Il governo raddoppia la tassa sulle transazioni allo 0,2% sulle società quotate e allo 0,4% sulle non quotate. Ma finora lo Stato ha incassato la metà di quanto atteso, mentre gli scambi sono crollati del 40%. Gli effetti su Eni, Enel, Poste, Leonardo & co.
Errare è umano, perseverare diventa diabolico. Alla disperata ricerca di fondi a copertura della manovra finanziaria, il governo prende di mira la già asfittica Piazza Affari e lavora al raddoppio della Tobin Tax. Un’imposizione fiscale che ovviamente i mercati non amano. Introdotta nel 2013 dal governo Monti, colpisce le società con sede legale in Italia e che hanno un valore a partire da 500 milioni di euro. Si applica ai soggetti che acquistano quote di queste imprese, indipendentemente dalla loro nazionalità.
Chi colpisce la Tobin. La proposta attuale prevede di portare dallo 0,1% allo 0,2% l'aliquota per le società quotate sui mercati regolamentati e dallo 0,2% allo 0,4% per quelle nei mercati non regolamentati (dallo 0,02% allo 0,04% l'imposizione sulle negoziazioni ad alta frequenza). Vengono invece escluse le operazioni a mercato che si aprono e chiudono in giornata […]
[…] Davide Massiglia, Counsel ADVANT Nctm, nota che “l'impatto della misura sarebbe molto differenziato. Per gli investitori retail, tradizionalmente più reattivi all'aumento dei costi operativi, il raddoppio dell'aliquota potrebbe incidere sulle strategie ad alta rotazione e sulla convenienza degli acquisti ricorrenti o frazionati. Per gli investitori meno dinamici, invece, l'effetto resterebbe ”contenuto, ma comunque percepibile nel caso di investimenti periodici". […]
[…] Ben più rilevante sarebbe invece l'impatto, riprende poi Massiglia, sugli investitori istituzionali (italini ed esteri) e sulle relative strategie “per le quali l'incremento dei costi marginali per transazione rappresenta un fattore distorsivo importante. Un aumento dell'imposta potrebbe ridurre la liquidità complessiva del mercato domestico e favorire un progressivo spostamento dell'operatività verso strumenti e piazze non soggetti al prelievo” come per esempio l'Olanda.
Articolo integrale sul settimanale del 13 dicembre 2025 di Milano Finanza