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    17.06.2026

    Space Economy e Data Economy: il Documento Strategico di Politica Spaziale Nazionale (DSPSN)


    Il contesto e la funzione del Documento Strategico di Politica Nazionale (DSPSN).

    Lo spazio si sta progressivamente affermando come una delle dimensioni della sovranità statale, in virtù della rilevanza strategica in termini di sicurezza nazionale, ricerca scientifica e competitività economica. Le infrastrutture ed i servizi spaziali nonché i dati raccolti attraverso sistemi di osservazione, telecomunicazione e navigazione incidono, infatti, su molte funzioni pubbliche: dalla protezione civile al monitoraggio ambientale, dalla tutela del territorio alla sicurezza delle infrastrutture critiche, fino allo sviluppo industriale e scientifico.

    Per queste ragioni, non sorprende che il settore spaziale sia stato di recente oggetto di regolazione con la Legge n. 89 del 13 giugno 2025, che ha colmato il precedente vuoto regolatorio, dotando l’Italia di un framework giuridico stabile. Tale intervento normativo prende atto della trasformazione strutturale del settore spaziale, sempre più caratterizzato dalla presenza di operatori privati accanto alle tradizionali agenzie governative, mirando a disciplinare l’accesso allo spazio extra-atmosferico e lo svolgimento delle attività spaziali attraverso un sistema autorizzatorio. La legge risponde così all’esigenza di assicurare un’adeguata supervisione pubblica sulle attività degli operatori, anche al fine di prevenire profili di responsabilità internazionale dello Stato e di evitare uno svantaggio competitivo rispetto ad altri ordinamenti europei già dotati di discipline nazionali di settore.

    La Legge n. 89 del 13 giugno 2025 rappresenta, tuttavia, solo uno dei tasselli del più ampio processo di consolidamento della governance italiana dello spazio. Se essa definisce il quadro regolatorio entro cui gli operatori sono chiamati a svolgere le attività spaziali, resta centrale la dimensione programmatoria e strategica, volta a individuare le priorità pubbliche, industriali, scientifiche e tecnologiche del Paese. È proprio in questa prospettiva che assume rilievo il Documento Strategico di Politica Spaziale Nazionale (DSPSN), il quale non disciplina direttamente l’accesso allo spazio, ma traduce gli indirizzi di Governo in una visione di medio-lungo periodo per lo sviluppo della politica spaziale nazionale.

    Per quanto concerne più specificatamente il DSPSN, la base giuridica di riferimento è rappresentata dalla Legge n. 7 dell’11 gennaio 2018 che ha attribuito al Presidente del Consiglio dei ministri l’alta direzione, la responsabilità politica generale e il coordinamento delle politiche relative ai programmi spaziali e aerospaziali. La citata legge ha istituito il Comitato interministeriale per le politiche relative allo spazio e alla ricerca aerospaziale (“COMINT”), chiamato a definire gli indirizzi del Governo in materia spaziale e aerospaziale, che il 14 maggio scorso ha approvato il primo Documento Strategico di Politica Spaziale Nazionale (“DSPSN”), volto a tradurre gli indirizzi del Governo in materia spaziale e aerospaziale in una programmazione di medio-lungo periodo. Il Documento in commento individua obiettivi strategici e interventi prioritari al fine di rafforzare l’autonomia strategica nazionale, sostenere la crescita della filiera industriale e scientifica e consolidare il posizionamento internazionale dell’Italia nel settore spaziale.

     

    Punti chiave del DSPSN e la stretta correlazione tra Space e Data Economy.

    Il DSPSN si articola attorno a quattro assi di intervento: i) l’ampliamento della conoscenza e dei benefici per la società; ii) la crescita e competitività dell’ecosistema industriale nazionale; iii) il rafforzamento del contesto regolatorio e di governance; iv) l’individuazione di aree prioritarie per la cooperazione internazionale. In ciascuno degli assi assumono centralità i temi “classici” del digitale, riconoscendo una stretta correlazione tra lo sviluppo della Space e della Data economy. 

    Il Documento, in ciascuno dei quattro assi, difatti, riconosce rilevanza strategica alla governance dei dati raccolti o correlati alla dimensione spaziale, alle tecnologie (intelligenza artificiale, tecnologie quantum e robotica) nonché alla cybersecurity. La politica spaziale nazionale sembra dunque costruita attorno all’idea che il valore dello spazio, in termini di efficienza nell’espletamento delle funzioni pubbliche e di nuove chances per gli operatori economici,  non risieda soltanto nello sviluppo delle infrastrutture orbitali, nei lanciatori o nelle missioni, ma anche - e sempre più - nella capacità di trasformare dati, tecnologie e servizi spaziali in strumenti di decisione pubblica, sviluppo industriale e sicurezza nazionale. In questa prospettiva, Space economy e Data economy risultano strettamente correlate: l’osservazione della Terra, le telecomunicazioni satellitari, la navigazione, la Space Domain Awareness e i servizi governativi dipendono tutti dalla raccolta, elaborazione, protezione e valorizzazione di grandi quantità di dati.

