Rassegna Stampa
15/01/2021
TopLegal
Fusioni e Acquisizioni, Private Equity

M&A e studi: chi scende e chi sale nel 2020

Il Covid-19 non frena il mercato che cresce in valore (+26,7%). Cala però il numero di operazioni, secondo il report di Mergermarket. Sul podio per numero di deal Nctm, Gianni & Origoni e Chiomenti; per valore, Cleary, BonelliErede e Linklaters.

Nctm (TLIndex12), Gianni & Origoni (TLIndex3) e Chiomenti (TLIndex2) salgono sul podio dell’M&A in Italia nel 2020 per numero di operazioni, mentre per valore dei deal si sono distinti lo scorso anno Cleary Gottlieb (TLIndex14), BonelliErede (TLIndex1) e Linklaters (TLIndex15). Nonostante la pandemia, il mercato M&A in Italia nel 2020 è cresciuto a doppia cifra in valore a 46,6 miliardi di euro, +26,7% rispetto ai 36,8 miliardi di euro nel 2019. Il consueto report di Mergermarket indica, tuttavia, un calo del numero complessivo delle transazioni che hanno coinvolto almeno un investitore italiano: 520 nel 2020 rispetto alle 644 nel 2019.

L’incremento in termini di valore, spiega il report, è principalmente dovuto all’aumento delle operazioni condotte nella seconda metà dell’anno: 301 per 30 miliardi di euro, che segnano una netta ripresa dopo la brusca frenata registrata nel primo semestre 2020 (16,6 miliardi di euro e 219 operazioni), a seguito delle prime misure di confinamento (lockdown) adottate in Italia a marzo e aprile.

Gli investimenti stranieri in Italia (inbound) sono cresciuti a 27,4 miliardi di euro grazie a 187 transazioni, un valore doppio rispetto a quello del 2019 (12,1 miliardi per 250 deal). Mergermarket fa notare che sette dei dieci accordi più grandi del 2020 vedono il coinvolgimento di attori esteri. Tra queste, l’acquisizione di Fibercop guidata da Kkr (7,7 miliardi) e l’acquisizione di Borsa Italiana da parte di Euronext (4,3 miliardi). In crescita nel 2020 anche gli investimenti italiani all’estero (outbound), che sono stati pari a 14,6 miliardi di euro (+33,9%) per 114 operazioni, rispetto ai 10,9 miliardi e 142 operazioni nel 2019. I buyout (le acquisizioni da parte del management di un’impresa) sono saliti a 17,6 miliardi di euro con 118 transazioni nel 2020, da 8,3 miliardi e 122 deal nel 2019.

I servizi finanziari sono stati il settore più attivo in termini di valore, seguito dalle telecomunicazioni. Entrambi hanno visto grandi affari: l’Opa su Ubi Banca (5,4 miliardi) da parte di Intesa Sanpaolo, l’acquisizione di Borsa Italiana da parte di Euronext e l’accordo di Ck Hutchinson Networks Italia con Cellnex (3,3 miliardi di euro). Industria e chimica, a loro volta, sono rimasti il primo settore per numero di contratti, 137 e un valore di 4,8 miliardi.

Passando alla tabella contenuta nel report con gli studi più attivi in Italia, al primo posto per numero di operazioni troviamo Nctm con 66 deal (+11 rispetto al 2019) per 3,5 miliardi di euro, soprattutto nel segmento mid market. Subito dietro Gianni & Origoni a 49 operazioni (-23) per oltre 17 miliardi e Chiomenti a 48 (+5) per 12 miliardi. Il podio, per valore delle operazioni, vede invece al primo posto Cleary Gottlieb con 11 deal per 18,6 miliardi di euro; poi BonelliErede a 17,9 miliardi per 36 operazioni (-1) e Linklaters a 17,4 miliardi per 13 deal (+4).

Tra gli studi che hanno visto crescere l’operatività, si segnala anche White & Case (TLIndex23) con 24 operazioni (+7) per 13,3 miliardi di euro, mentre risulta stabile Clifford Chance (TLIndex10) con 15 operazioni, stesso numero del 2019, per 6,9 miliardi; nel mid-market Giliberti Triscornia (TLIndex42) con 13 deal (+4) e Carnelutti (TLIndex20) a 12 (+5). Per quanto riguarda il valore dei deal, in forte crescita rispetto all’anno precedente risultano anche Freshfields (TLIndex19) con 16,2 miliardi e 9 operazioni, Legance (TLIndex5) a 12,3 miliardi per 30 deal (-10), e Gatti Pavesi Bianchi Ludovici (TLindex6) a 7,9 miliardi e 28 deal (-5).

Cala il numero di operazioni per tutti gli altri studi in classifica. Pedersoli (TLIndex22) chiude l’anno con 45 deal (-5) e 8,3 miliardi di euro; PwC Tls (TLIndex61) a 34 (-10) e 6,5 miliardi; Gattai Minoli Agostinelli (TLIndex9) a 30 (-4) e 2,8 miliardi; Latham & Watkins (TLIndex34) a 19 (-1) e 2,2 miliardi. In operazioni mid market, Orrick (TLIndex16) chiude l’anno con 22 deal (-15) e 241 milioni; Giovannelli (TLIndex104) a 19 (-11) e 572 milioni; Allen & Overy (TLIndex26) a 13 (-9) e 644 milioni; Lca (TLIndex66) a 13 (-5) e 303 milioni; Dentons (TLIndex7) a 13 (-5).

Nella top 20 per volumi del 2020, infine, si piazzano in alto anche importanti studi internazionali che non hanno un presidio fisico nel nostro Paese. È il caso Paul Weiss Rifkind Wharton & Garrison (7,8 miliardi), coinvolto nell’operazione Fibercop, ma anche di Weil Gotshal Manges, nell’accordo tra Tim e Ardian su Inwit (1,6 miliardi), e di quattro studi, Stibbe (Olanda), Bredin Prat (Francia) e gli americani Debevoise & Plimpton e Sullivan & Cromwell, che hanno seguito la cessione da parte di Exor del gruppo riassicurativo PartnerRe a Covéa (8 miliardi).

Sullivan & Cromwell è stato incluso anche tra gli advisor legali, accanto a Goldman Sachs, nella cessione dell’As Roma al gruppo Friedkin (circa 600 milioni). In classifica per valore anche un gruppo di studi scandinavi, Dittmar & Indrenius, Bruun & Hjijle, Accura e Selmer, coinvolti nella fusione tra Nexi e Nets (8 miliardi).

Tratto da Toplegal.it

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