Dal nodo incentivi alla spinta verso l’economia reale, Francesco Mocci, partner di ADVANT Nctm, analizza il futuro incerto delle proposte europee sul risparmio, tra complessità politiche e impatti attesi su consulenza, prodotti e investitori retail.
In Europa si discute di risparmio, ma la direzione non è affatto chiara. La proposta della Retail Investment Strategy (RIS), pensata per rivoluzionare il rapporto tra consulenti, risparmiatori e prodotti finanziari, rischia di arenarsi ancora prima di diventare realtà. A spiegarne motivi, prospettive e insidie è l’avvocato Francesco Mocci, partner di Advant Nctm, che segue da vicino l’evoluzione normativa in ambito finanziario.
“Non è detto che la RIS vedrà mai la luce”, afferma con realismo Mocci. “Oggi esistono tre versioni diverse del testo – una della Commissione, una del Parlamento e una del Consiglio – che divergono profondamente sui punti principali.”
Uno degli aspetti più controversi della proposta riguarda il tema degli incentivi; inizialmente, si temeva l’introduzione di un bando simile a quello esistente in Olanda e Regno Unito. “Il divieto degli incentivi è stato accantonato già nella fase iniziale dalla Commissione”, chiarisce Mocci. “Ma tutte le versioni della RIS prevedono comunque un periodo di osservazione, volto a valutare se un eventuale divieto sarà opportuno in futuro.”