Articolo a cura di Anna Bettoni per Private
È operativo il decreto che ha riscritto le sanzioni del Tuf Il nuovo sistema adottato introduce tre opzioni di chiusura.
Chi riceve una contestazione da Consob o da Banca d’Italia oggi ha una strada in più: può trattare la sanzione, invece di limitarsi a subirla. È la novità principale del decreto legislativo 128/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 luglio, che riscrive il sistema sanzionatorio del Tuf in attuazione della delega di cui all’articolo 19 bis della legge 5 marzo 2024, n. 21 (cosiddetta Legge Capitali).
Rinnovate strade per la tutela
Le vie per chiudere un procedimento prima della sanzione piena ora sono tre. Accanto agli impegni, che già esistevano e che il decreto ritocca (articolo 196-ter Tuf), ne arrivano due nuove: l’applicazione concordata delle sanzioni, una sorta di patteggiamento (articolo 196-quater), e il pagamento in misura ridotta (articolo 196-quinquies). La previsione di due nuovi istituti, fondati su logiche tra loro diverse, una transattiva, l’altra oblazionale, risulta coerente con il criterio direttivo sempre descritto all’art. 19-bis, comma 1, che prevede, tra l’altro, la “facilitazione del ricorso a strumenti di definizione preventiva o alternativa dei procedimenti sanzionatori amministrativi in funzione deflativa del contenzioso, anche mediante la previsione di meccanismi di applicazione concordata della sanzione”.
Leggi l'articolo integrale sul numero di ottobre 2026 di Private