Rassegna Stampa
27/02/2024
Economy Magazine

Buona partenza nel 2024 per gli investimenti del private equity

Dopo un anno caratterizzato da luci e ombre, che da un lato ha visto il settore confermarsi su livelli di attività rilevanti ma dall’altro ha evidenziato un rallentamento rispetto al 2022, il mercato del private equity riparte nel 2024 subito con numeri importanti: sono ben 34 i nuovi investimenti annunciati nel corso del mese di gennaio appena concluso. Lo scorso anno, nel medesimo periodo, l’Osservatorio Pem® di Liuc – Università Cattaneo, attivo nell’ambito delle attività della Liuc Business School, aveva mappato 24 investimenti (32 a gennaio dell’anno precedente).
Oltre al numero di operazioni, appare di buon auspicio per il prosieguo dell’anno anche la presenza di alcuni deals di dimensioni significative, su tutti l’acquisizione di La Piadineria completata da Cvc Capital Partners.
“Difficile fare previsioni per il 2024 ma è ragionevole aspettarsi una significativa attività d’investimenti e disinvestimenti soprattutto nell’area mid-market che offre maggiori opportunità di consolidamento e incremento del valore nelle target e garantisce altresì diverse soluzioni di exit. Sempre più spesso assistiamo a operazioni laddove operatori di private equity di maggiori dimensioni (spesso di matrice internazionale) subentrano ai gestori italiani che hanno avviato una prima fase di sviluppo e crescita delle PMI italiane. In tal caso, obiettivo principale di sviluppo è l’internazionalizzazione delle eccellenze italiane”. Dichiara Emidio Cacciapuoti, socio dello studio Advant-Nctm.
A gennaio, le operazioni di buy out hanno rappresentato il 76% dei deals totali; gli add on (operazioni di aggregazione aziendale) hanno rappresento il 38%, segnale che gli operatori si sono concentrati maggiormente sulla ricerca di nuove realtà per “arricchire” il proprio portafoglio, più che sul potenziamento e la crescita per linee esterne delle proprie portfolio companies, evidenza tipica dello scorso anno. Il Nord Italia costituisce sempre il principale polo catalizzatore, con Lombardia e Veneto sugli scudi, da segnalare la buona performance della Toscana; prodotti industriali, ICT e cleantech sono i settori maggiormente oggetto di operazioni, con i primi due comparti che costituiscono da soli oltre la metà dell’intera industry. L’attività di investimento degli operatori internazionali nelle imprese del nostro Paese ha rappresentato il 44% delle operazioni concluse, in leggero calo rispetto agli ultimi anni.
A margine, per quanto concerne l’attività all’estero, si segnala che l’Osservatorio Pem® ha mappato una operazione di acquisizione diretta in Europa realizzata da player domestico, nel dettaglio in Olanda da Ambienta Sgr, nonché una operazione di add-on avente quale target company un’azienda straniera, in particolare l’acquisizione in Brasile di Alcolina condotta da Italmatch Chemicals sotto la regia di Bain Capital. In allegato, si riporta una tabella con i deals mappati dall’Osservatorio Pem® di Liuc Business School nel mese di gennaio, con alcune informazioni di dettaglio a supporto.

 

Tratto da Economy Magazine

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