Per accelerare l'Introduzione della direttiva Ue che si pone l'obiettivo di convogliare i risparmi fermi sui conti correnti verso investimenti produttivi si potrebbe assistere a una Europa a due velocità.
La Savings and Investment Union (Siu), il progetto lanciato dall'Unione europea per convogliare i risparmi delle famiglie europee verso investimenti produttivi, si trova a uno stadio decisivo. A oltre un anno dal lancio della strategia da parte della Commissione europea e dopo un intenso ciclo di proposte legislative e indicazioni — dalla riforma della disciplina delle cartolarizzazioni al Market Integration and Supervision Package (Misp), dalle raccomandazioni sui conti di investimento e risparmio e sull'educazione finanziaria alla disciplina dei Pepp (prodotti pensionistici individuali paneuropei) —, l'ambizioso piano si confronta con una realtà politica complessa.
L'11 marzo 2026, i ministri delle finanze di Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia e Spagna, il c.d. gruppo "E6", hanno presentato una lettera congiunta indirizzata alle istituzioni europee, chiedendo un'accelerazione dei lavori su tutti i fronti della Siu (con particolare riguardo all'adozione di un approccio generale sul Misp entro l'estate 2026 e alla conclusione dei negoziati sulle cartolarizzazioni entro l'autunno). Traspare una certa insoddisfazione verso le lungaggini burocratiche che rallentano il percorso legislativo unionale, spesso a causa di resistenze di alcuni Paesi. La richiesta dei ministri del gruppo E6 è altresì accompagnata dall'indicazione di impegni concreti da assumere in relazione a cinque pilastri (attrattività e competitività dei mercati dei capitali, finanziamento delle imprese innovative, semplificazione normativa, partecipazione degli investitori retail al mercato dei capitali e competitività del settore bancario), che si spingono in verità anche oltre i principali obiettivi della Siu.
Leggi l'articolo integrale a cura di Francesco Mocci sul numero dell'8 ottobre 2026 del Wall Street Italia