     

    La centralità della governance dei dati ai fini della Space economy.

    Il Documento considera, innanzitutto, l’importanza delle analisi spaziali e la centralità dei dati raccolti in termini di progresso della ricerca scientifica. In questa prospettiva, l’obiettivo 5.1, dedicato proprio al sostegno della ricerca scientifica e industriale, prevede lo sviluppo di piattaforme aperte per la condivisione dei dati, sia pubblici sia privati, relativi alla ricerca scientifica e industriale. Il Documento richiama altresì la necessità di laboratori e centri di competenza avanzata specializzati nel processamento e nell’interpretazione dei dati, in un’ottica di Open Science e di rafforzamento dell’ecosistema nazionale della ricerca.

    Simile impostazione emerge nell’obiettivo 6.4 in relazione ai dati satellitari, relativo al supporto alla sostenibilità del pianeta e al miglioramento dei servizi per la Pubblica Amministrazione. In tale ambito, il DSPSN prevede il potenziamento e l’evoluzione della piattaforma infrastrutturale del Market Place di Iride, anche in modalità cloud-based, al fine di facilitare l’accesso, l’elaborazione e la condivisione dei dati satellitari tra amministrazioni pubbliche e utenti istituzionali. Tale intervento include la definizione di standard di interoperabilità dei dati e lo sviluppo di strumenti software per la visualizzazione e l’analisi delle informazioni. Inoltre, l’obiettivo 9.2 collega espressamente l’uso dei dati satellitari alla crescita del settore produttivo. Il Documento mira, in questo senso, a promuovere l’uso diffuso di dati e informazioni satellitari, con particolare attenzione a PMI e start-up, al fine di supportarne il posizionamento competitivo nel mercato commerciale. 

    Particolarmente rilevante è anche l’obiettivo 8.1, dedicato al rafforzamento della leadership italiana nell’Osservazione della Terra. Il Documento richiama lo sviluppo dell’ecosistema nazionale di Earth Intelligence e prevede che i servizi siano progettati con caratteristiche di interoperabilità e scalabilità, integrando i dati di Osservazione della Terra con altre fonti informative, quali dati socioeconomici, dati derivanti dall’Internet of Things e modelli previsionali. La finalità è fornire soluzioni idonee a soddisfare le esigenze della Pubblica Amministrazione e di settori chiave, tra cui agricoltura di precisione, gestione delle risorse naturali, monitoraggio ambientale, patrimonio culturale e sicurezza.

     

    Tecnologia quale fattore trainante dell’economia spaziale

    Un secondo macrotema che emerge dal DSPSN riguarda la centralità della tecnologia nella politica spaziale nazionale. Il Documento non considera la tecnologia solo come ambito di ricerca e sviluppo, ma come leva trasversale per rafforzare competitività, autonomia strategica e capacità di trasformare lo spazio in valore pubblico e industriale. Già nella sezione dedicata allo «Scenario di riferimento», il DSPSN evidenzia come la Space Economy sia trainata dai servizi e dai dati satellitari, ma anche dall’innovazione in settori quali lanciatori, costellazioni e intelligenza artificiale.

    Questa impostazione si riflette negli obiettivi dedicati alla ricerca e alle competenze. L’obiettivo 5.1 individua tra le tecnologie prioritarie l’intelligenza artificiale per lo spazio, le tecnologie quantistiche, i nuovi materiali, la robotica, i sensori MEMS e le applicazioni per il monitoraggio ambientale, climatico e agricolo. L’obiettivo 5.2 collega invece tali ambiti allo sviluppo di competenze STEM avanzate, prevedendo percorsi specialistici e centri di eccellenza dedicati, tra l’altro, a IA, cybersecurity e tecnologie quantum applicate allo spazio.

    La tecnologia assume rilievo anche in relazione alla sovranità tecnologica nazionale. L’obiettivo 7.3 prevede infatti un Piano di sviluppo delle tecnologie spaziali critiche e bandi per tecnologie emergenti e abilitanti, tra cui IA, propulsione avanzata, cyber e quantum, anche per applicazioni spaziali complesse e dual-use. In questo senso, il presidio delle tecnologie critiche è funzionale a ridurre dipendenze e rafforzare la capacità industriale del Paese.

