Alcune partite che sembravano destinate ad arenarsi nel mare magnum delle proposte europee non realizzate hanno visto nell'ultimo periodo un risveglio di interesse. Oltre alla Ris (Retail investment strategy), ha ripreso quota anche il regolamento Fida (Financial Information Data Access), destinato a promuovere nella Ue l'open finance, dopo l'open banking.
La semplificazione
Per sbloccare Fida, la Commissione ha elaborato un non paper (ovvero un documento interno preparato dagli uffici), per arrivare a una proposta semplificata per facilitare il percorso dell'iniziativa. «Si vuole replicare la positiva esperienza dei servizi di pagamento anche al mondo finanziario - spiega l'avvocato Francesco Mocci, partner di ADVANT Nctm - rendendo disponibili i dati dei clienti detenuti presso enti creditizi, imprese di assicurazione e altri soggetti vigilati anche agli intermediari (denominati "utenti di dati") interessati a offrire nuovi prodotti agli stessi destinatari. I clienti dovranno dare il consenso affinché le informazioni relative ai loro contratti — mutui ipotecari, crediti al consumo, servizi di investimento, una vasta gamma di servizi assicurativi, prodotti pensionistici, etc. — possano essere condivise con gli utenti di dati. I benefici attesi consistono in un maggiore controllo da parte dei clienti in merito ai propri dati e, soprattutto, nella maggiore personalizzazione dei servizi: gli utenti di dati, infatti, avrebbero a disposizione le informazioni necessarie per confezionare prodotti e servizi più mirati». L'obiettivo dunque è quello di ridurre gli oneri amministrativi e i costi di adeguamento per il mercato, pur preservando la finalità di fondo.
Articolo integrale sull'edizione del 12 luglio 2025 di Plus 24 Il Sole 24 Ore.