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    15.10.2026

    Aml, la nuova architettura europea entra nel vivo


    Articolo a cura di Loris Cottoni per Fondi & Sicav

    La disciplina europea in materia di antiriciclaggio si appresta a entrare in una nuova fase. Il cambiamento non riguarda soltanto l’introduzione di nuovi obblighi, ma investe l’intera architettura del sistema: dalle modalità di supervisione alla costruzione delle regole, fino al rapporto tra livello europeo e ordinamenti nazionali.

     

    Istituzione dell'AMLA

    Il principale elemento di discontinuità è rappresentato dall’istituzione dell’Authority for Anti-Money Laundering and Countering the Financing of Terrorism (Amla), destinata a diventare il centro di gravità del nuovo modello europeo. L’Autorità è operativa dal 1° luglio 2025 e sta progressivamente costruendo la propria struttura e il proprio apparato regolamentare ed esercitando già importanti funzioni di coordinamento e di convergenza delle prassi di vigilanza nazionali. L’obiettivo è superare la frammentazione che ha caratterizzato, almeno in parte, il precedente assetto europeo e favorire un’applicazione più omogenea delle regole Aml. Il modello, tuttavia, non è quello di una completa centralizzazione della vigilanza: autorità europee e autorità nazionali continueranno a operare all’interno di un sistema integrato, con una distribuzione delle competenze destinata a tenere conto anche della natura e del profilo di rischio degli intermediari.

     

    Il nuovo framework

    La trasformazione interessa anche la fonte delle regole. Il nuovo framework europeo presenta infatti una struttura articolata su più livelli, nella quale il regolamento Ue assume un ruolo centrale per la disciplina degli obblighi sostanziali dei soggetti destinatari, mentre la direttiva continua a svolgere una funzione rilevante soprattutto per gli aspetti istituzionali e organizzativi che richiedono un intervento degli stati membri. A questo primo livello si affianca una crescente produzione di norme tecniche e strumenti di convergenza elaborati nell’ambito del nuovo sistema: Regulatory technical standards, Implementing technical standards, linee guida e altri atti destinati a specificare, chiarire e rendere operativi i principi contenuti nella legislazione primaria. È una caratteristica strutturale del nuovo modello: il quadro Aml europeo non si esaurisce più nella lettura del testo legislativo principale, ma si completa progressivamente attraverso una pluralità di fonti e strumenti applicativi. Nel 2026 Amla è impegnata nella predisposizione e consultazione di numerosi standard tecnici, destinati a incidere su aspetti operativi rilevanti per gli intermediari. L’armonizzazione europea non significa, tuttavia, cancellazione delle specificità nazionali. Rimane infatti uno spazio di intervento degli stati membri in relazione a specifiche esigenze derivanti dal contesto nazionale e dalle valutazioni di rischio. Anche il nuovo sistema, quindi, richiederà agli operatori di mantenere una visione a due livelli: europea, per il quadro comune di riferimento, e nazionale, per le disposizioni che continueranno a completarlo. Il calendario di applicazione rende evidente la natura progressiva della transizione. Amla è già nella fase operativa, mentre il nuovo regolamento europeo in materia di prevenzione del riciclaggio sarà applicabile, in via generale, dal 10 luglio 2027.

     

    Conformità al framework

    Gli adeguamenti necessari per conformarsi al mutato framework potranno interessare governance, processi, responsabilità, sistemi informativi, qualità e disponibilità dei dati, controlli di secondo livello e modalità di interazione tra le diverse funzioni aziendali. In tal senso, la preparazione dovrebbe quindi iniziare ben prima delle date di applicazione delle singole disposizioni. Mappare gli impatti, individuare i gap rispetto all’attuale assetto, comprendere l’evoluzione degli standard tecnici e pianificare gli interventi organizzativi e tecnologici sono attività che richiedono tempi difficilmente comprimibili. Il nuovo modello europeo segna, in definitiva, un’evoluzione della compliance Aml verso un presidio sempre più integrato nel governo dell’intermediario. L’armonizzazione delle regole e la progressiva convergenza della vigilanza ridurranno gli spazi per approcci meramente formali, mentre la qualità dei processi e la capacità di dimostrare l’effettività dei controlli assumeranno un peso crescente. Il 10 luglio 2027 sarà dunque una scadenza importante, ma non il momento in cui iniziare il percorso. Per gli intermediari, la vera sfida è già cominciata: trasformare per tempo il nuovo quadro europeo in un modello operativo solido e coerente.