Negli ultimi anni il Contratto di sviluppo si è affermato come uno degli strumenti cardine della politica industriale italiana, per dimensione finanziaria e capacità di sostenere programmi di investimento complessi. Secondo le statistiche rese disponibili da Invitalia, fino al 2021, la misura ha finanziato 200 progetti per 7,2 miliardi di euro di investimenti e oltre 3,1 miliardi di agevolazioni. Dal 2021 si contano poi ulteriori 100 progetti circa, tra contratti e accordi sviluppo, finanziati sia a valere sulla misura ordinaria che su sportelli tematici con l'attivazione complessivamente di circa 10 miliardi di euro di risorse dedicate in oltre dieci anni dal 2014 al 2025. Negli ultimi anni, anche grazie al ricorso al Pnrr, lo strumento si è articolato con l'attivazione di sportelli tematici su semiconduttori, tecnologie net-zero, energie rinnovabilie filiere industriali prioritarie (agroindustria, design, moda e arredo, automotive, chimica, farmaceutica e altre). Nel complesso si registra un peso crescente di progetti strategici e capital intensive, una rilevanza degli interventi agroindustriali a sostegno di un settore trainante del Made in Italy, investimenti nel Mezzogiorno e numerose iniziative dedicate alla transizione ecologica.[…]
[…] «La gestione di un Contratto di Sviluppo richiede un approccio multidisciplinare. Collaboriamo stabilmente con advisor finanziari, società di consulenza industriale, esperti di progettazione tecnica e consulenti del lavoro per i profili occupazionali», dice Filippo Federici, counsel del dipartimento Corporate and Commercial di ADVANT Nctm. «Nei progetti più complessi è frequente il coinvolgimento di ingegneri ambientali e società di revisione. L'integrazione tra competenze legali e tecnico-economiche è un fattore decisivo per il buon esito dell'operazione» . «Il Contratto di Sviluppo si caratterizza per un approccio negoziale e «su misura», con un mix di contributia fondo perduto e finanziamenti agevolati.È particolarmente efficace per progetti complessi che integrano investimenti produttivi, R&De sostenibilità ambientale. La presenza di un soggetto gestore unico (Invitalia) consente poi una governance centralizzata del procedimento. In Studio operiamo con un team interdisciplinare che integra competenze corporate, amministrative, regolatorie e finanziarie. Assistiamoi clienti sin dalla fase di strutturazione del programma di investimento, nella definizione del veicolo societarioe nella negoziazione con Invitalia. Particolare attenzione è dedicata ai profili di governance, compliance, 231e sostenibilità, che incidono sull'ammissibilità e sull'erogazione delle agevolazioni. L'approccio è spesso integrato con advisor finanziari e tecnici». Lo Studio ha assistito imprese industrialie gruppi nella transizione energetica, in programmi di ampliamento produttivoe riconversione tecnologica. In diversi casi il Contratto di Sviluppo ha consentito di rendere sostenibili investimenti strategici che altrimenti avrebbero richiesto tempi di ritorno più lunghi. Lo strumento siè rivelato particolarmente efficace per progetti con forte impatto occupazionale e ambientale. «L'iter è strutturato e richiede un'elevata qualità progettuale, sia sotto il profilo industriale sia finanziario. La complessità documentale resta significativa. L'esperienza dimostra che una preparazione preliminare accurata è determinante per ridurre criticità e richieste integrative. La fase di monitoraggio successiva all'ammissione è altrettanto centrale. Un ulteriore snellimento delle tempistiche istruttoriee una maggiore prevedibilità dei criteri valutativi renderebbero lo strumento ancora più competitivo rispetto ad analoghe misure europee. Visto l'elevato tasso tecnico di taluni progetti, spesso tagliati su settori industriali molto specifici, poi, sarebbe opportuno istituzionalizzare un momento di confronto diretto tra Invitalia e le imprese richiedenti, tramite una o più audizioni. Il contraddittorio non solo scritto nel procedimento, infatti, permetterebbe anche di sciogliere ambiguità o incomprensioni che potrebbero risultare in ragioni ostative all'accoglimento della domanda» conclude Federici.
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