    Infine, il DSPSN valorizza la tecnologia nella gestione dei dati spaziali e nella modernizzazione del sistema produttivo e amministrativo. L’obiettivo 8.1 collega l’evoluzione del Marketplace di Iride all’archiviazione, analisi e distribuzione dei dati anche mediante IA e machine learning. Gli obiettivi 9.1 e 11.1 richiamano, rispettivamente, digitalizzazione, robotica, digital twin e IA per le infrastrutture produttive, nonché competenze digitali avanzate nella Pubblica Amministrazione. Ne emerge una visione integrata, in cui la tecnologia attraversa ricerca, industria, dati, formazione e amministrazione, configurandosi come condizione essenziale per una politica spaziale innovativa e autonoma.

     

    Spazio e cybersicurezza 

    Il terzo macrotema è quello della cybersecurity. Nel DSPSN, la sicurezza cibernetica è strettamente connessa alla qualificazione dello spazio come dominio strategico, caratterizzato da infrastrutture critiche, uso duale e rischi geopolitici. La protezione dei sistemi spaziali non è, quindi, considerata soltanto un’esigenza tecnica, ma una componente della sicurezza nazionale.

    Il Documento, sempre nella sezione dedicata allo «Scenario di riferimento» evidenzia che la protezione delle infrastrutture satellitari è ormai una necessità imprescindibile per salvaguardare le attività e le capacità nazionali sulla Terra. Tale esigenza è particolarmente rilevante per i sistemi ad uso duale, rispetto ai quali i requisiti di protezione devono essere considerati sin dalle prime fasi di sviluppo.

    L’obiettivo 5.2 include espressamente le competenze di cyber security tra quelle necessarie allo sviluppo della Space Economy. Il Documento prevede percorsi formativi dedicati e la creazione di laboratori e centri di eccellenza per la ricerca e la formazione nella cyber security applicata allo spazio. 

    Il punto centrale sul tema è, tuttavia, rappresentato dall’obiettivo 7.2 che prevede l’elaborazione di un piano o roadmap per la Cyber Security, in linea con la Legge n. 89 del 13 giugno 2025. Tale piano dovrà implementare cybersecurity end-to-end, sistemi di monitoraggio delle infrastrutture critiche e dei rischi naturali, risposta rapida, protezione dei dati e protocolli standard. Il Documento richiama inoltre il mantenimento, l’aggiornamento e la resilienza delle infrastrutture spaziali, satellitari, terrestri e informatiche, nonché l’istituzione di presidi cibernetici avanzati, tra cui un centro di Space Security Awareness.

    L’obiettivo 7.3 colloca infine la sicurezza cibernetica nel quadro più ampio della Strategia nazionale di Sicurezza dello Spazio. Il Documento collega la protezione degli asset critici, del know-how e delle informazioni classificate e sensibili alla necessità di rafforzare la sovranità tecnologica nazionale. Anche l’obiettivo 8.2 presenta ricadute rilevanti, nella misura in cui richiama lo sviluppo di infrastrutture satellitari per connettività sicura e resiliente, comunicazioni ottiche ad alta velocità, crittografia quantistica, apparati a radiofrequenza, processamento a bordo, protocolli, segmento terrestre e terminalistica utente.

     

    Prime riflessioni sul DSPSN: nuove opportunità per le imprese nazionali?

    Dall’analisi del DSPSN emerge come il digitale costituisca una componente essenziale della politica spaziale nazionale. La Space economy delineata dal Documento non si esaurisce nella dimensione infrastrutturale dello spazio, ma si fonda sempre più sulla capacità di raccogliere, elaborare, proteggere e valorizzare dati e servizi digitali. In questa prospettiva, Space economy e Data economy risultano strettamente interconnesse: il valore strategico dello spazio dipende dalla possibilità di trasformare dati satellitari, tecnologie abilitanti e capacità spaziali in strumenti utili per la Pubblica Amministrazione, le imprese e la società.

    La centralità attribuita dal DSPSN alla governance dei dati, all’intelligenza artificiale, alle tecnologie quantistiche, alla robotica, al machine learning, ai digital twin e alla cybersecurity conferma che il digitale rappresenta il principale fattore di abilitazione della nuova economia spaziale. Attraverso tali tecnologie, le infrastrutture e i dati spaziali possono essere convertiti in servizi avanzati per il monitoraggio ambientale e climatico, l’agricoltura di precisione, la protezione civile, la sicurezza delle infrastrutture critiche, le comunicazioni sicure e la modernizzazione dei processi produttivi e amministrativi. 

    In questo quadro si presentano significative opportunità per le imprese italiane, incluse PMI e start-up, chiamate a sviluppare soluzioni basate su dati satellitari, Earth Intelligence, intelligenza artificiale, cybersecurity, comunicazioni resilienti e servizi downstream. Le piattaforme di accesso e condivisione dei dati, l’evoluzione del Marketplace di Iride, il sostegno alle tecnologie emergenti e i bandi per le tecnologie spaziali critiche possono favorire il rafforzamento della filiera nazionale. 

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