“La tecnologia altro non fa che potenziare il modo di pensare, lavorare e agire della società in cui opera. Che sull'IA servano standard a livello globale non c'è dubbio”. Così Edoardo Raffiotta, professore di Diritto pubblico e di Diritto dell'innovazione e dell'IA all'Università Bicocca di Milano.
Di recente il fondatore di Anthropic Dario Amodei ha proposto valutatori indipendenti e, più in prospettiva, un organismo internazionale di controllo sull’IA...
"Non credo si possa davvero arrivare a una sorta di “Aiea dell’IA”, come è stata definita, sul modello dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica. Quando parliamo di tecnologia parliamo di uno strumento legato a doppio filo ai valori della società in cui opera: per questo un organismo globale unico sull’IA mi sembra fuori portata. Va però distinta la sicurezza tecnica, che di standard comuni ha bisogno eccome. Prendiamo gli aerei: le regole dell’aviazione sono uguali in tutto il mondo, e lì l’omogeneità è indispensabile. Stabilire che cosa si può fare con una tecnologia e dentro quali limiti può avvenire solo a livello sovranazionale, tra aggregazioni che abbiano però valori comuni.
Leggi l'intervista integrale sul numero di martedì 3 novembre 2026 dell'Avvenire.