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10/07/2022
Energia e Infrastrutture

Tar Lombardia: le regioni non possono introdurre divieti generalizzati alla costruzione di impianti fotovoltaici nelle aree agricole

Sentenza no. 1630/2022

Cosa è successo?

Il 7 luglio 2022, il TAR Lombardia ha accolto il ricorso di una società contro il giudizio negativo di compatibilità ambientale della Provincia di Lodi in riferimento all’installazione di un impianto fotovoltaico su un sito agricolo.

Nel caso in esame, il diniego di compatibilità ambientale si basava su un’interpretazione restrittiva del Programma Energetico Ambientale Regionale (“PEAR“) della Lombardia. La Provincia di Lodi aveva argomentato che, ai sensi del PEAR, l’installazione dell’impianto fotovoltaico con le caratteristiche del progetto proposto non era compatibile con alcun tipo di sito agricolo.

La società ricorrente ha sottolineato all’interno del ricorso che questa interpretazione è in contrasto con le disposizioni nazionali e sovranazionali. Per quanto riguarda la normativa nazionale, l’art. 12, comma 7, D.Lgs. n. 387/2003 consente esplicitamente la realizzazione di impianti di energia rinnovabile su zone agricole; specifiche limitazioni possono essere introdotte dalle Regioni a condizione che tali limitazioni siano conformi al D.Lgs. n. 387/2003 e al Decreto Ministeriale del 10 settembre 2010. Quest’ultimo decreto stabilisce che l’identificazione delle aree non idonee deve essere stabilita dopo un adeguato esame del sito specifico. Nel caso in questione, il sito su cui doveva essere costruito l’impianto fotovoltaico non era incluso in un’area soggetta a restrizioni specifiche e, in linea con le disposizioni del PEAR, il ricorrente sosteneva che la costruzione avrebbe comunque consentito alcune pratiche agricole.

Il TAR, accogliendo le argomentazioni del ricorrente, ha affermato che: “le previsioni del PEAR sono vincolanti dal momento in cui le limitazioni previste risultino effettive. L’impianto fotovoltaico non è consentito se impedisce una pratica agricola. Ma se non la impedisce, a contrario, dovrebbe essere consentita. E deve essere l’amministrazione procedente a stabilire la sussistenza di questa limitazione nel caso concreto ovvero a ritenere inadeguata per il tipo di terreno la pratica agricola proposta. (…).”

Inoltre, il TAR ha concluso che la Provincia non aveva condotto un esame appropriato sul sito in cui sarebbe stato costruito l’impianto, tenendo conto del fatto che sul sito stesso non vi era alcuna coltura di qualità e, quindi, senza alcun vincolo specifico.

Pertanto, il Tribunale ha annullato la valutazione di compatibilità ambientale negativa.

Perché è importante?

Questa decisione del Tribunale Amministrativo chiarisce la necessità di una valutazione completa dei fattori specifici del sito per determinare la compatibilità dei progetti di energia rinnovabile su terreni agricoli. Ribadisce, inoltre, il principio che la costruzione di impianti di energia rinnovabile su siti agricoli è generalmente consentita.

Infatti, la non idoneità di un’area deve essere stabilita dopo un esame appropriato del sito specifico. Di conseguenza, un divieto generale e acritico di costruire impianti fotovoltaici su terreni agricoli è in contrasto con il suddetto principio. Questa sentenza può avere implicazioni più ampie per casi simili e contribuire alla promozione di iniziative energetiche sostenibili.

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