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    07.09.2026

    Regole Ue: come aggirare i veti dei renitenti all'Unione di risparmi e investimenti


    Se la Siu non trova presto l'unanimità che richiede la procedura europea, si può partire con chi ci sta. La possibilità di una cooperazione rafforzata sulle tematiche finanziarie, lanciata di recente dalla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, esprime l'urgenza di accelerare sul tema della competitività continentale affrontando il paradosso dei capitali inattivi e della crescita d'impresa. […]

    […] La cooperazione rafforzata, come ricorda Francesco Mocci, partner di ADVANT Ntcm, richiederebbe il coinvolgimento di un minimo di nove Stati membri e l'approvazione formale di Commissione, Parlamento e Consiglio. «C'è da ricordare - afferma - che malgrado l'insistenza dell'E6, nessuna richiesta formale in tal senso è stata ancora presentata e le istituzioni continuano a prediligere il percorso ordinario per tutti i 27 Paesi membri». E segnala che su questi temi, un'Europa a due velocità rappresenterebbe un paradosso rispetto agli obiettivi originari dell'Unione dei risparmi e degli investimenti. «La tematica su cui è più verosimile che la cooperazione rafforzata possa prendere piede - afferma Mocci - è proprio il Misp, con particolare riguardo alla questione della supervisione centralizzata dei mercati dei capitali attraverso un rafforzamento dei poteri dell'Esma. In proposito, difatti, tutti gli Stati membri condividono gli obiettivi generali del pacchetto, ma con "significantly diverging views" sul livello appropriato di centralizzazione».

     

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