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    29.09.2025

    Cartolarizzazioni: la riforma UE


    La Commissione europea ha presentato e posto in pubblica consultazione un pacchetto di proposte per aggiornare il quadro normativo dell'Ue in materia di cartolarizzazioni, con l'intento di semplificare e migliorare l'efficacia del framework normativo attualmente in essere. 

    La necessità di standard 

    Tale iniziativa che si inserisce nell'ambito della Strategia dell'Unione dei risparmi e degli investimenti (Siu) prevede delle modifiche all'attuale framework basato sul principalmente sul Regolamento 2017/2402 che tra le altre cose ha introdotto nell'ordinamento europeo l'istituto della cartolarizzazione Sts (semplice, trasparente e standardizzata). Oltre alle modifiche al già citato regolamento sulle cartolarizzazioni, sono state poste in consultazione delle modifiche al regolamento 2013/575 (Crr) che riguarda i requisiti di capitale degli enti finanziari nonché al Regolamento delegato 2015/61 in materia di requisito di copertura della liquidità (Lcr).

    Gli obiettivi dell'Ue 

    Gli scopi principali che la normativa posta in consultazione si prefigge di conseguire sono la riduzione degli oneri operativi, la semplificazione degli obblighi di due diligence e dí trasparenza, una migliore gestione del rischio e un livello più elevato di protezione degli investitori.

    Tra le innovazioni degne di nota si segnalano in particolare: 

    • Obblighi di due diligence "flessibili". La proposta sembra aprire ad una possibile graduazione basata sul "principio di proporzionalità" per gli obblighi di due diligence degli investitori istituzionali. Gli obblighi informativi e di verifica saranno modulati in base al rischio effettivo della posizione cartolarizzata, superando l'attuale approccio maggiormente riconducibile al principio c.d. "one size fits all". 

    • Riforma degli obblighi di trasparenza. Le modifiche proposte in sede di consultazione mirano a rendere più flessibili i requisiti di trasparenza, adattandoli alle specificità delle diverse classi di attivi cartolarizzati. 

    • Coordinamento più efficace delle attività di vigilanza. Nella proposta vi sono previsioni volte a rafforzare il coordinamento tra autorità di vigilanza nazionali e le ESAs (Autorità di vigilanza europee), promuovendo una maggiore convergenza nelle prassi di vigilanza. L'obiettivoè garantire un'applicazione coerente del regolamento in tutta l'UE, riducendo il rischio di eventuali arbitraggi regolamentari. 

    • Fine-tuning del framework STS e delle cartolarizzazioni sintetiche. In particolare sono previste delle modifiche sui requisiti di omogeneità delle esposizioni nelle cartolarizzazioni STS e soprattutto vi è una riforma della disciplina delle cartolarizzazioni sintetiche (cioè quelle operazioni in cui il trasferimento del rischio di credito avviene attraverso strumenti derivati e non attraverso la cessione di crediti che restano di proprietà dell'originator). 

    • Distinzione tra cartolarizzazione pubblica e cartolarizzazione privata. In tal senso, nella definizione di cartolarizzazione pubblica rientrano quelle operazioni in cui titoli cartolarizzati sono ammessi alla negoziazione su mercati regolamentati o in una sede di negoziazione (come definita nella Mifid II) oppure ancora quando le notes cartolarizzate vengono distribuite ad investitori che non hanno partecipato alla strutturazione dell'operazione. In mancanza di tali presupposti, le operazioni saranno definite come cartolarizzazioni private.

    Regolamentazione più coerente 

    Le modifiche proposte in sede di consultazione rappresentano un ulteriore passo verso un mercato europeo delle cartolarizzazioni che sarà più robusto ed efficiente attraverso una regolamentazione più chiara e coerente e che aprirà la strada a nuovi approcci operativi che si spera possano soddisfare le aspettative degli investitori e degli operatori del mercato. 

    Le semplificazioni operative introdotte nel testo in consultazione mirano a ridurre l'onerosità del ricorso allo strumento della cartolarizzazione i cui costi fissi di strutturazione spesso rappresentano un ostacolo non indifferente per numerosi soggetti interessati ad avvalersene ma la cui massa di esposizioni da cartolarizzare non raggiunge una soglia dimensionale tale da assorbire in modo efficiente tali costi. 

    Non sono infine da sottovalutare le innovazioni introdotte in sede di Crr e Lcr poiché, come noto, spesso il trattamento prudenziale delle esposizioni verso la cartolarizzazione è uno dei driver principali che condiziona le scelte di investimento degli operatori del settore. 

    Contributo a cura di Loris Cottoni, pubblicato nel numero di settembre di Private - Magazine del Private Banking

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