Tecnologia. Viaggio nelle law firm che adottano software di intelligenza artificiale, tra sviluppi ad hoc e sistemi proprietari: cambia l'organizzazione del lavoro ma non si registrano impatti sull'occupazione.
Gli strumenti di intelligenza artificiale sono entrati da pochi anni negli studi legali, ma l'evoluzione del loro utilizzo è stata rapida. In poco tempo sono stati adottati sistemi più sofisticati, capaci di influire sull'organizzazione e sui tempi di lavoro, anche attraverso l'analisi dei dati e chatbot verticali pensati per settori specifici.[…]
[…] «Le imprese nostre clienti sono ben consapevoli delle potenzialità dell'AI - osserva Lukas Plattner, partner di ADVANT Nctm - e si aspettano dai consulenti legali non solo risposte più rapide, ma anche maggiore trasparenza sul modo in cui il lavoro viene svolto. Questo significa che noi dobbiamo essere in grado di spiegare quando l'AIè utilizzata, con quali presidi, su quali dati, entro quali limiti e con quale responsabilità finale del professionista».
Leggi l'articolo integrale sull'edizione del 15 giugno 2026 de Il Sole 24 Ore.