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    28.05.2024

    Influencer, ok alle regole ma servono contratti dettagliati


    Dopo il caso Ferragni è partita la corsa a fissare più regole possibili per disciplinare 1 attività degli influencer sui social.

    […] Quello che è avvenuto a Chiara Ferragni, soprattutto per quanto riguarda la fuga degli sponsor che l’avevano sostenuta, ha avviato un dibattito all’interno degli studi legali che si occupano principalmente proprio delle tematiche connesse alla pubblicità e alle sponsorizzazioni. «È essenziale in sede pre-contrattuale che l’azienda svolga un’approfondita due diligence sul testimonial cui vuole associare il proprio brand. C’è infatti il rischio che la brand reputation possa essere intaccata da una collaborazione commerciale con un partner la cui immagine risulti non allineata con i valori del marchio, magari a causa di condotte non solo attuali, ma anche passate», dice Paolo Lazzarino, partner di ADVANT Nctm. «E utile prevedere nel contratto un meccanismo di condivisione preventiva del piano marketing e l’impostazione di riunioni periodiche per la discussione e approvazione dei contenuti. Il contratto di collaborazione dovrà contenere meccanismi preventivi di controllo dei contenuti e un set di clausole dissuasive (manleve, penali); dall’altro, l’azienda dovrà garantirsi il diritto di risolvere immediatamente il contratto nel caso in cui il testimonial tenga condotte non in linea con i valori del brand e/o con norme di legge o autodisciplinari che regolano gli obblighi in materia di influencer marketing, trasparenza della pubblicità e tutela del consumatore. Per effetto delle linee Agcom approvate il gennaio scorso, l’attività degli influencer che superano la soglia di engagement individuata sarà soggetta a talune norme e principi del Testo Unico dei servizi di media audiovisivi. E imperativo per gli influencer di grande richiamo dotarsi di strutture di supporto editoriale e legale che li coadiuvino nell’elaborazione e verifica dei contenuti, per controllarne l’aderenza alle prescrizioni legali e regolamentari. Ci pare probabile che le aziende tenderanno in futuro a preferire influencer che siano sufficientemente attrezzati».

     

    L’articolo integrale sull’edizione settimanale di Italia Oggi Sette

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