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    09.10.2026

    L'AI in azienda alza la posta per l'avvocato


    Un'impresa che usa l’intelligenza artificiale può rivolgersi all’avvocato con una bozza di contratto già pronta, con un’analisi o una risposta da verificare. In pratica, il cliente può aver già svolto una prima elaborazione con l’aiuto della tecnologia. In questo modo cambia il punto di ingresso per il consulente: deve capire come quel materiale è stato prodotto, quali elementi sono stati trascurati, quanto sia adatto alla decisione che il cliente deve prendere. L’adozione dell’AI nelle aziende sta cambiando il rapporto con gli studi legali. Le imprese possono svolgere alcune attività e chiedere un intervento esterno sui passaggi più delicati. Possono anche aver bisogno di assistenza per scegliere e introdurre gli strumenti, stabilire chi ne controlla l’uso e gestire i rapporti con i fornitori. L’assistenza legale può quindi estendersi ulteriormente, e comprendere anche la definizione delle regole interne all’azienda: chi può utilizzare un sistema, con quali informazioni, entro quali limiti e con quali responsabilità. […]

    […] Come cambia, dunque, il lavoro degli avvocati quando sono le imprese ad adottare l’AI? Lo abbiamo chiesto ad Antonio Corda, of counsel di ADVANT Nctm: «L'adozione dell'AI da parte dei clienti non indebolisce il rapporto con lo studio legale, ma lo rafforza: l'avvocato deve saper spiegare dove crea valore aggiunto, offrendo non un costo inferiore ma qualità, precisione e rapidità superiori. Nel breve termine l'AI accelera la transizione, già avviata, dalla tariffa oraria a compensi legati al valore dell’incarico, attraverso formule per progetto, per risultato o accordi continuativi; nel medio-lungo periodo, emergeranno modelli affiancati agli attuali, con aziende più autonome che gestiranno una parte delle attività e lo studio concentrato sui passaggi che richiedono maggiore competenza e responsabilità. Il mercato si polarizzerà, premiando studi agili e specializzati e penalizzando la consulenza a basso valore aggiunto. L'AI diventa così un banco di prova silenzioso della competenza: chi conosce davvero la materia la usa per potenziare il proprio lavoro, chi non la conosce ne resta vittima. Decisive restano la conoscenza del cliente e del contesto, il giudizio sul rischio accettabile, l'assunzione di responsabilità sugli output e la capacità di confrontarsi con le persone in negoziazione o in aula: competenze queste non delegabili all’AI»

     

    Leggi l'articolo integrale sul numero dell'8 ottobre 2026 di Top Legal Digital

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