L'Ivass ha effettuato uno studio relativo alla chiarezza dei contratti assicurativi È emerso che la complessità del linguaggio crea una barriera alla comprensione.
Contributo a cura di Ludovica D'Ostuni per Private - Magazine del Private Banking
L'Ivass ha da tempo dedicato particolare attenzione alla chiarezza delle norme contrattuali dei prodotti assicurativi. La prima iniziativa posta in essere risale al 2018 con l'adozione delle linee guida elaborate da Ania relative ai "contratti semplici e chiari" cui l'Autorità di Vigilanza ha chiesto alle imprese di adeguarsi.
Le linee guida sono state poi aggiornate e pubblicate nella loro nuova versione ad aprile 2025. In concomitanza con queste iniziative Ivass nel 2022 ha effettuato un'approfondita analisi su un campione di testi contrattuali.
Nel mese di febbraio 2025, l'istituto ha poi reso noti i risultati di un follow up dello studio del 2022 da cui emergono interessanti indicazioni per le imprese assicurative.
L'analisi commissionata da Ivass ha combinato l'analisi quantitativa, basata su algoritmi e indicatori oggettivi di leggibilità (come l'indice Gulpease), con un'analisi qualitativa della struttura, grafica, del lessico e dell'orientamento al cliente dei testi esaminati (in tutto 26 contratti di assicurazione contro gli infortuni).
I risultati dell'analisi qualitativa
L'indice Gulpease valuta la leggibilità di un testo su una scala da O a 100: se l'indice è inferiore a 80, iI testo si ritiene difficile da leggere per persone con licenza elementare, se inferiore a 60 è ritenuto difficile da leggere per persone con licenza media e, infine, se inferiore a 40 il testo si ritiene difficile da leggere per persone con istruzione superiore.
Nell'analisi condotta l'indice Gulpease dei testi esaminati è stato comparato a quello della Costituzione Italiana (pari a 54,9), considerata un testo di facile comprensibilità.
È risultato che l'indice medio del campione è salito da 44,24 nel 2022 a 47,34 nel 2024.
Tuttavia, il valore medio dell'indice dimostra che i contratti adoperano ancora un linguaggio complesso, non accessibile a quella fetta di popolazione che ha come titolo più elevato la licenza media inferiore. La complessità del linguaggio crea ancora quindi una significativa barriera alla comprensione dei diritti e obblighi che discendono dai contratti.
I risultati dell'analisi qualitativa
L'indagine qualitativa è stata condotta su alcuni parametri definiti ex ante: la struttura, la grafica e l'orientamento al cliente, la sintassi, la grammatica ed infine il lessico. È utile soffermarsi soprattutto sugli elementi critici rilevati dall'analisi condotta per comprendere quali sono le aree di miglioramento che possono condurre ad una scrittura chiara, semplice e non per questo meno efficace dei contratti. Lo studio, infatti, ha rilevato. l'utilizzo di nomi di contratti o garanzie potenzialmente fuorvianti (ad esempio "totale", "completo"), l'uso di termini datati ("portatori di handicap') e un linguaggio che a volte enfatizza l'evento avverso (morte) piuttosto che il beneficio della copertura.
In relazione alla grammatica ed alla sintassi, pur apprezzandosi la sostituzione del congiuntivo con l'indicativo presente, dallo studio emerge ancora che i periodi sono eccessivamente lunghi (anche 80 parole) e che le frasi brevi sono tali in quanto semplice è il concetto sottostante: non c'è quindi un vero sforzo di semplificazione laddove occorrerebbe. Inoltre emerge ancora un linguaggio eccessivamente articolato e infarcito di avverbi lunghi o formule eccessivamente burocratiche ("fatta salva la facoltà"), di congiunzioni ambigue (e/o).
C'è ancora da lavorare
L'analisi dell'Ivass conferma la necessità di intervenire ancora sui testi contrattuali: pur se vi sono segnali di una direzione verso testi più chiari e comprensibili permangono ancora alcune aree di miglioramento. Si tratta peraltro di un esercizio che è funzionale non solo ad assicurare una comunicazione chiara e semplice nei confronti della clientela (che può costituire anche un fattore competitivo) ma anche a garantire alle imprese assicurative la piena conformità con la normativa di riferimento. Il Codice delle Assicurazioni Private, adottato con il d.lgs. n. 206/2005, stabilisce infatti che "Il contratto e ogni altro documento consegnato dall'impresa al contraente va redatto in modo chiaro ed esauriente". La chiarezza dei testi contrattuali costituisce quindi uno specifico requisito normativo. Lo studio, inoltre, si presta ad essere utilizzato come benchmark anche in settori contigui a quello assicurativo.
Va ricordato, infatti, che anche Banca d'Italia nel provvedimento sulla Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari ha introdotto uno specifico allegato avente ad oggetto i criteri di redazione della documentazione di trasparenza. Utili in quest'ottica sono sicuramente anche le nuove linee guide Ania che forniscono strumenti utili per la redazione e revisione dei contratti e contengono suggerimenti ed esempi per l'utilizzo di una sintassi efficace e comprensibile per coniugare precisione e chiarezza,. focus su grammatica, morfologia e lessico per i quali sono riportati anche esempi e accorgimenti da utilizzare per una maggiore comprensibilità da parte del lettore, raccomandazioni sull'utilizzo di un linguaggio inclusivo.