Negli ultimi anni anni, Advant Nctm ha lavorato con metodo, scegliendo di crescere senza scorciatoie. Nessuna fusione forzata, nessuna aggregazione dettata solo dai numeri, ma la costruzione paziente di un DNA indipendente. Oggi, come racconta il senior partner Paolo Montironi a MAG, lo studio è entrato in una fase ulteriore: «Abbiamo avviato un percorso di integrazione mirata, con l’obiettivo di rafforzare le nostre competenze e dare ai clienti un’offerta specialistica e completa. Non ci interessa aumentare il fatturato con operazioni fini a se stesse, ma portare a bordo professionisti capaci di crescere insieme a noi».
Una strategia che segna il passaggio alla piena istituzionalizzazione, in un mercato legale italiano sempre più complesso e competitivo.
Integrazioni mirate, non fusioni a tavolino
Il biennio 2023-2024 ha visto una serie di ingressi significativi, che hanno trasformato practice in veri e propri dipartimenti autonomi. A Genova, con la integrazione dello studio Berlingieri, lo studio ha rafforzato la propria competenza nell’area del nel diritto marittimo e ha stabilito una nuova presenza territoriale in aggiunta a quelle di Milano e Roma. L’area energia e infrastrutture è al centro dell’operazione con cui lo studio ha portato in squadra il socio Piero Francesco Viganò (ex Gitti & Partners), così come il Restructuring è stato il focus del lateral hire di Juri Bettinelli (ex A&O). Sul fronte fiscale e del fund formation è arrivato Emidio Cacciapuoti, per operare anche in sinergia con il private equity, mentre l’area penalistica è stata integrata con gli arrivi di Luigi Orsi e, successivamente, di Raffaella Quintana, esperta di compliance e diritto penale (ex Dla Piper). E sempre tra le operazioni più recenti, non possiamo non citare l’integrazione, per il regulatory finanziario, della boutique Zitiello Associati; per l’area del lavoro l’integrazione tutta romana con lo studio Boursier Niutta, dopo l’ingresso di Patrizio Bernardo (ex Delfino e Assocciati Willkie Farr & Gallagher) a Milano; e da ultimo l’arrivo di Luca La Barbera, ex Accenture, in concomitanza con l’avvio (all’interno del Tax) della nuova area dedicata al regime di adempimento collaborativo (cooperative compliance) e alla gestione proattiva del rischio fiscale delle imprese (LEGGI QUI).
Il filo conduttore? L’età e l’attitudine dei professionisti: «Cerchiamo soci tra i 40 e i 50 anni, con un potenziale di sviluppo e l’ambizione di crescere, non solo all’interno della loro practice ma anche nella visibilità sul mercato. Vogliamo che i nostri team siano riconoscibili e in grado di dialogare con i clienti come interlocutori forti e autonomi».
L’obiettivo è consolidare un modello di one-stop-shop in grado di coniugare profondità specialistica e approccio trasversale.