un accordo sui prezzi può prevedere la fissazione del prezzo intero, un prezzo minimo o un sovrapprezzo) e
    (iv) determinare il livello appropriato (ad esempio, l’entità del prezzo) e la durata adeguata delle restrizioni, al fine di assicurare l’adozione dell’opzione meno restrittiva per la concorrenza.

In sostegno alle imprese interessate, il Regolamento disciplina inoltre la facoltà di chiedere alla Commissione un parere sulla compatibilità di tali accordi con l’art. 210 bis, a far data dall’8 dicembre 2023.

Tale facoltà è riconosciuta a produttori, associazioni di produttori, imprese non produttrici e organizzazoni interprofessionali (qualora almeno uno dei membri sia coinvolto nell’accordo). In particolare, i produttori e le associazioni di produttori potranno richiedere tale parere in qualsiasi momento, anche prima dell’esecuzione dell’accordo.

Una volta ricevuta la richiesta (completa di tutte le informazioni, anche integrate in un momento successivo), la Commissione avrà quattro mesi per valutare l’accordo.

In ogni caso, la Commissione ricorda che i pareri non hanno alcun effetto vincolante per le imprese che li richiedono. Tuttavia, l’AGCM (e le altre autorità nazionali), nonché le corti nazionali, potranno certamente avvalersene.

Infine, gli orientamenti chiariscono che la Commissione e le autorità nazionali hanno il diritto di sospendere gli accordi di sostenibilità o di richiedere che vengano modificati, qualora ciò fosse necessario per evitare che la concorrenza venga meno o se si ritiene che gli obiettivi della politica agricola comune risultino compromessi.

La consultazione pubblica è aperta a:

  • le parti interessate della filiera agroalimentare, in particolare i produttori primari, comprese le organizzazioni di produttori, i trasformatori, i distributori, i grossisti, i dettaglianti, i fornitori di input, nonché le organizzazioni interprofessionali che riuniscono gli attori di diverse fasi della filiera, ecc.;
  • autorità pubbliche, in particolare autorità nazionali per la concorrenza, ministeri dell’agricoltura e autorità regionali;
  • organizzazioni di consumatori;
  • organizzazioni che si occupano di sostenibilità (che offrono/sviluppano condivisione di conoscenze, standard, certificazioni ecc.).

Nello specifico, si chiede alle parti interessate di esprimere la propria opinione sui seguenti temi:

a) L’esaustività della bozza di testo nell’affrontare le modalità di applicazione dell’articolo 210 bis del Regolamento OCM per beneficiare dell’esclusione. In particolare, la Commissione europea è interessata a sapere se la bozza affronta tali punti in modo sufficientemente chiaro e comprensibile.
b) Il contenuto del testo. In particolare, la Commissione europea si aspetta di ottenere i pareri e i commenti su come la bozza descrive nel dettaglio l’ambito di applicazione dell’esclusione, le condizioni di applicazione dell’esclusione e la possibilità di intervento della Commissione. Le parti interessate sono invitate a fornire suggerimenti su come il testo potrebbe essere migliorato.
c) L’accuratezza degli esempi. Le parti interessate sono invitate a fornire la loro opinione sul fatto che gli esempi siano sufficientemente chiari e realistici e a proporre modi per aggiornarli basati, ad esempio, sulla loro esperienza personale.

È possibile partecipare alla consultazione pubblica al seguente link entro il termine fissato a lunedì 24 aprile 2023. Al momento la consultazione è disponibile nella sola lingua inglese, a partire da inizio febbraio 2023 sarà lanciata una consultazione comprendente tutte le versioni linguistiche.

Il contenuto di questa nota ha valore solo informativo e non costituisce un parere professionale. Per ulteriori informazioni contattare Luca Toffoletti e Francesco Mazzocchi.

 

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