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    07.04.2021

    Hi-tech legal nei crediti deteriorati


    NextLegal è l'esperienza più innovativa nella gestione dei portafogli di Npes grazie all'intelligenza artificiale. In otto mesi di attività, lo Studio Legale ha gestito oltre 17.500 pratiche.

     

    Secondo la tredicesima edizione del report Market watch Npl di Banca Ifis, nel corso del 2021 sul mercato potrebbero essere venduti 40 miliardi di non performing loans. In crescita anche le operazioni su portafogli Utp, Unlikely to pay, con circa 24 miliardi di cessioni stimate, 12 miliardi entro la fine dell'anno e altrettanti nel 2022.

     

    È in questo contesto che si muove NextLegal, la più innovativa esperienza nel recupero dei crediti massivi e nel contenzioso seriale derivante dalla gestione dei portafogli di Npes grazie all'applicazione di sofisticati modelli di intelligenza artificiale.

     

    «Per ottenere grandi risultati bisogna avere una visione, possedere competenze di alto livello e conoscenze tecnologiche avanzate», dichiarano in coro gli avvocati ed equity partner di Nctm Studio Legale Stefano Padovani e Gianluca Massimei, rispettivamente presidente del cda e amministratore delegato della società tra avvocati per azioni NextLegal.

     

    Fondata a giugno 2020, è il risultato dell'incontro di Nctm Studio Legale e di CrIBIS Credit Management, società del Gruppo CrIF specializzata nella gestione end-to-end del credito problematico anomalo, e si avvale del know-how, della tecnologia e delle metodologie elaborate in questi anni dalle due realtà con l'obiettivo di offrire servizi integrati su misura in particolare a banche, assicurazioni, imprese e investitori.

     

     

     

    La tecnologia come chiave di volta del successo

     

    La chiave di volta del successo di NextLegal è proprio la tecnologia, che ha consentito la robotizzazione di una serie di attività che non sono a valore aggiunto. «Questo è l'humus da cui è partito NextLegal: dotarsi di tools di intelligenza artificiale per produrre automaticamente atti finalizzati al recupero dei crediti, azzerando la possibilità di errore e rendendo la gestione del processo più veloce ed efficiente. In questo modo, i nostri avvocati sono liberi di concentrarsi sulle attività ad alto contenuto professionale, come la consulenza ai nostri clienti», dichiara l'ad Gianluca Massimei. «Il nostro modello di business è centrato proprio su questi due pilastri: automazione e valorizzazione delle risorse umane», aggiunge il presidente del cda Stefano Padovani.

     

     

     

    L'innovazione accelera la crescita dei volumi

     

    La scelta è stata premiata dal mercato: in solo otto mesi di attività, lo Studio Legale è stato capace di passare da 4 a 23 professionisti, aggiungere alla sede principale di Bologna l'unità di Milano e gestire 17.500 pratiche. «La crescita dei volumi è direttamente proporzionale all'innovazione tecnologica. Ecco perché continuiamo a investire in questa direzione, sempre in maniera sostenibile», spiega l'ad Massimei. Due i prossimi obiettivi da raggiungere: la perfetta integrazione tra i gestionali dei clienti e i database dei non performing exposures e l'integrazione dei gestionali di NextLegal con il sistema del processo telematico. «Due step che ci consentiranno di diventare lo Studio di riferimento in questo settore», conclude l'ad Massimei, «non solo per l'attività di recupero credito ma anche per l'attività consulenziale a 360° legata ai non performing loans. Il nostro intento è quello di rivolgerci ai clienti con un approccio proattivo, attento alle loro necessità, nell'ottica di trovare soluzioni concrete e proposte innovative per lo sviluppo delle loro attività, anche sotto il profilo dell'efficienza organizzativa e della visione imprenditoriale».

     

     

     

    Tratto da Capital

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