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    01.07.2024

    Direttiva Npl, un passo avanti ma la strada resta ancora lunga


    Tra le note positive di quella che si profila come una completa liberalizzazione dell’acquisto delle sofferenze bancarie, Fabio Coco, Partner ADVANT Nctm, è pronto a rilevare «un notevole impatto anche nell’operatività cross-border, poiché verrebbe introdotto un passaporto europeo in virtù del quale un gestore di crediti in sofferenza che ottiene l’autorizzazione nel proprio paese di origine potrà operare in Italia senza necessariamente costituirvi un nuovo intermediario e il medesimo schema si applicherà ai gestori italiani che opereranno in altre giurisdizioni europee».

    Per contro, l’introduzione di maggior tutela a favore dei debitori ceduti, pur necessaria, mette gli stessi operatori di fronte ad adempimenti onerosi «Le banche che cedono Npl a terzi dovranno fornire molte informazioni al potenziale acquirente in modo tale che egli possa effettuare un’attenta due diligence sul portafoglio», ricorda in particolare Coco, che non esclude l’estensione degli obblighi anche agli intermediari finanziari che operano ai sensi dell’articolo 106 del Tub.

    A destare attenzione è anche la gestione del regime transitorio con la disciplina vigente. «Dall’esame della bozza di testo trasmessa alla Camera – osserva Coco – sembrerebbe che il legislatore si stia adoperando per rendere meno traumatico possibile il passaggio al nuovo regime attraverso la previsione di apposite clausole di grandfathering che dovrebbero consentire agli attuali operatori di gestire e recuperare i crediti acquistati prima della riforma senza iscriversi all’albo dei gestori di crediti in sofferenza».

    L’articolo completo su Il Sole 24 Ore.

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