Nella pratica quotidiana, sopratutto nel contesto delle operazioni straordinarie, ci confrontiamo spesso con il tema della struttura del patto di non concorrenza: uno strumento essenziale per preservare il valore dell'investimento e per gestire in modo più sicuro la fase di disinvestimento.
Il nodo centrale? Il quanto e il come del corrispettivo:
Con la sentenza n. 436 del 9 gennaio 2026, la Corte di Cassazione - Sezione Lavoro è tornata sul tema e, in particolare, sul requisito della determinabilità del corrispettivo quando questo è pagato durante il rapporto ed è collegato alla durata effettiva dello stesso.
In continuità con l'orientamento già espresso dalla sentenza n. 5540/2021, la Corte ha chiarito che il riferimento alla durata del rapporto non incide sulla determinabilità del corrispettivo ma può rilevare sul piano della sua congruità in quanto:
Proprio sul tema della congruità, la cassazione (sent. n. 5540/2021) aveva già indicato che un requisito di adeguatezza è implicito nell'art. 2125 c.c. e che compensi meramente simbolici o manifestamente iniqui/sproporzionati rendono il patto nullo.